Ad ascoltare Silvio Berlusconi, che nello sproloquio sulla crisi economica ha dipinto l’Italia come il Paese dei balocchi, c’era oggi pomeriggio Roberto Maroni, venuto in Aula con dieci minuti di anticipo sul presidente del Consiglio ma con un’ora di ritardo sulla propria dignità. Non c’era infatti, il ministro dell’Interno, quando il Parlamento discuteva della morte dei 25 disperati al largo di Lampedusa: aveva mandato al suo posto il sottosegretario, la fedelissima Sonia Viale, capace di leggere il discorso con un tale pathos che in confronto il nastro dei treni alla stazione Termini pare recitato da Gigi Proietti. Per il Partito democratico ho preso la parola io, togliendomi un po’ di sassolini dalle scarpe.

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, con tutto il rispetto per il sottosegretario, del quale apprezzo la presenza, devo rimarcare che evidentemente 25 morti non valgono la presenza del Ministro dell’interno, ma sono certo che il Ministro Maroni lo rivedremo a settembre, quando bisognerà votare l’autorizzazione per l’onorevole Milanese. Nei momenti importanti non mancherà.
Dall’inizio dell’anno sono morte circa 1700 persone nel Mediterraneo, 200 sulla rotta tunisina, 1500 sulla rotta libica. Sulla rotta libica significa uno su 17, sulla rotta tunisina significa uno su 130.
Non è una cosa che purtroppo ci coglie impreparati, ma il fatto più grave è che nessuno di noi sa dire – neppure lei, credo, sottosegretario – quanti siano i naufragi di cui non si è saputo niente. Mi riferisco all’interrogazione a risposta scritta presentata da me e dall’onorevole Touadi al Ministro La Russa (se lo vede, poi, magari a Palazzo Chigi glielo ricordi). Si tratta di un allarme lanciato dalla Radio svizzera italiana e ripreso dal quotidiano britannico The Guardian, perché era stato dato da un sacerdote eritreo residente a Roma, padre Moses Zerai, su una barca lasciata morire nel Mediterraneo: 72 persone viste dalla NATO, che ha portato acqua e cibo, ma che non le ha soccorse, 61 morti, tra cui donne e bambini, 11 sopravvissuti. Nessuno ha mai saputo niente perché i 61 non sono mai arrivati qui.
Vado per titoli, le dico tre cose, signor sottosegretario. La prima riguarda i motivi delle traversate. Sono giorni che stiamo parlando in quest’Aula del Corno d’Africa. Abbiamo citato gli appelli del Papa all’Angelus, abbiamo citato l’allarme lanciato a Roma dalla FAO, l’onorevole Farina ha addirittura presentato una risoluzione bipartisan in Commissione affari esteri sul Corno d’Africa, e in questa risoluzione si impegna il Governo a contribuire a una forte campagna di informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana.
Ora, si viene a sapere che il secondo gruppo per nazionalità su questa nave dell’orrore era costituito da somali. A me pare che la campagna di informazione, se c’è, stia avvenendo al contrario. In altre parole, i disperati che vengono, che partono dal Maghreb, sono di norma criminali, avanzi di galera, da rimandare a casa senza pietà, perché questo è quello che stiamo leggendo sugli organi di informazione, questo è quello che si legge sui giornali di centrodestra e che la maggioranza normalmente dice.
La stessa superficialità viene applicata ai disperati provenienti dalla Libia. Tutti sappiamo, e ce lo confermano anche blog indipendenti come Fortress Europe, che le forze libiche di sicurezza hanno delle responsabilità enormi in questo momento, che ci sono dei rastrellamenti per strada, che gli immigrati vengono presi dai lager e vengono imbarcati a forza, e che alcuni di questi alti ufficiali – lo ripeto, cito il blog Fortress Europe – sono stati addestrati nelle operazioni di respingimento proprio da noi.
In più, vengono messi a disposizione dei porti ufficiali tra cui anche uno militare.
Che cosa vogliamo fare con queste persone? Vogliamo ascoltare l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati, che ci chiede di esaminare caso per caso e di accogliere i richiedenti asilo, o vogliamo continuare a litigare con l’ACNUR, come sta facendo il Ministro Maroni negli ultimi due anni?
Secondo punto: lo scandalo dei CIE. Signor sottosegretario, non so quando lei è stata l’ultima volta in un CIE. Io questa settimana ci sono stato due volte. Diversi di noi ci sono stati almeno una volta.
Sono stato due volte a Ponte Galeria: la prima volta con i giornalisti, che adesso spero finalmente farete entrare (visto che lei qui aveva bocciato un nostro ordine del giorno al riguardo, che, però, almeno al Senato è stato approvato), ed è stato lunedì. Sabato ci sono tornato perché venerdì notte c’è stata una rivolta, dal momento che al CIE di Ponte Galeria la situazione è insostenibile. Secondo lei non c’è un collegamento tra quello che è accaduto a Ponte Galeria, quello che è accaduto a Bari, quello che è accaduto a Isola di Capo Rizzuto? Hanno i telefonini, si chiamano, lo sanno e si condividono quelle situazioni insostenibili. Se andiamo avanti così, ci saranno ancora rivolte.
Allora, è facile mettere l’Italia contro gli immigrati, ma portiamo dentro le telecamere, facciamo vedere come vivono quelle persone. Voi che siete così garantisti, perché non siete garantisti con chi non ha commesso reati? Perché permettete che vadano dietro le sbarre persone che non hanno alcuna colpa tranne quella di essere venute qui? E non sapete nemmeno perché, non lo sapete perché (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Infatti, a voi basta che un consolato non collabori e voi li lasciate lì dentro, anche 18 mesi.
Un secondo fa, prima di entrare alla Camera, in Piazza del Parlamento, ho visto un avvocato e gli ho dato un caso da esaminare: è uno dei tanti, la prossima volta lo porterò a lei.
Terzo e ultimo punto: quello di Lampedusa. Pagina 19 di oggi de La Stampa:spero, signor sottosegretario, che l’abbia letta perché si denunciava la situazione di minori non accompagnati a Lampedusa. Lei fa segno di sì con la testa e, quindi, la do per letta. Queste sono persone che vengono mischiate con gli adulti nell’ex base Loran. Sono persone che rimangono lì probabilmente sino alla maggiore età. Hanno paura, vengono picchiati. Queste sono denunce che hanno fatto loro: non le sta dicendo l’opposizione per mettere zizzania. Lei capisce che la situazione è gravissima.
Lampedusa è al 60 per cento delle presenze turistiche in meno quest’anno. È un’isola che ha pagato già tanto. Avete costruito un’emergenza anziché tentare di gestirla. Vi siete preoccupati più dell’impatto elettorale che di una sua possibile soluzione.
Allora, a chi dice che qui dentro siamo tutti uguali perché in questo periodo va di moda, vogliamo rispondere che noi non siamo così, noi non siamo così! Perché va bene la sicurezza, va bene l’immigrazione sostenibile, ma l’umanità viene prima di tutto… e voi, in questi tre anni, ne avete dimostrata pochissima. Allora, siamo contenti che adesso vi preoccupiate degli immigrati morti. Speriamo che un giorno cominciate a preoccuparvi anche di quelli vivi (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro per il Terzo Polo – Congratulazioni).

