Dovessi dire che è stata una giornata facile, non lo direi.  Ero nervoso da un paio di settimane pensando al voto di oggi pomeriggio sulla mozione Colomba, perché i numeri ci davano perdenti. Non sapevo neppure se l’avrebbe votata il Pd – che aveva una sua mozione ufficiale, a mio parere troppo morbida – e l’essere in dissenso dal tuo partito, se sei in buona fede e non lo fai per mera ricerca di visibilità, non è una cosa che ti riempia di gioia. Ogni voto è stata una battaglia interiore, per me e per quelli che l’hanno condivisa: in Aula ci confrontavamo in continuazione, rischiando di dare l’idea di un partito nel partito, mentre invece eravamo solo delle coscienze in subbuglio che cercavano di farsi forza a vicenda. Alla fine, comunque, è andata benino: il testo sugli F35 è stato approvato, seppure sotto forma di risoluzione (per colpa di un guaio procedurale che non credo interessi a molti, ma che potrei raccontare su richiesta) e con una modifica che il governo ha richiesto in cambio del parere favorevole. Siccome i voti del Pdl altrimenti non sarebbero arrivati, e probabilmente neppure quelli del Terzo Polo (nonostante Savino Pezzotta!), abbiamo accettato.

Quando tutto è iniziato, due anni fa, la commessa dei 131 cacciabombardieri sembrava un evento ineluttabile. Tipo la siccità, che so, o l’eclissi di luna. Pezzotta ed io ponemmo il problema in Parlamento su spinta di tutto il mondo pacifista (Rete disarmo, Tavola della pace, Sbilanciamoci e molte altre associazioni, per non parlare della campagna straordinaria di Famiglia cristiana) e trovammo terreno fertile tra vari colleghi del Pd, dell’Udc e del gruppo Misto. Ne uscì una mozione che costringeva il Parlamento ad occuparsi del problema e il governo a dare una risposta: tutto il contrario di quello che si era visto fino ad allora, con le commesse di armamenti decise in qualche stanza del ministero della Difesa e su pressione dei gruppi industriali interessati. Quando venne calendarizzata in Aula, i vari gruppi ne depositarono altre 7: alcune più guerrafondaie, altre moderate, quella dell’Idv dal taglio nettamente pacifista. Ma mentre l’Idv faceva un lavoro (legittimo) di bandiera, sapendo che la Difesa avrebbe dato parere contrario a meno di uno stravolgimento del testo, con noi firmatari della mozione Colomba il governo ha cercato fino alla fine di evitare la rottura, forse perché eravamo una ventina di deputati tutti appartenenti alla maggioranza che sostiene Monti. Noi stessi avevamo fatto un passo avanti – ammorbidendo il testo di due anni fa, che questo Parlamento non avrebbe mai approvato – e presentandoci con una richiesta di rinvio: per dirla con Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”. La versione finale, approvata oggi con 373 voti a favore, 6 contrari (quasi tutti Pdl) e 46 astenuti (Lega), impegna il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Questo significa che gli F35 non si faranno più? Non proprio: significa che prima dovremo fare i conti, e poi – come dice ad esempio la mozione Pd – si valuterà il tutto in maniera trasparente, in Parlamento. E quanti se ne faranno? In teoria, ancora non si sa: dipenderà dal bisogno effettivo, dalle scelte degli alleati e – spero, soprattutto – dalla situazione economica dell’Italia. Certamente è difficile capirlo dalle mozioni approvate oggi, perché il governo ha dato parere favorevole a testi anche in contraddizione tra loro: la mozione Colomba, ad esempio, e quella a prima firma Misiti (ex Idv, poi sottosegretario di Berlusconi, ora Grande sud), che impegna il governo a “procedere all’acquisto di 90 F35 in luogo dei 131 inizialmente previsti dal programma”. Allora non è cambiato nulla? No, non è vero neanche questo. Innanzitutto, perché senza questa mozione pazzerella depositata due anni fa oggi i bombardieri sarebbero comunque 131 e nessuno lo metterebbe in discussione; inoltre, perché il tempo gioca dalla nostra parte: come dimostra anche l’atteggiamento degli Usa, che hanno deciso di ritardare il programma JSF di 5 anni, anche sulle spese militari è finita l’era delle deleghe in bianco.

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4 commenti to “Colomba a metà”

  1. MANLIO scrive:

    Insomma.altri soldi da Parigi peri “pacifisti” e la squallida entita’ di traditori finiani inventata in Fancia per indebolirci e screditarci con gli Alleati(si scrive con la A MAIUSCOLA).Washingon fara’ la voce grossa,visto che l’F35 non è un giocattolo ma il Fondanmento della Difesa Aerea Occidentale del futuro.L’F35 passera’,come passo’ la IRAQUI COALITION.Non c’è nememno uno straccio di papa venduto,ad aiutarvi,come allora.Poi ci pensera’ Hollande,se vincera’a Dio piacendo,a tagliarvi i fondi.

  2. acuaplanning scrive:

    via la nukes dall’europa,altro che f35

  3. Stefano scrive:

    Era ora! Come ogni buon padre di famiglia sa, prima faccio i conti in tasca e poi vedo cosa posso permettermi, senza indebitarmi.

    Sarebbe d’uopo procedere in questo modo anche per altre decisioni a livello nazionale, ad esempio TAV, Pedemontane varie, ponti sugli stretti ecc.

    Se poi prendiamo ad esempio i portoghesi, se non ci sono i soldi le opere non si fanno (vedi tratta Lisbona-Madrid della TAV).

    In un paese moderno….

  4. MANLIO scrive:

    Su RIVISTA ITALIANA DIFESA uscita oggi,un interessante dibattito sull’F35,la cui conclusione è:se non lo compreremo,ci terremo aerei invecchaiti e costosi da mentenere quento lui.Oppure dovremo abbandonare la difesa ed affidare il Mediterraneo a Sarkozy,con la logica con cui affideremmo le nostre ville ai romeni.Si vuole un’aeronautica da grande paese KEY ALLY degli USA?QUESTA E’ LA RISPOSTA.Sappiate che non a caso,del programma fanno parte
    1)i paesi vincitori della WWII
    2)I paesi rivelatisi alleati chiave degli USA nel dopoguerra.Mancano la Germania,verso la quale crescono le diffidenze in USA circa un allargamento dell’influenza tedesca verso nord ed est,e saldature seguente con la Russia,e la solita Frons,che in tal caso verrebbe acciaccata come un bacherozzo.Gli altri,sono quelli che possono vantare il massimo coefficiente di credibilita’in Occidente.L’F35 NON SOLO E’ UN AEREO,è UNO STATUS SYMBOL DELLA DIFESA DELLA LIBERTA’.E cio’ fa rosicare quelcun.

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