Con la riunione del gruppo parlamentare Pdl di ieri sera, in cui si è spiegato che l’approvazione della legge sarebbe una boccata d’aria per la maggioranza, il testamento biologico ha smesso definitivamente di essere una questione di merito e si è trasformato in una mera battaglia politica. Per dirla con la battuta di un mio collega del Centrodestra, solitamente ragionevole e sincero, nel Pdl si sono convinti della necessità di un accanimento terapeutico nei confronti del governo: per questo motivo, e non per convinzioni intime, sarebbero disposti ad accanirsi terapeuticamente anche contro una bambola di gomma. Detto questo, capirete perché dopo la lunga giornata di oggi sono più depresso che stanco: perché, dopo due-anni-due di lavoro in Commissione, di dibattiti, di letture, di riflessioni personali anche molto sofferte, mi aspettavo un confronto serio in Aula sui temi, per fare tutti insieme un passo in avanti il più possibile condiviso.

Di confronto e ascolto, in realtà, non ce n’è stato quasi per niente: a conoscere gli emendamenti saremo stati sì e no una cinquantina di deputati – quelli della mia Commissione più qualcuno sensibile al tema – e quasi tutti gli altri, soprattutto nella maggioranza, non facevano neppure finta di interessarsi. Per le prime due ore, almeno, è stato un succedersi di dichiarazioni di principio, che neppure si sfioravano l’una con l’altra: un dialogo tra sordi in cui ognuno – con pochissime eccezioni – prendeva la parola per dire la sua, come se fosse l’ospite unico di una conferenza, senza mai entrare nel merito degli emendamenti che stavamo votando. Anche sul fronte dei voti, poi, era tutto un tatticismo, perché molte decisioni erano già prese prima ancora di spingere il bottone: tipo Fli – che aveva annunciato di votare no a tutto, sia gli emendamenti che gli articoli, probabilmente per mascherare un legittimo dibattito interno – e quella decina di nostri deputati, guidati da Pierluigi Castagnetti, che per spiegare la propria contrarietà a qualsiasi legge avevano pensato di astenersi su ogni emendamento e di votare contro ogni articolo. Io, invece, avevo scelto esattamente la strada contraria: studiarmi uno ad uno gli emendamenti (sono mesi che ci sto sopra) ed esprimermi di volta in volta in base al merito, tenendo conto sia della mia coscienza che del lavoro fatto con i colleghi del Pd. Sugli emendamenti di sintesi che avevamo scritto insieme al gruppo, ho votato a favore; su tutti gli altri (iniziative di singoli colleghi o di altri gruppi) ho deciso caso per caso, indipendentemente dal fatto che il voto fosse palese o segreto, e così farò da qui alla fine del provvedimento. L’emendamento più significativo del nostro gruppo era quello che sostituiva tutta la proposta di legge del Centrodestra, decisamente invasiva, con una legge mite, una soft law di un solo articolo: mi è stato chiesto di intervenire in dichiarazione di voto e l’ho fatto volentieri, pur se in punta di piedi e con qualche farfalla nello stomaco, perché quando parli di questi temi devi toglierti i sandali, come Mosè davanti al roveto ardente sul Sinai.

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, questo è il mio primo intervento nella discussione di oggi e credo che mi farò un po’ di nemici, perché non riesco a capire quello che sta accadendo. Non riesco a capire né chi dice: «Io, a priori, mi asterrò su tutto» e neppure chi dice: «Io, a priori, voterò no su tutto». Secondo me, invece, noi siamo chiamati qui proprio per parlare, altrimenti questo non sarebbe un Parlamento: siamo chiamati a confrontarci sui singoli emendamenti, nel merito. Dunque, se c’è un emendamento che alla nostra coscienza dice qualcosa di buono, questo emendamento – che sia soppressivo o meno – va votato (lo dico soprattutto all’onorevole Della Vedova e lo dico anche all’onorevole Castagnetti, col quale su questi temi generalmente condivido parecchie cose). Per farla breve, l’emendamento che stiamo esaminando ora è la migliore risposta possibile alle richieste di una soft law, cioè di una legge mite, perché in un articolo riesce a condensare i principi di una legge intera, pagine e pagine di dibattiti. Esso non lascia, in realtà, spazi infiniti, e per questo mi piace più del soppressivo che abbiamo appena votato e che è stato respinto: perché l’emendamento che stiamo per votare pone in ogni caso alcuni paletti, legando la sospensione delle cure ad “una futura irreversibile capacità di intendere e di volere”. E comunque, pur nell’ambito di questi paletti, rispetta la dignità della persona. Per questo motivo, non solo lo voto, ma l’ho addirittura firmato, e mi appello alle forze responsabili dell’una e dall’altra parte del Parlamento, affinché facciano lo stesso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Come sia finito questo voto, purtroppo, lo sapete già. E non è che nel resto della giornata sia andata meglio: se metti insieme l’approccio “politico” di Pdl e Lega, il voto dell’Udc perennemente insieme a loro, l’astensione di un po’ dei nostri, il no fisso del Fli e la nostra libertà di coscienza su alcune questioni, abbiamo viaggiato sempre sui 110-120 voti di scarto. In un solo caso – su un emendamento all’articolo 2, in tema di consenso informato per i minori – siamo andati sotto di 24, perché quella volta anche Fli ha votato con noi e l’Udc si è astenuta: per il resto, invece, non c’è partita, neppure sui temi su cui privatamente si riesce a ragionare con i colleghi del Pdl.

Postilla finale: merita una letta l’intervento di Umberto Scapagnini, che ha raccontato a braccio la propria esperienza personale di pre-morte, dopo 80 giorni di coma. Il mio non è un suggerimento politico, perché il testamento biologico c’entrava solo di striscio, ma un consiglio umano: è stato uno dei momenti più toccanti da inizio legislatura, uno dei rari squarci di verità e di vita vissuta in un posto dove si strumentalizzano pure i santi. A proposito: l’applauso di una parte dell’emiciclo a padre Pio, magari, me lo sarei risparmiato.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti to “Non c’è storia”

  1. Antonio Romano scrive:

    Prometto che leggerò il tuo post, volevo leggere però anche l’intervento di Scapagnini, il quale probabilmente non c’è ancora al link da te indicato.
    Giusto?

  2. Andrea Sarubbi scrive:

    hanno cambiato link, ho corretto. A.

  3. Marco Surace scrive:

    Pare che il link non funzioni…
    Quello corretto è:
    http://www.camera.it/_dati/leg.....dfs004.pdf

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 15 + 4 ?
Please leave these two fields as-is: