Siamo tornati indietro di un anno esatto: pure allora eravamo a giugno e il governo annunciava l’approvazione del ddl sulle intercettazioni entro la pausa estiva. Ancora una volta, come un anno fa, c’è una pietanza sostanziosa – quella della cricca, degli appalti al G8, delle massonerie con o senza grembiule che muovono anche la politica – che però interessa solo agli addetti ai lavori, e poi c’è un contorno saporito che invece riscuote grande popolarità al bar e al mercato, ovvero lì dove le elezioni normalmente si vincono e si perdono. Cosa preoccupa davvero il Centrodestra, in questo momento, non è dunque il Bisignani-faccendiere, ma piuttosto il Bisignani-chiacchierone, quello che dà della mignotta alla Brambilla; ed infatti il primo pensiero della Brambilla è querelare i giornali che lo hanno fatto sapere a tutti. Allo stesso modo, il primo pensiero della Prestigiacomo è quello di essersi rovinata la carriera per la sua frase sulla scarsa intelligenza di Berlusconi, così come il primo pensiero di Bertolaso, l’anno scorso, erano le notizie sulla “ripassata a Francesca” nel Salaria sport village. Ecco perché, nella vulgata corrente del Centrodestra, tutto questo argomento passa sotto la voce gossip: mentre invece è di appalti truccati che si sta parlando, è di poteri forti, è di una politica sotto schiaffo e di un’Italia che non decollerà mai.

Ma è sul presunto gossip che oggi voglio sfidare il Centrodestra, perché se il problema fosse quello del pettegolezzo, in linea di principio potrei anche essere d’accordo: c’è una differenza tra le intercettazioni penalmente rilevanti e quelle che non lo sono, c’è un voyeurismo diffuso tra la gente che supplisce alla mancanza di cultura politica – ma questa è colpa di Berlusconi, signori miei, non certo di Prodi o di Amato – e c’è un diritto alla riservatezza che non può essere dimenticato. Lo ripeto ancora una volta, ma lo scrissi già mesi fa: la famosa intercettazione di Nicole Minetti sul culo flaccido del presidente del Consiglio, onestamente, era gratuita e avrebbe dovuto essere censurata pubblicamente anche dall’Ordine dei giornalisti. C’è però una tonalità di grigio che la maggioranza finge di non cogliere, quando divide le intercettazioni con l’accetta: è la categoria del politicamente rilevante, che magari non sarà oggetto di giudizio nei tribunali ma che potrebbe anche esserlo in cabina elettorale. Perché se una ministra dice di un’altra che le bastano quattro moine per conquistare il premier, o se un’altra ancora viene accusata – dal suo stesso giro – di utilizzare il proprio corpo per fare carriera, o se la ministra di prima (particolarmente loquace: una manna per i miei ex colleghi!) manifesta serie perplessità sull’intelligenza del premier, beh, non si può negare che tutte queste informazioni siano molto interessanti dal punto di vista politico, perché permettono ai cittadini di farsi un’idea più chiara sui loro governanti. Saranno poi i cittadini stessi a stabilire se tutto ciò debba incidere sul loro voto oppure no: in un caso o nell’altro, l’interesse pubblico alla notizia è oggettivo, dunque il confine tra l’opportunità o meno di diffonderla è piuttosto sottile. Se fossi stato io un direttore, per esempio, un’intervista alla Prestigiacomo sull’intelligenza di Berlusconi l’avrei fatta volentieri.

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2 commenti to “Se questo è gossip”

  1. pfra64 scrive:

    Ma che vuol dire gossip, qui non stiamo parlando di qualche tresca amorosa sotto l’ombrellone.

    Qui stiamo parlando di un sistema politico che chiede un atto di fiducia agli elettori (ed è normale, anzi, giusto, che sia così) ma che non vuol far trasparire l’opinione vera di ciascuno verso i propri colleghi di partito.

    Come possono coprirsi dietro la privacy chiedendo però la nostra fiducia ? E se loro per primi diffidano degli altri con che faccia si ripresenteranno domani come squadra ?

  2. MANLIO scrive:

    Visto che nessuno ha mai saputo che dall’URSS arrivarono miliardi al PCI poi quantificati in 989 da Segio Romano,visto che nessuno oso’ mai scriverlo,ecco una buona occasione per farci sapere quanto prendono il partito democratico ed/od i suoi deputati dai servizi segreti francesi.Quando si abita in una casa di vetro,dice un proverbio russo,meglio non tirare sassi.

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