Se il presidente della Repubblica invita il Paese ad una maggiore coesione – e se lo fa per l’ennesima volta, mentre gli osservatori internazionali ci considerano meno solidi di Panama e del Messico, dell’Indonesia e del Kazakhstan – la maggioranza e l’opposizione hanno il dovere di prenderlo sul serio: non come accade di solito, insomma, quando ogni uscita di Napolitano viene strumentalizzata per dare la colpa all’altro. Ma credo che debbano prenderlo sul serio anche gli elettori, perché il problema sollevato dal Quirinale è molto più importante del circo di Palazzo. Quello che segue è dunque un ettalogo della coesione nazionale, nel senso che volevo fare un decalogo ma me ne mancano tre: chi vuole aiutarmi è benvenuto, purché – è la regola del gioco – siano comandamenti riconducibili alla cronaca degli ultimi giorni.

Non permettere a tua figlia di dichiarare che l’azienda del presidente del Consiglio non pagherà le multe stabilite dai giudici. Perché poi il cittadino si sentirà autorizzato a fare lo stesso, quando gli arriverà la cartella dell’Agenzia dell’entrate per le tasse evase o quando un giudice lo condannerà a risarcire il padrone della macchina nuova che suo figlio sedicenne avrà rigato con un chiodo.

Non alzare il dito medio durante l’inno nazionale. Perché potrà anche non piacerti, potrà anche non emozionare il tuo elettorato, ma è il simbolo del Paese che tu stesso stai governando da 17 anni, con poche interruzioni. È il simbolo di un democrazia, sudata con il sangue, che ti permette di giocare ai vichinghi sul pratone di Pontida ogni volta che ne hai voglia. Ma non ne approfittare troppo.

Non prendere in giro gli elettori, quando scambi una manovra con un assegno postdatato, e scarichi tutte le misure più impopolari sul governo che verrà dopo di te, nel 2013, perché evidentemente non sei troppo convinto di essere ancora a Palazzo Chigi. Non è neppure serio verso l’Europa, su!

Non utilizzare il testamento biologico come un’arma politica, rifiutando il confronto con chi la pensa diversamente da te: se i padri costituenti si fossero comportati così, negli ultimi 17 anni avremmo cambiato Costituzione ad ogni tornata elettorale.

Non giocare con la pancia degli italiani e non divertirti troppo ad alimentare il ciclone dell’anticasta, che nella sua furia non distingue tra faccendieri e persone perbene. Lotta invece per eliminare sul serio gli sprechi e pensa soprattutto a costruirti una credibilità personale: se sarai trasparente, se ti impegnerai a riavvicinare la politica ai cittadini, vedrai che il cammino avverrà anche in senso inverso.

Non avere paura di dire cose impopolari, perché ogni riforma vera troverà sempre delle resistenze: abbi invece il coraggio delle tue idee, e se la maggioranza fa qualcosa di buono non metterti a remare contro, istigando gli scontenti. La differenza tra il politico che pensa alle prossime elezioni e lo statista che pensa alle prossime generazioni deve valere anche quando sei all’opposizione, amico mio.

Non rovinare i matrimoni dei ministri, neppure se questi ministri hanno detto che tu sei l’Italia peggiore, e non costringerli a sposarsi in piena notte, di nascosto, mentendo agli stessi invitati sull’orario della cerimonia. Se lo scontro politico entra anche nei momenti più intimi di un uomo, se salta il confine tra la persona e il ruolo che ricopre, si scende ad un livello da cui non si risale più.

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9 commenti to “Quasi un decalogo”

  1. cicero tertio scrive:

    Non esiste un solo paese civile dove un simile personaggio con il curriculum che si porta dietro possa essere ancora al governo. Quindi non siamo più per ora un paese civile, speriamo che finisca presto. Ma quale alrnativa in questo paese ? Ricordiamoci che è salito al potere grazie ad una classe politica squalificata che non mi sembra si sia migliorata.

  2. MANLIO scrive:

    Quanto scrivo vale anche per il post di CICERO TERTIO,sull’argomento precedente.Come la solito,la TEMPISTICA,tradisce l’assassino.la sequenza degli avvenimenti è la seguente1(Qualcuno inizia a vendere buoni ndel tesoro italiani a meta’ setimana,attacando contemporaneamente le nostre banche e non solo.Dice OSCAR GIANNINO che a gestire l’ttacco sono grandi mbanche internazionali(indovina di chi si parla,quando si cita”GRANDE”).Dice il SOLE24 ORE che dietro l’attacco alla FIAT, c’è SOCGEN,SOCIETE’ GENERALE.Quando si dice i casi.2)SABATO,per stranissima combinazione,le procure emettono la sentenza che sappiamo,il cui scopo è la cancellazione di MEDIASET,overo della liberta’ di stampa 3)I fiondi pensione americani,visto che è coinvolto un paese di grandi dimensioni,e questa volta “Grandi”ci sta bene,svendono ritenebdo che il problema non sia l’Italia,sia l’euro.cio’ spiega il coinvolgimento di borse come parigi,Berlino,lo scrso coinvolgimento di Londra.Questa la risposta a CICERO.Una conclusione.Le balle raccontate sopra da Sarubbi,e da DeBortoli sul CORRIERE,stanno a zero.Si è tentato di ribaltare il governo con una manovra illegale,e si è fallito.Quando,come è certo,a fine settimana la manovra sara’ varata,avremo mandato a tutti il messaggio he piu’ temono i nostri nemici,e sara’ fatta vendetta come prevedevo.L’Italia è un paese che s elo tocchi ti fai male,e che è governato da gente responsabile.Il diavolo fa le pentole,non i coperchi,e la sua broda non bolle mai.

