Mentre seguivo la diretta dalla Grecia su Rainews, ieri sera ho avuto l’impressione di un déjá vu. Anzi, di un déjá entendu, perché mentre Lucas Papademos parlava al Parlamento mi tornavano in testa le stesse parole sentite con queste orecchie a Montecitorio nei giorni in cui Mario Monti venne a chiederci la fiducia. Così stamattina me lo sono riletto (con tutti i limiti del Google translator, lo confesso) insieme al discorso che Papademos fece allo stesso Parlamento il 6 dicembre, in sede di discussione del bilancio. Poi sono andato a riprendere i primi due interventi di Monti: quello (scritto) con le dichiarazioni programmatiche, depositato alla Camera il 17 novembre, e quello a braccio del giorno dopo. Li cito per contenuti, non in ordine cronologico: in tondo Papademos, in corsivo Monti.

P. Sia la Grecia che l’Europa si trovano di fronte alla peggiore crisi economica degli ultimi decenni. Poche generazioni, in tempi recenti, sono state chiamate ad affrontare sfide di così grande importanza per la nostra Nazione.
M. L’Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione. Il Governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza.

P. Nonostante la crisi, l’Europa e la moneta unica rimangono una delle conquiste più grandi della storia moderna.
M. Non illudiamoci che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l’Unione monetaria. La fine dell’euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni. Ci riporterebbe là dove l’Europa era negli anni ’50.

P. Il no al piano di risanamento ci condurrà su un piano inclinato che porta all’uscita dall’euro. Da Paese nucleo della zona euro, la Grecia diventerebbe fatalmente un Paese debole ai margini dell’Europa.
M. Solo se riusciremo ad evitare che qualcuno ci consideri «l’anello debole dell’Europa» potremo ricominciare a contribuire a pieno titolo all’elaborazione di queste riforme. Il futuro dell’euro dipende anche da ciò che farà l’Italia nelle prossime settimane.

P. La crisi deriva principalmente dal fatto che per molti anni lo Stato ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, spendendo molto più delle entrate: proprio a questi deficit di bilancio così elevati è dovuto l’enorme debito pubblico che ora ci troviamo a dover affrontare.
M. Questa mattina ho visto un gruppo di bambini delle scuole che osservavano i nostri lavori. Pensavo: cosa penseranno quei bambini se si dicesse loro che è il resto del mondo che ci ha messo nei problemi e non decisioni prese per decenni in quest’Aula, in un’altra Aula e da parte dei Governi che si sono succeduti? Con le migliori intenzioni magari, ma quando c’era poca attenzione ai temi dell’equilibrio della finanza pubblica.

P. La crisi sta pesando molto sulla società greca. Sta colpendo i posti di lavoro, intaccando i redditi, mettendo a rischio le aspirazioni di ognuno. L’uscita dalla crisi non sarà facile; non esistono scorciatoie. Chi propone soluzioni alternative non parla con responsabilità.
M. La gravità dell’attuale situazione richiede una risposta pronta e decisa.
 Il tentativo che mi propongo di compiere, e che vi chiedo di sostenere, è difficilissimo. I margini di successo sono tanto più ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale.

P. Questa battaglia va oltre i partiti politici e le divisioni esistenti. La larga convergenza di forze politiche ottenuta con la formazione di questo governo di unità nazionale deve ora essere appoggiata da uno sforzo comune, da parte di tutti, perché abbia davvero successo.
M. Ci sentiamo veramente in spirito di servizio, ma anche di determinazione per favorire una, almeno parziale, deposizione delle armi presso le forze contrapposte, il che speriamo possa agevolare la presa di decisioni e la spiegazione ai nostri concittadini anche di decisioni non facili e non gradevoli nel breve periodo.

P. Quando parliamo di riforme nel mercato del lavoro, dobbiamo prendere in considerazione non solo gli interessi di coloro che hanno un lavoro, ma il milione di disoccupati e centinaia di migliaia di impiegati in condizioni di lavoro nero.
M. Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati, mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione.

P. L’evasione fiscale non è solo un problema economico: è un problema profondamente sociale, e in Grecia ha fatto venir meno la fiducia in tutto il settore pubblico. La lotta all’evasione fiscale non genererà soltanto più entrate: contribuirà un sistema delle tasse ancora più giusto e farà recuperare fiducia dei cittadini nell’apparato statale.
M. Il rispetto delle regole e delle istituzioni, e la lotta all’illegalità, riceveranno attenzione prioritaria da questo Governo. Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto. Quindi lotta all’evasione fiscale e all’illegalità. Non solo per aumentare il gettito, ma anche per abbattere le aliquote.

