Sono stanco del populismo, oggi più di ieri. Oggi che ho visto la Lega far intervenire una collega deputata vestita da cameriera di una mensa aziendale, ed è una collega che ho sentito parlare per la prima volta in tre anni e mezzo, e che non mi risulta prima firmataria di nessuna proposta di legge, tantomeno per la difesa dei lavoratori. Oggi che ho dovuto ascoltare l’illustrazione di ordini del giorno xenofobi, tipo quello sulla fine dell’assistenza sanitaria agli immigrati irregolari che non possono pagare il ticket, o quello sulla fideiussione obbligatoria per gli immigrati (solo loro) che aprono partita Iva. Oggi che ho sentito Di Pietro attorcigliarsi in un ragionamento da contorsionista, del tipo “Monti ci piaci, ma la manovra no”, come se la manovra l’avesse scritta Babbo Natale, oppure “Monti, hai ascoltato troppo i partiti invece di fare da solo”, salvo poi lamentarsi di non essere stato ascoltato abbastanza. Ma mentre Dario Franceschini ha avuto il coraggio di criticare l’atteggiamento dell’Idv, Fabrizio Cicchitto è rimasto muto di fronte allo show delle cravatte verdi, continuando a lisciare il pelo agli “amici leghisti”. La differenza tra me e te, scrivevo su twitter stamattina, e ne vado fiero.

Per carità, quando approvi una manovra dura non c’è da festeggiare per nessuno: siamo sempre nella categoria delle porte strette, non degli archi di trionfo. Ma mi ritrovo perfettamente nello spirito del deputato Idv Cambursano che ha votato sì insieme a noi, in dissenso dal suo gruppo:

RENATO CAMBURSANO. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signori Ministri, onorevoli colleghi, come è stato detto intervengo a titolo personale e vi assicuro che lo faccio con grande sofferenza interiore. Mi sono chiesto, in questi giorni, se il mio voto fosse determinante, perché il Governo presieduto dal professor Monti possa continuare a tentare di salvare il nostro Paese, cosa farei. Mi sono, cioè, posto una domanda di responsabilità personale, etica e politica nello stesso tempo, ma anche una domanda di coscienza. La risposta è questa: sono padre e nonno ma sono, soprattutto, un italiano ed in quanto tale voto «sì» alla fiducia e all’unico Governo oggi possibile (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo, Futuro e Libertà per il Terzo Polo e Misto-Alleanza per l’Italia), all’unico Governo che può tentare di dare un futuro al mio paese, al nostro Paese, l’Italia. L’alternativa è il baratro, è il precipizio, è il caos. Non possiamo aspettarci che sia qualcun altro – e termino – che venga a salvarci. Neppure l’Europa, questa Europa. Ecco perché voterò «sì» alla fiducia.

Il travaglio di Cambursano è quello di ognuno di noi. Detto questo, senza esultare, rivendichiamo i risultati ottenuti con il lavoro emendativo: chi parla di una manovra totalmente iniqua, probabilmente non ha conoscenza del credito d’imposta, della deducibilità del costo del lavoro, del nuovo regime semplificato per la tassazione di microimprese e ditte individuali, della totale trasparenza dei movimenti bancari e finanziari, delle misure (magari poca roba, ma prima non c’era nemmeno quella) di contrasto all’uso del contante, della franchigia Imu di 200 euro più 50 per ogni figlio, dell’imposta sul lusso, di quella sui titoli, della tassa sui capitali scudati (poca roba? vale il ragionamento di prima), dell’imposta su immobili e attività finanziarie all’estero, della riforma di Equitalia. È il solito discorso del bicchiere, insomma, mezzo pieno o mezzo vuoto: se pensiamo alle liberalizzazioni bloccate di notte dal Pdl (che oggi, con Cicchitto, le ha definite staliniste) con l’aiuto di alcuni finiani, chiaramente è un’occasione persa. Ma innanzitutto i colpevoli hanno nomi e cognomi (Gianfranco Conte, presidente della Commissione Finanze, per dirne uno), e poi – è bene ricordarlo – siamo comunque all’inizio della storia, non alla fine: Monti & soci hanno iniziato a lavorare da tre settimane, ma da oggi a fine legislatura mancano ancora 15 mesi. Se vogliono, insomma, il tempo per cambiare l’Italia c’è: bisognerà vedere se noi (tutti insieme, politici e tecnici) saremo più forti delle tante lobby che abitano qui dentro.

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4 commenti to “La porta stretta”

  1. Mondeban scrive:

    Oggi possiamo dire che si è trattato di una buona negoziazione, considerando la complessità dei temi e gli attori in gioco, cioè non solo il Governo ma anche forze politiche agli antipodi. Dovendo uscire con una manovra-compromesso penso abbiate fatto il massimo, migliorando con pazienza tutto il migiorabile. Grida vendetta l’asta delle frequenze DT, mentre non perdiamo le speranze per future liberalizzazioni ed accordi con la Svizzera.
    Grazie per averci informato mediante #opencamera e buon lavoro.
    Pier Luigi

  2. Virginia Invernizzi scrive:

    sono pienamente d’accordo qua bisogna cercare di uscire dalla crisi . Secondo me comunque le persone capiscono che i sacrifici sono necessari ed imposti dalla passata gestione Tremonti.

  3. Stefano scrive:

    “le persone capiscono” … non lo so. La manovra è pesante, gli emendamenti la addolciscono (del resto non c’è possibilità di fare la bella vita, se così fosse non ci sarebbe la crisi).
    Siamo però tepestati da 1000 notizie e le troppa comunicazione non giova, perchè si dice tutto e il contrario di tutto. Oggi la gente è molto spaesata e aggiungerei anche stanca di fare sacrifici senza risultati (anche se penso che questa finanziaria li darà, lo dico più per stima personale al nuovo governo che per competenza tecnica).
    Di certo quando vedo alla TV certe scene indignitose mi viene da pensare che qualcuno andrebbe liecenziato in tronco senza preavviso. A me sembra sinceramente che i partiti che erano all’opposizione fino a un mese fa ste buffonate le hanno evitete per 10 anni. Grazie per le info sempre chiare

  4. PANLIO scrive:

    Ingrati di italiani:il SOLE scrive che la gente è disperata,chè non sono i sacrifici a spaventarla,ma il futuro ovvero la loro inutilita’.Lo zio di Bonanni ha lavorato invano:suo nipote si lamenta perchè non ha capito.Non ha capito il contributo del PD allo sfascio del paese,non ha capito che quando manchera’ la farina e non essendo ancora pronte le forche,ci pensera’ Fiorello a farcela spassare,il quale Fiorello tanto perchè si capisca da che parte sta ha invitato l’Imbecille di Regime a fargli compagnia,e Celentano che con “rock politik” aveva spostato 800 mila voti nel 2007,e che a Sanreno ci spieghera’ o ci fara’ intendere che quel che succede è colpa di Berlusconi.Certo,lo sconto di 50 euro a figlio è un bel colpo,per chi ha 8 figli e dunque necessitando di un appartamento di 200 metri quadri lo sconto se lo mangia con la metratura che genera il calcolo dell’ICI,che la totale trasparenza dei conti correnti inchiodera’ tutti quelli che,capito chi è Monti e chi lo sostiene,hanno gia’ esportato alcune tonnellate d’oro e,pare,250 miliardi di euro in Svizzera.Restano Benigni e Celentano a rallegarrci,e la trasparenza dei loro conti bancari.

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