Non commento l’intervista di Monti alla Stampa, per non dare fiato al dibattito sui possibili scenari nel 2013: con chi vada il Pd tra un anno, ammesso che vada con qualcuno, è un problema abbastanza secondario rispetto alle questioni grosse (spesa pubblica, giustizia, lavoro, rilancio dell’economia, trasparenza della politica) che ci attendono nei prossimi mesi. Se ne parlerà quando sarà il momento, anche perché – vista la volubilità della situazione – ogni parola detta oggi potrebbe ritorcersi contro di noi domani. Una sola cosa posso dire, senza imbarazzo: che il Di Pietro sentito oggi è alternativo a me, al mio modo di vivere la politica. Può darsi che tra un paio di mesi il leader dell’Idv viva una nuova conversione – come quella, purtroppo effimera, dopo la vittoria dei sì al referendum – ma l’impianto del suo discorso di oggi non è compatibile con me. E con il Pd, voglio sperare.

ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signori del Governo latitanti, ma dove state? (…) È bene che gli italiani sappiano che voi sarete buoni padri di famiglia a casa vostra, ma nei confronti degli italiani siete dei cattivi padri di famiglia, perché non pensate a tutti gli italiani, pensate solo ad alcuni di essi, pensate solo alle lobby, alla casta, a fare dei favori ad alcuni e a distruggere la parte più debole del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). (…) Siete dei ladri di Stato, siete dei ladri di democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). L’articolo 18 – direbbe il vecchio Di Pietro – che cavolo ci azzecca con la buona economia del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)? (…) Lo stiamo chiedendo soltanto nei casi in cui un operaio o un lavoratore venga buttato fuori con la scusa che non ci sono più i mezzi economici per pagare il suo stipendio, mentre ciò avviene semplicemente perché è incinta, perché è anziano, perché è nero, perché è extracomunitario, perché è del sud, per mille ragioni, perché magari è della FIOM, perché magari esercita i diritti sindacali. Questo chiediamo noi. (…) State uccidendo il Paese per far quadrare i vostri conti. E poi non è vero che fate quadrare i conti, perché usate ancora una volta due pesi e due misure. Infatti, se veramente volevate far quadrare i conti, bisognava iniziare, innanzitutto, dal chiudere i rubinetti della spesa pubblica, laddove sono dispersioni allo stato puro.
(…) Voi state diventando complici ogni giorno di più! Vi rendete conto che voi state facendo pagare l’IMU agli ospizi e non la state facendo pagare alle fondazioni bancarie, con la scusa che sono fondazioni (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)?
(…) Mentre lei, signor Presidente del Consiglio latitante che non c’è, che non viene in Parlamento, va soltanto a raccontare – stavo dicendo una parolaccia – le bugie sui giornali, vi sono persone che non arrivano a fine mese che si stanno suicidando. Lei ce li ha sulla coscienza questi suicidi, perché lei sta usando due pesi e due misure (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)!(…) Per il finanziamento pubblico, domani, l’Italia dei Valori andrà alla Corte di Cassazione: depositeremo il quesito e raccoglieremo le firme. Di questo ci dobbiamo occupare, se vogliamo ridare credibilità, e non dell’articolo 18, latitante Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!

Mi piacerebbe prendere Di Pietro sul serio, e mettermi a controbattere parola per parola, ma ho sperimentato sulla mia pelle che di fronte a questo approccio non c’è ragionamento che tenga. Ne dico solo alcune. Sull’Imu agli anziani – problema sollevato da tutti i gruppi politici: io stesso, per dire, ho preparato un’interrogazione e l’ho fatta firmare volutamente ai miei colleghi degli altri partiti, Idv compresa – il governo aveva garantito, un’ora prima, che chiarirà una volta per tutte la questione. Sull’articolo 18, i licenziamenti discriminatori – quelli a cui si riferisce l’ex pm nel suo intervento – non sono mai stati in discussione. Sui suicidi per le tasse, la pressione fiscale risale a molti governi fa (faccio autolesionismo e ricordo la battuta di Padoa Schioppa sulle “tasse bellissime”) e non mi pare che il ministro Di Pietro l’abbia azzerata, quando era a Palazzo Chigi. Sulla spesa pubblica, proprio in questi giorni sta arrivando la spending review del governo: ne parlano i giornali da un po’, dubito che proprio Di Pietro sia l’unico a non saperlo. Sul finanziamento pubblico, la disciplina dei partiti è all’ordine del giorno del Parlamento e ogni gruppo ha presentato proposte di legge sul tema; e comunque – chiedo aiuto ai costituzionalisti – non ho capito di quale referendum immediato stia parlando l’Idv, visto che “non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime” (legge 352/1970, articolo 31): se si farà una consultazione, insomma, sarà nel 2014. Va bene intestarsi qualcosa, insomma, ma non si può fare delegittimando tutti gli altri. Per poi magari spiegarci, tra un anno, che ci ha sempre voluto bene come un fratello e che lo stava facendo per noi.

