Il signor MD Jalal Uddin avrà una quarantina d’anni, se la sua foto su Facebook non è vecchia, e con ogni probabilità è arrivato in Italia dal Bangladesh con la famiglia per cercare lavoro. Avrei voluto saperne di più, ma deve essere un tipo riservato: sono riuscito a capire solo che gli piace il biliardo online. Come del resto al piccolo Tarikul Islam, che non so se sia suo figlio, nipote o solo amico di Facebook: fa la prima media, si vanta di essere bravo in matematica, sul suo profilo ha una foto della gita a Venezia (“che bello”) e un’immagine di un supereroe della saga di Dragonball (“figo”), oltre al link alla pagina del Milan. Anche “Ridom milanista per sempre”, altro adolescente amico del giro, è un tifoso rossonero: si vede che fra i nuovi italiani di origine bengalese il Milan tira parecchio. MD Jalal Uddin non so neppure se ami il calcio, non l’ha scritto. Né la politica. Eppure, oggi il suo nome è finito sui giornali, tra i retroscena del Padaniagate.

La vita è curiosa. In Lombardia, nel 2006, la Lega fece approvare una legge per la chiusura dei phone center, in quanto luogo di aggregazione di immigrati e dunque pericolo per la sicurezza. Poi i Tar di Brescia e Milano accolsero il ricorso di alcuni gestori e la stessa Corte costituzionale bocciò definitivamente il provvedimento, per cui le attenzioni leghiste si spostarono contro i kebab. Ma la Lega aveva visto giusto, bisogna ammetterlo, perché gli immigrati al telefono sono pericolosissimi. Il signor Md Jalal Uddin, per esempio, è finito nel mirino della Dia di Reggio Calabria, che ha scoperto una cosa gravissima: il suo numero di telefono era nell’agenda di Stefano Bonet, l’imprenditore veneziano (la foto su Facebook di Tarikul Islam! Hai capito il ragazzino? J) protagonista dell’affare Tanzania. E Bonet chiamava quel numero, a febbraio, per parlare con l’ex ministro Roberto Castelli: una litigata pazzesca, dicono gli inquirenti, sulla vicenda del rientro dei capitali esteri, dopo che perfino le banche tanzaniane avevano rifiutato l’investimento perché non ci vedevano chiaro. Naturalmente il povero Jalal non sapeva nulla, né era suo il cellulare passato a Castelli: era una sim intestatagli a sua insaputa, probabilmente dallo stesso Bonet, e consegnata a tal Lubiana Restaini, intermediaria di un giro strano fra Bonet e lo stesso Castelli. Ci sarebbe un’altra cosa da chiarire nella vicenda: Restaini non ha mai lavorato per la Lega, ma è nello staff del Pdl – è segretaria particolare di Gianfranco Conte, presidente della Commissione Finanze – e proprio su richiesta del coordinatore cittadino del Pdl di Padova, il deputato Filippo Ascierto, dice oggi al Corriere di aver svolto quel ruolo di intermediazione. E poi, la triste ciliegina sulla torta: oltre al povero MD Jalal Uddin, un altro protagonista involontario della vicenda è un immigrato senegalese, anche lui titolare a sua insaputa di una scheda sim fantasma per i traffici di Bonet con via Bellerio. Dopo la strage di dicembre, proprio la comunità senegalese di Firenze accusò pubblicamente la Lega di essere “un partito che si richiama alle radici cristiane, ma fomenta l’odio razziale, anche in tv”. Oggi, la stessa Lega si serve dell’identità di un immigrato senegalese per coprire le proprie operazioni finanziarie in Tanzania. La vita è curiosa, davvero.

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6 commenti to “Phone center”

  1. cicero tertio scrive:

    Va bene gli immigrati sono tutti brava gente, tranne magari qualche raro apprendista terrorista fai-da-te che ogni tanto salta agli onori delle cronache, qualche spacciatore che ci rovina i nostri figli, qualche banda di espropriatori di ricchi proprierati di ville, come è pur vero che anche la Lega è ladrona come tutti i partiti del bel Paese, per quanto ssta venendoto allo scoperto in questi giorni.
    Ma on. Sarubbi, lei che dice di voler dar voce a chi non ce l’ha perchè ad esempio non commenta mai lo stillcidio dei suicidi dei piccoli imprenditori, rovinati da questa crisi e dalla tasse del vostro Salvatore, che con tragica sequenza sono all’ordine del giorno? Sono già ben 23 dall’inizio dell’anno. Forse perchè non sono extracomunitari o perchè tanto loro la voce ormai non ce l’hanno più ?