Aggiungo solo una frase di Monti, pronunciata alla Camera durante l’informativa del 5 dicembre:

MARIO MONTI, Presidente del Consiglio dei ministri. La riduzione del nostro debito pubblico è un’esigenza vitale e ogni deviazione rischierebbe di far sprofondare il nostro Paese in un abisso. L’esempio della Grecia è vicino e ci dà una visione precisa di quello che può succedere. La tabella sull’evoluzione degli spread è eloquente: solo un intervallo temporale di tre mesi differenzia l’andamento verificatosi in Grecia dalla situazione italiana.

Proprio oggi è stato annunciato che in Grecia si terranno le elezioni anticipate ad aprile. Se i tre mesi di Monti funzionano anche sul piano politico, da noi si vota a luglio. Ma non ci credo neanche un po’, né lo auguro all’Italia.


Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , ,

12 commenti to “Déjà vu”

  1. MANLIO scrive:

    Si dice che le famiglie felici siano tutte uguali,e che qualle infelici lo siano di una loro peculiare infelicita’.Qui accade il contrario.Papademos pero’nel suo discorso ha detto anche un’altra cosa che nessun Monti potra’ mai dire:cioè che la Grecia non produce quasi nulla e non esporta nulla.Chi di voi ha mai incontrato da qualche parte un prodotto greco che non fosse Feta,ed in qualche caso olio d’oliva?La differenza tra noi e loro sta qui:ed è immensa.Noi abbiamo la piu’ sana bilancia commerciale d’Europa,dopo ovviamaete la Germania(ma prima del 2002,eravamo in pari)loro in effetti campavano al disopra ed al difuori di ogni logica economica.Vivono di noli e di turismo,ed è tutto.Io credo,purtroppo,che l’euro abbia li gravemente ingannati,e che il resto l’abbiano fatto loro ingannando sè stessi.La Grecia non uscira’ mai,da questa crisi,e la ragione è molto semplice:vivevano di regalie,per permettersi un livello di vita tedesco,ed ora i regali sono finiti:non solo.Occorre restituirli.Si tratta per i greci di tornare,data la necessita’ di rifondere creditori,indieto di 50 anni,che sarebbero 25 senza i debiti, e senza quelle regalie.La Grecia,in sostanza,è finita.Svegliatasi dal sonno europeo,si ritrova in una realta’ da terzo mondo mediterraneo.Le cittadine turistiche sulla costa sopravvivranno,la campagna campicchiera’ di agricoltura diretta ai centri turistici ed alle citta’,nelle citta’ si fara’ la fame,con enormi tassi di disoccupazione e gravissimi problemi sociali.Regalati i principali asset,sopratutto quelli energetici,a qualche gangster che sogna i farne una colonia,la Grecia potrebbe vivere una stagione terroristica,con i terroristi appoggiati dalla
    stessa popolazione,fino ad un colpo dei militari,non intenzionati a subire la fame ed il terrorismo uniti all’umiliazione nazionale.Della Grecia,ieri sera all TV,non abbiamo ancora visto niente.Grazie,Europa.

  2. MANLIO scrive:

    Leggete WOLFGANG MUNCHAU sul FINANCIAL TIMES di oggi 13,sull’ argomento,e fatevi il Segno della Croce.

  3. cicero tertio scrive:

    Nè Papademos nè Monti hanno detto una cosa che capirebbe anche un ragazzino delle medie: che se c’à una unica moneta ci deve essere anche un unico tasso di interesse. La California paga il suo debito allo stesso tasso della Florida o dell’Alaska, o no? Che stati diversi con storie diverse, mentalità, risorse diverse, latitudini diverse, politiche fiscali ed economiche diverse non possono avere un moneta unica a meno di essere tra loro solidali come fossero quantomeno uno stato federeale.
    Ma cosa si raccontano questi due scialbi figuri, tecnici che goveernano non eletti solo per l’inettitudine della classe politica ed invece anche loro politici perchè intrisi ed uniti nella loro letale ideologia europeista ? che questa sia una crisi passeggera, facciamo un bel po’ di sacrifici (e che po po’) e poi tutto ritornerà come prima, suvvia sono incidenti di persorso, l’euro assicura un radioso futuro ! Sì solo ai paesi più forti che saranno sempre più forti a scapito di quelli deboli che saranno sempre più deboli. Questo sarebbe avvento fatalmente anche a tassi uguali per le diverse forze delle economie, con tassi diversi ( e che diversità) ora tutto viene accellerato. Mi chiedo cosa chierà Papademos alla prossima inevitabile manovra correttiva ai greci: di donare gli organi ?

    @Manlio
    Appunto, mi chiedo perchè hanno votato, nonostante le defezioni, a favore della continuazione della loro agonia. Hanno fatto solo il gioco delle grandi banche d’affari che avevano venduto CDS di protezione a mezzo mondo sul loro debito dato che se la Grecia saltava avebbero poi dovuto essere escusse.
    Per la paura indotta dai vari “babau” che gridano sempre che uscendo dall’euro si va in rovina ci vanno lo stesso da schiavi dei crucchi rinunciando alla loro libertà, loro che in passato hanno insegnato la civiltà e la democrazia al mondo.
    La Grecia è solo il paese precursore di quello che capiterà ad altri mentre si mettono ceppi e catene alle nazioni europee con il Fiscal Compact ed il pareggio di bilancio. Abbiamo perso un larga fetta di sovranità nazionale, Quale maledizione questa moneta unica che ci assicura un futuro di miseria! E il bello è che quasi nessuno pare si lamenti, nè i partiti maggiori nè i soloni dei mass-media della finta fronda. Monti esaltato come il lungimitìrante salvatore della patria, dopo che ha messo le mani in tasca p Ripeto, date tempo al tempo, la verità è sempre sua figlia.

  4. cicero tertio scrive:

    Nè Papademos nè Monti hanno detto una cosa che capirebbe anche un ragazzino delle medie: che se c’è una unica moneta ci deve essere anche un unico tasso di interesse. La California paga il suo debito allo stesso tasso della Florida o dell’Alaska, o no? Che stati diversi con storie diverse, mentalità, risorse diverse, latitudini diverse, politiche fiscali ed economiche diverse non possono avere un moneta unica a meno di essere tra loro solidali come fossero quantomeno uno stato federeale.
    Ma cosa ci raccontano questi due grigi figuri, tecnici che governano non eletti solo per l’inettitudine della loro classe politica ed invece anche loro politicizzati perchè intrisi ed uniti nella loro letale ideologia europeista ? che questa sia una crisi passeggera, facciamo un bel po’ di sacrifici (e che po po’) e poi tutto ritornerà come prima, suvvia sono incidenti di persorso, l’euro assicura un radioso futuro ! Sì solo ai paesi più forti che saranno sempre più forti a scapito di quelli deboli che saranno sempre più deboli, capiscono anche i ragazzini delle medie. Questo sarebbe avvenuto fatalmente anche a tassi uguali per le diverse forze delle economie, con tassi diversi ( e che diversità) ora tutto viene accellerato. Mi chiedo cosa chiederà Papademos alla prossima inevitabile manovra correttiva ai greci: di donare gli organi ? e poi ?
    La Grecia è solo il paese precursore di quello che capiterà ad altri paesi mentre si mettono ceppi e catene con il Fiscal Compact ed il pareggio di bilancio. Abbiamo perso un larga fetta di sovranità nazionale, i tecnici no eletti comandano, il popolo già ingannato dalla classe politica è schiavizzato a vita.Quale maledizione questa unione europea con questa moneta unica che ci assicura un futuro di miseria! E il bello è che quasi nessuno pare si lamenti, nè i partiti maggiori nè i soloni dei mass-media della finta fronda. Monti esaltato come il lungimirante salvatore della patria, dopo che ha messo le mani in tasca alla gente e quasi per nulla alla classe politica a cui deve comunque chiedere il voto e ridotto gli sprechi del settore pubblico. Già così i politici si salvano la faccia, fanno fare a lui il lavoro sporco all’insegna di “ce lo chiede l’Europa) mentre continuano a fare i loro affari. Perla del giorno: Casini con la sua solita espressione di solone moralista ha detto che i partiti dovrebbero investire in BTP le eccedenze dei loro finanziamenti. Bello, soldi elargiti a gogò che solo per un terzo vengono effettivamente spesi per le campagne elettorali e che poi rimangono nelle loro tasche ora da usare per lucrare anche gli interessi sui BTP. Rendita assicurata, invede di restitruire quei soldi.

    @Manlio
    Appunto, mi chiedo perchè hanno votato, nonostante le defezioni, a favore della continuazione della loro agonia. Hanno fatto solo il gioco delle grandi banche d’affari che avevano venduto CDS di protezione a mezzo mondo sul loro debito dato che se la Grecia saltava avebbero poi dovuto essere escusse.
    Per la paura indotta dai vari “babau” che gridano sempre che uscendo dall’euro si va in rovina ci vanno lo stesso da schiavi dei crucchi rinunciando alla loro libertà, loro che in passato hanno insegnato la civiltà e la democrazia al mondo.

  5. cicero tertio scrive:

    chiedo scusa ho inviato due volte il messaggio, quello ricorretto da leggere è il secondo.

  6. Chaim Recanati scrive:

    Piu’ che un déjà vu, sembra un sogno premonitore. E mi correggo: dovrei dire INCUBO premonitore: gia’, perche’ noi non finiremo come la Grecia, ma PEGGIO della Grecia, visto che non avremo nemmeno il coraggio e la forza di protestare come fanno i greci. La vedo francamente male.

  7. MANLIO scrive:

    Ieri sera abbiamo imparato un po’di Grecia sull’INFEDELE,che è inimitabile quando tratta di politica estera quanto imitabilissimo in politica interna.Infatti,a coerenza,subito dopo c’era Travaglio,a garantirci discese di stile da otto volante di Disneyland.Mancava l’orchestra,peccato,chè un po’ di Bach non guasta,tra tante pene.C’è chi gli attribuisce poteri esorcistici:i quali in questo complotto diabolico verrebbero assai utili.Numerosi gli ospiti,uno dei quali scrive sul CORRIERE entusiastici articoli francofili,e le cui opinioni sono sempre un tantino puzzolenti.Ma la testimonianza delle persone di cittadinanza greca presenti erano straordinarie.Questo popolo è alla disperazione,ed il futuro che lo aspetta per nulla invidiabile:il perchè,l’ho appena detto.e ierisera me ne sono convinto ulteriormente.Quanto all’Italia,ieri un bellisimo articolo di MARCO FORTIS sul SOLE annunciava,dati (anche curiosi,in qualche caso) alla mano, una miracolosa propensione all’export che ci pone quanto a concorrenzialita’ dopo la Germania ed avanti a tutti nel mondo.Qusto Paese non morira’,anche perchè Monti fara’ danni solo fino a meta’del 2013.Io pero’ avrei una domanda per Cicero
    @CICERO.Non credi che,considerato che Francia ed Italia non hanno nulla da guadagnare dall’euro,dovrebero annunciarne congiuntamente l’uscita?Che ovviamnete sarebbe la fine dell’eurozona.E se non succede,perchè’,secondo te?

  8. MANLIO scrive:

    Il downgrading di Moodys giudicato praticamente inifluente dal FINACIAL TIMES.Peccato:rapina praticamnete fallita.

  9. cicero tertio scrive:

    Mi spiace Manlio, ma non capisco la tua ostinazione, per quel che mi riguarda ” de Gallia non curat praetor”.
    Auspico piuttosto l’uscita della Crucchenlandia con la sua soffocante arroganza . Con il loro nuovo marco rivalutato esporterebbero di meno ed è proprio quello di cui abbiamo bisogno noi.

  10. MANLIO scrive:

    @CICERO.Dunque la tua weltanshahung è la seguente
    1)Fuori la Germania dall’euro
    2)fuori l’Italia dall’euro
    Italia destinata al fallimento,le italiane badanti in Ucraina,gli italiani alla fame per colpa,che ora divennta merito,di Monti.Io non so se tu conosca il professor MARC LAZAR:egli sosteneva giorni fa su LA7(e dove,senno?)che Sarkozy ha rovesciato Berlusconi.Naturalmente,è monnezza propagandistica da regime fascista,visto che il bandito è ormai asserragliato all’Eliseo in attesa dello sfratto,e non poteebbe rovesciare nemmeno la gonna di sua moglie.Tuttavia qualcosa comincia a tornare,in questo blog,a proposito di attacchi al governo.Sono attacchi che piacerebbero al professor Marc.

  11. cicero tertio scrive:

    @Manlio
    te lho gia detto che non mi coinvolgi nelle tue solite cervellottiche teorie. Per me Sarko è una mezza calzetta che ha cercato di salire sul carro del vincitore crucco, credendo che il suo paese fosse all’altezza dell’altro. La Merkel decideva e lui proclamava le sue decisioni , molto comico e patetico come personaggio. La Francia è a metà strada nel novero della sua forza economica tra i paese partecipanti alla moneta unica.

    Per anche altri lettori, quanto all’attuale esistenza dell’euro e della possibilità da parte di un paese di uscirne è invero una questione piuttosto complessa e problematica. Giuridicamente non è prevista e praticamente porterebbe a complicatissimi ed incogniti passaggi per rivalorizzare gli attivi e i passivi svalutandoli in una nuova moneta nazionale da parte di un paese debole che volesse uscirne mentre sarebbe più facile rivalutarli da parte di un paese forte. Ma questo non vuol dire che non avverrà mai la sua dissoluzione quando le pressione delle divergenze economiche potrebbe ad un certo punto far rompere la diga in qualche paese partecipante. Del resto è una moneta sintetica che non ha ancora un track record storico, un esperimento mal realizzato da dilettanti che hanno costruito la casa europea cominciando dal tetto senza le fondaments e che ora sono rimasti spiiazzati e non sanno che pesci pigliare.
    Un bel risultato comunque l’euro l’ha ottenuto: invece di unire e cementare il sentimento europeo lo ha pericolosamnte indebilito e sono tornati i pregiudizi e i sospetti tra i popoli. In molti paesi si affermano sempre più forze politiche anti europee o localiste. Gli stucchevoli quanto farseschi ripetuti meetings inutili tra i miopi leaders europei che mai decidevano con risolutezza hanno già fatto fallire la Grecia e portato sull’orlo della instabilità altri paesi tra cui noi. La speculazione internazionale dei grossi gruppi della finanza ed hedge funds opportunisti ha capito alfine che l’euro era una moneta attaccabiile e lo ha fatto pesantemente specie contro di noi, considerati un boccone prelibato, per impoverirci dato che se lo stato aveva il deficit/pil al 120% la gente aveva ancora dei risparmi privati da mungere, cosa che puntualmente il tecnico Monti, loro emanazione, messo al posto di un uomo politico democraticamente eletto (per quanto discutibile) da un golpe, ha fatto mettendoci tasse e riducento il welfare.
    La Grecia è ora solo il paese precursore di quello che ora potrebbe succedere anche ad altri.
    Adesso vogliono farci credere che sia e rimarrà un caso isolato: tutte balle, se non ci saranno profonde riforme che vadano nella creazione di una unica cassa comune (v.eurobond) e di integrazioni economico- fiscali al posto di rigore e di manovre punitive come invece si sta facendo suicidamente con il prossimo Fiscal Compact per il volere della Germania, sempre intollerante nell’imporre le sue ricette, misure che aiutino e non schiavizzino popoli e stati da parte di altri popoli e stati non se ne verrà fuori e la prospettiva è quanto meno un lunghissimo inverno di stagnazione e mancata crescita per la nostra economia gravata da mancato sviluoppo ed costo del denaro molto più alto rispetto ad altri paesi che quindi diventano più competitivi. La Germania è eccreditata per quest’anno di un surplus del 3% mentre noi con le manovre recessive di Monti del -2% circa . Quindi mentre loro vanno avanti noi dobbiamo consumare il nostro risparmio privato (fatto ancora quando avevamo ancora la schifosa liretta, pensa un po’), i giovani rimangono precari, le pensioni diventano un miraggio ecc. ecc.
    Grazie Euro, grazie Europa ! Ecco perchè le nostre figlie condannate qui alla precarietà avranno forse un radioso futuro quali badanti a Manila.

  12. MANLIO scrive:

    @CICERO.Eh la la,quanta carne al fuoco!Dovresti leggere anche tu l’articolo di MARCO FORTIS,sul SOLE,che dimostra dati alla mano che le statistiche che vedono l’Italia condannata sono fondate su calunnie.L’export italiano(altro che Grecia)ha raggiunto in fattirato quello di prima della crisi del 2008,nonostante il sabotaggio di fatto dell’euro,che aiuta i tedeschi,e la gravissima crisi economica mondiale,circa la quale raccomanderei gli articoli di MAURIZIO D’ORLANDO su ASIA NEWS.Noi non manderemo mai nessuna badante a Manila,visto che Gesu’ ci ha donato l’inventiva,il talento,la laborisita’ indispensabili per essere e restare leaders,checchè si dica dei BRICS ed altri miti terzomondiali.Vedo pero’,caro CICERO,che la mia teoria seondo la quale l’europa di Bruxelles ovvero l’asse francotedesco è una associazione a delinquere intesa all’estosione sta facendo proseliti.Meglio cosi’.E megli cosi’ che si cominci a capire che le banche sono il loro cavallo di Troia.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 14 + 10 ?
Please leave these two fields as-is: