La cosa che più mi dispiace, dell’addio del cardinale Dionigi Tettamanzi alla diocesi di Milano, è la tempistica: mi sarebbe piaciuto, almeno per un po’, vederlo all’opera con un’amministrazione comunale meno ostile. Parlare di un ticket Tettamanzi-Pisapia sarebbe un insulto alla laicità, ma la domanda me la faccio: e la risposta, conoscendo da tempo il vescovo e avendo un po’ di esperienza nel campo, è che con un sindaco diverso il cardinale avrebbe sentito meno la responsabilità di essere l’unica voce fuori dal coro. Detta fuori dai denti, credo che Tettamanzi avrebbe assecondato con più serenità la sua vocazione originaria, che è sempre stata quella pastorale, ed avrebbe rinunciato volentieri a fare il controcanto (politico, ma soprattutto culturale) ad una classe dirigente particolarmente miope. Invece, il vescovo che a molti di noi sembrava un pacifico prete mandato a Milano quasi per raffreddare la brace lasciata accesa dal cardinale Martini, è diventato in questi anni un simbolo di quella Chiesa del grembiule tanto cara a don Tonino Bello e agli onesti lavoratori della vigna come me, convinti che – come disse proprio Dionigi al convegno di Verona, citando Ignazio d’Antiochia – essere cristiani senza dirlo sia molto meglio che dirsi cristiani senza esserlo.

Alla fine, se uno va a rileggersi le frasi di Tettamanzi, non è che ci trovi citazioni trotzkiste o appelli rivoluzionari del Che: sono tutte riflessioni di buonsenso, e la cosa più drammatica è che – nella Milano di oggi, nell’Italia di oggi – questo buonsenso venga scambiato per militanza di parte. Ne ho prese alcune dell’ultimo anno, dividendole per temi, più una di 8 anni fa, che mi è sempre rimasta impressa.

Immigrati/1. “[Pensiamo] alle persone immigrate che vivono in paradossale situazione di clandestinità: ben note ai propri datori di lavoro, ma invisibili alle Istituzioni. Pretendiamo per loro leggi giuste, riconosciamo i diritti di cui sono nativamente portatori e quelli che hanno maturato con il loro lavoro, premiamo – in chi ha un comportamento irreprensibile – il desiderio di diventare milanesi, italiani. Prego inoltre perché non si sovrapponga genericamente a tutti gli immigrati la categoria della delinquenza. Ogni persona, di origine italiana o straniera, deve essere sempre giudicata singolarmente, per quella che è”. (Sant’Ambrogio 2010)

Immigrati/2. “Spesso accade che a prevalere sia la paura dell’altro. La nostra società fa ancora fatica a confrontarsi veramente con l’immigrazione, che, se per alcuni può essere un problema, per tutti dovrebbe essere, invece, un’opportunità. È all’immigrazione che Milano deve non poco della sua fortuna: questa città è frutto di ripetuti e successivi processi di integrazione”. (Intervista sull’ultimo numero di Famiglia cristiana)

Islam. “Le istituzioni civili milanesi devono garantire a tutti la libertà religiosa e il diritto di culto. I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede nel rispetto della legalità. Spesso però la politica rischia di strumentalizzare il tema della moschea e finisce per rimandare la soluzione del problema, aumentando il livello di scontro, mentre potrebbe diventare uno stimolo per migliorare il livello della convivenza civile. È un problema grave, che bisogna risolvere urgentemente. La questione interroga la città nel suo complesso. Le autorità locali devono cercare di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata, può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione”. (Ai giornalisti, 4 settembre 2010)

Rom/1. “Impresa ritenuta inutile, anzi dannosa per eccellenza, pare essere quella di tentare di inserire nella società le persone di origine nomade. Il pregiudizio, che a volte trova purtroppo corrispondenza in comportamenti contro la legalità, sconfigge la possibilità di ricercare per loro e con loro soluzioni serie e rispettose sia della loro umanità che del resto della Città. Noto come spesso ci si accanisca contro i nomadi, impedendo l’integrazione di chi vuole intraprendere percorsi di legalità e cittadinanza, con il rischio di esporli ancor più alla delinquenza”. (Sant’Ambrogio 2010)

Rom/2. “Non basta il richiamo alla legalità, doverosissimo, e alla sicurezza, necessario, ma occorre non dimenticare che al centro sta la dignità della persona e che ai bambini rom di via Rubattino si deve dare la possibilità di cominciare l’anno scolastico. Ci vuole lungimiranza nell’affrontare problemi come quello relativo agli sgomberi. Soprattutto se è stata offerta una possibilità di integrazione, l’interruzione non è una soluzione del problema, ma solo bloccare qualcosa che chiede di continuare”. (Apertura anno pastorale 2010)

Rom/3. “Dobbiamo tutti quanti insieme ragionare e trovare una soluzione che sia davvero rispettosa di tutti, dei diritti di tutti, delle esigenze e dei doveri di tutti: il desiderio e la speranza è quella di chiudere il campo di Triboniano e trovare una soluzione più umana per questa gente”. (Visita al campo rom di via Triboniano, Natale 2010, mentre il vicesindaco De Corato faceva una contro-visita agli abitanti del quartiere)

