In tre anni e mezzo da cristiano impegnato in politica, per di più nel Parlamento e su temi (come l’immigrazione o la lotta alla povertà) che alla Chiesa stanno a cuore, Comunione e liberazione non mi ha mai invitato a parlare al Meeting di Rimini. Premetto questo solo per darvi un’idea della mia estraneità al giro ciellino e porre le mie riflessioni al riparo da qualsiasi accusa di partigianeria. Detto ciò, oggi sto assistendo a una polemica ridicola contro la Colletta alimentare, che ogni anno raccoglie cibo nei supermercati italiani e lo distribuisce ai poveri, e non posso proprio stare zitto. Perché da un lato offende il lavoro di migliaia di volontari, dall’altro fotografa impietosamente il livello a cui è arrivata la contrapposizione nel nostro Paese.

La cosa è nata su twitter, quando qualche maître a penser della rete – ce ne sono diversi: la prima regola è non farseli mai nemici, ma io non l’ho capita – ha annunciato il proprio boicottaggio della colletta, in quanto il Banco alimentare è roba di CL e dunque sinonimo di poteri forti, lottizzazione, clientelismo e via a seguire. Sempre fiducioso nelle operazioni trasparenza, lascio che siano i vertici di CL a difendersi dalle accuse in questione, mentre mi limito a due parole specifiche sul Banco alimentare, che conosco da una vita. Ero al Centro Astalli – i primi anni come volontario, poi come obiettore di coscienza – e la nostra mensa dava ogni sera da mangiare a centinaia di immigrati; diversa roba veniva dal Banco alimentare, ed ero io stesso a ritirarla con il furgone nella sede di via Casilina vecchia. Quando la mia parrocchia decise di aprire una mensa per i poveri della zona, contattai proprio il Banco alimentare e nel giro di dieci giorni cominciarono già a rifornirla. Poi, da giornalista, realizzai puntate intere sul Banco e sui suoi servizi: a Milano ce n’è uno, per esempio, che si chiama Siticibo e che va a raccogliere ogni giorno gli avanzi dalle mense aziendali o dai ristoranti degli alberghi di lusso, o nei reparti di ortofrutta dei supermercati, per portarli in fretta alle varie mense dei poveri, tipo Caritas o dame di San Vincenzo. Cercai di convincere anche la Rai ad aderire a quel servizio, prendendo pure contatti con la ditta appaltatrice, ma la terribile burocrazia aziendale fu più potente di me. Io fra i tavoli della Caritas sono cresciuto come volontario e conosco le persone che ci vanno: accanto ai senza fissa dimora o agli immigrati irregolari, ospiti di sempre, negli ultimi anni sono sempre più frequenti gli anziani e i disoccupati, spesso catapultati sotto la soglia di povertà direttamente dalla classe media. Addirittura, con la crisi che morde, spuntano fuori pure categorie insospettabili, come i divorziati che si ritrovano improvvisamente nell’indigenza, e molti di questi scelgono di andarsi a sedere di fronte al muro, per evitare di essere riconosciuti. Se passi fra i vassoi di plastica di una mensa per i poveri e pronunci la sigla CL, probabilmente non ti capisce nessuno: né tra gli ospiti, figuriamoci, né tra i volontari, che provengono da ogni tipo di esperienza ecclesiale o magari non sono nemmeno credenti. Se invece vai negli uffici, dagli organizzatori, e dici “Banco alimentare”, tutti ne loderanno l’efficienza , e così faranno anche i gestori dei supermercati, e così farebbe anche qualsiasi revisore dei conti che mettesse piede nell’organizzazione: la distribuzione – parlo almeno dei numerosi magazzini del Banco che ho visto di persona – è perfetta, i volontari sembrano ingegneri logistici, lo spreco è pressoché nullo. Eppure, in queste ore sto sentendo di tutto: ci manca solo che qualcuno accusi Formigoni di intascarsi le buste della Colletta, poi abbiamo chiuso il cerchio. C’è proprio bisogno di cercare il nemico dappertutto? Se CL fa lobby, ribellatevi alla lobby; se fa del bene, non ribellatevi al bene. Io ho paura di un’Italia così divisa, lo confesso: se non si abbassa il tasso di ideologia, prima o poi qualcuno proporrà di chiudere le mense della Caritas, perché quel crocifisso alla parete è davvero un insulto alla laicità del pranzo. Che mangino brioches.

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18 commenti to “Che mangino brioches”

  1. fpigna17 scrive:

    Quello che in tutta questa vicenda mi lascia estremamente perplesso è che in molti hanno reagito al tweet dei Wu Ming (facciamo i nomi, è inutile citare generici “maestri di pensiero”) come se il collettivo avesse attaccato manifesti dicendo “non aderite al banco alimentare”. Così non è stato e basta scorrere una qualsiasi timeline di Twitter per confermarlo. E’ stato invece detto “noi non aderiamo al banco alimentare perché c’è dietro CL”.

    A me sembra una espressione di una volontà, di un pensiero, su cui si può essere più o meno d’accordo ma che spero (spero…) ciascuno in questo Paese ha ancora il diritto di fare.
    Tutto il resto è discutibile e può essere oggetto di dibattito, ma che uno non possa nemmeno dire più quello che pensa, anche quanto il suo pensiero è come minimo caustico e politicamente scorretto, senza essere accusato di una specie di istigazione alla rivolta…
    Dai, non è accettabile. Non esistono cose al di sopra di ogni critica.

    F

  2. Fabio Bartoli scrive:

    i decerebrati sono sempre all’opera, specialmente sulla rete.
    Aggiungo a quanto hai scritto che nei fatti, a prescindere cioè dalle ideologie, poche cose mi sembrano “di sinistra” come la filosofia che sta dietro al banco alimentare e alle altre organizzazioni consimili (ce n’è più di una) ovvero la razionalizzazione e la ridistribuzione degli sprechi dovuti alla cultura dell’iperconsumo

  3. Andrea Sarubbi scrive:

    @fpigna: “Non esistono cose al di sopra di ogni critica”… tranne Wu Ming, naturalmente. :-)

  4. Virginia Invernizzi scrive:

    La situazione è assurda, c’è una vena di rabbia che attacca qualunque cosa.
    Ho letto tweet in cui si accusava Andrea Riccardi di essere in conflitto di interessi perchè fondatore di un’associazione del campo di cui si occupava il suo ministero…
    sigh!
    non so cosa si possa fare, ma bisogna veramente abbassare la tensione.

  5. christian scrive:

    Nel paese in cui tutti urlano per strada in ogni momento che i politici son tutti ladri, che è tutto un magna magna… una critica precisa, una scelta coerente, fatta facendo nomi e cognomi fa paura, tanta paura. Tra il buonismo di chi dimentica e il dissenso di chi non ci sta, io non ci sto.

  6. uno scrive:

    Non c’è stato nessun boicottaggio o richiesta o annuncio di boicottaggio

    Questo articolo è quindi falso nelle sue premesse fondanti e chi lo ha scritto farebbe bene a scusarsi per l’errore prima di ergersi a giudice di un reato che non è stato commesso, ruolo per il quale pare quantomeno inadatto, vista l’incapacità di indagare fatti facilmente verificabili

  7. uno scrive:

    Non c’è stato nessun boicottaggio o richiesta o annuncio di boicottaggio

    Questo articolo è quindi falso nelle sue premesse fondanti e chi lo ha scritto farebbe bene a scusarsi per l’errore prima di ergersi a giudice di un reato che non è stato commesso, ruolo per il quale pare quantomeno inadatto, vista l’incapacità di indagare fatti facilmente verificabili

  8. alfio scrive:

    cioè dire “io non do nulla al banco alimentare” sarebbe offensivo? sarubbi è troppo intelligente per pensarlo davvero, ma abbastanza furbo da scriverlo. un saluto

  9. fpigna17 scrive:

    E’ ovvio, Sarubbi. Ricorda che siamo tutti uguali ma altri, tipo me, sono più uguali degli altri ;-)
    Sdrammatizziamo, vah.

    Spero che almeno, dopo questa polemica in rete, aumenti il numero delle persone che si pongono delle domande sulla solidarietà, il consumo, gli stili di vita e temi simili. Anche dopo essersi scagliate magari contro chi la pensa diversamente.
    Continuo a considerare negativamente la Colletta Alimentare, ma è indubbio un fatto: più persone partecipano a qualcuna delle molte iniziative che in vario modo, tutti i giorni e senza l’attenzione dei media portano aiuto a chi ne ha bisogno, meglio è.

  10. MANLIO scrive:

    Non ho mai messo piede in questi social network e mai lo faro’,ma occorre dire che una valutazione non venire spontanea.Quando si ospita a Todi un Passera,si fa non uno ma due passi verso la identificazione da parte di una buona aliquota della, opinione pubblica della Chiesa con il Potere.Mi riferisco ovviamente a coloro che non hanno mai avuto dubbi su eventi precedenti quali la santificazione di una spia francese,ma piuttosto a coloro che,finora distratti,stanno prendendo a dubitare sulla CEI e la Gerarchia dopo la defenetrazioen di Berlusconi per sostituirlo con uno che molto,troppo ha a che fare con poteri forti e/o occulti,che è pubblicamente sponsorizzato dalla Gerarchia stessa tramite la cosca UDC.Il resto viene da sè,e cosi’ si spara nel mucchio.

  11. Andrea Sarubbi scrive:

    @uno: parliamo un attimo seriamente. Ma uno che si firma “uno” e come email mette scvzxx@sgfdgd.fff merita una risposta da parte di chi, invece, ci mette sempre la faccia?

  12. Andrea Sarubbi scrive:

    P.S. se non fosse per le smancerie verso di me, che prima o poi gli vieterò, ci sarebbe da leggere un ottimo pezzo di Marco Campione: http://marcocampione.wordpress.....limentare/

  13. uno scrive:

    Non mi dire, ti nascondi dietro il mio anonimato?

    Ti sei accodato a un linciaggio telematico proprio come nel caso di @palazzochigi, ne hai pestata un’altra e adesso insisti a sprofondare tentando l’impossibile difesa basata sull’anonimato di chi ti pone questioni che sei incapace di risolvere?

    Non è una questione di lana caprina Sarubbi, è una questione che attiene le sue capacità di comprensione, la sua onestà e le sue capacità. Sono passato al lei per vedere se riesco a farle intuire la gravità di quello che ha fatto e che chiaramente le sfugge.

    Proprio perché lei mette la faccia in figure del genere dovrebbe essere SUO interesse difenderle argomentando, è la sua reputazione in gioco, non quella dell’anonimo Uno contro il quale punto il dito.

    Lei Sarubbi si sta comportando come Riotta, è partito in tromba leggendo solo l’articolo di Pellegrino e ora, pur di non voler ammettere di aver commesso un errore, tira in ballo gli anonimi e prossimamente il terremoto, le cavallette…

    Se lo lasci dire, il fatto che lei usi twitter non l’ha aiutata a diventare diverso da tanti suoi colleghi, io tra le sue righe leggo solo autopromozione e nessun rispetto per l’altro.

    Il fatto poi che il tutto sia annaffiato da atteggiamenti infantili e dal frequente ricorso alla menzogna o a trucchi del genere per rimediare alle uscite infelici, pone il suo standing morale allo stesso livello di Silvio Berlusconi.

    Poi se questo messaggio non le va bene lo dica, lo servirò su carta intestata, anche se so benissimo che con gente del suo pari neppure questo non servirà ad avere risposte educate e sul merito.

    p.s. Anche “Uno” paga il suo stipendio, se lo ricordi sempre…

    p.ps. Qui dove è registrato quello che è accaduto davvero, potrà valutare le distanze tra il suo scritto e la realtà. C’è anche una riflessione sull’anonimato, giusto un po’ meno ignorante di quella che mostra di condividere lei, cerchi di farne tesoro.
    http://storify.com/filippocion.....iberazione

  14. Andrea Sarubbi scrive:

    vede, signor Uno, io l’ideologia non la sopporto. E nemmeno la rabbia. E nemmeno chi si nasconde. E non avevo letto l’articolo di Ciro Pellegrino. E lo storify che lei mi ha dato da leggere è di una persona che si dichiara di parte già all’inizio. E non vedo dove sia la mia alterazione dei fatti: il signor Bui non annuncia forse il proprio boicottaggio all’iniziativa? Non scrive su twitter: “date i soldi a piazza Grande, invece che alla colletta?” Se lei ha un altro sinonimo per questo, me lo dica pure. Detto questo, posso raccontare la mia esperienza di uomo di buona volontà impegnato in politica senza che mi si accusi di voler fare autopromozione? Posso dissentire, soprattutto, dai maître à penser della rete, o basta un loro cenno per scatenare l’inferno? Lo storify mi attribuisce un certo livore verso Wu Ming per la storia di @palazzochigi. Io il livore non so neppure come sia fatto, perché non l’ho mai provato in vita mia, e i signori di Wu Ming non li ho mai frequentati, né quando si picchiavano con la polizia al G8 e neppure ora che scrivono per Einaudi. Invece so come sono fatti i troll, per esempio, perché da una settimana stanno cercando inutilmente di farmi passare la voglia. Mi auguro che lei non appartenga alla categoria. Detto questo, se vuole discutere di persona con me venga quando vuole alla Camera. A volto scoperto e disarmato. Dubito, però, che raccolga l’invito.

  15. Carlo Conti scrive:

    “Comunione e liberazione non mi ha mai invitato a parlare al Meeting di Rimini2
    FORSE L’ANNO PROSSIMO TI INVITERANNO

  16. uno scrive:

    Sarubbi, suvvia, non si comporti come un bambino.
    Non c’è nessun boicottaggio, quando gli hanno chiesto a chi donare in alternativa hanno dato un paio d’indirizzi, ma già si suonava la tromba degli spietati nemici dei poveri per colpa dell’ideologia. La stessa che malamente prova a suonare lei

    La stessa ideologia che acceca lei peraltro, perché il livore ideologico che lascia trasparire verso i Wm e quanti l’hanno (giustamente) irrisa per l’operazione @palazzochigi, non ha nulla a che fare con l’educazione e ancora meno con la correttezza.

    Io le sto contestando qualcosa di preciso, se lei ha motivi di risentimento con i WM o sta cercando riscatto per altro sono affari suoi, anche se farebbe bene a non mostrare in piazza certe miserie.
    Quindi è perfettamente inutile provare a diffamare i WM dicendo che si picchiavano con i poliziotti, io non appartengo ai WM e le sue bambocciate contro i WM m’interessano meno di niente.

    M’interessa molto di più invece se un deputato che si dichiara progressista si comporta come si è comportato lei, perchè mi creda, in occasioni del genere cala la maschera e si scoprono i limiti. E i suoi non sono un bel vedere.

    Sa una cosa? Lei visto da qui ha poco del progressista e molto del bamboccione, la prenda come una consulenza sulla sua immagine, come una critica costruttiva, non vuole essere un insulto.

  17. saverio scrive:

    i banco alimentare in alcune aree e solo uno strumento per finanziare le clientele politiche nel comune di palermo la campagna eletorale e stata fatta anche con sacchetti della spesa pieni di generi agea per gli aiuti cee gestiti da politici e distribuiti dai galoppini capi quartieri di candidati di partiti e strani movimenti locali

  18. saverio scrive:

    http://www.metropolisweb.it/No.....to_pm.aspx
    a palermo stessa cosa
    goloppini che gestiscono i miliari per i bisognosi

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