Anche prima che uscisse la notizia del processo, la stabilità politica di Berlusconi era pari a quella di un dente da latte: questione di tempo, ma fine inevitabile. All’estero se ne sono accorti da un po’, e la domanda più frequente – nella sola giornata di oggi me l’hanno fatta sia Al Jazeera english che Radio France internationale – è come mai questo dente non sia ancora caduto, e se è vero che l’opposizione, troppo debole per farcela da sola, si sia affidata a un dentista con la toga. Non è proprio così che stanno le cose, ho cercato di spiegare, ma non ho potuto negare l’innegabile: il fatto, cioè, che queste disavventure giudiziarie del premier abbiano cambiato il nostro atteggiamento piuttosto in fretta.

Se personalmente ho avuto un avversario politico in questi tre anni, questo avversario è stato la Lega. Che ha bloccato la cittadinanza in commissione, senza voler ragionare neppure sui minori. Che ha fatto approvare un decreto sicurezza con il reato di clandestinità, provando addirittura a introdurre nel nostro ordinamento l’idea secondo cui un immigrato irregolare può farsi curare in ospedale solo se, una volta dimesso, se ne va via. Che rifiuta l’idea stessa di comunità nazionale, sia per motivi geografici, sia perché la guerra tra poveri è un ottimo procacciatore di voti. Che non sa neppure dove sia di casa il Vangelo, ma poi rivendica con orgoglio l’identità cristiana, perché vede il crocifisso come una clava da dare in testa ai musulmani. Che rivendica con orgoglio il modello Libia, infischiandosene dei diritti umani, perché i barconi partiti dalle coste nordafricane non trasportano persone, ma clandestini. Ero pronto a discutere di alleanze con il terzo polo, con Vendola, con l’Italia dei valori, ma una certezza ce l’avevo: io di qua, la Lega di là. Poi, stamattina, è arrivata l’intervista di Pierluigi Bersani alla Padania, ed ero così spaventato dai lanci di agenzia che ci ho messo dodici ore per leggere l’originale: quel passaggio sulle due forze popolari e autonomiste, sinceramente, mi aveva ammazzato. Le risposte complete di Bersani erano naturalmente migliori e più articolate degli slogan giornalistici, ma mi sono rimasti due dubbi: il primo su un punto specifico, il secondo su un orizzonte più vasto. Il punto specifico riguarda il federalismo: siamo sicuri che noi e la Lega stiamo parlando della stessa cosa, se al primo scoglio – quello dei soldi ai Comuni – siamo andati a sbattere? L’orizzonte più vasto riguarda la nostra identità politica: posto che il termine popolare non mi pare uno spartiacque, perché non c’è nessuna forza politica che si rivolga alle élites, vorrei capire quali sono le cose in comune tra noi e la Lega. A meno che, in nome della ragion di Stato, non ci si incontri a metà strada (per dire: il federalismo a te, la cittadinanza a me, qualcos’altro a chi ci starà), giusto per togliere di mezzo Berlusconi e per permettere al Centrodestra di trovare un erede. Siccome le possibilità che ciò accada sono prossime allo zero – è molto più probabile, invece, che la Lega utilizzi questo amoreggiamento con il Pd per alzare il prezzo nei confronti del Pdl – mi chiedo davvero, ripensando all’intervista concessa dal nostro segretario, se ne valesse la pena.

Did you like this? Share it:

Tags: , , , , , , , , ,

6 commenti to “La strana alleanza”

  1. Francesco P. scrive:

    No, non ne valeva la pena.

  2. riccardo scrive:

    Fuori luogo, senza orma di dubbio. Piuttosto propongo: andare a nuove elezioni, presentare una ‘santa alleanza’ che vada da Fini e Casini a Vendola passando per il PD e Di Pietro con l’obiettivo di eliminare una volta per tutte questa destra nordica dal governo. Rifare le legge elettorale togliendo il premio di maggioranza e ridare ai cittadini la facoltà di scelta dei propri rappresentanti politici. Tornare alle elezioni ognuno da sè. Si potrebbe risparmiare una elezione formando un governo tecnico dandosi un limite preciso di durata e senza Berlusconi, con il solo obiettivo di rifare la legge elettorale. Questo perchè siamo in emergenza democratica, alternativa scendere in piazza come in Egitto, ma questa la vedo rischiosa per tutti.

  3. magociclo scrive:

    no, non ne valeva la pena, e credo che l’uscita dal PD di Emanuela Baio sia un ulteriore segnale di allarme per Bersani, segretario di un partito che, secondo la Baio, ha una linea “che dice tutto e il contrario di tutto…che tra Marchionne e Landini non si sa con chi sta”. Insomma, una posizione liquida, non definibile, con l’unico obiettivo di scalzare Berlusconi. Ma Berlusconi cadrà (spero) non per merito dell’opposizione del PD ma per gravi colpe sue. E, se il PD non cambierà presto linea, a Berlusconi succederà un altro capopopolo della destra egoista e affarista.