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9 commenti to “Senza te”

  1. SIMONE scrive:

    IMU, aumento addizionali e accise, riforma del lavoro in velocità.
    Spending review, costi della casta ecc con molta più calma
    Liberalizzazioni da ridere. Banche salve con soldi nostri e nessun colpevole.
    Be, non è che Di Pietro stia dicendo queste grandi sciocchezze

  2. Luca scrive:

    Io a Di Pietro lo schifo però io da questo governo sto prendendo solo schiaffi in faccia. Tolte un paio di volgarità non è che abbia tutti i torti. Poi sono sicuro che il PD ha le sue idee e le sue proposte ed ottiene più risultati ma meno visibilità…

  3. Cristina scrive:

    Mah, Andrea, sinceramente non so se Di Pietro in questo intervento da lei citato, di fatto, stia effettivamente vaneggiando… Sta di fatto che è sempre più difficile vivere e, sì, affermerei che questo paese non è voluto bene dalla classe politica e da chi ci governa come si dovrebbe voler bene ad un figliolo, magari in difficoltà.
    Questo stato ama, e continua ad amare, coloro che vivono nel benessere e, parrebbe, sia davvero difficile per lui fare un torto a questi “figli prediletti”… e così gli interessi di molti diventano solo di taluni.
    No. Non può affermare che affermando che ciò che non è stato fatto è importante. Indubbiamente lo è molto di più ciò che oggi si sta facendo.

  4. Cristina scrive:

    scusi la rindondanza, oltre a “non saper fare bene i conti” ho dimenticato di rileggere prima di dare l’invio…
    :)

  5. Jacopo scrive:

    di pietro ha detto la verità (cosa mi tocca dire!). è inutile dire che sull’articolo 18 i licenziamenti discriminatori non sono mai stati in discussione; nel momento in cui consenti che, per una causa diversa, non sia possibile il reintegro anche se tale diversa causa manca, ecco che hai apreto la porta a un mare di licenziamenti discriminatori mascherati da economici, che verranno tutt’al più sanzionati con l’indennizzo; quindi qui di pietro l’ha detta giusta; voglio sperare che la tua replica sia frutto di incompetenza, o scarsa attenzione al tema (che sarebbe già grave, visto che di mestiere fai il parlamentare e sei ben pagato per questo, da tutti gli italiani), e non invece di pura disonestà intellettuale; sul sostegno pubblico ai partiti purtroppo ha ancora ragione da vendere, ne ha alla luce dei casi lusi e belsito/bossi, e la tua replica aggrava ancora la situazione; perchè tu dici “il tema è all’ordine del giorno e ogni partito ha la sua proposta”, a me invece pare che all’ordine del giorno fin qui ci siano state le pensioni da ritardare e abbassare, i diritti da cancellare, nuove tasse da mettere; invece su altre cose il governo e voi che lo sostenete vi fate tutt’ad un tratto riflessivi “ne parleremo, abbiamo le nostre proposte, non sono cose che si cambiano in un giorno”; diciamo che ci credermo quando lo vedremo; così pure sull’imu agli anziani vedremo quando e soprattutto se il governo chiarirà la questione; così come vedremo la famigerata “spending review” (ma unsare un po’ anche l’italiano no?), anche se, a proposito di spese inutili, è notizia di oggi che il presidente della commissione che doveva studiare i tagli ai vostri stipendi, enrico giovannini, che è anche presidente istat, si è dimesso per sfinimento; quindi non siete credibili nenache in questo. infine quanto alle tasse, anche la citazione del povero padoa-schioppa mi sembra fuori luogo, visto che quando disse “le tasse sono una cosa bellissima e civilissima” (importante il secondo attributo), la logica che segiuva lui era nel senso della progressività: tutti devono pagare, e chi ha di più deve dare di più. questo governo, a suon di accise e imposte indirette, sta facendo esattamente l’opposto (oltre ad alcuni piccoli ma simbolici inteventi che rendono ancora più leggera la posizione dei “super ricchi”). l’unica che si poteva risparmiare, il povero di pietro, è quella sui morti sulla coscienza del governo (ma ce l’avranno poi una coscienza questo qua? c’è di che dubitarne…); per il resto ha detto cose neanche di sinistra, ma di puro buon senso; che tu definisci “lontane anni luce dal mio modo di far politica”…