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14 commenti to “Noi non siamo così”

  1. Ismail scrive:

    Sottoscrivo tutto quello che hai detto. Questo è il PD che mi rappresenta.

  2. Virginia Invernizzi scrive:

    intervento molto forte, ma qualcuno ha reagito alle sue parole , onorevole ? Qualcuno farà qualcosa?

  3. sergio gaudio scrive:

    bravo Andrea, davvero un bell’intervento

  4. magociclo scrive:

    Qui si coglie in pieno la distanza abissale fra la Politica (con l’iniziale maiuscola), rappresentata dal tuo intervento, e la politichina (con l’iniziale minuscola. Forse sarebbe più esatto definirla la cura particolare dei propri interessi), rappresentata da una maggioranza strafottente, disinteressata ai problemi del Paese, figuriamoci a quelli di chi viene da un altro Paese.
    La Politica cerca di comprendere l’origine dei problemi e si impegna a risolverli aggregando consenso.
    La “politichina” si preoccupa di nasconderli, i problemi, e se proprio li deve affrontare, ne attribuisce la responsabilità all’opposizione, agli stranieri, ai comunisti, agli extraterrestri, ai teletubbies. Per la politica i responsabili sono solo questi, oltre ovviamente ai responsabili utili, quelli che soccorrono a gettone la maggioranza.