  2. Lubiana Restaini scrive:

    On. Sarubbi,
    le scrivo questo messaggio dopo aver letto il sopra citato articolo a sua firma che si presta a strane interpretazioni. Sono qui a precisarle che la scrivente non ha mai fatto parte di “giri strani” ne mi sarei mai prestata a cio, a tutela della mia immagine o dato mandato a i miei Legali a rappresentarmi in tutte le sedi e con richiesta di essere sentita dagli organi inquirenti per fugare qualsiasi dubbio pur non essendo indagata.
    Della nota vicenda “che ogni giorno ormai prende scenari diversi attraverso scritti della stampa e non” niente faceva presagire quello che sta accadendo.
    Io su richiesta di un’ Onorevole che ritengo onesto pulito per me un “fratello” ho accompagnato una persona (che mi era stato presentato come un imprenditore serio, brillante e amico), dopo averne parlato con altre persone, ed aver consultato la documentazione fornitami, (una relazione scritta dal Sig. Bonet Stefano), dopo di che mi sono consultata con la mia amica On. Erica Rivolta e altri, (tutte persone degne di stima e rispetto) a fare incontrare il Sig Bonet accompagnato dal suo Avvocato, dal Sen. Roberto Castelli.
    Non ho dubitato sulla persona a me presentata, in quanto è il responsabile nonchè titolare di un’organismo di ricerca sviluppo e innovazione denominato PO.LA.RE. con cui l’Associazione Andromeda (Onlus Presidente On Filippo Ascierto) con la quale io collaboro a titolo volontario abbiamo organizzato il 30 e 31 marzo c.a. in Padova con il patrocinio del Ministero dello sviluppo economico e delle università di padova e Napoli un convegno dal titolo “Italia 2.0 innovazione tecnologica e ricerca verso il futuro”.
    In merito al cellulare e la scheda che lei cita ci tengo a precisare che trattasi di una comune scheda prepagata WIND che è stata fornita a me e ad altri organizzatori del convegno per comunicare in merito allo stesso.

    Quindi non sono responsabile di avere utilizzato una scheda intestata ad un’altra persona ignara di tale intestazione.
    Perchè caro Onorevole dovevo dubitare di una persona che ogni volta che l’ho incontrato è stato sempre accompagnato da alti Prelati, Professori Universitari e direttori di Ministeri e con cui si stava progettando un osservatori sulla sanità vaticana?

    Preg.mo On tengo inoltre a precisare che la mia non è una difesa ne intende esserlo, non sono ne indagata, ne temo niente, in quanto non ho commesso nessun reato ma sono stata disponibile verso chi lamentava di aver subito con l’inganno una probabile truffa e voleva restituire i soldi suoi ai legittimi proprietari, in questo caso la Lega Nord, è un reato questo?

    Detto cio concludo dicendole che io ho sempre creduto nella giustizia che farà luce su tutta questa vicenda, e alla fine di questa triste vicenda chi ha sbagliato pagherà, inoltre sono ben lieta di mettere a sua disposizione il mio curriculum dove lei troverà encomi e note di merito rilasciati da Procuratori della Repubblica, Giudici, Sindaci, e tutte le persone con cui ho collaborato.
    Chi mi conosce veramente non si limita giudicare da notizie “volutamente distorte” (come presunte interviste da me mai rilasciate) sa che io non mi presterei mai a fare cose illegali per nessuno su questa terra ne tanto meno per denaro, e chiudo dicendo che le persone citate dalla stampa Roberto Calderoli, Roberto Castelli, Umberto Bossi, Erica Rivolta, Giancarlo Giorgetti, Roberto Maroni e Filippo Ascierto sono tutte persone serissime oneste degne di stima e del rispetto di chiunque.
    Grazie per la sua attenzione Dott. Lubiana Restaini

