“Io il mio discorso l’ho fatto: ora preparate voi il discorso funebre per me”, disse Giacomo Matteotti alla Camera il 30 maggio 1924. Undici giorni dopo, venne ucciso davvero. Il mio 25 aprile di quest’anno voglio celebrarlo così, ricordando uno dei momenti più alti della storia dell’Aula: in un periodo in cui prevale la tentazione di buttare il bambino con l’acqua sporca, la Liberazione dal fascismo certifica che non esistono vie migliori della democrazia, pur con tutti gli innegabili difetti dei suoi protagonisti. L’uomo solo al comando lo abbiamo già sperimentato; il “bivacco di manipoli” è una tentazione che serpeggia ancora, ciclicamente, e acquista consenso proprio quando la politica perde credibilità; il coraggio di Matteotti, che paga con la sua vita la battaglia per un’Italia migliore, è innanzitutto un invito a me stesso, visto che ho l’onore di sedere sui suoi stessi banchi e l’onere di dimostrarmene degno. Buon 25 aprile e buona lettura, perché merita.

Presidente. Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà.

Giacomo Matteotti. Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. […] L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta dagli oratori fascisti in tutti i comizi, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso – come ha dichiarato replicatamente – avrebbe mantenuto il potere con la forza […]. A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all’inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l’ultima elezione in Italia, c’è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)

Voci: a destra: “Perché avete paura! Perché scappate!”

Giacomo Matteotti. Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle. (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all’estrema sinistra) E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede… (Interruzioni, rumori)

Paolo Greco. È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!

Giacomo Matteotti. E allora sciogliete il Parlamento.

Paolo Greco. Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere rispettati.

Giacomo Matteotti. […] Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata… (Rumori)

Maurizio Maraviglia. Non è vero. Lo inventa lei in questo momento.

Roberto Farinacci. Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!

Giacomo Matteotti. Fareste il vostro mestiere! […] Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei luoghi, anzi quasi dappertutto, questo non fu possibile. […] L’inizio della campagna elettorale del 1924 avvenne dunque a Genova, con una conferenza privata e per inviti da parte dell’onorevole Gonzales. Orbene, prima ancora che si iniziasse la conferenza, i fascisti invasero la sala e a furia di bastonate impedirono all’oratore di aprire nemmeno la bocca. (Rumori, interruzioni, apostrofi)

Una voce:” Non è vero, non fu impedito niente.” (Rumori)

Giacomo Matteotti. Allora rettifico! Se l’onorevole Gonzales dovette passare 8 giorni a letto, vuol dire che si è ferito da solo, non fu bastonato. (Rumori, interruzioni) L’onorevole Gonzales, che è uno studioso di San Francesco, si è forse autoflagellato! (Si ride. Interruzioni) A Napoli doveva parlare… (Rumori vivissimi, scambio di apostrofi fra alcuni deputati che siedono all’estrema sinistra)

Presidente. Onorevoli colleghi, io deploro quello che accade. Prendano posto e non turbino la discussione! Onorevole Matteotti, prosegua, sia breve, e concluda. […] Onorevole Matteotti, se ella vuole parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente.

Giacomo Matteotti. Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!

Presidente. Parli, parli.

Giacomo Matteotti. I candidati non avevano libera circolazione… (Rumori. Interruzioni)

Presidente. Facciano silenzio! Lascino parlare!