  5. riccardo scrive:

    Bravo Andrea, so che tu non sei come loro, e so che purtroppo sei uno dei pochi che ha il coraggio di dire le cose come stanno. Ma continua così, continua a rompere loro le ‘palle’ con riscontri sul campo e dati alla mano. Te li paghiamo noi i viaggi ai CIE. Di fronte l’evidenza alla fine quantomeno in coscienza crolleranno. Se hanno ancora una coscienza.

  6. Franco scrive:

    Complimenti Andrea. Il futuro del PD è nelle mani di chi sa ragionare con il cuore. Ti auguro che trovi all’interno del partito lo spazio che meriti.

  7. MANLIO scrive:

    Ricordo a questo cortese auditorio che in Somalia svolgemmo l’operazione RESTORE HOPE,intesa a restituire cibo e dignita’ a tutti.Il cibo pero’,volevano distribuirlo i capi delle gang,speculandoci sopra per vivere alla grande e comprare armi.Noi non eravamod’accordo:ci ripagarono ammazzandoci 16 soldati.

  8. pfra64 scrive:

    Anch’io dico: ecco il PD che mi rappresenta

  9. pfra64 scrive:

    @Manlio, appunto, i capi ci ammazzarono 16 soldati.
    E oggi la popolazione fugge perché ha paura di quei capi.

  10. Olivier scrive:

    …ottimo intervento: preciso e con la giusta dose di cattiveria.

  11. Rita Pasqualetto scrive:

    …Se il ministro Maroni fosse una persona con un minimo di sensibilità e non fosse xenofobo come purtroppo ha dimostrato di essere, si vergognerebbe di quanto lei giustamente gli ha detto riguardo alla sua assenza in aula sull’argomento…Ma il Ministro Maroni é un degno rappresentante del partito che si vanta di far la guerra agli immigrati, siano essi profughi o semplicemente disperati…NON CAPIRA’, NON SI VERGOGNERA’ PER QUANTO STA, STANNO FACENDO!…
    COMPLIMENTI per il suo appassionato e incisivo intervento! (l’ho condiviso nella mia pagina)

  12. cicero tertio scrive:

    Posso comprendere il dramma umano di molti di costoro che vengono a sbarcare sulle coste del nostro paeese ( vorrei però sapere se altri vanno a scegliere altre mete mediterranee altrettanto accoglienti) ma facciamo anche i conti di quanto ci costano: pare che siano circa 22.000 quelli arrivati, solo il 10% avrebbe diritto all’asilo politico, gli altri, considerati clandestini, vanno nei famigerati CIE dove possono rimanere anche 18 mesi e se è vero che costano 40 euro al giorno, solo per il mantenimento di ciascuno, il totale farebbe la bella cifra di circa 43o.ooo.ooo di euro, per ora, dato che ne arrivano sempre altri.
    La situazione dell’economia italiana pressata da manovre di aggiustamento che costano molto ai cittadini per l’emergenza della crisi finanziaria con un debito pubblico enorme che ci troviamo da rifinanziare a tassi cresnti dovrebbe far considerare anche questo aspetto. Non ho sentito nell’intervento parlamentare una richiesta di far compartecipare anche l’Europa a questa gestione. Già perche ci hanno detto che è un problema nostro. Anche loro sono diversi.

  13. Stefania scrive:

    Come ha commentato Olivier: QUANDO CI VUOLE CI VUOLE!

  14. Angela scrive:

    Nella calma del mese di agosto siamo impegnati in una ricerca sul trattato italia-Libia e scopriamo che tra i pochissimi del PD che hanno votato contro il trattato ci sei tu Andrea. Incuriositi abbiamo cercato di capire chi sei e scopriamo una persona impegnata e anche sensibile. Incredibile! Allora non siamo soli noi che da anni siamo impegnati tutti i giorni in attività sociali, culturali e politiche (non c’è confine tra le une e le altre) senza interlocutori validi e attenti anche all’interno del nostro partito! Sicuramente la nostra ignoranza è colpevole, quindi da oggi in poi seguiremo le tue iniziative e ti faremo sentire il nostro appoggio. Angela Plateroti e Ndjock Ngana, Associazione Kel ‘Lam

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