L’altro giorno, ricorderete, avevo risposto all’articolo di Barbara Spinelli, scrivendo che invocare la spintarella dei vescovi per far cadere Berlusconi mi pareva un atto poco coerente da parte di chi ha sempre rimproverato alla Chiesa una presenza nel dibattito pubblico. Quando ha parlato il cardinale Bagnasco, forse lo avrete notato, non ho detto una sillaba: sempre in nome di quella laicità a cui tengo molto, ho fatto tesoro del suo discorso ma non sono caduto nella tentazione di utilizzarlo come una clava. Non mi colpisce, dunque, che il segretario generale della Cei abbia precisato oggi quello che io do per scontato da sempre: il fatto, cioè, che la Chiesa (in questo senso intesa come gerarchia) non voglia far cadere governi né fondare partiti. Ma è evidente, per quelli come me che conoscono l’ambiente da vicino, che nel laicato cattolico si stia muovendo qualcosa. Verso dove non saprei, ma si muove.

Fino a poco tempo fa, nel mondo cattolico italiano c’erano due livelli abbastanza distinti: le gerarchie da un lato, i movimenti ecclesiali e le associazioni dall’altro. Tra questi ultimi, poi, c’erano anche orientamenti diversi sul fronte politico, e la ricerca di un dialogo comune su questi temi non sembrava la preoccupazione principale. Semplificando: gli scout a sinistra, Cl a destra, e così via, ognuno per la sua strada. I vescovi, da parte loro, avevano confidato per un periodo in Prodi, dopodiché si erano fatti abbagliare da Berlusconi. Aperta parentesi: sto descrivendo, non valutando. Chiusa parentesi. Oggi, invece, si sono avuti due processi di avvicinamento: da un lato, quello tra gerarchie (chiamiamole così, per comodità) e laicato; dall’altro, quello interno alle varie realtà ecclesiali. Ne sta venendo fuori una massa critica che non si vedeva dai tempi della Prima Repubblica, ma con una sostanziale differenza: mentre allora esisteva un partito di riferimento – morto il quale si era sbrindellato tutto – oggi quel partito di riferimento non esiste, e nessuna delle opzioni esistenti sembra soddisfare il bisogno di rappresentanza politica. L’Udc lo ha capito da un po’, e sta provando a diventarne lo sbocco naturale: proprio oggi, in un dibattito pubblico del quale ero ospite anch’io, Rocco Buttiglione ha ribadito l’intenzione di proporsi come  il riferimento politico di questo processo in corso, ma mi è bastato guardare la lista dei partecipanti all’incontro dopo il nostro per fargli notare che – con tutto il rispetto per le singole persone, naturalmente – né Benedetto Della Vedova (attuale capogruppo Fli alla Camera, ex radicale), né Enrico Boselli (attuale vicepresidente dell’Api, ex leader dello Sdi, che si rifiutò di entrare nel Pd perché “troppo poco laico”) sono compatibili con queste ambizioni. Se non va bene il Centrodestra dei libertari e se non va bene il Centrosinistra dei laicisti, insomma, difficilmente potrà andar bene un Terzo Polo così – la dico eufemisticamente – variegato. Per dovunque si passi (anche per quella famosa Dc 2.0 da Formigoni a Fioroni di cui parla oggi Claudio Cerasa del Foglio), insomma, la sfida del pluralismo sarà inevitabile. E questo è bene che il mondo cattolico lo sappia, per evitare di pentirsene in futuro: “Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?” (Lc 14, 28).

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4 commenti to “La Chiesa in movimento”

  1. Giancarlo scrive:

    La forza, la credibilità e l’impegno che i “cattolici” (virgolettato ad intendere tutte le componenti di quel mondo, gerarchia, base, associazioni ecc.) riusciranno a mettere in campo saranno pari alla capacità e all’onestà di ammettere e riconoscere che l’appoggio al berlusconismo (in alcuni esponenti un vero e proprio tifo da Curva Sud) è stato un colossale errore. Insomma: chiarire sul passato per non lasciare ambiguità. Se non c’è questo passaggio di chiarezza, secondo me il “nuovo”, quale che sia, nasce compromesso e con molte ambiguità.

  2. Fabio Bartoli scrive:

    Così a caldo direi che l’ambizione potrebbe essere quella di presentarsi sulla scena politica come una “lobby” intesa nel snso americano (cioè nobile) del termine.
    Però la vedo dura, perché nel sistema americano le lobbies sono parte integrata del sistema e la loro influenza avviene alla luce del sole e in modo verificabile, non credo che questo sia possibile in Italia.
    D’altra parte in un sistema bipolare un “partito di cattolici” è semplicemente impensabile, per fortuna aggiungo. Quindi?
    Quindi forse più che un movimento quella a cui stiamo assistendo è una agitazione, che del movimento è il passo precedente, un fremito che nasce fondamentalmente dal disgusto, dalla mancanza di punti di riferimento credibili, dall’assenza di un termine di riferimento politico che possa accogliere le esigenze del mondo cattolico.
    Più che alla Chiesa la palla sta ai partiti adesso, chi saprà comprendere e intercettare prima e meglio questa agitazione vincerà la partita.

  3. Sabino scrive:

    Non posso fare il disegnino.
    Immaginate dei cerchi posti uno dentro l’altro, tipo bersaglio. Un cerchio grande che rappresenti il mondo; all’interno un altro cerchio che rappresenta l’Europa; all’interno ancora un’altro che rappresenta l’Italia; sempre all’interno ancora un altro che rappresenta Roma; infine l’ultimo punto che rappresenta il Vaticano. Ebbene dal centro ( il Vaticano) verso l’esterno, in tutte le direzioni, avrebbero dovuto esserci tante “frecce” che dovevano rappresentare tutti i valori cattolici/cristiani/umani/democratici, lanciate dal Vaticano al mondo ( V —– M ).
    Invece le “frecce” dal mondo sono arrivate tutte verso il vaticano ( M —- V ); sono le “frecce” dei disvalori, gli stessi che per 20 anni sono stati ignorati dai potenti della chiesa,non so se per convenienza e/o interesse (praticamente a stessa cosa ).
    Ma nessun Cardinale, Vescovo vede la televisione? Nessuno di loro passeggia tra la gente? Nessuno di loro ha notato usi e costumi indecenti e disumani? Ma quando si incontrano con il “cattolico” Gianni Letta” ma di che parlano? Non voglio porre altri quesiti, dico che per anni la chiesa “ a dormito con a zizza in bocca “, tradotto ha dormito con il capezzolo in bocca, tradotto io succhio e mangio il resto non me ne frega nulla; la differenza è che i neonati devono solo alimentarsi e dormire, gli adulti DEVONO vigilare sui corretti comportamenti di vita.

  4. MANLIO scrive:

    Don’t confuse motion with action,come si dice negli USA.E poi,il potere fa male,come insegna ogni pagina del Vangelo.

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