  4. Sabino scrive:

    Ripropongo due commenti precedentemente espressi:
    Come si fa a dialogare con la lega che:
    contro l’Italia
    contro il Tricolore
    contro l’Europa
    contro l’Euro
    contro i meridionali
    contro napoletani ( inno di Salvini 2009 )
    contro i rumeni
    contro gli albanesi
    contro gli extracomunitari
    contro Roma ladrona
    contro Re Silvio (1994)
    contro la legalità ( caso Cosentino)
    contro la cultura ( Renzo Bossi)
    contro i “mosci” ( c’è l’ho duro)
    contro la meritocrazia ( Minetti)
    contro il Presidente della Repubblica ( dal 1994 ad oggi Spesse volte ).
    E a dialogare con uno come Fini che praticamente ha fallito tutto:
    scioglie MSI
    fonda AN
    scioglie AN
    fonda PDL ( o meglio subisce PDL)
    esce da PDL
    fonda FLI
    e in tutto questo ha sostenuto e difeso per 16 anni l’illusionista.
    E Bersani che vuole allearsi con questa gente!
    Praticamente ‘na botta ‘o chirchio e una ‘o tumpagno (un colpo al cerchio e uno alla botte).
    Giusto per essere coerenti, gli eterni indecisi, butto la rete e cerco di pescare di tutto, che me ne frega dell’identità del partito, degli iscritti, dei simpatizzanti e ancora peggio del 50% degli italiani indecisi, che lontanamente potrebbero forse messi alle strette e sotto minaccia pensare di votare PD.

  5. Caro Andrea, bella domanda! In attesa che quel dente da latte cada, l’intervista del nostro segretario alla Padania, mi ha sconcertato…
    Ma non perché sia scandaloso un confronto con la Lega. Certo, così com’è viene difficile, però i problemi che la Lega mette sul piatto della politica sono reali: le risposte che propone tutte sbagliate e grossolane, anzi pericolose. A cominciare dall’immigrazione non gestita. Su questo non è che a Destra, in generale, stiano meglio, in verità (parliamo di Roma?).
    Però cercare l’accordo con la Lega solo per dare uno scossa al dente da latte, concedendo loro credito su due proposte che dal governo del Paese hanno fatto malamente, mi sembra una sciocchezza!
    Federalismo: quello che spingono ora non è un federalismo vero. E’ una forma diversamente centralista, anzi più di ora, perchè gli enti locali rischiano la morte per fame… e con loro tutti quei servizi che i comuni con faticano offrono ai loro cittadini.
    La sinistra emiliana ha ben altri esempi di localismo. La tradizione cattolica ha espresso idee e progetti sul federalismo nazionale da sempre. Quello della lega è un pasticcio qualunquista (è stato molto bravo il Sen. stradiotto nel suo intervento a San Giustino).
    Immigrazione: mi ha nauseato l’intervista genuflessa e silente di Fabio Fazio al ministro Maroni: consenso su tutta la linea per quanto riguarda i respingimenti etc etc.
    Non ci siamo proprio!
    Se ne è accorto anche Baffino D’ALema. Dico: D’alema!
    Chi si avvantaggia è solo la Lega. O meglio Bossi.

  6. Sabino scrive:

    Ho avuto la stessa delusione quando il Pd ha parlato di inceneritori.
    Lo so sono fuori argomento, a capa mia sott’ e pier vuost.
    Andrea spero che possa vederti tutto il discorso ( 1 ora e 13 minuti) di Paul Connett ( candidato premio Nobel per la chimica ) tenutosi a Potenza
    (http://www.youtube.com/watch?v=I8PPprqVbLc ), ma almeno vediti gli ultimi 2 minuti sono eccezionali.
    A novembre è stato sulla famosa rotonda e stiamo lavorando per riaverlo ospite il prossimo aprile.
    Fai in modo che i vertici del PD siano presenti può darsi che cambino idea sul ciclo dei rifiuti.
    P.S. a capa mia sott’ e pier vuost, in italiano la mia testa sotto i vostri piedi; è un modo di chiedere scusa.
    Sabino

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Paged comment generated by AJAX Comment Page
IMPORTANTE! Prima di pubblicare il commento, devi mostrare le tue abilità matematiche e risolvere la difficilissima operazione qui sotto (è una precauzione anti-spam, abbi pazienza). Poi spingi il pulsante "submit".

Quanto fa 14 + 6 ?
Please leave these two fields as-is: