Dopo una giornata come quella di oggi, ve lo assicuro, passa la voglia pure agli uomini di buona volontà. Un po’ per la pronuncia della Corte costituzionale sul referendum – l’avevo messa in conto, se ricordate, già quando sono andato a firmare – che resta un atto giuridico, per carità, ma che in un momento come questo si presta a tutte le dietrologie del mondo e certamente non aiuta ad avvicinare i cittadini alla politica. Molto per la negata autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, trattato dalla maggioranza dei miei colleghi alla stregua di Aung San Suu Kyi: praticamente un perseguitato politico, un nuovo caso Enzo Tortora (non manca mai, in questi casi, chi tira fuori Tortora), alla faccia di tutti gli elementi oggettivi raccolti dalla magistratura napoletana.

Speravo di non vedere mai più nella vita la maggioranza che appoggiava il governo precedente; invece hanno rispolverato la formazione tipo dei grandi trionfi (Ruby e Milanese), con Berlusconi regista, Paniz unica punta e la Lega a portare acqua. Speravo di non dover più contare i voti dei radicali per poi accorgermi che – come nel caso dell’election day, tanto per dirne una – erano stati ancora una volta decisivi a scapito nostro: 309-298 con i loro no, 303-304 se avessero votato sì insieme a noi. Speravo che l’ondata di antipolitica cominciasse a rallentare un po’ di fronte all’impegno quotidiano di molti di noi, e invece ecco qui che l’uno-due di oggi riporta tutti nello stesso mucchio. Speravo che una volta tanto in Parlamento si decidesse secondo il merito della questione (c’è fumus persecutionis?) e non secondo la convenienza politica; invece, Bossi ha deciso di non mettere la pietra tombale sull’alleanza con Berlusconi – giocandosi contemporaneamente una partita interna con Maroni – e una parte dell’Udc ha fatto lo stesso, con la differenza che le alleanze da salvare erano quelle campane sull’asse Napoli-Caserta, dove Cosentino fa e disfa destini. Speravo di non vedere più, nell’Aula di Montecitorio, campionati mondiali di arrampicata sugli specchi: da un lato, la Lega che si inventa l’impossibile per giustificare il proprio cambio di linea (“eravamo favorevoli all’arresto, ma in realtà non è che ci siano motivi reali, quindi ognuno faccia quello che gli pare”); dall’altro, il Pdl che spiega la persecuzione politica verso il liberale Cosentino accusando il presidente del tribunale del riesame di essere vicino alle Brigate Rosse. Per tutti questi motivi, insomma, oggi prevale in me lo sconforto, anziché la rabbia. E ho poca voglia di scrivere, davvero.

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9 commenti to “Passa la voglia”

  1. Giuseppe Lanzi scrive:

    Non te lo metto il like perché ti preferirei arrabbiato! Anzi, ti vorrei incazzato nero! Oggi è una giornata no, e in più ci hai messo il carico con l’incidente in motorino… Ma bisogna andare avanti o questi ci fagocitano… E senza il minimo scrupolo! (Decisamente oggi non era la giornata per vedersi…)

  2. Mario_Devoto scrive:

    Bossi ha fatto la sua partita e ha vinto, e mi sembra il fatto più preccupante. Forse riuscirà anche a non pagare pegno ai suoi elettori, che da sempre hanno una memoria storica cortissima. Ho l’impressione che la strada del cdx stia tornando a essere autostrada.

  3. Lucio scrive:

    Alla fine il buon Lanzi il like l’ha messo, ed ecco che sono arrivato su questo post. Andrea, fa passare la notte, che domani ti sveglierai con la stessa forza di sempre. Sono gli ultimi colpi di coda (che stanno durando anche troppo) di un sistema che già esiste solo per certa gente.
    Forza e coraggio, anche per la caduta dal motorino (ho visto la foto :) )
    Lucio

  4. magociclo scrive:

    Sì, è proprio la stessa sensazione che ho provato io. Dopo le notizie del voto della Camera e della pronuncia della Corte Costituzionale ho spento il pc, ho chiuso Twitter e ho pensato “adesso basta”! Ora però alla rabbia subentrano lo sdegno e la voglia di riparare di nuovo i cocci che qualcuno ha creato. Certo, per te che sei stato eletto nel collegio di Napoli il voto su Cosentino brucia ancora di più perché sai meglio di me di che galantuomo stiamo parlando. Ma anche la sentenza della Corte indigna perché sembra davvero volersi frapporre fra il popolo sovrano e la “casta”. Eccolo, questo termine abusato, inflazionato, brutto e che oggi crea disgusto in chi lo ascolta, eppure così attuale e reale nell’indicare un mondo in coma preagonico, incapace di trovare al suo interno gli anticorpi per guarire e che quindi si è dovuto rivolgere alla società, ai cd tecnici, per avere ancora qualche mese di vita. Tuttavia, al contrario di quello che sarebbe stato auspicabile, i mesi in più di vita che il governo Monti assicura a questo Parlamento stanno servendo a Berlusconi ed ai suoi migliori uomini (Cicchitto, Verdini, La Russa, Gasparri…) non per fare un esame di coscienza ma per riorganizzare le truppe sbandate e ripartire con maggior slancio sull’unica via che conoscono: la tutela degli interessi di una sola parte (quella degli evasori fiscali, dei ricchi bottegai e professionisti, delle lobby delle rendite di posizione, di quelli che spaccano il Paese in fazioni, che seminano odio fra le persone, che fanno dell’egoismo una regola di vita) a danno di tutto il resto del Paese.
    Per provare a mitigare il tuo senso di frustrazione, ricordo a tutti noi che purtroppo il 16 novembre ha giurato un governo “tecnico” ma che aggioranza parlamentare uscita dalle elezioni non è cambiata, è la stessa che tu hai citato e che votò a favore della tesi che Rubi era la nipote di Mubarak e che ha votato più o meno compattamente la fiducia al governo Berlusconi IV per oltre 50 volte.
    Perciò, se oggi due importanti battaglie sono state perse, dobbiamo comunque ripartire perché l’obiettivo è quello di sconfiggere alle urne questa destra ignobile che come una piovra ancora cerca di soffocare il nostro Paese.

  5. Fabio Ceseri scrive:

    forza Andrea noi abbiamo bisogno di riferimenti come te!

  6. Fabrizio scrive:

    Gentile On.Sarubbi,
    condivido il suo sconforto in merito alla giornata odierna e all’atteggiamento tenuto in aula dal PdL.
    Purtroppo, temo che un certo tipo di “berlusconismo” sia ancora ben presente e difficile da sconfiggere. Ma a questa “lotta” sono chiamate tutte le persone (donne e uomini) di buona volontà, come lo è lei e altri suoi colleghi e colleghe.

    Mi permetta: vada avanti On. Sarubbi.
    Forse ci attendono ancora tempi difficili e dovremo, (come scrivono i professori R. D’Ambrosio e R. Pinto nel loro libro La Malpolitica) riprendere la lezione dei padri costituenti che resistettero al fascismo con un costante esercizio di ragione, diritto e moralità.
    Li accompagnava certamente la convinzione che, come scrive I. Calvino, la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa d’esistere

    Cordialmente,
    Fabrizio S.

  7. Virginia Invernizzi scrive:

    speriamo che sia l’ultimo colpo di coda di questo sistema che vede inquisiti in Parlamento e collusi con la camorra a capo dei partiti.
    E’ dura, si sperava che questa fase fosse già finita.

  8. roberta scrive:

    resistere resistere resistere…
    quante interpretazioni…
    tu scegli quella autentica e anche se non sarai “tutti noi” sei uno per “quelli veri passionali e puliti” che stanno nel pd
    uno dei meglio

  9. MANLIO scrive:

    In un intervista al TGcom 24,il radicale Turco ha affermato che un giudice del quale mi sfugge il nome ha scritto una vera e propria summa teologica sui casalesi:un lavoro di centinaia di pagine.Ma Cosentino non vi compare,dunque i radicali hanno votato per scagionarlo.Tutto qui.Coraggio,ragazzi del PD:questa volta le vostre procure hanno perso.Ha vinto la verita’ed il Parlamento si è imposto ai “magistrati”che stanno alla magistratura come gli “studenti”con la maschera alla scuola,le femministe al mondo femminile,la FIOM al sindacato.Incazzatevi pure,tanto poi vi passa:basta una pirlata di Crozza,una bischerata di Benigni,una minchiata di Albanese,e voi tornate a sghignazzare,felici di stare al mondo nonostante BErlusconi.

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