Vista la decisione dei finiani di rinviare la discussione della mozione sulla Rai, il momento più interessante della giornata è arrivato in apertura di seduta: merito della sensibilità di Rocco Buttiglione, che ha approfittato del suo turno di presidenza per rivolgere un pensiero ai quattro bambini morti a Roma. Ne è nata, dopo il minuto di silenzio osservato dall’Aula, una discussione dai toni tutto sommato moderati: meriterebbe di essere letta per intero, ma cercherò comunque di riassumerla. I commenti, come al solito, li lascio a voi.

PRESIDENTE. È una storia di ordinario degrado, che chiama in causa l’incapacità della politica di “trovare il luogo e lo spirito dell’accoglienza”. I rom sono un’etnia difficile, ma abbiamo “esempi luminosi di integrazione riuscita, il che mostra che le cose si possono fare”. Il fatto che i rom abbiano sofferto come gli ebrei, ai tempi della Shoah, “dovrebbe impegnare la nostra coscienza” e la politica stessa.

FABIO EVANGELISTI (Idv). Siamo tutti ugualmente responsabili, per “le nostre paure e la nostra indifferenza”. Sono stati spesi negli ultimi anni “20 milioni di euro, che anziché andare a risanare questi campi e a creare strutture abitative e ricettive, sono stati spesi soltanto per le telecamere e la vigilanza”.

MARIA LETIZIA DE TORRE (Pd). Come decisori politici, dobbiamo invertire quello che sta accadendo: occorrono “politiche nuove sulla base di una conoscenza profonda, non sulla base dell’emotività”. Il Parlamento approvi un atto legislativo concreto, “che permetta a questa popolazione di uscire dall’isolamento in cui vive, di dare loro piena dignità dentro le nostre città con la loro cultura e di essere con noi partecipi e costruttori della nostra nazione italiana”.

ALESSANDRA MUSSOLINI (Pdl). Questi bambini “sono una parte di noi. Quando i bambini vivono sul territorio italiano sono, al di là del permesso di soggiorno e che siano comunitari o extracomunitari, nostri figli”. Sono sempre i più deboli a pagare le conseguenze dell’illegalità e dell’illiceità. Però questa famiglia aveva “rifiutato l’assistenza che era stata offerta loro”: in Italia c’è “una certa resistenza” dei rom a vivere nelle abitazioni, “cosa che invece non avviene in Romania”.

ANGELO COMPAGNON (Udc). Nell’ultimo anno, il Consiglio d’Europa ha emanato due risoluzioni “per richiamare i governi europei ad un’attenzione ed un’azione diversa”; in Italia, invece, esiste un atteggiamento ancora astioso verso i rom. La politica e il Parlamento devono impegnarsi per superare “l’eccessiva intolleranza e l’eccessivo egoismo”.

MASSIMO POLLEDRI (Lega). Anche il gruppo della Lega “si unisce al ricordo e, in qualche modo, al dolore”. Ma se da un lato ci vuole più carità (“più assistenti sociali e più risorse”), dall’altro ci vuole più legalità (“un intervento anche dei carabinieri”). “Non si può tollerare che i minori siano obbligati all’accattonaggio, non si può tollerare che i bambini siano drogati nelle strade e non si può tollerare che i bambini non abbiano il diritto di andare a scuola”: serve “una linea di fermezza”.

PINO PISICCHIO (Api). Basta con la solidarietà a parole! “Forse dobbiamo rivedere il nostro modello di integrazione “: non ci abbiamo mai riflettuto, ma “abbiamo affidato all’istintualità, al buon cuore o comunque alla totale mancanza di un disegno complessivo il rapporto con l’altro, con chi non è cittadino italiano e non è della nostra etnia”.

GIUSEPPE CONSOLO (Fli). Non è il momento della politica, ma “è il momento della solidarietà e della riflessione: quattro angeli ci guardano dal cielo”.

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13 commenti to “Nostri figli”

  1. Fioravante Della Ports scrive:

    A seguito di tante e belle parole (quasi perfino dalla Lega, a modo suo) quali sono i provvedimenti da adottare? Non vorrei, come spesso accade, che passato il dolore momentaneo il problema resti irrisolto, perchè il problema non esiste.

  2. MANLIO scrive:

    Chi ha ben conosciuto il mondo comunista,come il sottoscritto,sa che i ROM non sono integrabili in alcun modo.Nei paesi dell’est godevano degli stessi diritti,ed erano obblgati agli stssi doveri,dei comuni cittadini.Vivevano in case di muratura assolutamente eguali a quelle degli altri cittadini.Pero’quelle case ,dopo essere state loro assegnate,nel giro di pochi mesi si trasformavano in porciòli ed in epositi di refurtiva.Questa cnagli passavano il loro tempo nei vinaren e ristoranti a fare nulla,indossando abiti firmati che su di loro facevano l’effetto che il rossetto farebbe sul muso di un maiale.Ieri il TG1 ne ha intervistati due,in un campo abusivo nato in una disccarica di Viterbo.L’uomo mostrava charamente due canini d’oro,la donna affermava che non stanno in Romania perchè laggiu’ se rubi una gallina ti danno 5 anni,e li sconti tutti,mentre qui paghi un avvocato ed esci.Mentre parlava,la telecamera inquadrava una AUDI STATION WAGON 5 PORTE nuova fiammante e pulita molto pi’ della mia auto,occorre ammetterlo.Anche la madre dei bambibi morti mostrava un canino d’oro mentre parlava.Il recupero dei ROM è demagogi,spreco i risorse,pericolo per gli innocenti

  3. MANLIO scrive:

    ringrazio i soliti per il solito motivo.Viva Kim Yong Nil!

  4. magociclo scrive:

    Strada tutta in salita, quella di una solidarietà concreta e non solo a parole nel giorno del dolore.
    Parole come quelle del precedente commentatore dovrebbero essere bollate con disprezzo come immondizia intellettuale, eppure…eppure, anche se non con la volgarità sopra letta, molti sono i comportamenti omissivi della città (in questo caso Roma) nei confronti dei ROM, che nei decenni continuano a rivendicare una volontà di essere diversi. Leggo ora su Repubblica.it “Lutto rom, negozi aperti in centro. Nessuna solidarietà per la madre”.

  5. MANLIO scrive:

    @MAGOCICLO.Immondizia?Ho l’impressione che stai frequentandoli troppo,quei farabutti,al punto che te li sogni anche di notte e quando scrivi qui.Intellettuale?Io non oso certo misurarmi con la Sinistra,che dell’intellettualita’ è la depositaria,oltre che della verita’,della giustizia,della lotta alla mafia fatta liberando i mafiosi dal 41 bis perchè possano delinquere meglio.Io ho TESTIMONIATO la mia esperienza di 15 anni a contatto con questa feccia,e non ho parlato delle condizioni in cui ho trovato la mia casa dopo un loro raid.Continua a frequentarli,e prima o poi verrano a trovarti senza bussare.

  6. magociclo scrive:

    Al commentatore precedente suggerisco maggior “personalità” nelle affermazioni, evitando i soliti, triti, scontati, sbiaditi luoghi comuni.
    Io davvero ho frequentato i ROM per quasi un anno in vari campi, e, insieme a tanti amici e grazie all’iniziativa di un grande fotoreporter romano, Gianni Pinnizzotto, ho avuto l’onore di poter contribuire a questo libro fotografico:
    http://www.graffitiscuola.it/Libro%20Rom.html
    E lì ne ho imparate di cose, ti assicuro.
    PS: a casa mia hanno rubato, o meglio, rapinato, coltello alla mano. Ed erano italiani, coatti di borgata, strafatti fino all’anima, sguardo vuoto, solo il bisogno urgente di una spada da farsi e con la certezza di non aver più niente da perdere nella vita.

  7. riccardo scrive:

    Credo che la sfida più grande, e nello stesso tempo la più affascinante, sia quella di una integrazione che permetta ad ogni cultura di origine di mantenere le proprie tradizioni. Naturalmente intendo quelle che non vanno contro la Legge italiana.

