È un peccato incontrare l’avversario politico – il nemico del titolo è un ammiccamento cinematografico, nulla di più – per parlarci a quattr’occhi? No, ci mancherebbe. Anzi, per me è un segno positivo: ho pranzato alcune volte alla Camera con ministri di questo governo e mi confronto regolarmente con esponenti della maggioranza anche fuori dalla liturgia parlamentare di Aula e Commissione. Non mi turbai quando Matteo Renzi decise di andare ad Arcore e non lo faccio neanche adesso, di fronte alla notizia che i radicali hanno cenato con Berlusconi a Palazzo Grazioli. L’unica cosa che chiedo ai protagonisti delle vicende è di non provare a far fessa l’opinione pubblica, tutto qui: Renzi ne sta ancora pagando il prezzo – tanto è vero che in ogni suo incontro, presentazioni di libri comprese, si fa una domanda da solo sulla gita ad Arcore e si dà una risposta, alla Marzullo, per recuperare punti – mentre Pannella, a quanto pare, crede di poterci prendere tutti per il naso a tempo indeterminato.

Mi diverto ancora un attimo nel parallelo, se permettete, e rimprovero a Matteo di aver commesso due errori da dilettante: il primo era credere di poter ottenere soldi per Firenze attraverso un rapporto personale con il presidente del Consiglio, che in questa legislatura ha promesso leggi speciali a mezza Italia ma ha aperto il portafoglio solo per due sindaci di Centrodestra in difficoltà (Roma e Catania); il secondo fu cercare di nascondere la cosa, sperando che restasse segreta e non capendo che Berlusconi si sarebbe rivenduto la notizia ai giornali un minuto dopo. Pannella, che fa politica da quando i genitori di Renzi andavano alle medie, non è caduto in nessuna delle due buche: innanzitutto, non ha sperato nemmeno un attimo nel silenzio di Berlusconi, ma ha giocato d’anticipo e ha dato tutto in pasto alla macchina informativa radicale; inoltre, non ha nemmeno ipotizzato che il presidente del Consiglio potesse fare qualcosa in virtù dei rapporti personali, ma è andato lì a trattare, col coltello fra i denti, a casa di un uomo politicamente debole e non in condizione di rifiutare una mano tesa. Sui contenuti del colloquio, al quale non ero presente, non mi addentro: potrebbero essere esattamente quelli riferiti da Pannella, anche se ci credo poco, perché almeno sull’eutanasia mi pare piuttosto improbabile che i radicali ricevano una sponda da chi ha spaccato l’Italia in due sul testamento biologico; oppure gli argomenti in ballo potrebbero essere altri, magari meno nobili ma non meno importanti, come la collocazione dei radicali al prossimo giro o come il destino stesso di Radio radicale (il fatto che Pannella ci scherzi su non è una smentita, ma al limite una conferma). Tutto sommato, lo giuro, mi interessa abbastanza poco. Mi interessa di più, invece, sapere quando i radicali si iscriveranno finalmente al gruppo misto, visto che con il mio gruppo parlamentare hanno ben poco a che spartire: credo che la loro presenza in Parlamento sia stata una ricchezza per tutti (nel post di ieri citavo proprio Vecellio, uno dei commensali di Palazzo Grazioli, e certamente non me ne pento!), ma da qui a parlare di progetto comune con il Partito democratico ce ne passa. Peccato, perché, se potessi, qualcuno di loro lo ruberei volentieri a Pannella. Ma se non si libereranno presto del padre-padrone, del monarca che fa e che disfa, a mio parere saranno condannati a morire di tattica.

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4 commenti to “A cena con il nemico”

  1. marco scrive:

    i radicali ormai non hanno più prospettive di crescita elettorale : i voti di quelli che amano schierarsi “nè di quà nè di là” se li becca tutti Grillo, d’ora in poi -non che mi faccia piacere.

    per ogni voto che portano, portano 100 problemi, e sostanzialmente ne fanno perdere 2 : non mi dispiace che se ne vadano, e mi piacerebbe che andassero di là, indebolendo il fronte avversario sulle questioni etiche, proprio dove potrebbero essere tentati di gettare la palla.
    ma far convivere Pannella e Giovanardi non sarà facile, credo, e noi dobbiamo insistere e giocare su questo, non permettergli di farla passare sotto silenzio.

  2. pfra64 scrive:

    ma dopo 55 anni di politica, di cui almeno 50 di danni, cosa avrà mai da dire ancora Pannella ?

  3. peppe scrive:

    Ho sempre votato per i radicali ma giuro che NON LO FARO’ MAI più!! fanculo pannella!!

  4. MANLIO scrive:

    addebitare a Pannella qualsiasi mossa politico tattica mi sembra azzardato:Pannella non è uno stratega,è un guerrigliero esibizionista che sopravvvive da sempre facendo il contrario di cio’che sarebbe moralmente giusto,e cosi’ fabbricandosi una immeritata notorieta’.Nel suo atteggiamento c’è solo la coerenza dell’incoerenza.Digiuna,e poi va a cena da Berlusconi a papparsi le delizie di Persichini,o come diavolo si chiama lo chef di Berlusca.Un buffone,ecco cos’è.In un paese serio,alleverebbe trote,invece di stare in Parlamento.Tra le sue sortite,l’aiuto a Carnevale è la piu’ immorale.Pannella non distingue la coscienza civile dalla Nutella,e vuole erigersene a maestro.Se ne spalmi una fetta biscottata,e non rompa piu’ i cabasisi.

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