Sul pacifismo della Lega ho già scritto in altre occasioni, ma chi avesse ancora qualche dubbio può toglierselo leggendo il testo della mozione appena depositata alla Camera da Reguzzoni, dove sono elencate espressamente, prima ancora delle condizioni poste all’azione militare in Libia, le preoccupazioni padane. Una di queste è seria – quella che i missili sugli obiettivi militari siano “di nocumento anche alle popolazioni civili” – e vale la pena spenderci qualche parola in più; le altre tre, invece, parlano da sole: sono il rischio “di un incremento dei flussi migratori, di maggiori oneri per lo stato italiano e di conseguenza un incremento della pressione fiscale per i cittadini”. Roba che se la leggessero Giorgio La Pira o Aldo Capitini, poveracci, si rivolterebbero nella tomba.

La preoccupazione per i civili, invece, è sacrosanta, ma va affrontata seriamente: raccomando a tutti la lettura di nonèunacosaseria, per riordinarsi un po’ le idee nel caso in cui si fossero ingarbugliate. Ai più pigri, riassumo la situazione così: l’Onu ci chiede di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione dai crimini di Gheddafi, e tra le misure necessarie ci possono essere naturalmente anche i bombardamenti di obiettivi militari. Contrariamente a quanto si sente dire a sprazzi da certi neopacifisti, poi, non stiamo parlando di un conflitto interno, ma appunto di crimini contro l’umanità, come lo stesso Consiglio di sicurezza dell’Onu ha ribadito proprio negli ultimi giorni. Grazie alla denuncia di una studentessa, corsa nell’albergo dei giornalisti occidentali a riferire quello che sta accadendo casa per casa, è venuta fuori nell’ultimo mese – tra le resistenze di Russia, India e Cina – la notizia degli stupri sistematici, anche sui minori, che in questi giorni (come riferisce dal Palazzo di Vetro lo stesso Corriere della sera) si sta arricchendo di particolari ancora più raccapriccianti. Dove si erano visti negli ultimi decenni gli stupri di massa? In Ruanda, in Bosnia e in Darfur: tre situazioni in cui la comunità internazionale rimase a lungo latitante, nascondendosi proprio dietro a quel dito della “guerra civile” che oggi stranamente si sente evocare. E mi stupisce non poco – lo dico a quel mondo nonviolento dal quale vengo anch’io – che gli stessi anti-interventisti di oggi siano quelli che, quando si parla dei Grandi Laghi, dei Balcani o del Sudan, rimproverano all’Occidente di non essersi mosso. L’errore fu allora, non oggi: né può bastare la critica (legittima e veritiera) che stavolta siano stati interessi economici a far muovere la coalizione, Francia in testa. E neppure basta indignarsi perché Gheddafi era un nostro amico fino a poco tempo fa: su questo, d’altra parte, sapete bene come la penso e credo di averne dato una testimonianza concreta in Parlamento, all’epoca del Trattato di amicizia. Sono critiche giuste, e in termini elettorali certamente il Pd ne pagherà il prezzo, ma c’è qualcosa che va al di là di tutto ciò: le truppe del rais sparano con i cecchini sulla folla, perpetrano stupri di massa su donne e ragazzine per tenere la popolazione nel terrore, bombardano i campi della Croce rossa e gli ospedali; l’Onu – che è più grande di noi, della Francia, di Bossi, di Nichi Vendola e delle vignette populiste di Vauro – ci chiede di intervenire per fermare i crimini. E qui torno al punto iniziale, il rischio che i nostri missili su obiettivi militari siano “di nocumento anche alle popolazioni civili”: personalmente, se fossi un cittadino libico, preferirei un missile italiano sull’arsenale di Gheddafi, per quanto vicino a casa mia, piuttosto che un’incursione di dieci soldati imbottiti di Viagra nella camera da letto di mia figlia.

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2 commenti to “Nocumento”

  1. nonunacosaseria scrive:

    grazie del link! mi ha fatto piacere che tu lo abbia ritenuto utile!
    però in questi giorni non vorrei essere un deputato chiamato a esprimersi sull’intervento in Libia. Perché, per quanto sia certo della legalità dell’intervento (e schifato da certe prese di posizione che sono strumentalissime in chiave elettorale), è un gran rovello interiore sapere che comunque c’è gente che muore… e io da più di un mese continuo a chiedermi quel che poteva essere fatto per evitare tutto questo e se l’intervento ha davvero migliorato la situazione oppure no.

  2. MANLIO scrive:

    Cosi’,per salvare le bambine stuprate(da loro connnazionali?mah!1),si bombarda la casa di Gheddafi e si cerca di farlo fuori asieme ai suoi figli.Qual’è il problema?che Gheddafi sta rovinando i piani della Francia.Come ognun sa,recentemente arrivo’ a Benghazi un aereo francese carico si medicinali:in un angolo pero’ c’erano alcuni tizi:il capo di EADS(armi)di VINCI(costruzioni e ricostruzioni)e TOTAL che non serve che ve la presenti.Aerei e carri distrutti per rimpiazzarli con quelli di Parigi,intere citta’ bombardate per fare gagner un peu d’argent a Vinci,le mani avanti per il petrolio di Total.Non c’è che dire:la guerra è una brutta cosa:per fortuna poi arriva la pace.

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