Il rapporto che Amnesty International pubblica ogni anno cerca di misurare la distanza tra il mondo reale e il concetto ideale di civiltà: è un tentativo, in base a dei parametri il più possibile oggettivi, di quantificare le mancanze dei singoli Paesi, anche quelli che – come noi – si ritengono all’avanguardia nel rispetto dei diritti umani. Il capitolo dedicato all’Italia, che avrei voluto trovare vuoto, ci offre purtroppo diversi spunti di riflessione: provo a riassumerlo qui sotto, raggruppandolo per argomenti, e spero che abbiate voglia di commentarlo.

Premessa: siamo più di 60 milioni, abbiamo un’aspettativa di vita di 81 anni e mezzo, gli adulti sono quasi tutti alfabetizzati. Quasi significa che, in Italia, un adulto su 83 non sa leggere e scrivere: statisticamente è pochissimo, ma a me fa comunque un certo effetto. Finita la premessa, passiamo ai quattro punti principali.

Rom. Già nell’introduzione, Amnesty scrive che nell’Italia del 2010 “i diritti dei rom hanno continuato a essere violati e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite”. A marzo, quando l’Alta commissaria Onu per i diritti umani ha visitato l’Italia per la prima volta, si è detta preoccupata perché le autorità italiane stavano trattando i rom e i migranti come “problemi di sicurezza”, invece di cercare il modo di inserirli nella società. Il 25 giugno, poi, è arrivata una condanna da parte del Comitato europeo dei diritti sociali, secondo il quale l’Italia aveva discriminato rom e sinti in riferimento a diversi diritti, come quello all’alloggio e alla protezione contro la povertà e l’esclusione sociale e il diritto dei lavoratori migranti e delle loro famiglie alla protezione e all’assistenza. “I rom – scrive Amnesty – hanno continuato a subire discriminazioni nel godimento dei diritti all’istruzione, all’alloggio, all’assistenza sanitaria e all’occupazione”. E c’è un lungo passaggio del rapporto sugli sgomberi forzati, che “hanno disgregato le comunità, l’accesso al lavoro e hanno reso impossibile ad alcuni bambini la frequenza scolastica”: in particolare, Amnesty si sofferma sulle due città più grandi. Roma e Milano, dove i problemi sono stati maggiori. Il piano nomadi di Alemanno – contestato anche dalla Comunità di Sant’Egidio – “ha perpetuato una politica di segregazione e, per molti, ha avuto come effetto il peggioramento delle condizioni di vita, a causa dei ritardi nella costruzione dei nuovi campi o nell’adeguamento di quelli esistenti. Nonostante alcuni miglioramenti, è rimasto inadeguato il livello di consultazione delle famiglie interessate dagli sgomberi da parte delle autorità”. Quanto a Milano, Amnesty prima denuncia la mancanza di “una strategia per offrire una sistemazione alternativa alle persone colpite” dagli sgomberi e poi ricorda che l’assegnazione delle case popolari, “inizialmente revocata dalle autorità locali per ragioni politiche, è stata confermata a dicembre dalla decisione di un tribunale, che ha anche definito discriminatorio il comportamento delle autorità”.

Immigrati. La battaglia di Maroni contro l’Acnur per i disperati in viaggio dal Nordafrica ha lasciato il segno: secondo Amnesty, in Italia “i richiedenti asilo (compresi molti bambini) non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale”, nonostante le proteste dell’Onu e delle organizzazioni non governative. Il rapporto condanna la violazione del principio di non-refoulement (il divieto di rimandare persone verso Paesi in cui rischierebbero gravi violazioni dei diritti umani) e cita il caso dei 68 migranti rinviati in Egitto ad ottobre, dopo essere stati intercettati al largo della Sicilia: su quella barca, ricorda Amnesty, c’erano anche 44 minori. Nel capitolo sull’Italia c’è anche spazio per la vicenda di Rosarno: si ricorda che l’inchiesta ha finora portato “all’arresto di oltre 30 persone – italiane e straniere – per sfruttamento e riduzione in schiavitù dei lavoratori migranti impiegati nel settore agricolo della zona”. Infine, un attacco al governo: “Le autorità non hanno adeguatamente protetto i migranti dalla violenza a sfondo razziale e, facendo collegamenti infondati tra immigrazione e criminalità, alcuni politici e rappresentanti del governo hanno alimentato un clima di intolleranza e xenofobia”.

