Avevo ragione, ma non canterò vittoria. Innanzitutto, perché mi dispiace ancora che su quella faccenda del trattato con la Libia gran parte del mio partito arrivò impreparata, rendendosi conto solo nei mesi successivi delle sue conseguenze negative. Ricordo addirittura le dichiarazioni di due dirigenti dell’epoca, Rutelli e Fassino, a favore della legittimità dei respingimenti. Eravamo 8 gatti a fare ostruzionismo in Aula (i 6 radicali, Furio Colombo ed io); fummo il doppio, mi pare, a votare contro, e diversi altri non parteciparono al voto; piano piano cambiò anche la posizione ufficiale del partito, che oggi credo riconosca di aver fatto una fesseria. Il secondo motivo per cui non canto vittoria è che una condanna della Corte di Strasburgo è un’umiliazione profonda, una macchia indelebile nel curriculum di un Paese che del diritto è stato culla e che della civiltà continua a farsi vanto. Ma un paio di cose le voglio ricordare.

Nove mesi e mezzo dopo il trattato, a novembre 2009, il Pd porta in Aula una mozione sul rispetto dei diritti umani dei migranti, in cui minimizza un po’ la portata del trattato con la Libia: da un lato, perché non si parlava esplicitamente di respingimenti ma solo di “pattugliamento congiunto”; dall’altro, perché il principio internazionale di non refoulement è comunque sovraordinato rispetto ad eventuali accordi bilaterali. Anche l’Idv si schiera apertamente contro i “respingimenti collettivi e indiscriminati”, mentre l’Udc chiede – in maniera più morbida – “una politica di allontanamento e di rimpatrio efficace, nel rispetto della legalità e della dignità umana”. Pdl (allora ancora unito) e Lega rispondono con una contro-mozione, in cui definiscono i respingimenti “un dovere” compiuto “in conformità al vigente quadro normativo interno ed internazionale”, per impedire “che il ricorso al diritto di asilo diventi uno strumento per aggirare le norme”; in sostanza, si impegna il governo a “proseguire nell’azione di riconsegna alla Libia degli immigrati irregolari, così come delineatasi in questi ultimi mesi, che ha drasticamente ridotto i rischi di tragedie in mare”. Il primo firmatario è Cicchitto, il secondo è Reguzzoni, il quarto – per non dimenticare – è Italo Bocchino. Poi prende la parola Nitto Palma, all’epoca sottosegretario all’Interno:

NITTO FRANCESCO PALMA, Sottosegretario di Stato per l’interno. Quella delle riconsegne è una politica molto efficace di contrasto all’immigrazione clandestina che il Governo italiano intende proseguire senza tentennamenti. (…) Inoltre, come avrò modo di illustrare – e con buona pace dei promotori delle mozioni Di Pietro ed altri n. 1-00230, Soro ed altri n. 1-00260 e Pezzotta ed altri n. 1-00266 – quella italiana è una politica che si colloca in un quadro di assoluta legalità nazionale ed internazionale. Desidero poi sgomberare subito il campo dai dubbi espressi con le tre mozioni che ho citato circa il fatto che in occasione delle operazioni di riconsegna possano essersi determinate violazioni degli obblighi di assistenza di destinatari di protezione internazionale.

Aggiungo due cose. La prima, per capirci, è che i casi a cui si riferisce la condanna della Corte europea per i diritti umani sono appunto quelli su cui il sottosegretario garantisce che i diritti umani sono stati rispettati. La seconda è che un anno dopo, il 9 novembre 2010, tre deputati (il radicale Mecacci, mente dell’operazione, l’Udc Volontè e chi scrive) presentano un emendamento a una mozione sul trattato di amicizia Italia-Libia, chiedendo che Berlusconi solleciti Gheddafi a ratificare la Convenzione Onu sui rifugiati e riapra l’ufficio dell’Unhcr a Tripoli: finché non lo farà, i respingimenti dovranno essere interrotti. Ormai Fli ha già mollato il Pdl e l’emendamento passa. Poi la storia è stata più veloce di noi.

