Non sarò obiettivo, lo metto subito in chiaro, nel racconto dell’audizione di Andrea Riccardi alla Commissione Affari Costituzionali. Se fingessi di esserlo, mentirei innanzitutto a me stesso, perché il ministro dell’Integrazione e della Cooperazione ha detto cose che penso da sempre, e che avrei voluto dire io se fossi stato al posto suo. Cerco almeno di non cadere nell’agiografia e mi limito alla cronaca, sperando che i temi emersi possano essere un utile spunto di riflessione per tutti.

Le parole. Ci sono alcune frasi di Riccardi che mi sembra importante citare, senza commenti. Premessa: “L’immigrazione è una questione capitale per l’Italia di oggi quanto lo fu, per lo Stato unitario, la questione dei confini”. Programma: “Siamo in una seconda stagione: è finita quella dell’emergenza, si è aperta quella dell’integrazione positiva”. Permessi di soggiorno: “Non bisogna perdere uomini e donne che già hanno fatto un pezzo del percorso di integrazione. L’Italia non deve diventare un luogo di turnover per braccianti semestrali”. Cittadinanza: “A 18 anni la personalità è strutturata: bisogna essere italiani prima, per darsi un’identità”. Convivenza: “La convivenza civile ha bisogno di un ethos condiviso. Il problema del nostro tempo è proprio quello di convivere tra diversi”.
L’impostazione. Riccardi non è un buonista fessacchiotto, dunque ha le idee chiare pure sulle cose che non vanno. Non crede nel multiculturalismo, ma nell’intercultura; definisce la presenza dei cinesi a Prato “una situazione alla tedesca” (pensando ai ghetti dei curdi in Germania), domani ne parlerà con l’ambasciatore e poi ci andrà. Punta tutto sulla scuola e sul coinvolgimento degli italiani, anziani compresi, per avvicinare le culture diverse e facilitare la conoscenza reciproca. Complessivamente è ottimista, cerca una via italiana all’integrazione – perché tutti gli altri modelli hanno mostrato le loro debolezze – ed è fiducioso che si possa trovare.
Le leggi. Ho chiesto espressamente a Riccardi di ripensare il modello di ingresso in Italia, perché non ha senso l’assunzione per chiamata diretta dal Paese di provenienza: se non conosco le abilità domestiche di una ragazza filippina, è difficile che possa assumerla come colf. Gli ho ricordato la pdl Bobba sul permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, con sponsor e fideiussione, ma va bene qualsiasi cosa, purché si cambi sistema. Teoricamente mi sembra disponibile, ma ho l’idea che alla fine questo governo non cambierà moltissimo, in tema di legislazione: la pressione del Pdl si fa sentire parecchio, e lo stesso ministro ha detto espressamente che si cercherà soltanto (insieme alla Cancellieri) di mettere toppe ai buchi attuali, tipo i permessi scaduti per aver perso il lavoro, e così via. Gli ho chiesto anche una soluzione pratica per il rinnovo dei permessi, spostandolo dalle questure ai Comuni, e mi ha risposto che si sta già avviando una sperimentazione.
La cittadinanza. L’unica legge che potrebbe cambiare, alla fine, è proprio quella sulla cittadinanza ai minori. Ufficialmente siamo ancora in piena schermaglia, con il Pdl che non vuole mollare del tutto la Lega a meno che la frattura non sia insanabile; Gasparri continua ad alzare la voce, ma so per certo che la sua linea da falco non è l’unica nel partito, e che sui minori ci sono spazi di manovra. Riccardi fa un discorso pragmatico (“cari partiti, scegliete una soluzione e noi vi appoggeremo”), che va nella direzione dello ius soli temperato (o ius culturae, ma il senso è quello), ma è chiaro che se il Pdl non fa un mezzo passo in avanti è difficile che su un tema del genere Monti possa tirare Alfano per le orecchie. Ciò premesso, continuo come un fesso ad avere fiducia. E cercherò di parlare con tutti, uno per uno, sperando che serva a qualcosa.
La Lega. Merita due parole, più per folclore che per altro, l’intervento della Lega. Che vado a riassumere, sempre per comodità, in 3 perle di Matteo Bregantini. Una: “La disoccupazione in Italia è aumentata, si va in pensione più tardi, quindi non c’è bisogno di nessuno”. Due: “Non si può dare la cittadinanza ai minori, per non separarli dai genitori”. Tre: “Se l’intolleranza è aumentata, non sarà perché gli italiani percepiscono che gli stranieri hanno più diritti di loro? O perché sono stanchi di vederli utilizzare il Pronto soccorso come un ambulatorio?”. Poi ce ne sarebbe una quarta, sul trionfo del modello leghista di integrazione, ma mi avvalgo della facoltà di non ripeterla.

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6 commenti to “Nuova stagione”

  1. Virginia Invernizzi scrive:

    @Andrea credo che tu abbia dimenticato un non :hai scritto credo che questo governo cambierà moltissimo in tema di legislazione . ma poi il proseguo fa intendere che la legislazione rimarà ferma

  2. Lasciando perdere il razzismo leghista, ma anch’io non ho capito come verrà gestito l’eventuale espulsione di stranieri con figli italiani.

  3. Giuseppe Lanzi scrive:

    Credo che ci saranno grandi opposizioni ma spero davvero che la via sia segnata! (non sono imparziale neanche io!)

  4. Andrea Sarubbi scrive:

    grazie @Virginia, corretto.
    @Alessandro, cercheremo una soluzione legislativa.

  5. Bravo Andrea. Un suggerimento, nel caso in cui il Governo abbia forza di fare piccoli interventi legislativi: un buon surrogato (nel senso di second best) della riforma della cittadinanza e’ dato dal prevedere il rilascio di permessi a tempo indeterminato al minore che completi un ciclo di studi in Italia e dal consentire l’accesso ai concorsi pubblici agli stranieri, a parita’ con i cittadini UE (coerentemente con l’orientamento della giurisprudenza di merito e della Corte Costituzionale).

  6. MANLIO scrive:

    Premesso che lu jus culturae è l’unico accettabile per distinguere gli italiani dai teppisti ecuadoregni italiani a nome Rodriguez,gli spacciatori algerini italiani a nome Mohamed,gli stupratori romeni italiani a nome Lupescu,i barbari cinesi italiani a nome Zhang,premesso che a Prato discriminati sono gli italiani e che l’unica persona italiana rinvenibile a Piazza Vittorio è una barbona seduta davanti agli scalini del Metro’,premesso tutto cio’se andate ad un Pronto Soccorso spesso come ci vado io a causa delle condizioni di mio padre troverete una fila di sei ore ad attendervi.Davanti a me l’ultima volta c’era una turista tedesca slogatasi un piede,una latinoamericana che dirti non so che cazzo avesse,ma sembrava a dire il,vero lamontagna della salute,un romeno alto 1,85 che all’infermioera che lo ha chiamato per chiedergli che avesse ha risposto che non stava tanto bene(occorreva inventare un codice di un colore speciale apposta per lui),una zingara che il medico ha chiamato signora mentre di certo suo marito la chiama puttana se non torna con abbastanza refurtiva.Andate ad un Pronto Soccorso,ed aspettate i comodi di un buon 50% di stranieri molti dei quali non hanno pagato le tasse.E’ li che vedete il nostro futuro.La malattia ci precede, e ci illumina sul nostro futuro.

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