Lgbt. Amnesty denuncia il ripetersi nel 2010 “aggressioni omofobe violente”, che attribuisce anche al clima culturale in atto: “commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza”. Sul piano legislativo, il rapporto ricorda ancora la mancanza di una legge contro l’omofobia: “a causa di una lacuna legislativa, le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione”.

Detenuti. Oltre a denunciare il sovraffollamento delle carceri italiane, già evidenziato dal rapporto 2009 del Consiglio d’Europa, Amnesty mette in evidenza “le segnalazioni di maltrattamenti a opera di agenti delle forze di polizia o di sicurezza: non sono cessate le preoccupazioni circa l’accuratezza delle indagini sui decessi in carcere e su presunti maltrattamenti”, che “spesso hanno portato all’impunità dei perpetratori”. In particolare, il rapporto cita alcuni casi, fra i quali quello di Stefano Cucchi, che attendono ancora giustizia. Sul tema dei maltrattamenti c’è anche un passaggio dedicato al G8 ed alle violenze di Bolzaneto: “molte delle accuse sono cadute a causa della prescrizione; tuttavia, se l’Italia avesse introdotto il reato di tortura nel codice penale, la prescrizione non si sarebbe potuta applicare”.

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4 commenti to “Tra noi e la civiltà”

  1. Gianni scrive:

    Un unico appunto: non è vero che gli italiani siano tutti “alfabetizzati”. Secondo Tullio de Mauro, la realtà che che in Italia fra veri analfabeti, semi-analfabeti (gente capace di scrivere il proprio nome e leggere i cartelli, ma poco altro) e analfabeti di ritorno (persone che hanno fatto le scuole dell’obbligo ma che usano talmente poco lettura e scrittura da averne perso la capacità) siamo intorno al 30% della popolazione. Inoltre il 60% della popolazione italiana (di cui il 30% precedente fa parte) si informa esclusivamente attraverso la tv e NON legge né giornali né informazione online. È una situazione drammatica che spiega la scarsa diffusione dei giornali e dei libri.

  2. MANLIO scrive:

    Niente paura,amici di AMNESTY INTERNATIONAL:anche gli arresti nelle cosche calabresi hanno disgregato le comunita’e l’accesso al “lavoro”dove “lavoro” sta per crimine,senza virgolette.I ROM vadano a rubare negli uffici di Amnesty:ecco una proposta sensata.Il piano di Alemanno è contestato dalla Comunita’ di S.Egidio?Che c’entra?Anche Abele era contestato da Caino.Ma NESSUNO TOCCHI CAINO,giusto?Chi c’è dietro questa associazione?Chi scrive calunnie sui maltrattamenti di poche migliaia di agenti penitenziari costretti a tenere a bada 70 mila delinquenti 30 %dei quali stranieri(60 %in alta Italia)?Chi nasconde le cause della morte di un ragazzo italiano in un carcere francese?D’altronde,dice Gianni,in Italia c’è troppo analfabetismo.Vero:un sacco di gente non capirebbe un tubo negli aticoli delle versioni italiane del FIGARO,se li leggesse,e questo è un danno.Occorre alfabetizzare i non lettori di CORRIERE E REPUBBLICA,LA STAMPA ed IL FATTO,ESPRESSO e MANIFESTO.Per il loro bene,intendiamoci.

  3. Virginia Invernizzi scrive:

    c’é da pensare effettivamente e da colmare le lacune fa una tristezza immensa che su alcune cose, tipo i rom, invece che andare avanti si vada indietro

  4. cicero tertio scrive:

    Possiamo discutere sulle contraddizioni e sulle pecche della nostra evoluta società civile ma questo sito pubblica un video non adatto alla visione da parte di chi si indigna e fa il moralista a senso unico, ai pacifisti e terzomondisti di profressione, a chi auspica un’Italia multirazziale e multireligiosa.
    http://barenakedislam.wordpres.....mment-8228

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