Giacomo Matteotti. […] Noi possiamo riconoscere che, in alcuni luoghi, in alcune poche città e in qualche provincia, il giorno delle elezioni vi è stata una certa libertà. Ma questa concessione limitata della libertà nello spazio e nel tempo – e l’onorevole Farinacci, che è molto aperto, me lo potrebbe ammettere – fu data ad uno scopo evidente: dimostrare, nei centri più controllati dall’opinione pubblica e in quei luoghi nei quali una più densa popolazione avrebbe reagito alla violenza con una evidente astensione controllabile da parte di tutti, che una certa libertà c’è stata. Ma, strana coincidenza, proprio in quei luoghi dove fu concessa a scopo dimostrativo quella libertà, le minoranze raccolsero una tale abbondanza di suffragi, da superare la maggioranza – con questa conseguenza però, che la violenza, che non si era avuta prima delle elezioni, si ebbe dopo le elezioni. E noi ricordiamo quello che è avvenuto specialmente nel Milanese e nel Genovesato ed in parecchi altri luoghi, dove le elezioni diedero risultati soddisfacenti in confronto alla lista fascista. Si ebbero distruzioni di giornali, devastazioni di locali, bastonature alle persone. Distruzioni che hanno portato milioni di danni… (Vivissimi rumori al centro e a destra) […] Nella massima parte dei casi però non vi fu bisogno delle sanzioni, perché i poveri contadini sapevano inutile ogni resistenza e dovevano subire la legge del più forte, la legge del padrone, votando, per tranquillità della famiglia, la terna assegnata a ciascuno dal dirigente locale del Sindacato fascista o dal fascio. (Vivi rumori interruzioni)

Giacomo Suardo. L’onorevole Matteotti non insulta me rappresentante: insulta il popolo italiano ed io, per la mia dignità, esco dall’Aula. (Rumori – Commenti) La mia città in ginocchio ha inneggiato al Duce Mussolini, sfido l’onorevole Matteotti a provare le sue affermazioni. Per la mia dignità di soldato, abbandono quest’Aula. (Applausi, commenti)

Attilio Teruzzi. L’onorevole Suardo è medaglia d’oro! Si vergogni, on. Matteotti. (Rumori all’estrema sinistra)

Presidente. Facciano silenzio! Onorevole Matteotti, concluda!

Giacomo Matteotti. Io posso documentare e far nomi. […] Non voglio dilungarmi a descrivere i molti altri sistemi impiegati per impedire la libera espressione della volontà popolare. Il fatto è che solo una piccola minoranza di cittadini ha potuto esprimere liberamente il suo voto: il più delle volte, quasi esclusivamente coloro che non potevano essere sospettati di essere socialisti. I nostri furono impediti dalla violenza; mentre riuscirono più facilmente a votare per noi persone nuove e indipendenti, le quali, non essendo credute socialiste, si sono sottratte al controllo e hanno esercitato il loro diritto liberamente. A queste nuove forze che manifestano la reazione della nuova Italia contro l’oppressione del nuovo regime, noi mandiamo il nostro ringraziamento. (Applausi all’estrema sinistra. Rumori dalle altre parti della Camera) Per tutte queste ragioni, e per le altre che di fronte alle vostre rumorose sollecitazioni rinunzio a svolgere, ma che voi ben conoscete perché ciascuno di voi ne è stato testimonio per lo meno… (Rumori) per queste ragioni noi domandiamo l’annullamento in blocco della elezione di maggioranza.

Voci a destra: “Accettiamo” (Vivi applausi a destra e al centro)

Giacomo Matteotti. [...] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra) Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all’estrema sinistra – Vivi rumori)

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9 commenti to “Sia breve e concluda!”

  1. Giuseppe Lanzi scrive:

    Bello che sia un parlamentare a ricordare questa pagina di Storia… Allora nemmeno in questa aula (verrebbe da aggiungere “Sorda e grigia”) tutto è perduto….

  2. cicero tertio scrive:

    In quell’aula sorda e griga di allora non risuonaorno temi di finanziamento pubblico ai partiti, di tangenti, di compra vendita di deputati, quanto guadagnava allora in termini di potere di acquisto attuale un parlamentare? ed aveva la pensione dopo una sola legislatura?
    Mussolini sarà stato quello che sarà stato, e per me il giudizio su di lui non è certo assolutorio, ma un celebre detto diceva che quando lo appesero per i piedi in piazzale Loreto dalle sue tasche non venne fuori nemmeno un biglietto del tram.