  3. Andrea Sarubbi scrive:

    @Lubiana Restaini: gentile dottoressa, non mi pare di aver detto una sola parola sulla sua professionalità, della quale non ho ragione di dubitare, né ho scritto che la scheda sim l’abbia acquistata lei. Di questo si occuperanno eventualmente i giudici, se lo riterranno importante. A me interessa il lato politico della storia, perché in questo momento della mia vita sono un parlamentare. E non posso non farmi qualche domanda, ne converrà con me, sullo strano ruolo del Pdl nella vicenda. Ma è un aspetto marginale della storia, rispetto a una Lega che si costruisce consenso sulla lotta agli immigrati e poi – ironia della sorte – finisce a parlare di traffici loschi in Tanzania su una linea telefonica intestata a un ignaro cittadino bengalese residente in Padania. Quanto alle sue amicizie, convengo che Erica Rivolta è una persona onesta e degna di stima, e non mi meraviglierei – conoscendola di persona – se non sapesse nulla. Sull’insaputismo degli altri leghisti che cita, Maroni compreso, avrei invece qualche dubbio.

  4. Lubiana restaini scrive:

    Gentilissimo onorevole,grazie per il suo chiarimento ,ma mi creda questa vicenda mi ha turbato tantissimo e ho già pagato un prezzo molto alto per la mia superficialità e per aver acconsentito alla richiesta si un amico caro a fare da garante (di una persona che non conoscevo personalmente e che ho iniziato a conoscere e frequentare per via di Andromeda e Dell ‘ osservatorio “sulla sanità del Vaticano”che doveva nascere) per fissare incontri chiarificatori con persone titolate. Non pensi che io mi voglia giustificare con questo mess. Perché io non ho fatto niente di illegale nella mia vita , io sono una persona pulita e può chiedere all’on. Amici (persona a me molto cara e che mi conosce da tanto tempo, dai tempi della Procura dove io ero la segretaria particolare del procuratore capo e del procur.aggiunto ) Vede onorevole questa vicenda mi ha molto colpita e ferita , come tutte le persone oneste, questi episodi mi turbano, io pensavo di fare il giusto e confido nella Magistratura , da ufficiale di pg quale sono stata sono sicura che al più presto si chiarirà tutto e forse ritroverò un pochino di serenità !

  5. Andrea Sarubbi scrive:

    Apprendo ora dal presidente della Commissione Finanze, Gianfranco Conte, che all’epoca dei fatti la dottoressa Restaini non era già più nel suo staff. Il suo riferimento politico restava l’on. Ascierto (Pdl) e questo non cambia di una virgola le mie domande sullo strano ruolo del Pdl in questa storia.

  6. Lubiana restaini scrive:

    On. Sarubbi, non voglio ripeto giustificarmi perché non ho fatto niente di cui debba vergognarmi e Sara ‘ la magistratura a far luce su questa vicenda,ci tengo pero’ a ribadirle che io il Signor Bonet l’ho incontrato e portato dal Senatore Castelli su richiesta di un amico fraterno on. Ascierto ,la invito a chiedere direttamente all’on. Ascierto quale e’stato il mio ruolo in questa vicenda e confido che appena la Magistratura chiarirà il mio ruolo anche lei capirà che non ho nessuna colpa, ho solo fatto incontrare una persona che lamentava di dover restituire “soldi non suoi ai legittimi proprietari in questo caso la Lega”a persone titolate ad ascoltarlo . Ho commesso qualche reato? Riguardo alla scheda ripeto non ero a conoscenza Dell ‘intestazione ad un cittadino straniero ,quella scheda mi era stata data e oltre a me ad altre 6 persone perché io ho organizzato un convegno a Padova per l associazione Andromeda (associazione di volontariato che fa riferimento all on Ascierto) con il patrocinio del ministero dello sviluppo economico ,l università di Padova e la Federico II di Napoli , lo Sponsor di questa manifestazione era Polare (di Stefano Bonet) mai avrei utilizzato una scheda di un altra persona e mai e poi mai avrei messo in difficoltà il Senatore Castelli che come me in questa vicenda ha il solo ruolo di voler capire da che cosa era successo.

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