La novità è che sul gioco d’azzardo dovrebbe arrivare un decreto del governo, nel quale il ministro Riccardi ha chiesto di inserire un articolo per la limitazione degli spot. O almeno per la loro regolamentazione, per far capire all’italiano medio quali siano le effettive possibilità di vincita in ogni concorso. Se si dicesse, ad esempio, che la possibilità di vincere al Superenalotto è minore di quella di essere colpiti da un meteorite per strada, magari qualcuno non si farebbe fregare dal “Lasciatemi sognare” dello spot televisivo; oppure no, se è vero – come ci hanno detto oggi in Commissione gli psicologi – che la sfera razionale non è molto sensibile all’argomento. In attesa che Monti metta a punto il testo, il Parlamento continua a fare il suo dovere: al Senato la discussione è già iniziata da un po’, alla Camera stiamo procedendo alle audizioni delle varie realtà interessate, dopodiché si esamineranno i vari testi presentati – l’ultimo, annunciato ieri, è della nostra Laura Garavini, che punta molto sulla lotta alle infiltrazioni mafiose nel settore – che presumibilmente si andranno a intrecciare con quello proveniente da Palazzo Chigi.

Ha ragione Mario Adinolfi, pokerista di alto livello: c’è gioco e gioco, ci sono quelli in cui si può vincere e quelli in cui sei destinato a perdere; il problema che la politica sta tentando di risolvere in questo momento riguarda i secondi, quelli che – in primo luogo le macchinette da bar, tipo slot e videopoker – portano alla rovina i soggetti più deboli, trascinando con loro circa 800 mila famiglie. Ma è chiaro – ed è bene che Monti lo sappia – che il governo non potrà cavarsela senza tirare fuori un centesimo. Quando nei decenni passati si moltiplicarono le dipendenze da droghe, per dire, nella sanità italiana vennero creati i Sert: personale dedicato e specializzato, strutture, programmazioni, a volte anche collaborazione con il privato sociale. Oggi siamo di fronte a un problema simile, con la differenza che quelle relative al gioco d’azzardo sono patologie senza sostanza; servono comunque figure particolari (due su tutti, ci hanno detto oggi gli operatori pubblici del settore: il counsellor e l’esperto legale) e strutture dedicate. Il che significa appunto soldi, soprattutto se – come ha annunciato il ministro Balduzzi, e come è giusto che sia – la ludopatia venisse inserita nei livelli essenziali di assistenza, ovvero in carico al servizio sanitario nazionale: attualmente, tanto per capirci, le associazioni e i centri di riabilitazione che operano in questo campo non sono tutelate né finanziate dallo Stato. Tra le non molte realtà pubbliche funzionanti per i giocatori patologici c’è quella della Toscana, che ha inserito il gioco d’azzardo nei piani sanitari regionali: sono venuti in Commissione i responsabili della Az-Usl 8 di Arezzo, che hanno raccontato il lavoro svolto insieme agli enti locali, alla Caritas, alla Fondazione antiusura delle Misericordie, alla Guardia di Finanza e alle famiglie di ex giocatori. Ma sono esempi positivi che fanno notizia, purtroppo, proprio per la loro singolarità. Fra le realtà del privato, oggi pomeriggio abbiamo audito la Siipac, che è l’associazione italiana con maggiore esperienza nel campo: il fondatore, Cesare Guerreschi, ci ha parlato delle analogie pazzesche tra la dipendenza da gioco e quella da alcol, tanto è vero che il metodo adottato – li conobbi a Bolzano anni fa, da giornalista Rai – assomiglia moltissimo a quello degli alcolisti anonimi. Tanto per dare due numeri: anche una piccola onlus come questa, che nel 2005 riceveva 162 richieste di aiuto, nell’ultimo anno è arrivata a 2011. E non sanno come fare ad andare avanti. Tanto è vero che Guerreschi ha chiuso il suo intervento con un appello al governo: “Aiutateci ad aiutare”.

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7 commenti to “Aiutateci ad aiutare”

  1. Mattia scrive:

    Questo è un esempio di spot allarmante.. http://mattiadellera.it/pubbli.....renalotto/ … In effetti uno stato che permette e spinge messaggi del genere non fa assolutamente del bene al popolo.. i sogni migliori sono quelli che si possono inseguire con le proprie gambe e non con le ali della fortuna (che non a caso si definisce dea bendata). La fortuna aiuta gli audaci, non i codardi.

  2. Giuseppe scrive:

    Trovo tristissimo che lo stato per finanziarsi “giochi” letteralmente sulle spalle dei più deboli e magari con compagni di strada discutibili…

  3. cicero tertio scrive:

    Ho vsto lo spot segnalato da Mattia, altro che Pubblicità Regresso, questa è PUBBLICITA’ DA CESSO !
    Illudere la gente che i soldi si fanno senza il lavoro, la fatica e la responsabilità è criminale e chi ha fatto quello spot andrebbe incriminato ai sesni dell’art. 661 del Codice Penale per abuso delle credulità popolare. Il Superenalotto come anche gli altri giochi è già di per se stesso unta truffa in quanto il gioco non è equo dato che lo Stato si tiene la metà del momtepremi in partenza. Poi Monti ha ancor a aggiunto una tassa sulle grosse vincite. Lo Stato ha il monopolio sui giochi e le lotterie di fatto è un biscazziere, ora sempre più a corto di quattrini sta raschiando la padella sempre più. Con quale conctto dell’etica…
    Quanto ai videopoker nei bar e macchinette varie andrebbero tutte tolte e vietare.
    Ho letto che con la crisi la gente ora si attacca ancor più ai giochi confidando nella fortuna spesso solo per arrivare a fine mese.
    Immagino quanti vanno in malora e magari sono poi vittime degli strozzini che girano attorno a questo mondo di illusioni.
    Il problema è grave e richiede l’educazione delle persone, ma se è lo stato che da la droga … almeno sulle sigarette adesso scrive che sono nocive! Quello è stato un bel business: prima incassava i soldi con il monopolio poi la gente crepava prima di tumore, cos’ risparmiava sulle pensioni !
    Per quanto riguarda i ludopatici e i costi sociali che dovremmo affrontare che dire? io sono per il principio della responsabilità: se uno se la va a cercare non può pretendere che sia poi la società a pagare per lui. Questo vale per gli alcolizzati, per i drogati e adesso ci sono pure i ludopatici! Ma scherziamo? Però se è lo stato che li istiga si pone un bel conflitto , questo lo devo ammettere.

  4. cicero tertio scrive:

    Tra il 2009 e 2010 circa 400 piccoli imprenditori si sono suicidati perchè oberati dai debiti per l’attività che non andava più bene, per prestiti negati dalle banche, per le cartelle esattoriali improrogabili. Alcuni per la vergogna, dopo una vita di lavoro a dover ammettere di non avercela fatta, alcuni perchè hanno continuato fino all’ultimo a cercare di andare avanti per non licenziare i dipendenti.
    Vesadi questo link.
    http://www.ilgiornale.it/inter.....comments=1
    Non ci sono i dati del 2011 e chissà ancora quanti saranno ancor più nel 2012 dopo i provvedimenti di maggiori tasse e rigore di questo governo . Chi li ha aiutati? chi si è mobilititato con un movimento di opinione?
    No, in questo paese alla rovescia dobbiamo prima aiutare i tossicodipendenti, gli alcolisti, gli extracomunitari, i carcerati e adesso anche i ludopatici !
    E intanto il debito pubblico aumenta a 1935 mld e mentre il popolo cerca il colpaccio al Superenalotto e qualcuno altro più acculturato si vanta di vivere di rendita sui titoli di stato emessi per finanziare il buco addirittura considerandosi virtuoso. Per non parlare dei continui scandali che coinvolgono i politici, tutti dalla Lega alla Sinistra, tutti con le mani in pasta, tutti all’arrembaggio a far manbassa, e degli sprechi e dei favoritismi che tuttora gravano ed erodono le casse pubbliche.
    Io seguo dei siti di finanza dove si dice a chi vuol ancor proteggere i suoi risparmi di una vita di scappare da questo paese ed emigrare all’estero. All’inizio mi dava fastidio dover leggere queste cose contro il paese dove sono nato, ho lavorato e dove voglio restare, ma oggettivamente trovo sempre più difficoltà a dargli torto.

