Il pacioccone Belsito, la strega Rosy, il tesoriere morto, il santone malato, il figlio scemo che se ne approfitta: male che vada, scherzavo ieri in un tweet, “Lega ladrona” vince l’Oscar per il miglior casting. Ma nella sceneggiatura del film c’è qualcosa che non torna, e gli articoli di oggi sui giornali lo dimostrano: viene fuori, ad esempio, che uno dei triumviri del new deal (Calderoli) è dentro fino al collo, e non si riesce proprio a capire come il leader della rivoluzione, ministro dell’Interno per tre anni e mezzo degli ultimi quattro, potesse ignorare i contatti fra il tesoriere del proprio partito e la ‘ndrangheta.

Mi si rimprovera, in quanto deputato Pd, di non poter dare lezioni a nessuno, perché anche Lusi eccetera eccetera. Primo: la storia di Lusi è legata alla Margherita, mentre il Partito democratico, unica forza politica in Italia, ha dal primo giorno di vita un bilancio certificato da un revisore esterno. E siccome sono un nativo democratico, ne vado serenamente orgoglioso. Secondo: stando alle indagini in corso, la vicenda Lusi – a differenza di quella Belsito – sembra quella di un ladro che si intasca i soldi pubblici che dovrebbe custodire, perché non mi pare risultino fatture pagate al dentista di Rutelli o al concessionario auto di Franceschini; resta grave la mancanza di controlli, ma non è proprio la stessa cosa. Detto questo, a me non interessa dare lezioni: mi interessa solo – in entrambi i casi, sia chiaro – sapere la verità, come parlamentare e come contribuente, e la verità low cost di Maroni (“Le pulizie sono finite, ora ricominciamo”) non mi convince neanche un po’. L’articolo di Michele Brambilla sulla Stampa di oggi, del quale riporto il passaggio centrale, lo firmerei col sangue.

“Perché in pochi giorni Rosi Mauro è passata dagli applausi all’espulsione? Il partito si è improvvisamente accorto della sua indegnità? Del suo presunto amante bodyguard? Dei suoi maneggi e intrallazzi con Belsito e con il cerchio magico? Si vuol far credere che, se ha sbagliato, lo ha fatto senza che nessun altro sapesse? Ma mi faccia il piacere, diceva Totò.
Da quando i giornalisti hanno cominciato a scrivere che attorno a un Bossi stanco e malato si era formato un «cerchio magico» che lo teneva in ostaggio, tutti – ripetiamo: tutti – i dirigenti della Lega urlavano, in pubblico, che si trattava di volgari menzogne dei soliti pennivendoli. Adesso tutti questi dirigenti parlano del «cerchio magico» come di una realtà acclarata da tempo, e fanno pulizia a colpi di scopa.
Ma è una pulizia suggerita dall’esigenza di nuovi equilibri di potere interni, non da un amor di trasparenza e onestà. Provate a guardare foto e filmati di Bossi degli ultimi otto anni: non c’è fotogramma in cui il vecchio capo non sia tenuto a braccetto da Rosi Mauro. È per questo che nella Lega tanti odiano questa donna. Nessuno poteva avvicinarsi a lui senza il consenso di lei. I giornalisti men che meno: Bossi non rilascia interviste vere da prima della malattia. Rosi «la badante», come la chiamavano i più gentili nella Lega (gli altri la chiamavano «mamma Ebe») era dunque riuscita nell’impresa di accudire Bossi per controllarlo, diventando insieme a pochi altri (il famoso cerchio magico) la vera segreteria politica della Lega.
Dicono i suoi nemici interni che questo ruolo lo abbia svolto con cinismo e senza pietà, facendo tabula rasa di oppositori e concorrenti. È probabile che sia vero. Ma si abbia il coraggio di dire che è per questo motivo che ora questa donna – neppure indagata, almeno per adesso – è stata espulsa. Si abbia il coraggio di dire che è una purga staliniana per giochi di potere interno, senza tirare in ballo l’uso del denaro del partito. Di verginelle, riguardo all’uso di quei soldi, ce ne sono poche”.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , ,

2 commenti to “La verità low cost”

  1. Diego Bastoni scrive:

    “il Partito democratico, unica forza politica in Italia,
    ha dal primo giorno di vita un bilancio certificato
    da un revisore esterno.
    E siccome sono un nativo democratico,
    ne vado serenamente orgoglioso.”

    Non sai quanto t’invidio per questo tuo essere “nativo democratico”!
    A me invece le marachelle dei “farabutti” di casa nostra fanno un sacco male dentro…
    un pò come se uccidessero la speranza…

    Grazie comunque per la tua bella riflessione!
    Diego

  2. Jacopo scrive:

    no, è davvero troppo comodo cavarsela così; primo perchè tu stesso, come peraltro dici anche tu, non vieni da marte; sei stato scelto da francesco rutelli. secondariamente, la margherita, pur essendo un partito defunto, è uno dei due organi fondatori del pd (uno dei due “genitori”, potremmo dire), e continua tuttìora a intascare rimborsi elettorali pur non esistendo più nell’ambito della proposta politica. il fatto lusi, come il fatto belsito, ha questo di scandaloso; non l’uso che è stato fatto dei soldi intascati dal tesoriere (qua, usati per comprare lauree e per riparare ville, la per pagarsi costosissime vacanze e cene dall’ammontare folle), ma proprio che queste montagne di soldi sono denaro pubblico, di tutti i cittadini; denaro pubblico che i partiti, se i referendum hanno un valore in questo paese, neppure dovrebbero ricevere; denaro pubblico che invece continuano a intascarsi, addirittura anche se scomparsi da anni (e ciò rende la vicenda ancora più grave); l’uso che poi si fa di questi soldi pubblici ha a questo punto poca importanza, a meno che non si sconfini nella commissione di reati; ma le cifre, aggiornate, dicono: lega 3 milioni e rotti; lusi, quindi margherita, 20 milioni + 13 milioni; sapevano e non hanno detto niente i dirigenti della margherita? allora sono colpevoli, nella stessa misura in cui è probabilmente colpevole umberto bossi; non sapevano? ipotesi improbabile, viste le cifre, ma se fosse così, allora sarebbe indice di una superficialiutà e di una trascuratezza che rende clamorosamente inadeguati gli ex leaders della margherita, cher oggi occupano posizioni di punta nel pd o hanno foindato altri partiti, a stare in parlam,ento e a ricoprire cariche di governo. come al soliti, un’autoassoluzione è troppo comoda…

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 10 + 12 ?
Please leave these two fields as-is: