Quando ho sentito Di Pietro argomentare che, dopo il voto di ieri sui magistrati, la gente verrà a prenderci con i forconi, ho avuto la netta sensazione che pure un politico sempre connesso con gli umori popolari abbia bisogno di un aggiornamento. L’argomento era valido – dal suo punto di vista, intendo – a Berlusconi regnante: i giudici sono il bene, chiunque pensasse di sfiorarli con un dito si metterebbe automaticamente dalla parte del Caimano. Mi pare che oggi la sensibilità nel merito sia un po’ cambiata, e che la storiella di una casta (quella politica) che si prende la rivincita contro gli eroi del bene (i magistrati) non regga più, neppure tra gli elettori dell’Idv: quello della responsabilità civile dei giudici è un tema molto serio, che va affrontato senza fare il tifo. E proprio per questo il voto di ieri mi dispiace: perché è stato un trappolone preparato da Pdl e Lega, con la complicità manifesta dei radicali e quella silenziosa di altri colleghi delle vecchie opposizioni, che hanno inserito nella legge comunitaria un articolo aggiuntivo totalmente slegato dal testo. Tanto che, in un primo momento, ne era stata dichiarata l’inammissibilità.

Dei risvolti di politique politicienne, probabilmente, avrete già letto abbastanza: il governo (che non mi pare un covo di amici delle procure) dà parere contrario all’emendamento, per affrontare il tema in maniera più organica con una legge apposita, e ottiene dal Pdl la garanzia che i berlusconiani non faranno scherzi. La Lega chiede naturalmente il voto segreto e saltano tutte le promesse; alla fine, anche il Pdl (con Mantovano) scopre le carte e fa capire che voterà a favore, insieme a Lega e radicali, mentre tutti gli altri (Fli, Udc, Idv, Pd) annunciano il proprio no. Nel voto segreto diversi si sfilano, l’emendamento passa. Tre cose, a questo punto, mi restano da dire.

Il merito della questione. Fra i vari interventi sentiti in Aula, cito quello di Giulia Bongiorno: non è nel mio partito, dopo l’uscita di Fli dalla maggioranza è stata confermata alla presidenza della Commissione Giustizia con un voto bipartisan, certamente non è ascrivibile al partito dei magistrati. Ne cito qualche passaggio:

GIULIA BONGIORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando alcune affermazioni dell’onorevole Pini e dell’onorevole Bernardini, vi posso dire che sono assolutamente concorde su molte delle loro affermazioni, direi su quasi tutte. Il vero problema, spesso, è la simmetria tra ciò che si dice e ciò che è presente nel testo. (…) In primo luogo, principio sacrosanto: chi commette errori, deve rispondere sempre (Applausi di deputati del gruppo Popolo della Libertà), sia esso un avvocato, sia esso un medico, sia esso un magistrato. Si badi: tanto più è il potere del soggetto che commette l’errore, tanto più grande deve essere la responsabilità. Non devono esistere categorie intoccabili. (…) Andiamo, però, al testo.
(…) Qui è prevista – fate attenzione – la responsabilità per un magistrato anche in caso di – leggetelo! – manifesta violazione di legge. (…)
 Se, per caso, secondo le sentenze che riportano l’interpretazione, ad esempio un cancelliere fa un errore, ci potrebbe essere una responsabilità oggettiva del magistrato; se, per caso, ci fosse un testo di legge oscuro e il magistrato desse un’interpretazione erronea, ne risponderebbe. Allora quello che dico all’Aula è: votiamo dei testi in cui prevediamo che chi sbaglia paga, votiamo la responsabilità dei magistrati, ma io voglio magistrati responsabili, non voglio magistrati terrorizzati di interpretare la legge, perché diventerebbero magistrati che scrivono i provvedimenti con la mano tremolante, niente di peggio che avere dei magistrati che hanno terrore di sbagliare. Puniamo per responsabilità e non rendiamoli terrorizzati di fronte alla legge (Applausi dei deputati dei gruppi Futuro e Libertà per il Terzo Polo e Partito Democratico – Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Traduco, anche se forse non ce n’è bisogno: se un magistrato rischia di pagare milioni di euro di danni per una condanna sbagliata, d’ora in poi assolve a prescindere. E questo mi crea tanto disagio quanto l’abuso di carcerazione preventiva, per capirci.

I risvolti politici. La frase più chiara l’ha detta Dario Franceschini, in dichiarazione di voto sulla comunitaria.

DARIO FRANCESCHINI. Votiamo a favore soltanto perché il Ministro per gli affari europei ha fatto appello alle forze politiche facendo presente che la mancata approvazione del disegno di legge comunitaria comporterebbe dei procedimenti di infrazione a carico del nostro Paese e di violazione delle norme comunitarie. Soltanto per questo.
Ma (…) un Governo non si può basare sul sostegno leale a prescindere di alcuni gruppi parlamentari e sulle mani libere di altri. Non può funzionare così!

Anche qui traduco: se Monti pensa di aver trovato in noi i servi sciocchi, che si mandano giù tutto per amor di Patria, mentre il Pdl può fare quello che vuole, ha capito male. Probabilmente lui non c’entra nulla in questa situazione, ma allora parli chiaro con il suo predecessore.

I radicali. Non hanno nascosto nulla, nel senso che le loro posizioni sulla giustizia sono note da tempo, ma la polpetta avvelenata di Rita Bernardini (“Ringrazio veramente tutti i miei colleghi del Partito Democratico che hanno votato a favore di questo emendamento”) me la sarei risparmiata. E soprattutto, visto che siedono ancora nei seggi del nostro gruppo parlamentare e non tra i deputati del Misto, avrei apprezzato un tentativo di mediazione. Ma poi mi ricordo che la parola radicali e mediazione non possono stare nella stessa frase, e così mi chiedo – ancora una volta – chi ce lo faccia fare, dopo tre anni e mezzo.

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7 commenti to “Il trappolone”

  1. Jacopo scrive:

    si capiscono sempre meno cose, in verità: ad esempio, non si capisce l’iniziale polemica con di pietro, che accusi di “fare il tifo”; l’idv (che, a scanso di equivoci, non ho mai votato e non voterò mai) ha sempre fatto della giustizia il principale tema della sua azione politica; quindi, nel momento in cui passa una norma vergognosa come questa, è normale che un partito un attimo sul pezzo sia critico, a prescindere da chi governa; in questo senso è molto più coerente, e molto meno “pregiudizialmente antiberlusconiana” i’idv del partito democratico: il quale partito democratico si opponeva (per modo di dire) a berlusconi quando questo era premier, e ora invece vota tutto e non dice mai niente, anche se di fatto i provvedimanti che davvero interessano a berlusconi continuano a passare, mentre quelli che lui non vuole chiaramente vengono stoppati subito; quindi ha poco da puntualizzare franceschini, perchè in realtà è proprio vero che, in questo momento, siete dei servi sciocchi; obbedienti come i servi, sciocchi come gli sciocchi. chiudiamo con la polemica di rito con i radicali, rei forse di essere in grado di avere un pensiero autonomo e laico e non bisognosi di trovare onforto nelle ovvietà dette dal monsignore di turno; i radicali (le cui idee sui temi sociali condivido poco o nulla, ma dei quali sposo in pieno le battaglie autenticamente laiche sui diritti), anche qui discutibilemnte ma molto coerentemente, avevano annunciato da tempo il loro voto, addirittura su questo tema ci avevano promosso un referendum; i radicali sono solo sei alla camera, i voti mancanti, a sentire repubblica, una sessantina, fra pd e udc. quindi, forse, sarebbe il caso di volgere lo sguardo critico verso chi, all’opposizione, a parole dice di voler fare in un modo, se il voto è segreto agisce all’opposto, e antepone i suoi tornaconti e le sue piccole vendette personali a ragioni ideali tanto sbandierate quanto inesistenti; mi pare che li chiamino “cattolici”…

  2. Andrea Sarubbi scrive:

    @Jacopo: rispondo solo a una cosa, perché sul resto mi pare che ci siano solo delle opinioni preconfezionate che ogni volta aspettano solo di essere messe in fila (mi chiedo, ad esempio, come si possa stare sia con Di Pietro che con i radicali, ma non con il Pd). Rispondo, dicevo, su una frase sola: “una sessantina di voti mancanti, fra Pd e Udc”. No, amico mio: “una sessantina di voti mancanti fra Fli, Udc, Idv e Pd”. A meno che lei non abbia inventato un meccanismo per scoprire il vero colore di ogni singola lucetta, quando tutta l’Aula si illumina di blu.

  3. Jacopo scrive:

    sì è vero, ho dimenticato l’idv, che dovrebbe avere circa una ventina di deputati, poichè mi sento di escludere che qualcuno di loro possa aver votato a favore dell’emendamento berlusconian-leghista; mettiamoci pure dentro anche fli; rimane il fatto che mancano circa sessanta voti fra pd e terzo polo (la formazione che da un po’ di mesi a questa parte il pd sta affannosamente rincorrendo in vista di un’alleanza improbabile per molti ma non per i suoi dirigenti); non ho detto che “sto con di pietro e con i radicali”; anzi, mai votati nè gli uni nè gli altri, e sempre stato critico nei confronti di entrambi (alle prossime elezioni voterò sel, così mettiamo già le carte in tavola); ho solo registrato che, alla luce dei fatti, il pd non si segnala nè per coerenza, nè per forza della sua azione politica (la pochissima che a sprazzi emergeva prima oggi è definitivamente sparita); quindi, da ex iscritto, non ci sto, non più, col pd; e dire che qyuesto partito, in parlamento, si sta adeguando ciecamente, senza mai una presa di posizione forte, decisa e discontinua, nei confronti di un governo di destra che, fra l’altro, continua a mantenere intatta la gigantesca anomalia berlusconiana (sarebbero questi i “liberali”?), non è esprimere un’opinione preconfezionata, ma un prendere atto della realtà; un prendere atto molto amaro, peraltro. ritornando alla questione di cui sopra, cioè di chi siano i franchi tiratori, è chiaro che io non sono in parlamento e tu sì, ma il mio sospetto si addensa, anche alla luce delle recenti vicende, su quell’ala del partito (modem, per intenderci) alla quale appartiene il buon luigi lusi, che pure sta al senato e non alla camere, poi senz’altro anche su qualche d’alemiano (questi non mancano mai), e, sono convinto anche se non posso averne le prove, su più di un parlamentare dell’udc. tu invece te la sei presa con i sei radicali, dei quali si sa dalla notte dei tempi come la pensano sull’argomento, e con di pietro che ha osato sostenere che, dopo una roba così, la gente vi correrà dietro con i forconi (non io, per carità). qualche giorno fa hai parlato in un post di bersagli giusti e sbagliati; ecco, appunto…

  4. MANLIO scrive:

    Chi vuole farsi un’idea della popolarita’ del principio della non responsabilita’ dei Magistrati,si legga il blog sul CORRIERE,e le dozzine di commenti pieni di indignazione che lo accompagnano.E’ un fatto molto grave che una struttura fondamentale per il funzionamento dello Stato,qual’è la Magistratura,goda della stessa popolarita’ di cui doveva godere Don Rodrigo a Pescarenico.I Magistrati sono visti dalla gente come un’odiosa casta di privilegiati,le loro proteste come arroganti minacce,la loro impunita’ un insulto all’intero popolo itaiano,ed una provocazione.Non esiste in Europa,forse non esiste al mondo,un paese dove la magistratura disponga di un partito(IDV),un leader minaccioso che parla di forconi e quando li vedesse scoprirebbe che sono diretti in Procuta(DI PIETRO),un giornale(IL FATTO QUOTIDIANO) la cui componenete azionaria è assai strana,con un paio di soggetti che se non sono prestanome,allora io sono Elvis Presley.Piu’ un 30% di azionariato del tutto sconosciuto(o inconnu che dir si oglia).Gli argomenti di GIULIA BONGIORNO,avocatessa dalla misteriosa,miracolosa abilita’(per me povero fesso qualunque che non ne conosco l’origine)) che se hai ammazzato tuo padre e tua madre davanti a 50 testimoni,seglitela per avvocato ed avrai 3 mesi con la condizionale,quegli argomenti ci riportano ai PROMESSI SPOSI,ed agli zzeccagarbugli.Se un ponte crolla,se una operazione fallisce ed il paziente muore,la responsabilita’ va all’ingegnere ed al chirurgo:neanch’io voglio chirurghi terrorizzati dalla necessita’di operare,e per mia malaugurata esperienza so che lo sono,eccome:ma operano,per Dio.Ed allora i magistrati giudichino sapendo che il loro giudizioo sara’ sottoposto al vaglio.Qui,d’altronde,non è di questo che si parla:la Bongiorno mena il can per l’aia.Qui si parla di STRONCARE IL CIRCUITO MEDIATICO GIUDIZIARIO,ed i suoi obiettivi incoffessabili.E’ per questo che DiPIetro strilla,che l’ANM minaccia:non per paura che qualche giudice paghi per una sciocchezza.

  5. Andrea Coltrinari scrive:

    Ci sono due aspetti del ragionamento della Bongiorno che nn funzionano. 1) la manifesta violazione implica appunto che sia manifesta e non una interpretazione dubbia. 2) che un magistrato debba pagare anche se l’errore viene da informazioni sbagliate del cancelliere é giusto. In campo medico se l’info viene da un infermiere su i farmaci innocui per la persona e sbaglia, la responsabilità è anche del medico. Si parla sempre e solo di responsabilità civile. Quindi risarcimento danni. Appurato da un processo in cui un altro giudice deciderà. In Germania se le info protette da segreto istruttorio vengono divulgate alla stampa il magistrato rischia anche il carcere.

  6. luigi scrive:

    Il PD appare molto ambiguo, e non solo in questa delicatissima circostanza, lo si denota anche dalle parole pronunciate da Dario Franceschini nel corso del dibattito parlamentare. Tuttavia è impossibile occultare una chiara difficoltà all’interno del PD rispetto al PDL fautore di una linea palesemente a difesa di interessi più o meno leggittimi. L’emendamento sulla giustizia, che poi è mirato a minare la responsabilità civile e personale dei giudici, non rende affatto l’idea di una magistratura autonoma e indipendente dai corsi e ricorsi politici. Ci appare evidente su cosa sia disposta a scommettere la casta politica bipolare e maggioritaria inseguita dal popolo dei forconi. La Corte Costituzionale, pur avendo già perso parte dell’intonaco dell’invalicabile muro a difesa delle istituzioni tutte, dovrebbe respingere al mittente un eventuale decreto legge di tale fattura, così come il presidente della repubblica Giorgio Napolitano in veste di capo supremo della Magistratura non dovrebbe apporvi la sua firma, e qui il condizionale è d’obbligo visti i precedenti. Il governo Monti appare quasi estraneo alla faccenda quanto mai delicata, impegnato com’è in ben altri affari quali banche e licenziamenti facili negli enti pubblici a giudicare dalla vox populi. In quanto a Tonino Di Pietro non si può certo stilare per lui la diagnosi di miopia politica, per un verso e per l’altro non potrà che ottenere consenso popolare, il momento gli è propizio e non gli mancheranno certo gli argomenti per le elezioni politiche di primavera 2013. Ma dovranno essere i magistrati a prendere la parola, nonchè esperti avvocati e giuristi che siedono anche in parlamento. Su questi ultimi, non tutti certo, si mormora che a loro parere i magistrati abbiano già parlato troppo, c’è da giurare, non a vanvera. In verità i magistrati ottengono risultati eclatanti rispetto ai mezzi di cui dispongono e dinanzi alla supponenza – e questo è dir poco – di buona parte della classe dirigente politica con molti scheletri negli armadi. Il seminato di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutti gli altri prima di loro trucidati da un golpe che potremo definire bianco ma che in realtà ha il colore del sangue versato per servire lo Stato, e dunque tutti noi, quel seminato prova a germogliare ogni primavera nelle coscienze dei cittadini e dei giovani italiani. Occorre ben altro per prendersi cura di questi germogli, e non intimidire personalmente con la scusa della responsabilità civile un giudice che, pare, lor signori abbiano intenzione di paragonare ad un arbitro di calcio che per una svista concede un calcio di rigore a motivo di quella presunta sudditanza psicologica strombazzata dai cronisti sportivi. Il parlamento talora pare essere divenuto simile a quella trasmissione sportiva condotta da Aldo Biscardi, dove tutti parlano e urlano “accavallandosi” a voler usare il divertente termine del mitico conduttore ancora capace di “polso” nonostante l’età. Si discute meglio di politica, e con cognizione di causa, nei vari Bar Sport di provincia che resistono alla disinformazione di massa elargita dell’oligarchia televisiva.

  7. MANLIO scrive:

    Se LUIGI scrivesse piu’ spesso su questo blog,credo che tutti ci guadagnerebbero.Luigi è la Cultura di Centro,che se non stesse troppo in panchina lasciando il campo agli intellettuali cialtroni della Sinistra,vincerebbe lo scudetto della Verita’ e delal Giustizia,rapite ovvero rapinate dalla sinistra stessa.Grazie,comunque.Ed arrivederci a presto,speriamo.

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