  3. pfra64 scrive:

    Dopo che il regime ha eliminato, anche fisicamente, l’opposizione
    Dopo che il regime ha chiuso i giornali non di partito
    Dopo che il regime ha costretto tutti i dipendenti pubblici ad iscriversi al partito ed ha emesso le leggi fascistissime
    Dopo che il regime ha perpetrato omicidi, coercizioni, purghe, violenze
    Dopo che il regime ha emanato le leggi razziali
    Dopo che il regime si è alleato con i nazisti
    Dopo che il regime ha fatto espellere l’Italia dalla Società delle Nazioni
    Dopo che il regime ci ha fatto entrare in una guerra che è stata una delle più grandi tragedie della Storia, e per la quale eravamo per di più completamente impreparati.

    Dopo tutto questo che c’è ancora che sostiene: sì, ma in fondo Mussolini ha fatto anche qualcosa di bene.

    La cosa più triste sono questi tentativi di riabilitazione storica del regime e di Mussolini, cose che si sentono ogni giorno, tentativi che la dicono lunga sul carattere dell’italiano medio e il perché tutti ci considerano “inabituati” alla democrazia.

    @Cicero almeno abbi il coraggio di non nascondere ombra assolutoria con la foglia di fico del “non è per assolvere”.

  4. cicero tertio scrive:

    @pfra64
    Me la aspettavo una simile replica da parte di qualcuno, mi è successo anche su un altro forum dove raccontavo il grande successo economico del regime nazista in Germania in quei pochi anni in cui fu al potere prima della guerra facendo una politica espansiva spendendo a deficit, al contrario di quanto ora quella nazione sta facendo imponendo all’Europa penitenze nel ricordo di Weimar a cui si sono fermati dato che del nazismo hanno cancellato tutto nel bene e nel male. Naturalmente arrivarono i commenti in cui mi si dava del nazista…
    Perchè caro sig. Pfra, il bene ed il male non sono mai assoluti, non è una novità, lo sapeva anche Svetonio nella sua opera “Vita dei Cesari” in cui per ciascun imperatore di quella stirpe metteva in una pagina le cose buone e in un’altra le cose cattive che fecero. Appresi così che anche Nerone fece cose buone. Ciò non toglie naturalmente che che quelle cattive molto prevalenti diedero il giudizio finale per lui come bisogna darlo (ed io concordo sicuramente), anche per i dittatori del secolo scorso, non solo i due che pesero ma anche quello che vinse ad est.
    Quanto alle foglie di fico, le usarono già Adamo ed Eva quando furono scacciati dal paradiso terrestre per coprire quelle che erano diventate le loro vergogne (e perchè prima non lo erano?) e le misero anche i papi della controriforma su certe statue e dipinti realizzate in epoca precedente su commessa di altri loro omologhi. Evidentemente il concetto di vergogna è sempre stato anch’esso variabile.

  5. pfra64 scrive:

    @Cicero
    l’uscita dal disastro economico avvenne non per una positiva visione dell’economia da parte del governo nazista, ma per la spesa destinata agli armamenti e anche per una riconquistata fiducia nel Marco (lo Stato garantì con possedimenti demaniali il nuovo Marco, operazione più psicologica che sostanziale).
    Per non parlare del nostro versante, quello italiano fascista, in cui la politica di autosufficenza economica che volle imporre il duce cozzava con le più elementari leggi dell’economia e del buon senso. Ma si sa, a noi italiani il populismo ci piace tanto e i nostri nonni/bisnonni non fecero eccezione.

    Quanto a Nerone, gli storici in realtà non lo hanno mai descritto come un gran cattivone. A me è pure un po’ simpatico http://www.youtube.com/watch?v=AtLy-s61Vas

  6. pfra64 scrive:

    ah, naturalmente hai piena ragione sul terzo tipetto, quello dell’est

  7. cicero tertio scrive:

    @pfra64
    una storia molto interessante del successo economico della Germania nazista l’ho letta su un forum a su questo link (sia ben chiaro che non condivido l’ideologia che ispira questo sito ad evitare eventuali commenti ):

    http://www.stormfront.org/forum/t753500/

    riprendo il passo principale:

    i nazionalsocialisti “si basavano sulle idee sempliciste del loro fuehrer, e s’erano creati una teoria monetaria che suonava pressappoco così: le banconote si possono moltiplicare e spendere a volontà,purché si mantengano costanti i prezzi”.
    Hitler lo diceva con esplicita brutalità: “dopo l’eliminazione degli speculatori e degli ebrei, si dispone di una sorta di moto perpetuo economico, di circuito chiuso il cui movimento non si arresta mai. Il solo motore necessario per questo meccanismo è la fiducia. Basta creare e mantenere questa fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe”
    Ecco la parola magica la FIDUCIA.
    La moneta “flat money” ossia la carta stampata non ancorata ad un bene sottostante specifico, ad esempio l’oro, è imposta dallo stato d’autorità, come tuttoggi, ma ha bisogno per poter funzionare della credibilità basata sulla sua fiducia.
    Hitler la ottenne dai suoi connazionali, perchè i tedeschi per loro natura più disciplinati e governabili rispetto a noi avevano in quel momento visto in lui dopo un periodo di fortissima crisi l’uomo che li avrebbe salvati. Si creò così un circuito virtuoso economico reale (non finanziario !!!)per cui i prodotti affluivano sul mercato e quindi i prezzi rimanevano bassi per la loro aumentata disponibilità. Non centra il fatto degli armamenti, quelli potero essere realizzati in un secondo tempo una volta fatto ripartire il circuito dell’economia. Altrimenti basterebbe che ci mettessimo ora anche noi a costruire cannoni per uscire dalla nostra attuale crisi!
    Il fascismo invece sbagliò in economia. Mussolini che non capiva tanto di questa materia si rivolse a degli esperti economici tra cui spiccava in primis l’allora governatore della Banca d’Italia che si chiamava Beneduce, dopo la crisi americana del 1929 che due anni dopo attaccò anche l’Europa. Questi consigliò una politica di rigore ed austerità, (gli stipendi dei dipendenti pubblici vennero tagliati del 10% per due volte) e di inseguire un cambio fisso verso la sterlina inglese (la famosa quota 90) che Mussolini approvò credendo fosse segno di autorevolezza di prestigio, ma che fu invrece un errore enorme perchè costrinse il paese ad una prolungata stagnazione economica unita ad una diminuita capacità di esportare, a cui poi per completare il quadro si aggiunsero anche le sanzioni della Società delle Nazioni per la guerra contro l’Etiopia. E così non si poterono trovare risorse per rinnovare gli armamamenti, per cui il fascimo al potere già 11 anni prima del nazismo (1933) arrivò impreparato a meta del 1940 alla guerra che Hitler aveva già scatenato nove mesi prima.
    Quanto a Stalin si è visto come il comunismo economicamente fu un fallimento avendo represso l’iniziativa dei singoli come si vede anche al giorno d’oggi in quei pochi stati in cui è sopravvisuto.
    Capire l’economia è sempre molto importante per capire anche il resto.

  8. pfra64 scrive:

    @cicero
    riguardo alla fiducia, su cui concordo, aggiungo dei stralci presi dalla definizione di “moneta” che c’è nella Enciclopedia Italiana Treccani, definizione che fu curata da Federico Caffè:
    …a conferire carattere di moneta ad un determinato mezzo ….[è] la fiducia nella sua generale accettazione….[essa, ovvero l'accettazione] rientra nello sconcertante ma suggestivo gruppo di fenomeni che risentono di convincimenti che si autogiustificano

    In altre parole, “il denaro è una promessa basata sul nulla” (Massimo Fini).

    In definitiva però anche l’oro ha questa caratteristica: l’assoluta inutilità intrinseca, siamo sicuri che verrà sempre e ovunque accettatto (la promessa) ma di per se stesso non serve a nulla, non si mangia, né serve ad arare un campo e neanche a ripararci dal freddo.

    Tuttavia, tornando a Hitler, la “fiducia” nel Marco di allora fu spiegata dallo stesso Hitler in questo passaggio: creare la fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe.

    Il comunismo, è vero, ha fallito sia economicamente sia politicamente (si basa su un regime come il fascismo – mi tocca specificare di essere anticomunista, da sempre, per evitare commenti).
    Ma credo che economicamente stiano peggio nella Grecia capitalista che nella Cuba comunista, almeno come condizioni di vita materiale (assistenza medica, istruzione, ecc.).

    Non vedo perciò tutta questa grande vittoria del capitalismo sbandierata in questi ultimi decenni, né tantomeno la Fine della Storia.

  9. cicero tertio scrive:

    @Pfra
    ho già segnalato un sito che ritengo chiarissimo sulla spiegazione di cosa è la moneta: Paolo Barnard nel suo saggio “Il più grande crimine” (che è l’euro) a cui rimando raccomandando una attenta lettura.
    http://www.paolobarnard.info/d.....ne2011.pdf

    quanto all’oro aggiungo solo questo: è in bolla speculativa ? si, ma da quando esiste l’umanità.
    La carta moneta disancorata dall’oro è di per se stessa carta straccia se non supportata dalla fiducia.
    Quanto ad Hitler, che pur di mezzi coercitivi se ne intendeva… non ebbe bisogno di usarli per far circolare la moneta, se si è letto bene il contenuto il link a cui ho rimandato, perchè spontaneamente riuscì a craare la fiducia che autoalimentandosi creava altra fiducia. Tra l’altro il contrario di quando si sta facendo ora in Europa da parte di Frau Merkel che quelle cose non deve proprio averle lette…
    Il comunismo fallì perchè era è contro la natura economica umana scoraggiando la libera iniziativa accentrando tutto allo stato per cui il singolo non ha alcun interesse a perseguire la sua propsperità se non ha anche un incentivo per la propria.
    Il capitalismo quando era serio e basato sull’economia reale ed il rischio dell’impenditore (leggasi gli scritti di Einaudi) era valido sicuramente ed ha creato la prosperità dell’occidente.
    Poi anche esso è degenerato perchè all’economia reale si è sostrituita la finanza che ha moltiplicato in modo fasullo e criminale, addirittura oggigiorno 15 volte, i sottostanti dell’economia reale. Nel frattempo per sostenerla si è continuato a stampare carta moneta inflazionata, sicchè il valore dell’oro è passato da 35 dollari per oncia di quando c’era la convertibilità (fino al 1971) ai circa 1650 di adesso. Il risultato della finanza slegata dall’economia vera lo abbiamo visto con gli sconquassi che si sono succeduti in questi ultimi anni.
    Paragonare Cuba con la Grecia attuale ? vengono da due storie diverse, a quanto pare convergono nella miseria entrambe, Cuba con più anzianità di servizio, ma entrambe ora hanno alla loro radice la crisi della fiducia. La prima per un sistema che non ha mai funzionato, la seconda perchè fatta fallire dall’egoismo di un Europa pure fallita nei suoi obiettivi e che ora ha solo beccamorti che ci vengono a raccontare di austerità, tagli, patti di stabilità (si, della miseria) , sacrifici da imporre ai popoli (e non alle caste). Come finirà? per me male, molto male.
    La soria è comunque imprevedibile, chi l’avrebbe detto nel secolo scorso che un imbianchino avrebbe scalato il potere e scatenato poi una guerra mondiale?
    Stasera, per concludere, sentivo alla radio che DSK, caduto o fatto cadere a seguito della denuncia di una cameriera di colore che non si sa quanto facili costumi, mentre si apprestava a lasciare New York, stava per andare a parlare con la Merkel sul salvataggio (allora i primi passi e possibile ) della Grecia.
    Poi tutto è andato in fumo, anche la sua carriera politica (i sondaggi lo davano in vantaggio netto sul mefitico Sarkò) ed il salvataggio della Grecia, con tutte le conseguanze di cui pure noi ora soffriamo.
    Una presunta bagascia può aver cambiato il corso della storia !

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