  3. magociclo scrive:

    Nell’ettalogo presidenziale che ricostruisci c’è un punto che mi fa riflettere: “Se salta il confine tra la persona e il ruolo che ricopre, si scende ad un livello da cui non si risale più”.
    Caro Andrea, e quando il presidente del consiglio, agitatissimo perché la sua favorita di turno, minorenne e mariuola (come direbbero nel tuo collegio elettorale)si trova nella cella di sicurezza della questura di Milano, chiama incalzante e ossessivo i vari responsabili perché liberino il prima possibile la ragazzina (affidandola peraltro ad una persona oggi accusata di induzione e sfruttamento della prostituzione)per paura che lo possa svergognare, come lo definisci?
    Capisco il tuo sforzo di elevare il livello del discorso, ma davvero è dura. Finché al governo ci sarà quel personaggio, e tutto il mondo di cui è esponente (il mondo dell’egoismo fatto sistema, del “ho i soldi e mi compro anche la dignità delle persone”, del “quanto costa?” come prima domanda) sarà duro rendere vivo il 7° comandamento dell’ettalogo.

  4. cicero tertio scrive:

    @Manlio
    “L’Italia è un paese che se lo tocchi ti fai male,e che è governato da gente responsabile” beh con tutta la buona volontà rinuncio a risponderti, se consideri responbabile un tizio che è andato al poterre per sistemare i suoi affari in primis cone anche ultimamente, e i suoi collaboratori buoni poi con quel che sta saltando fuori ogni giorno, ma parleranno i fatti purtroppo.
    Quanto all’attacco contro di noi (che ci ha fatto male altro che il contrario e stai tranquillo che no è finita) è anche vero che è stato un attacco all’euro. Ma sai da partre di chi? degli americani che sono messi peggio di noi e hanno bisogno di attirare capitali per finanziarsi in una guerra tra due valute malmesse coi debiti.
    Ma la tua visione è sempre a corto raggio, solite menate sui complotti di oltralpe… invece di guardare la luna ti limiti a gurdare il dito di chi le la indica, te lo dissi già.

  5. MANLIO scrive:

    Gli americani attaccano l’Europa usando le agenzie che hanno messo sotto accusa il debito USA?Della luna vedi l’altra faccia,come al solito.

  6. cicero tertio scrive:

    @Manlio
    chi ha speculato materialmente contro l’Italia e l’euro non sono le agenzie di rating che non comprano, nè vendono niente, lo sanno anche sulla luna.

  7. MANLIO scrive:

    Le agenzie di rating sono collegate a potentati politico economici:lo sanno anche su Marte.E’ vero che non è finita:decisi a farsi male a tutti i costi,i francesi vogliono dividre l’europa proponendo la vecchia,insolente formula facista EURO A-EURO B,con l’Italia nell’euro B,ed aprofittando della situazione di cui sono i primi colpevoli.la formula non convince nessuno,nemmeno la GErmania: è un mezzuccio per inventare presunte leadership europee e,sui lunghi tempi,cacciare gli americani dal continente.Ma ci vuole altro,per imporsi in europa,che l’arrogante presunzione di sè stessi.Ci vuole la forza ed il prestigio,la storia e la determinazione degli USA,non le pretese di quattro fascistelli.

  8. cicero tertio scrive:

    @Manlio
    “la forza ed il prestigio,la storia e la determinazione degli USA”….
    bwhahahaha…
    già, dimenticavo che tu vivi su Marte ! Non lo sai che gli USA stanno fallendo, ora cominciano i singoli stati come il Minnesota, poi arriverà la California poi il resto mentre i democratici e repubblicani non si accordano sullo sfondamento del deficit. Ma se lo faranno manterrano la tripla AAA, veramente esilarante, io non ho mai visto qui un debitore che quando aumenta i suoi debiti mantiene la stessa affidabilità.
    Ma vuoi mettere “la forza ed il prestigio,la storia e la determinazione degli USA” bwhahahaha..

  9. MANLIO scrive:

    Pensa ai guai del tuo paese,quando la cambiale greca arrivera’ alla cassa delle banche francesi esposte per 54 miliardi.E poi il conto della guerra in Libia.Es e anche mamma facesse gli gnocchi,le emorroidi ti impedirebbero di ridere.

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