  5. Stefano scrive:

    Penso anche io che la pubblicità “lasciatemi sognare” sia veramente pessima dal punto di vista educativo… comunque è diffuso che si parli solo di vincere soldi, salvo poi proclamare in maniera altrettanto patetica che i soldi non fanno la felicità.
    Bisognerebbe investire tutti i quei soldi lì in cultura e ricerca, avremmo tutti un ritorno più fortunato e garantito. Se poi piace l’ebbrezza del gioco, la tombola con i cugini, i fratelli e i vicini di casa è il top del divertimento da secoli

  6. MANLIO scrive:

    Eh CICERO,ma accusarmi di possesso di SUV aggravato e continuato è diventata la tua malattia?Serve anche a te disintossicarti!Il mio parere è semplice:via la macchinette dai bar,chiusura immediata dei Bingo ed altri posti di merda che aiutano la diffusione della criminalita’e delle dipendenze.Che è la stessa logica di spacciatori in galera.Come mai invece stanno fuori dalle scuole?L’idea di caricare a danni dei contribuente i giocatori di poker è splendida:anzi,io rispolvererei quanto scritto su questo blog tempo fa.Che occorre estenderla anche ai cani.Cosi’ il maledetto botolo del mio vicino,che gode di un nome umano e viene interpellato dall sua padrona con”VIENI DALLA MAMMA” potra’ un giorno,munito di avvocato sindacale,pretendere anche l’assegno sociale e/o la pensione di badante.Io dico:REPRESSIONE,REPRESSIONE,REPRESSIONE!Ma questa parola non è mai piaciuta,a sinistra:uno stato forte non è benvoluto,perchè se si comincia a reprimere,si mette in galera anche le canaglie omicide dei Centri Sociali,poi i partigiani della FIOM,poi la teppa NO TAV,ed allora addio rivoluzione silenziosa e piani di conquista del potere con la scusa della”maggioranza delle forze democratiche”èper vincere l'”Emergenza”.Chiuse a forza le bische legali,rottamate le macchinette,arrestato e tenuto dentro chi delinque.ci pensi la Caritas,l’esercito della salvezza,medici senza frontiere,Emergency,il card Tettamanzi,la comunita’ di sant’egidio,a ricuperare i pokeristi.Ma non i contribuenti.Se dobbiamo dare,e stiamo gia’ dando troppo,soldi alla,polizia per mltiplicare la presenza delle forze dell’Ordine nelel strade,ed imvesrimenti massicci in nuove carceri.Abbiamo l’obiettivo,la sfida edifficileed emozionante del Pareggio di bilancio?issiamone un altro altrettanto eccitante:150 mila detenuti in prigione.In USAcon un poplazione 5 volte quella dell’Italia,ce ne sono piu’ di un milione,ovvero 20 volte quanti ce ne sono in Italia.

  7. Unno scrive:

    Manlio: credo che pensare che chi gioca a poker è automaticamente un malato sia piuttosto esagerata come opinione. Tu immagino non abbia debolezze o piaceri in cui indulgi, sei un uomo d’acciaio e pensi solo al benessere della nazione dalla mattina alla sera. Riempiamo le carceri, mi pare una buona idea. Repressione e stato forte, perfetto. Tranne che per chi sta al potere, è chiaro.

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