  6. cicero tertio scrive:

    Jacopo ha detto cose sensate. La gente si sta sempre più accorgendo che questo governo è il governo del sistema che finora gattopardescamente si è sempre saputo replicare restistente a qualsiasi antibiotico. Il cosidetto governo dei tecnici è di fatto un governo politico perchè governare vuol sempre dire fare scelte: e sappiamo le scelte ha fatto. E a quale ideologia sovrannazionale risponda pure.
    Mentre la classe politica in genere ed il sottobosco che la circonda mostra tutto il suo discedito ed inadeguatezza.
    Le notizie dell’economia sono sempre più preoccupanti, ci aspettano altri anni di vacche magre, il debito pubblico continua intanto ad aumentare mentre la crescita non si vede, anzi recessione sicura per due anni, come pure non si vedono i tagli sacrosanti alla spesa pubblica, agli sprechi al parassitismo. L’euro ci pesa sempre di più e lo spread è tornato oggi a 360.
    Ma il Capo dello Stato ha detto che Monti ha ridato dignità all’Italia.

  7. Jacopo scrive:

    ultima prima di andare a nanna, imparata dalla guzzanti; le banche l’imu non la pagheranno! buonanotte a tutti i riformisti!

  8. cicero tertio scrive:

    Jacopo, non prendertela più di tanto con le banche italiane. E’ vero che non sono enti di beficenza, come pure le fondazioni che le controllano ed ora non pagherebbero l’IMU (sperando che il governo non sia così miope nel frattempo da non rivedere l’assurdità). Ed è pur vero che i loro dirigenti spesso hanno avuto emolumenti più che pingui e talora scandalosi.
    Ma le banche italiane (perchè troppo piccole ed arretrate) non hanno provocato grandi danni all’economia mondiale come invece han fatto le grosse banche americane. tedesche e francesi, iniziando dall’esplosione nel 2008 del fenomeno dei mutui sub-prime, ossia concedendo prestiti a persone di dubbia solvibilità e poi trasferendo il rischio, impacchettato in altri prodotti finanziari che rivendevano a mezzo mondo in modo ad altri investitori in modo da toglierselo loro. Poi facendo grandi speculazioni finanziarie con vari mezzi ( CDS allo scoperto, cambi,operazioni finanziarie a leva, derivati, agenzie di rating addomesticate ecc.) il tutto per un controvalore che è 15 volte il valore reale dell’economia mondiale .
    Sono loro ad aver prima provocato e poi innescato la crisi di sfiducia mondiale che ha rivelato come il “re era nudo”. Sono loro che hanno speculato contro di noi la scorsa estate e che tuttora ci condizionano con lo spread. Bisogna capire e sempre tenere presente questo quando poi si fanno le pulci in casa ai nostri pur colpevoli governanti ed al loro attuale emissario messo da loro per i loro interessi.
    Sarò ripetitivo, ma tutto è spiegato del saggio di Paolo Barnard “la più grande truffa”, spero che tu voglia leggerlo.
    Se non si comprendono questi meccanismi e ci si limita solo ad una critica casalinga su questo o quel provvedimento si perde il riferimento ed il nesso causale del grande disegno di chi detiene il “Vero Potere” e lo esercita.

  9. Jacopo scrive:

    certo che no,cicero, nessuno accusa le banche italiane di aver fatto cose più grosse di loro; ma rimane la domanda di fondo: come mai questo governo che tanto ciancia di “coesione” poi adotta provvedimenti di questo genere? la mia è una critica politica, anche se napolitano dice che non bisogna farne perchè se no si vuole il male del paese.

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