Non frequento molto la Commissione Finanze, tanto è vero che il presidente faceva pure fatica a ricordarsi il mio nome. Ma oggi pomeriggio non potevo mancare all’audizione di Banca etica, nell’indagine conoscitiva su Basilea III: sulle recenti regole europee, insomma, che dovrebbero limitare il rischio di nuovi disastri provocati dalla finanza. Ci sarebbe qualcosa da dire su Basilea III, e qualcos’altro pure sull’approccio con l’accetta che fissa regole uguali per banche diversissime tra loro, ma il punto è un altro: il punto è che oggi Banca etica è arrivata alla Camera, si è presentata al Parlamento con la sua storia e i suoi numeri e se ne è andata lasciandoci in bocca un retrogusto di speranza.

Una banca che nell’ultimo anno ha incrementato del 24% il volume del credito concesso, che presenta bilanci in utile da quando è nata (1999), che ha un tasso di sofferenza sotto la media e che investe al sud più del doppio dei soldi che vi raccoglie, signori miei, è una banca sana. È una banca etica non solo nel nome ma anche nei fatti, se stabilisce un tetto agli stipendi dei suoi vertici (ricordate le cifre degli altri?) perché il manager più pagato non guadagni più di 6 volte rispetto all’ultimo impiegato: 130 mila euro l’anno lordi per il direttore generale, 70 mila per il presidente. È una banca fondamentale per tutto il terzo settore, che da solo rappresenta circa il 4% del Pil e che, soprattutto, si rivolge alla parte più fragile della popolazione, in un Paese che una volta era modello di welfare e oggi lascia spesso per strada chi non ce la fa. È una banca che non guarda l’orologio quando vai a chiedere il microcredito per un piccolo progetto, invece di liquidarti dopo 20 minuti perché i tuoi 5 mila euro non valgono di più. La frase più carina l’ha detta Franco Barbato, deputato Idv: “Non sono lombrosiano, ma vedere dei banchieri con la vostra faccia mi fa piacere”; e in effetti una banca del genere è un’esperienza vincente, nonostante le difficoltà non manchino. C’è il problema dei ritardi nei pagamenti degli enti pubblici, che sta mettendo in crisi il sistema del welfare partecipato; c’è quest’ultima introduzione del bollo per il deposito titoli (decreto Salvaitalia) che non prevede nessuna esenzione per i piccoli correntisti sotto i mille euro, come invece previsto inizialmente, ma solo per i detentori di buoni postali fruttiferi sotto i 5 mila. Su questo punto, mi sono impegnato a cercare di far ragionare il governo, presentando con alcuni miei colleghi un emendamento nel prossimo decreto semplificazioni; sulla difficoltà delle banche piccole e medie rispetto alla disciplina pensata su misura per le grandi, invece, dovrà intervenire Monti direttamente, e mi auguro che lo faccia. A proposito: in base all’autodisciplina sul conflitto di interessi, dichiaro – e l’ho detto pure in Commissione – di essere correntista della Banca popolare etica dal 2002, anno del mio matrimonio. Nonché marito di una socia, dalla stessa data. Ma non si becca un dividendo, sia chiaro.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , ,

4 commenti to “La mia banca è differente”

  1. Ugo Biggeri scrive:

    Caro Andrea, nonostante fossi tranquillo prima e durante l’audizione mi ha fatto piacere vederti e vedere l’interessamento sincero.
    Il “palazzo” è bello, ricco e sontuoso, ma da un idea di “distacco” che tu, ed anche altri deputati presenti, avete ridotto dando idea del valore di relazioni “sane” basate sulle idee
    Una conoscenza che fin’ora era soprattutto virtuale sui tuoi tweets #opencamera e i RT frequenti di chi seguo (@tigella et al)
    Grazie anche per questo post e per gli impegni che prendi

  2. MANLIO scrive:

    Se i conti di Banca Etica tornano,cio’ sta a dimostrare che quelli delle banche antietiche,ovvero tutte,sono anora piu’ ingiustificabili ovvero intollerabili,e che dunque OCCORE AGIRE PER METTERE FINE ALL’ESTORSIONE.Tutte le banche andrebbero nazionalizzate o sottoposte al regime di goveno al quale è sottoposta B.E.Tuttavia,se la banche etiche non dessero dividendi,indispensabile diventa nazionalizzarle e sottoporle al suddetto regime.Il paragone tra B.E: e le altre banche da’ una misura dell’enormita’ del complotto criminale che le banche stanno portando a termine verso l’economia mondiale,e quella italiana in primis.Perchè il Vaticano non parla chiaro,sull’argomento,visto che il punto di riferimento esiste? Perchè non parla chiaro l’UDC?Perchè non gli altri partiti?Chi si oppone e con quali mezzi ad un simile progetto?Certo,una banca etica non potrebbe possedere un giornale,meno ancora potrebbe coordinare la sua azione con quella delle Procure per imporci il governo del circolo mediatico-giudiziario finanziario internazionale.E allora diciamocelo:se le banche etihe dovessero moltiplicarsi,forse accadrebbe qualcosa a loro ed ai loro funzionari ed azionisti.Una bella inchiesta giudiziaria,per esempio,magari fondata sul nulla.Ma che importa?Quel che importa,è mettere in moto la macchina della merda:poi il resto funziona da sè.Stiano un po’attenti,sostenitori e gestori,azionisti e grossi clienti.Se dovessero crescere troppo,rischiano grosso.

  3. cicero tertio scrive:

    Non conoscevo questa banca, però dato che seguo da tempo il sito di Icebergfinanza di cui mi fido ho trovato un articolo favorevole di cui indico volentieri il link qui di seguito:
    http://icebergfinanza.finanza......iva-etica/

    E’ molto apprezzabile che glie e molumenti dei verticoi siano ricondotti a valori onesti.

  4. Giuseppe scrive:

    Ci voleva la Camera per far mettere a Ugo la Cravatta! :))) Confesso lo stesso conflitto di interessi di Andrea: socio, cliente, marito di socia… e non mi dispiace affatto 😉

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 3 + 11 ?
Please leave these two fields as-is: