Che la fiducia di oggi sarebbe stata meno scontata del previsto lo dicevano ieri, in Transatlantico, proprio alcuni deputati della maggioranza. Ma non ci abbiamo creduto più di tanto, perché immaginavamo che nelle 24 ore successive Berlusconi avrebbe trovato argomenti convincenti per tutti.  Così è stato, e con 316 voti il governo è sopravvissuto anche a questa: l’unico problema è che, come dimostra ormai la storia delle votazioni in Aula, in questo momento Berlusconi non riesce ad approvare neppure un verbale di condominio senza metterci sopra la fiducia. Senza minacciare i tacchini, cioè, che se non salvano la baracca arriva subito il Natale (ossia il voto anticipato, con probabile sconfitta elettorale) a far loro la festa.  Premesso questo, che è il cuore politico della giornata di oggi, veniamo un attimo alla cronaca di come sono andate le cose.

Le opposizioni, tutte insieme, non superano quota 303. Può darsi che mi sbagli di uno o due, ma la sostanza non cambia: per sfiduciare il governo serve che 6 o 7 deputati della maggioranza gli votino contro, o che una quindicina non si presentino. Poi uno ogni volta può illudersi, guardando le cose da fuori, e aspettarsi chissà quale sorpresa; per noi che stiamo lì dentro, invece, la matematica ha ancora un senso. Il vero dubbio di oggi, facendo due conti, non era che Berlusconi avesse più o meno deputati delle opposizioni; era, semmai, che avesse abbastanza deputati (315) per garantire il numero legale e dunque rendere valido il voto. Se si fosse fermato a 314, per dire, si sarebbe trovato senza fiducia: il che, da un punto di vista regolamentare, avrebbe provocato soltanto una votazione bis, probabilmente lunedì o martedì, ma dal punto di vista politico sarebbe stato oggettivamente imbarazzante, sempre ammesso che l’imbarazzo sia una sensazione a lui conosciuta. Il regolamento della Camera calcola il numero legale non in base alla votazione, ma in base alla presenza in Aula; così, per non essere conteggiati, tutti noi (Pd, Idv, Udc, Fli, Api, minoranze linguistiche, radicali) abbiamo deciso di non entrare nell’emiciclo, neppure durante il dibattito. L’idea comune era quella di aspettare la fine della prima chiama (ce ne sono due, come sapete), ossia il primo giro di deputati, per capire se il Centrodestra fosse o meno in grado di garantire la validità del voto: appena raggiunta quota 315 da parte loro, noi saremmo entrati in Aula ed avremmo votato normalmente. Come è andata lo sapete: a votare la fiducia sono stati in 316, uno dei quali – sedicente frondista, fino a qualche ora fa – è arrivato a cose ormai fatte, per non restare fuori dal buffet. Sarebbero stati 315, a posteriori, ma quando i radicali hanno deciso di entrare in Aula e votare, garantendo comunque il numero legale, nessuno poteva saperlo con certezza: neppure io, che – insieme ad altri 5 o 6 colleghi – ero stato delegato dal gruppo a contare i voti, uno per uno, per tenere il polso della situazione e poter poi decidere se entrare in Aula o no. Marco Beltrandi, quello che fece saltare l’election day, è entrato per 298esimo, a prima chiama ancora in corso; via via tutti gli altri, e a quel punto è saltato il tappo: sono entrate prima le minoranze linguistiche (a numero legale ormai raggiunto, per la verità) e poi, alla seconda chiama, tutti noi. So che alcuni si aspetteranno un mio commento sui radicali. Io credo invece di averne già parlato abbastanza, in queste settimane, e non avrei molto da aggiungere: condivido tutte le loro battaglie – quella sulla Libia lo dimostra – quando sono battaglie di merito; quando invece sono iniziative per la propria visibilità, o quando cercano una sponda politica con il governo per ottenere qualcosa in cambio, non possono trovarmi dalla loro parte. Poi, per carità, uno può nobilitarle come vuole. Ma tra qualche mese vedremo se il fine di quella telefonata di Pannella – che ha costretto tutti i suoi ad entrare, nonostante il dibattito interno fosse piuttosto vivace – sarà stato nobile davvero, come spero, o se anche loro hanno ceduto al fascino dell’happy hour nel bazar di Silvio.

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13 commenti to “Silvio’s bazar”

  1. MANLIO scrive:

    Cattive notizie,per i serviozi segreti francesi di quello che ni blog del CORRIERE si firma “Comandante Kurz”.Sara’ per un’altra volta,visto chel’opera di “reclutamento” continua.E’che tutto cio’ non piace ad Obama,come dimostra la lettura di certi articoli sulla stampa italiana e straniera.Coraggio,spioni di Parigi,continuate a giocare col fuoco!

  2. Laura scrive:

    Onorevole Sarubbi, io in tutto questo sono ancora sfiduciata dal fatto che esistano ancora tante, troppe persone che sostengono il peggiore presidente del Consiglio della nostra storia.
    Sono dispiaciuta di constatare come ci sia gente che ha avuto il coraggio di commentare che l’opposizione non esiste e non ha un programma.
    Insomma:il problema è l’opposizione che non propone l’alternativa.
    Ma si può davvero dire ciò senza cadere nella prostituzione intellettuale??
    Abbiamo un governo paralizzato da mesi,il suo capo che sta trascinando a fondo l’intero paese,l’Europa che ci guarda preoccupata e il mondo che ci ride dietro e qualcuno pensa alla figuraccia dell’opposizione e all’alternativa che non c’è (eppure,rispetto al niente,tutto è alternativa!).
    Sono preoccupata…e certa però che ci libereremo presto dalle catene del berlusconismo.
    Condivido il suo post e,se a qualcosa vale,condivido come cittadina ed elettrice del PD la scelta fatta dalle opposizioni (che ci sono!)in questa giornata.

  3. Angelo Chiello scrive:

    Una questione importatnte sarebbe sapere se il radicale in vedita va con IVA al 21% o al 4%. B se li può scaricare?

  4. Simona scrive:

    Grazie Andrea, di questa informazione di prima mano, ce n’era veramente bisogno – anche della foto, con il voto n 298 di Beltrandi che campeggia (l’uomo che ci ha fatto spendere 300 milioni per le tornate elettorali.. e meno male che sta all’opposizione). Certo che con questo Parlamento non si finisce ma di stupirsi… per non dire di peggio :(

  5. francesco scrive:

    ma piuttosto che entrare alla seconda chiama, statevene a casa; ma non per oggi, per sempre, se è così che ritenete giusto lottare.
    una domanda nel merito: lei che ha fatto i conti, come faceva a sapere qual era il numero legale se non lo sapeva neanche l’ufficio di presidenza? concesso che non lo sapeva, poteva fare i conti solo ex post. ed ex post i voti contrari dei deputati radicali, non sono stati determinanti per il raggiungimento del numero legale.
    di più, siete voi che vi siete accodati in seconda chiama, obbedendo, lo ricordo, a qualcuno come pierferdinando casini, la balenottera bianca che eravate sull’orlo di scegliere come vostro candidato premier.

  6. marco scrive:

    va bè dai, cerchiamo di prenderla in positivo : i radicali sono fuori, saranno un problema di chi se li sobbarca la prossima volta ( Silvio ? e chi se no ?)…comunque non valgono più dell’1 % scarso, quel tipo di votì lì ora come ora se li becca Grillo.

    ora fanno i difficili, ma vedrai che sull’unica cosa su cui il parlamento legifererà-o tenterà di- da qui allo scioglimento, cioè sconti di pena, amnistie, prescrizioni, evasioni-loro saranno col governo.

    Sarubbi, è importante che, se si vota a primavera, e il governo si dimette “sua sponte”, Napolitano ne formi un altro e lo presenti alle camere, non importa se non ha la maggioranza : vuol dire che sarà incaricato di gestire i problemi correnti, e ci porterà alle elezioni.

    LA COSA IMPORTANTE E’ CHE A GESTIRE LE ELEZIONI SIA UN ALTRO GOVERNO, ALTRIMENTI SUCCEDE COME NEL 2006, CHE LE SCHEDE BIANCHE SPARISCONO TUTTE, A UNA CERTA ORA DELLA NOTTE, e B. passa da -8 a quasi pari.

  7. Mimmo scrive:

    @Francesco
    Credo che la logica di entrare alla seconda chiamata fosse proprio quella: vedere cosa accade alla prima e poi regolarsi di conseguenza.
    Tra l’altro in questo modo non ci sarebbe stata nessuna confusione mediatica su chi ha aiutato chi. Se ila maggioranza ce la fa, ce la fa per conto suo.
    I radicali sono entrati alla prima chiamata quando c’era ancora confusione sul numero legale, infischiandosene quindi di tutto il resto dell’opposizione che stava cercando di capire.
    Di più, sono entrati ben prima che si arrivasse alla fine: se Beltrandi è stato il 298° deve aver atteso che lo chiamassero di nuovo, non è che entra e vota quando gli pare a lui.