  8. cicero tertio scrive:

    Bravo Magociclo, saranno dunque i Rom la nuova linfa vitale che rinvigorirà questa nostra società decadente e porterà un nuovo splendore alla nostra secolare civiltà innestandossi sul vecchio tronco come fecero i barbari al tempo della decadenza dell’Impero Romano. Paienza se poi ci sarà qualche secolo di medioevo. Questa volta prendo seriamente in considerazione di emigrare in Nuova Zelanda.

  9. marco scrive:

    @ Cicero

    non credo che Magociclo volesse suggerire questo…e ovviamente non avrebbe senso : credo che intendesse che chiunque ha diritto ad essere giudicato singolarmente, per ciò che fa, non sulla base di un pregiudizio, perchè basta andare a Duisburg -o nel canton ticino-e vedere cosa pensano di noi.
    io però non mi sento nè mafioso, nè delinquente, nè evasore, solo perchè alcuni miei connazionali lo sono, e riconosco anche a un Rom il diritto di non prendersi colpe non sue….

    …i quattro bambini morti poi, meritavano di meglio che essere odiati e disprezzati…chiunque ha un minimo di anima se ne rende conto.
    quanto al problema dei Rom, alemanno a Roma e il governo sono entrambi in carica da maggio 2008 -il governo aveva governato anche per 5 anni precedentemente : non sono calati nè il degrado, nè il disagio, nè i furti, nè niente.
    Aledanno aveva poi fatto promesse precise, e ottenuto fondi cospicui.
    il problema è complesso, me ne rendo conto : ma una volta tanto ammettere di avere ALMENO una parte di colpa, no ?

  10. MANLIO scrive:

    @MARCO.Nel canton Ticino ci sono andato 3 volte al mese per 15 anni,quando abitavo a Varese,a 12 km dalla frontiera.Gli ignoranti,per esempio la loro polizia fascista,non amano gli Italiani.Ma quando facevi il pieno di benzina ed andavi al Movenpick di Lugano a spendere 50mila lire degli anni 80 per una bistecca,ti chiamavano “signore”,eccome.Quanto a Duisburg,credo che il loro problema siano i Turchi,altro che gli Italiani.

  11. cicero tertio scrive:

    Appunto, il problema è complesso ma, a mio parere, a monte ci deve essere un principio guida. Il mio principio è che qui non deve poter venire chi vuole, come vuole e quando vuole dall’estero a portare altri problemi oltre a quelli che abbiamo già. Il resto è conseguente.

  12. riccardo scrive:

    @ cicero
    Allora non dovresti nemmeno tu emigrare in Nuova Zelanda per non portare i problemi italiani là :) Io credo, citando una frase della giornata contro il razzismo, che non si può scegliere dove nascere ma si deve avere almeno il diritto di decidere dove voler vivere. Naturalmente integrandosi e contribuendo alla vita di un paese.

  13. cicero tertio scrive:

    @Riccardo
    In effetti non poptrei emigrare in Nuova Zelanda perchè lì non accettano e non lasciano entrare gli stranieri come da noi, ci sono delle norme rigidissime, anche i turisti devono mostrare all’arrivo il biglietto di ritorno. La mie è stata una battuta, non ho infatti alcuna intenzione di lasciare il mio paese per fare posto ai Rom o al altri.
    Il diritto di poter decidere dove andare a d abitare non è una cosa che per me debba essere riconosciuta automaticamente a meno dei profughi per ragioni politiche,come infatti è regolato, altrimenti perchè esistono i singoli stati? Esistono perchè uno stato è fatto da un popolo che condivide una storia, dei valori, usi e costumi consolidatisi con il tempo e deve avere un proprio equlibrio ordinato nell’interesse dei suoi cittadini che concorrono con il loro lavoro al suo sviluppo e non per chi da di fuori se ne vuole approfittare perchè crede di poter fare i propri comodi.

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