Mi piacerebbe occuparmi dello scontro politico in Brianza, con la proposta dell’Idv di usare l’impianto di Desio per aiutare l’emergenza rifiuti in Campania e l’immediata risposta della Lega, che ha presentato una mozione per impedirlo. Mi piacerebbe, dicevo, ma il côté politico della vicenda-monnezza per una volta deve lasciare spazio a quello sanitario, perché proprio ieri pomeriggio in Commissione abbiamo interrogato il ministro Fazio sui possibili rischi di epidemia e devo ammettere che la risposta non mi ha rassicurato del tutto: non si può escludere – ha detto, pur cercando di minimizzare – che qualche napoletano si ammali per via dei topi, delle blatte e degli scarafaggi che si sono moltiplicati in seguito al proliferare della monnezza per le strade di Napoli e provincia.

Punto di partenza della discussione, un’interrogazione presentata dal Pd (Luisa Bossa, Margherita Miotto ed io) su un caso di tifo murino, ossia la malattia trasmessa all’uomo dal morso della pulce dei ratti, diagnosticato al Policlinico dell’Università Federico II: alcuni medici temono che possa essere correlato con l’emergenza rifiuti, altri invece lo escludono, ma la popolazione è chiaramente preoccupata e così abbiamo sollecitato un pronunciamento ufficiale del ministro della Sanità, chiedendogli pure cosa stia facendo il governo per il monitoraggio e la tutela della salute pubblica. Sul secondo punto ha praticamente delegato il tutto al servizio epidemiologico della Regione, mentre sul primo si è dilungato abbastanza: Fazio esclude il rischio di epidemia, ossia di un virus che possa infettare un uomo per poi diffondersi per contagio, perché le epidemie si diffondono per via oro-fecale e nei rifiuti napoletani pare che non ci siano escrementi o deiezioni; molto più possibilista, invece, è stato sul rischio endemico, cioè la possibilità che i topi “residenti” nella monnezza – o le loro pulci, appunto – provochino a singole persone una patologia non contagiosa da uomo a uomo. L’altro problema connesso ai rifiuti è quello della diossina che si sprigiona in caso di roghi, e pure su questo punto Fazio ha tranquillizzato a metà: da un lato, ha citato gli studi dell’Istituto superiore di sanità, che escludono ogni collegamento tra diossina e tumori, ma dall’altro ha ammesso che sono aumentati del 2% (sembra poco, ma non lo è) i casi d’asma tra i bambini napoletani. Ci sarebbe poi da aprire il capitolo degli sversamenti, che proprio ieri è stato denunciato da uno studio scientifico della Human Health Foundation di Spoleto: lì dove sono stati scaricati illegalmente i rifiuti tossici, spiega l’indagine, sono aumentate le morti per cancro (+9,4% per gli uomini, +12,4% per le donne: mammella, fegato e colon) e sono quasi raddoppiate le malformazioni congenite, soprattutto urogenitali e del sistema nervoso. Fa un certo effetto, a questo punto, rileggere la dichiarazione sprezzante dei leghisti della Brianza: i rifiuti della Campania “puzzano della volontà di mantenere un’intera città in una condizione di perenne emergenza, utilizzando il drammatico problema dei rifiuti per ricattare lo Stato e ottenere una valanga di finanziamenti che finiscono poi nelle tasche della criminalità organizzata”. E quindi – il succo del discorso è questo – i napoletani se la vedano da soli, ma soprattutto non vengano a contagiare noi, padani in salute.

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2 commenti to “Uomini e topi”

  1. Andrea Sarubbi scrive:

    Qui sotto il resoconto della Commissione:

    5-05063 Bossa: Possibile correlazione tra un caso di tifo diagnosticato a Napoli e l’emergenza rifiuti.

    Andrea SARUBBI (PD) illustra l’interrogazione in titolo, di cui è cofirmatario, sottolineando come essa, lungi dal voler procurare allarmi infondati, prenda le mosse da un caso clinicamente accertato e certificato.

    Il ministro Ferruccio FAZIO risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3), sottolineando come, ferma restando l’esclusione del rischio epidemiologico, la diffusione di zecche, ratti e blatte, collegata all’emergenza rifiuti, possa certamente determinare singoli casi di trasmissione della patologia in oggetto, sebbene non si sia ad oggi verificato alcun caso di tale trasmissione. Comunque, la situazione è costantemente monitorata sotto il profilo epidemiologico. Precisa, inoltre, che, sebbene uno studio pubblicato ieri sostenga l’esistenza di una correlazione tra l’esposizione alla diossina e l’insorgenza di patologie tumorali, tale correlazione è stata smentita dalle ricerche condotte in proposito dall’Istituto superiore di sanità. Studi simili, infatti, devono tener conto di diversi fattori, tra cui gli stili di vita della popolazione interessata. Ciò premesso, pur in assenza di rischi concreti per la salute dei cittadini, dichiara di condividere le preoccupazioni degli interroganti per l’emergenza dei rifiuti nella regione Campania, la quale esula, peraltro, dalle specifiche competenze del suo dicastero.

    Andrea SARUBBI (PD), replicando, si dichiara soddisfatto per il fatto che il ministro Fazio abbia affrontato tutti i profili problematici evidenziati nell’atto di sindacato. Giudica, invece, solo parzialmente soddisfacente la risposta relativa ai rischi sanitari, in quanto questi non vengono esclusi in maniera assoluta. Ritiene, infine, del tutto insoddisfacente la risposta del rappresentante del Governo sul piano politico, poiché l’emergenza dei rifiuti nella regione Campania deve essere affrontata come grande questione nazionale.

  2. Sabino scrive:

    Manco più a munnezza fa notizia. Su Questo argomento pochissimi commenti; su “senza demagogia” moltissimi commenti.
    Da qui si denota che gli argomenti che evidenziano le contraddizioni del PD sono i più discussi.
    Ma queste discussioni contribuiranno a riavvicinare la base verso i vertici? Pardon, i vertici verso la base?
    Mah, ai posteri la sentenza.

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