  8. Heiland Stark scrive:

    Quando leggo commenti come il primo mi cadono le braccia. Come si fa ancora ad aver fiducia in gente che fa conticini da pallottoliere e che non HA MAI MAI MAI mostrato d’avere idee chiare per governare o addirittura per stare all’opposizione?
    E poi lo vedete anche voi che chi vi vota ragiona col “eppure,rispetto al niente,tutto è alternativa!”.
    Non siete capaci di partorire un programma perché la verità è che dell’Italia e dei suoi cittadini a voi non importa nulla. Non sapete nemmeno cosa voglia dire far politica. Non sapete cosa sia la rettitudine morale, l’onestà, e l’amministrazione responsabile di un paese (che ERA) vivo e ricco di risorse e capacità e che VOI, incompetenti, assieme agli altri sprovveduti della maggioranza state svendendo sul banco becero del mercato mondiale.
    heilandstark.wordpress.com

  9. Benedetto_Croce scrive:

    Perdonami ma non comprendiamo dove sarebbe il tradimento del voto da parte dei Radicali e di cosa stiamo parlando… far mancare il numero legale oggi era una buffonata come è stata una buffonata l’Aventino di ieri…
    Un Governo lo si fa cadere con proposte alternative e le proposte alternative dell’opposizione le abbiamo pesate tutte oggi e ieri… aventini e numeri “illegali”… auguri per tutti noi che con questi Governi e queste Opposizioni davvero penosi entreambi non si va lontani…

  10. MANLIO scrive:

    Conscia che una bella donna diventa ancor piu’ bella se furibonda,Rosy Bindi ieri era furibonda con i Radicali.Il fatto è che i radicali sono l’unico partito della sinistra ad avere una coscienza democratica,e ad avere compreso che la salita all’Aventino è un atto eversivo di offesa alle istituzioni ovvero,in temini piu’ popolari,una pagliacciata.Avete beccato,beccate da in Parlamento da 3 anni,e nun ce volte sta’.BErlusconi l’avete creato voi,Berlusconi vince nelle urne e nel Parlamento perchè la “ggente” sa che non avete le carte in regola,che l’uso delle procure politicizzate,dei media monnezza,dell’odio dei delinquenti giustizialisti,della piazza sistematicamente okkupata a ricatto della vita pubblica,della stampa internzionale dei petrolieri e dei servizi segreti stranieri,sono metodi che disonorano e compromettono la democrazia,che l’estremismo politico di parte del PD,e tutto l’IDV,SEL ed il massimalismo sindacale FIOM CGIL sono la eterna piaga di una sinistra immatura,la malattia infantile dalla quale,pur grandicelli,non guarite mai.Guarirete a suon di batoste elettorali?Par di no.Piu’ beccate,piu’ ve la prendte col termometro quando fa freddo,e cosi’ continuate ad essere un pericolo per voi stessi e per chi non vi vuole al Governo

  11. Jacopo scrive:

    Il Deputato Roberto Giachetti responsabile PD per la votazione di ieri, ha dischiarato per iscritto:

    “I fatti dicono in modo incontrovertibile che la scelta dei radicali è stata del tutto ininfluente.”

    Chi volesse leggere e informarsi puo’ andare sulla pagina Facebook di Giachetti : http://www.facebook.com/notes/.....1175189227

    oppure leggerla qui sul link seguente:
    http://checkthis.com/yf12#

  12. Andrea Sarubbi scrive:

    Per affetto personale verso i radicali, Roberto addolcisce qualche particolare. Non spiega, ad esempio, come mai i radicali non abbiano aspettato – come tutte le altre opposizioni – la fine della prima chiama: dire che tutti gli altri avrebbero votato sicuramente a favore è una benevola considerazione ex post, perché non sapevamo neppure quanti fossero presenti nel Centrodestra, e – viste le contrattazioni estenuanti nel bazar di Silvio – l’unica certezza era appunto la fine della prima chiama. Tra mille belle parole, comunque, Roberto – che è innanzitutto persona onesta – dice la verità: i radicali hanno fatto (cito) “una cazzata assoluta”. E siccome sono tutti intelligenti a differenza nostra, siccome sanno fare bene i calcoli a differenza nostra, siccome sono tutti idealisti a differenza nostra, siccome sono tutti con la schiena dritta a differenza nostra, avranno avuto i loro nobili motivi. Ora, però, mi sarei un po’ rotto di parlarne. Mi pare che la notizia del giorno sia un’altra, anche se i radicali – ancora una volta – sono riusciti a conquistare la scena. Come il cantante delle Iene con la giacca verde.

  13. Jacopo scrive:

    @AndreaSarubbi grazie per la risposta ;)

    Adesso, come milioni di altri cittadini, mi aspetto un Programma di Governo serio e alternativo che dia alla gente la voglia di votarlo.
    E anche una squadra di uomini e di donne capaci che possano attuarlo.
    Tanto, le elezioni o domani o fra un anno ci saranno, no?

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