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2 commenti to “Vittoria triste”

  1. cicero tertio scrive:

    Qualche decennio fa la Somalia era una prospera colonia italiana, molti somali assimilarono la nostra coltura ed anche la nostra lingua ed erano fieri di ciò, gli italiani, diversamente da altri colonizzatori fecero opere pubbliche cercando di modernizzare quei luoghi, lo so per certo perchè un mio vecchio zio rimase laggiù negli anni ’30 quale “Residente” di una cittadina, una specie di sindaco ed ebbe un felice rapporto con i somali locali. Dopo la fine della seconda guerra modiale l’Italia sconfitta perse tutte le sue colonie tranne la Somalia che le fu affidata con un mandato fiduciario per portarla all’indipendenza nel 1960, cosa che si realizzò ancor con sei mesi di anticipo nel 1959. Dopo un primo periodo di stabilità le vicende politiche di quel paese, nel frattempo riunito con l’ex Somaliland inglese portarono alla guerra civile e alla sua pratica dissoluzione attuale. Attualmente i fondamentalisti musulmani pare abbiano preso il sopravvento. Le vestigia lasciate dagli italiani all’inizio rispettate e considerate un vanto furono poi distrutte e così pure profanati i cimiteri cattolici da noi lasciati, dissotterando i resti dei morti gettati in mare perchè cristiani.
    Questa premessa va fatta quando ora il nostro paese viene accusato e condannato come reprobo per i respingimenti. C’è da chiedersi se non fosse stato meglio mantenere là una nostra presenza più a lungo ed assistere quel paese in loco per evitare questa caduta. Sicuramente gli avrebbe giovato e i somali sarebbero rimasti a casa loro. Anche perchè quelli ultimamente arrivati hanno poi trovato difficoltà come abbiamo visto tra quelli che a Roma stavano accampati nella loro ex-ambasciata.
    Tornando al tema, non entro nei termini legali della questione ma ultimamente l’Italia per la sua posizione geografica era diventata la meta di innumerevoli flussi migratori dall’Africa e dal medio oriente e i continui e ripetuti sbarchi, organizzati da un racket di negrieri delinquenti ci hanno costretto ad accogliere nel frattempo molta gente che poi abbiamo dovuto gestire e mantenere, creandoci una vera emergenza, cosa che è stata fronteggiata aumentando le accise sulla benzina, come al solito facendo pagare pantalone.. Non erano per la maggior parte rifugiati politici, tranne una minoranza, era gente che voleva migliorare le sue condizioni di vita, credendo che questo fosse il paese del bengodi. Il ministro Maroni ha fatto quel che poteva in quei frangenti, aveva pure cercato di coinvolgere l’Europa nel problema, per sentirsi dire che erano fatti nostri che dovevamo risolvere per conto nostro; come al solito l’Europa non si è smentita come esempio di solodarietà. Nel frattempo è scoppiata la crisi economica in tutti i paesi del sud europa, il paese del bengodi è adesso un bel ricordo anche per noi.

    PS: vediamo Nel frattempo come finirà la faccenda dei nostri due soldati fermati dagli indiani che li vogliono accusare di omicid

  2. MANLIO scrive:

    Vi invito caldamente ad ottenere il ritorno dei migrantes obbedendo alla corte d Strasburgo.Le elezioni sono in arrivo,e nulla come questo vi aiuterebbe a perdere un paio di milioni di voti,nell’interese del”paese”,permettendo ai “Migrantes” di sbarcare a decine di migliaia in Italia a fare non si sa che,mentre i disccupati aumentano,Quanto alla “brutta figura” a causa della sentenza,è monnezza propagandistica ispirata da Parigi,come lo è la sentenza stessa,nonchè la serie pubblicata dal CORRIERE,voce ufficiale dello spionaggio francese.Prima la notizia sulla Corte(che ci fa a Strasburgo,in Francia,capitale mondiale dello sfuttamento coloniale e delle banlieues?),poi una sporca,criminale affermazione sull’Italia capitale mondiale del “femminicidio” neologismo inventato da canaglie fasciste al servizio di Parigi,poi una bel servizio sullo stupro di una tizia.In Italia,la figura materna della Donna è amata direi anche in modo esagerato.Le canaglie che ci odiano ci accusano a turno di mammismo e femminicdio.L’importante è diffamarci.Tutto questo è PILOTATO dallo spionaggio del bandito fascista di Parigi,assieme alla attivita’assai sospetta in Italia di MEDICI SENZA FRONTIERE,che ha lo scopo di diffamere il nostro paese nelle NU e nel mondo con dossiers scritti da infami di nazionalta’ italiana diretti da un greco.Quanto all’affaire INDIA,arriva giorni dopo che i servizi di Parigi hanno regalato al governo indiano,uno dei piu’ corrotti al mondo come ben sanno gli stessi cittadini indiani,una tangente milionaria per l’acquisto di RAFALE.L’affaire RAFALE arriva assieme al tentativo di screditare l’Italia e le sue Forze Armate.Quando si dice i casi,vero?

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