Solidarietà/1. “Il primo dovere è partecipare alla costruzione di una città in cui il povero non sia costretto a tendere la mano per chiedere l’elemosina, lo straniero sia accolto, i giovani possano costruirsi una famiglia, gli anziani si sentano sicuri e tutti possano lavorare, studiare, inventare, fare ricerca, amare. una città inospite è una città morta, o lo diventerà presto”. (Sant’Ambrogio 2003)

Solidarietà/2. “Fecondi si è non quando si ricerca una crescita egoistica e finalizzata ai propri interessi, non quando si trattengono per sé patrimoni economici e culturali per sfruttarli a proprio esclusivo vantaggio, ma quando tutto questo viene posto al servizio altrui. Una minore distribuzione di finanziamenti pubblici, nuove normative fiscali, la distorsione di alcuni intelligenti strumenti di finanziamento – si pensi ad esempio al 5 x 1000 – stanno penalizzando queste realtà di aiuto [associazioni di volontariato e terzo settore], fino a metterne a rischio la stessa esistenza”. (Sant’Ambrogio 2010)

Politica/1. “Vorrei che tutte le componenti della nostra Città si sentissero con voi responsabili di Milano, così che possiate essere sempre meno gestori della cosa pubblica, meno sorveglianti dello status quo, meno rappresentanti di una parte e non di altre, ma sempre più strateghi del futuro della nostra Città e del suo benessere complessivo”. (Sant’Ambrogio 2010)

Politica/2. “[Oggi è] concentrata su se stessa, sulle alleanze: si parla soltanto di questo, ma questi non sono problemi che interessano alla gente, che non toccano le persone. Occorrerebbe passare ai fatti, avere maggior coraggio e guardare al futuro e al domani. La santità significa etica. Etica significa volere il bene, la verità, la giustizia, l’onestà, la trasparenza, la dedizione agli altri, insomma la vocazione di apertura agli altri e di dono di sé agli altri. Se questo significa etica, questo vuol dire anche santità. L’ambito politico è certamente più faticoso, più difficile, più complesso di altri ma proprio in questo ambito ci dobbiamo augurare la presenza di persone che credono in questi valori, vivano in coerenza con questi valori e abbiano come fine da raggiungere non il proprio interesse, l’interesse della propria parte, ma davvero il bene di tutti”. (Apertura anno pastorale 2010)

Politica/3. “Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?”. (Domenica delle Palme 2011)

Un anno fa, per Sant’Ambrogio, rispondeva così ai giornalisti che gli chiedevano una reazione agli attacchi del Centrodestra: “Ho detto cose scomode, ma anche belle. Non mi preoccupo di essere accusato o incensato, mi dico sempre che devo seguire il Vangelo, il resto non mi tocca più di tanto”. Mi mancherai, Dionigi.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti to “Mi mancherai”

  1. Beppe Rossi scrive:

    Sì… un Cardinale così ci mancherà, ma la Chiesa saprà stupirci (in bene) attraverso l’opera e la parola di tanti altri religiosi.
    Non so dire se davvero la voce di Tettamanzi sia stata il controcanto alla classe politica cittadina.
    Non so neanche se il Cardinale può essere “letto” in questo modo, come fai tu, Andrea, perlomeno sul piano culturale.
    Più probabilmente, secondo me, ha seguito davvero l’insegnamento di Ignazio d’Antiochia: ha predicato ed agito da Cristiano. Molti di noi, che ci diciamo Cristiani, lo facciamo con opportunismo e titubanza, soprattutto nelle opere, oltre che nei dogmi. Anche qualcuno che veste abiti religiosi. Proprio per questo a me (lontano da Milano) mancherà la parola forte e il volto mite di Tettamanzi.

  2. MANLIO scrive:

    L’onesto lavoratore della vigna dichiaro’,quando decidemmo la sacrosanta partecipazione alla sacrosantissima iraqi coalition,CHE OCCORREVA ATTEBDERE LA CONVESIONE DI SADDAM,NON INTERVENIRE.INTANTO,MENTRE SADDAM SI CONVERTVA,LA TOTAL POMPAVA PREZIOSO GREGGIO DA POZZI CHE,DIO SIA LODATO,ORA IN QUALCHE CASO APPARTENGONO A NOI.(chiedo scusa per l’innavvetito uso delle lettre capotali).Il mandato di Tettamanzi fu prolungato nel 2009 fino a dopo le elezioni in modo che la Milano delle banche,del Corriere loro giornale,dei centri sociali,dell procure le vincesse quelle elezioni.Mandato,con l’aiuto di Dio e con una spintarella anche dall’inferno,pienamente assolto.Certo c’è un posto in paradiso gi’ pronto,per questo nano cosi’ amicone di santo subito.Un posto in quel particolare angolo del paradiso riservato a coloro che violarono su questa terra la dignita’ dei veri poveri,le vittime del crimine e dell’arroganza del denaro delle banche,e la sovranita’ della loro non patria.

  3. Mario Mozzi di Garda scrive:

    nonostante oppure per merito di tutti i Manlio.
    Ho un sogno (l’aveva già detto qualcun altro); che la provvidenza possa trasformare, plasmare, illuminare il vescovo che entra a Milano nella figura più adatta a portare avanti i nostri tempi

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 10 + 2 ?
Please leave these two fields as-is: