Per chi ha visto Report di domenica 1 aprile, quello intitolato “Fuori bordo” e dedicato a Fincantieri, questa è la seconda puntata: in quanto deputato eletto a Napoli – e tra l’altro iscritto proprio al circolo Pd di Castellammare di Stabia, dove Fincantieri ha la più antica fabbrica di navi moderne al mondo – ho pensato di trasformare l’inchiesta in un’interrogazione parlamentare, per sapere quale sia l’opinione del governo al riguardo e che cosa intenda fare. La tentazione di un riferimento al tesoriere leghista Belsito, già vicepresidente dell’azienda di Stato, era fortissima, ma l’ho tenuta a bada: volevo separare la polemica sull’attualità politica da una pretesa di chiarezza che mi interessa molto di più. Ci sono quasi tutti gli ingredienti peggiori dell’Italia di oggi: il lavoro senza garanzie, il familismo, il deficit (doloso) di controlli, la corruzione. Servono risposte rapide, come spero sia quella di Monti e Passera alla mia interrogazione.

Interrogazione ai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico e dei Trasporti
Per sapere – Premesso che:

in data 1 aprile 2012 il programma di approfondimento e di inchiesta “Report”, in onda su Raitre, ha evidenziato grandi problemi esistenti nella gestione di Fincantieri, azienda pubblica italiana qualificata al momento come “uno dei maggiori gruppi esistenti al mondo, attivo nella progettazione e costruzione di navi mercantili e militari” e controllata da Fintecna, società finanziaria italiana a sua volta controllata dal Ministero dell’Economia;
l’azienda di Stato è attualmente vittima di una significativa crisi, caratterizzata dalla riduzione delle commesse e da un conseguente riflesso sull’occupazione, tanto da condurre alla definizione di accordi con le rappresentanze sindacali finalizzati alla definizione della mobilità e cassa integrazione per circa 3.640 lavoratori;
stando alle evidenze riportate dalla citata inchiesta televisiva, soltanto una parte dei lavoratori – attualmente operativi nei cantieri – sarebbe realmente alle dipendenze dell’azienda di Stato, mentre circa 1500 lavoratori sono legati a tutte le altre imprese che operano per la stessa con contratti di subappalto: nello specifico, buona parte delle attività e delle lavorazioni nei bacini italiani di Fincantieri sono eseguiti da tali aziende, con incremento dei costi e conseguenze negative sulla qualità delle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti i lavoratori in subappalto;
sulla base di quanto riportato nella citata trasmissione, infatti, per buona parte dei lavoratori delle ditte di subappalto non sono previste le basilari garanzie contrattuali, a cui si aggiunge il fatto che il lavoro straordinario è retribuito come indennità, sul cui ammontare non è previsto il pagamento di contributi;
a seguito di denunce, la procura di Venezia ha avviato un’indagine che coinvolge i bacini Fincantieri di Marghera in merito agli illeciti succitati in capo alle ditte appaltate e subappaltate dall’azienda di Stato: sebbene alcune di queste siano indagate per sfruttamento del lavoro ed estorsione, continuano a operare attraverso contratti di appalto con Fincantieri;
per quanto risulta all’interrogante, alcune aziende appaltatrici sarebbero intestate a coniugi di dirigenti di Fincantieri;
in questo scenario si configura anche la posizione del RINA SpA, ente di diritto privato controllato dal Registro Italiano Navale ed operante nell’ambito della classificazione navale, della certificazione di sistema e di prodotto;
nello specifico, sebbene il RINA, in quanto ente di classifica, si configuri come il soggetto terzo chiamato a certificare la compliance delle operazioni e degli interventi alla base delle costruzioni navali effettuate dalla Fincantieri con quanto richiesto dalla normativa italiana ed internazionale (dunque la rispondenza di quanto operato dall’Azienda di Stato con quanto prevede lo Stato stesso), nel suo CDA siede il direttore generale di Fincantieri;

alla luce di quanto evidenziato in premessa,

- quali iniziative il governo intenda predisporre al fine di avviare un controllo serrato circa la liceità delle dinamiche di concessione degli appalti e subappalti delle aziende che operano nei cantieri, nonché circa il rispetto da parte di Fincantieri della normativa in materia di lavoro per quanto riguarda i contratti dei lavoratori impiegati nei cantieri;
- se risponda al vero che alcuni di tali appalti sono stati assegnati ad aziende intestate a familiari dei dirigenti di Fincantieri;
- se non si ritenga che il rapporto tra Rina e Fincantieri possa costituire un conflitto di interesse tra controllore e controllato, e se il governo non intenda adottare iniziative adeguate al fine di intervenire in merito.

SARUBBI

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2 commenti to “Fuori bordo”

  1. Jacopo scrive:

    beh, quanto al lavoro senza garanzie, da fervente sostenitore della “riforma” fornero e delle teorie “riformiste” di ichino, il caso fincantieri per te dovrebbe essere un modello da imitare. riguardo poi a familismo e corruzione, non credo che un governo che annovera nei suoi ranghi la fornero, la cancellieri, lo stesso monti, martone figlio, ed è sostenuto da pdl, udc e sì, anche pd, possa fare granchè; peraltro non è un gran modo di curare il rapporto con quello che teoricamente dovrebbe essere il tuo seggio, sollevare un’interrogazione su un problema decennale di quel luogo solo dopo quattro anni che sei in parlamento, e sulla base di un programma in tv; magari avresti potuto visitarlo di persona, il saito; avresti così potuto vedere dal vivo un luogo di lavoro (cosa che, dalla superficialità con cui parli, secondo me non ti è mai capitata), e renderti conto di persona di cosa succede lì; c’è fincantieri, ma basta un qualsiasi cantiere in una qualiasi zona d’italia; e quattro chiacchiere con qualche operaio, magari “garanito”…

  2. Ivan scrive:

    a proposito di Lega e di economia napoletana, si può sapere come mai l’Alenia si fonde con la Aermacchi e sposta la sede legale (e presumibilmente l’indotto) da Pomigliano a Varese? lo chiedo tenendo conto che:
    - Alenia fa parte di Finmeccanica
    - che il capo di Finmeccanica è Orsi, messo lì dalla Lega e da Maroni
    - che la moglie di Maroni è un dirigente Aermacchi
    - che il rapporto tra Alenia e Aermacchi è quello tra un elefante e una mosca

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