Non ci saranno baciamani né lezioni di Corano, e già da questi dettagli la visita di Mario Monti in Libia comincia bene. Ma domani si gioca una partita abbastanza grossa almeno su un paio di fronti: i gruppi di pressione più influenti – Eni in testa – puntano naturalmente sull’aspetto economico della vicenda, con la ripresa degli appalti; a me sembra ancora più importante la questione dei diritti umani e della gestione (chiamiamola così, anche se l’espressione non mi piace) dei migranti, che l’Italia aveva finora appaltato al peggior governo possibile fra tutti quelli della costa nordafricana. Chi mi segue da tempo sa della mia battaglia contro quel trattato, del mio ostruzionismo insieme ai radicali e a Furio Colombo, del mio voto contrario in dissenso dal Pd (che da allora ha cambiato posizione, per fortuna), della mia attività nei Cie e compagnia bella, quindi non perdo tempo a fare riassunti e vado al sodo: al fatto, cioè, che domani Monti si presenta in Libia con alcune mozioni votate dal Parlamento, all’approvazione delle quali non è che il governo abbia fatto salti di gioia. Anzi.

Una cosa che sanno in pochi, perché non mi pare che sia uscita sui giornali, è che inizialmente il governo voleva dare parere contrario alla mozione del Pd: c’erano critiche alla gestione di Lampedusa da parte di Maroni, c’era la distinzione tra respingimenti e rimpatri assistiti, c’era la richiesta di rivedere radicalmente la politica in materia di Cie e di Cara, dopo l’estensione del fermo a 18 mesi, e varie altre cose che avrebbero potuto causare qualche fastidio a pezzi del Pdl filoleghisti. Un po’ di pressione nostra (colloquio di Dario Franceschini con il sottosegretario), un po’ di matematica (bastavano due conti per capire che la mozione sarebbe passata lo stesso) e il parere è diventato improvvisamente favorevole; la Lega ha votato contro, il Pdl si è astenuto, il provvedimento è passato. Ma il governo non ha evitato una figuraccia su un altro testo più duro, preparato dai radicali e firmato anche da me, in continuità con la battaglia condotta insieme in questi 3 anni: una risoluzione in cui riprendevamo tutte le preoccupazioni di Amnesty international sul rispetto dei diritti umani e mettevamo nero su bianco alcuni impegni chiari per Monti. Vi invito di cuore a leggerne il testo integrale, perché ogni virgola rispecchia il mio pensiero sulla vicenda, ma riassumendo abbiamo chiesto al governo una serie di cose: protezione internazionale a chi viene da conflitti o crisi umanitarie, senza riprendere in nessun caso i respingimenti; adeguare il Trattato al rispetto dei diritti umani fondamentali, compresi quelli dei migranti; chiedere ufficialmente alla Libia di ratificare la Convenzione Onu sui diritti dei rifugiati e l’istituzione della Corte penale internazionale, nonché di avviare una moratoria della pena di morte; promuovere una politica comune in Europa su immigrazione e diritto di asilo. Il sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano, ha dato parere contrario con una scusa risibile (“questa mozione si incentra in particolare sulla politica dei respingimenti, che il governo non attua più da tempo”) e confidava che l’Aula la bocciasse, perché l’Udc aveva annunciato voto contrario (la linea di Casini, per ora, è la seguente: qualsiasi cosa decida il governo, noi lo appoggiamo). Invece il Pdl si è spaccato e la mozione è passata: in sostanza, il presidente del Consiglio si ritrova domani in Libia con l’obbligo di affrontare alcuni temi che avrebbe volentieri rinviato ad altra occasione.  Speriamo che sia un uomo di parola e che non usi le mozioni parlamentari per soffiarsi il naso, come ha fatto invece il suo predecessore per tre anni e mezzo.

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3 commenti to “Senza quei due”

  1. Marco scrive:

    Salve, interessante che il PDL sia spaccato su un testo così nettamente contrario al precedente governo.

    Sarebbe anche interessante avere se possibile le “citazioni”relative alle dichiarazioni di Maroni e La Russa (” tale Trattato ha rappresentato la premessa, come [...] dichiarato dal [...] Maroni e [...] La Russa, per l’avvio da parte del Governo Berlusconi della politica dei «respingimenti in mare»”)

    Infine, se possibile, ci informi su come si comporta il Prof. Monti circa l’obbligo di affrontare i temi in questione.

    Grazie, buon lavoro!

  2. MANLIO scrive:

    Poichè l’attuale governo libico vuole entrare a far parte della comunita’ delle democrazie,non si capisce perchè la richiesta di Monti dovrebbe imbarazzarlo.Vuol dire che la TOTAl dovra’ giocare altre carte,dopo la guerra e la pace,per fotterci i contratti petroliferi.Io,e so che mi leggono in piazza Farnese,se fossi in Monti non starei tanto ad insistere sui diritti civili,quanto a chiedermi come evitare la politica corruttiva dei gangsters di Parigi.Voglion compare tutto:dai successi nel rugby()drogati marci,inNew Zealand,ma nessuno se ne accorse),alla prossima formidabile(Vedrete) performance alle Olimpiadi ed ai campinati europei di football.Monti si preoccupi di quello,altro che diritti civili.

  3. riccardo scrive:

    Premesso che senza ‘quei due’ ogni cosa non può essere che migliore, concordo: prima le questione umanitarie, poi le altre. Cogliamo l’opportunità Monti per rimettere un pò d’ordine alla scaletta delle priorità. Ho letto il testo, mi piace, c’è pure il riferimento all’Europa. Grazie per questo lavoro che stai facendo e tienici aggiornati come ha chiesto Marco.
    PS Casini che sta facendo la corte a Monti, vecchia volpe :-)

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