Sui rom ero già entrato in polemica con la giunta Alemanno qualche tempo fa: quando la comunità di Sant’Egidio abbandonò il tavolo di concertazione con il Comune di Roma, non condividendo la politica degli sgomberi senza alternative. Perché di questo, in effetti, si trattava: altrimenti, se avessero avuto un posto migliore dove andare, i genitori dei quattro bimbi morti ieri sera non avrebbero ripiantato le tende proprio lì da dove erano stati cacciati nei mesi scorsi. Il sindaco di Roma, poi, può dare la colpa a chi gli pare – persino agli antichi romani che si misero a costruire tombe sull’Appia, con tutto lo spazio che avevano – ma difficilmente riuscirà a sottrarsi alle sue responsabilità. Che coincidono, ancora una volta, con il peccato di omissione.

Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha utilizzato un aggettivo calzante: le modalità con cui affrontiamo il fenomeno dei nomadi – ha detto, parlando della tragedia di ieri sera – sono “sgangherate”. Così come sgangherate erano le sparate di Alemanno, quando in campagna elettorale prometteva di deportare 20 mila zingari per solleticare la pancia dei suoi fans. Siamo sgangherati, e uso volutamente la categoria del noi, anche dal punto di vista culturale: oscilliamo infatti tra il pietismo facilone e il razzismo disfattista, due posizioni che spesso hanno in comune la totale ignoranza del fenomeno. Perché quello dei rom è un argomento complicato, che intreccia una serie di categorie: solidarietà, povertà, rispetto dei diritti umani, tutela dell’infanzia, senza naturalmente trascurare le ripercussioni sull’ordine pubblico. Che nel cervello di questa destra sembrano la preoccupazione dominante, se non addirittura l’unica, ma che invece fanno parte di un pacchetto all inclusive, in cui non si può scegliere cosa prendere e cosa lasciare. Il problema, se mi concedete due righe di filosofia, è tutto nei confini della comunità: Alemanno ci dica, una volta per tutte, se i rom stanno dentro o se stanno fuori dalla Roma che ha in mente, perché finora non è molto chiaro. Se proclami il lutto cittadino – come il sindaco ha fatto, raccogliendo una nostra proposta per poi gloriarsene (“È la prima volta che accade”) – vuol dire che consideri quei quattro bambini dei cittadini romani; vuol dire, appunto, che nel recinto della tua città (ossia nelle tue politiche sociali, nelle voci di bilancio, negli asili nido, negli scuolabus eccetera eccetera) c’è posto anche per loro. Ma come si combini tutto ciò con il desiderio di costruire delle mega enclave per i rom, il più lontano possibile dal vivere civile, è difficile da comprendere; a meno che – e dovrebbe essere una battuta, ma purtroppo credo che non lo sia – gli zingari non acquistino diritto di cittadinanza solo morendo in qualche tragedia. A proposito: i quattro bambini rom sono morti nel giorno in cui la Chiesa italiana celebrava la Giornata per la vita. Che normalmente viene ridotta dai giornali a un dibattito piuttosto acceso sulla bioetica, ma che invece – come ci ha purtroppo ricordato la tragedia di ieri sera – va molto, molto oltre.

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13 commenti to “I confini della comunità”

  1. Redazione scrive:

    BIMBI MORTI ROMA: MIGRANTES, VITTIME DEL DISINTERESSE
    (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 7 FEB – I quattro bimbi vittime di un rogo divampato in un campo rom di Roma ‘sono morti a causa del freddo, della mancanza dell’acqua, per il disinteresse prima ancora che per le fiamme’. Lo afferma mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes che fa capo alla Cei.
    ‘Ancora una volta il dramma ha segnato una famiglia di rom romeni accampati a Roma’, dichiara in una nota. Questo dramma diventa ‘un nuovo appello per la tutela della vita di ogni persona e in ogni famiglia, anche di chi arriva da un altro Paese europeo o e’ di una minoranza non ancora riconosciuta’. Migrantes chiede ‘un impegno maggiore per riconoscere i diritti e lacittadinanza a chi vive nelle nostre citta’, impegnandoci in una cura maggiore perche’ il minimo vitale sia garantito a tutti e soprattutto i minori siano tutelati’.
    ‘Alcuni banchi di una scuola di Roma – afferma mons. Perego – oggi non avranno quattro scolari. Il cammino di educazione che anche il mondo dell’associazionismo e del volontariato si e’ impegnato a garantire anche ai bambini rom, e’ stato profondamente segnato da una mancanza di attenzione al valore della casa’. I rom in Italia sono una ‘piccola citta’ ‘: 150 mila persone, meta’ dei quali minori e cittadini italiani: ‘Non si puo’ costruire e celebrare l’Unita’ d’Italia escludendo dalla nostra cura, dai nostri piani – conclude mons. Perego -, un tassello della nostra storia e del nostro Paese’. (ANSA).

  2. cicero tertio scrive:

    Lo so che stonerò con il tono di tanti altri commenti più o meno conformisti che questa triste notizia suscita perchè quando muoiono dei bambini in Italia si fa sempre una grande fatica non essere emotivi. Ho letto quanto sopra e vorrei fare delle riflessioni:
    Vorrei chiedere a Mons.Perego se è proprio sicuro che i quattro sventurati bambini avrebbero frequentato la scuola e non che magari i più ancor sventurati genitori li avrebbero mandati secondo i loro usi e costumi a far accotonaggio. E vorei sapere quante strutture ricettive la Chiesa ha messo finora a disposizione dei Rom, di quelle tante possiede (esenti dall’ICI).
    Leggo poi oggi le seguenti notizie:
    Il sindaco Alemanno per correre ai ripari chiede ora (ma non basteranno certo) 30 milioni di euro per le case ai Rom, importo che sarà naturalmente a carico dei contribuenti italiani, a cui i Rom notoriamente non hanno mai creato alcun problema di rispetto delle loro case e cose.
    Il Codacons ha denunciato in procura il sindaco Alemanno: “si chiede di verificare eventuali responsabilita’ del Comune alla luce del possibile concorso in omicidio colposo o concorso in strage” : addirittura Alemanno colpevole di strage, come i terroristi o i mafiosi. Perchè a quanto pare i sindaci in Italia sono responsabili di chi più o meno abusivamente si insedia nel territorio comunale , a prescindere dalla nazionalità, beninteso , tanto in Italia entra chi vuole e quando vuole. Ma Veltroni non ebbe mai alcuna denuncia ?
    Anche i sindaci di Calcutta, Rio de Janeiro, de Il Cairo o che so io sono così sotto tiro ?

    LA PROCURA PROCEDE PER ABBANDONO MINORI . “Per questa ipotesi di reato, fino a questo momento contro ignoti, sta procedendo la procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei quattro bimbi rom in un accampamento abusivo”. Vorrei sapere se intende procedere i genitori o il perfido sindaco Alemanno. nel secondo caso Berlusconi potrebbe parlare di giudici politicizzati…)

    Il Presidente Napolitano ha fatto visita ai genitori dei bambini morti esprimendo solidarietà e auspicando che i nomadi non vengano lasciati in accampamenti degradati ma vengano tempestivamente ricollocati in alloggi stabili e dignitosi. Chi paga? magari riduce un po’ la sua scorta di Corazzieri a cavallo ?
    Per finire ricordo che oggi è la giornata commemorativa delle fojbe, quelle profonde cavità naturali del Carso in cui i partigiani titini gettarono VOLUTAMENTE vivi tanti civili italiani non solo adulti, ma anche vecchi e BAMBINI. Per anni e anni tale orrore non venne mai ricordato, anzi lo si teneva nascosto da parte dei comunisti di Togliatti. E nessuno li commemorò nè diede loro case, tanto erano morti.

  3. Redazione scrive:

    ROMA/NOMADI: SANT’EGIDIO, UNA VERGOGNA. MERCOLEDI’ VEGLIA PREGHIERA

    (ASCA) – Roma, 7 feb – ”Un’altra tragedia della poverta’ e dell’emarginazione. Una vergogna per la citta’ di Roma e per il nostro Paese. Non si puo’, non si deve morire cosi’.
    Come il piccolo Marius ad agosto. Come se non si fosse imparato niente. Quattro bambini bruciati vivi. Una famiglia gia’ colpita dalle difficolta’, che ha subito trenta sgomberi in 10 anni. E’ una tragedia che chiede alla citta’ di fermarsi”.Questo il commento della Comunita’ di Sant’Egidio in merito alla morte dei 4 fratellini rom, morti in un incendio in una baracca a Roma. Per l’occasione Sant’Egidio ha promosso una veglia di preghiera prevista per mercoledi’ 9 febbraio a Santa Maria in Trastevere alle ore 17.30, per ”ricordare Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul, perche’ questo lutto sia il lutto di tutta la citta’ ma anche un segno di accoglienza per le tante famiglie Rom che non si sentono accolte in questa citta’. Roma Capitale, nell’anno del 150* dell’unita’ d’Italia, trovi le energie e l’intelligenza per accogliere una minoranza, composta perlopiu’ da bambini”.
    ”I rom nella Capitale e in Italia – aggiunge Sant’Egidio in una nota pubblicata sul proprio sito – hanno una speranza di vita alla nascita inferiore ai cinquant’anni, anche quando non si muore bruciati e soffocati da bambini e sono una popolazione composta da ragazzini. Per i rom non si sa fare l’unica cosa necessaria: un’abitazione dignitosa, vivibile e una conseguente, costante politica di inserimento scolastico.
    Occorre fermarsi. Ci aspettiamo da parte dei responsabili e dall’opinione pubblica che si cambi anche il linguaggio. Non sono mai i poveri, chi vive ai limiti del minimo e della sopportazione, costretti da mille fattori, ad essere una minaccia al ‘decoro’. E’ la poverta’ e l’emarginazione che sono ‘indecorosi’. Occorre una ‘bonifica’, ma delle coscienze. Senza un clima di intolleranza diffuso diventa piu’ semplice costruire soluzioni efficaci e durature”.

  4. riccardo scrive:

    Ogni volta che sul lavoro viene fuori la storia dell’integrazione dei Rom faccio fatica a portare il dibattito su un confronto più ampio che non si fermi alla sola questione casa in cambio di roulotte. Anche nei confronti dei colleghi di sinistra, alcuni molto a sinistra, che mi obiettano: “Ma cosa fanno loro per integrarsi? Chiedono senza dare nulla in cambio.” Credo che il problema sia non solo di ignoranza generale degli italiani sul tema ma anche di mancanza di volontà, a destra e a manca, di voler conoscere, incontrare i rom, approfondire senza preconcetti politici o razziali. Certamente è un lavoro a 380° e a due che richiede anche fatica ma necessario per arrivare a politiche integrative per una convivenza soddisfacente per entrambe le parti. Anche un’occasione di crescita per un popolo come il nostro che vuole definirsi culturalmente e civilmente avanzato. Liquidare ogni diversità sociale con un mero giudizio di condanna è puramente antagonistico oltre che superficiale.

  5. Raffaele scrive:

    Cosa aggiungere a questa riflessione?
    Hai ragione, ieri era la giornata per la vita, ma che senso ha questa parola? Si intitola Educare alla pienezza della vita e a un certo punto dice così:
    “Ogni ambiente umano, animato da un’adeguata azione educativa, può divenire fecondo e far rifiorire la vita. È necessario, però, che l’anelito alla fraternità, posto nel profondo del cuore di ogni uomo, sia illuminato dalla consapevolezza della figliolanza e dalla gratitudine per un dono così grande, dando ali al desiderio di pienezza di senso dell’esistenza umana. Il nostro stile di vita, contraddistinto dall’impegno per il dono di sé, diventa così un inno di lode e ci rende seminatori di speranza in questi tempi difficili ed entusiasmanti.”
    Siamo capaci di leggere un pensiero parola per parola e meditarlo, o diamo aria alla bocca?
    Oggi è stato pubblicato il messaggio per il Congresso Eucaristico, dove leggo: “l’agire pastorale deve concorrere a suscitare nella coscienza dei credenti l’unità delle esperienze della vita quotidiana, spesso frammentate e disperse, in vista di ricostruire l’identità della persona. Essa, infatti, si realizza non solo con strategie di benessere individuale e sociale, ma con percorsi di vita buona, capaci di stabilire una feconda alleanza tra famiglia, comunità ecclesiale e società, promuovendo tra i laici nuove figure educative, aperte alla dimensione vocazionale della vita.” Si parla di agire pastorale, ma non sarebbe bello se fosse anche agire politco e sociale?

  6. MANLIO scrive:

    Il recupero dei bambini ROM è stato tentato da questa giunta e quella precedente con risultati NULLI,e con spese ingenti ed assai sospette pagate a fondo lista alle onlus che li hanno tentati.La ragione è semplice:i loro genitori sono criminali che non solo li abbandonano,ma che li spingono a delinquere laddove mandarli a scuola non rende nulla.Dov’erano i due mascalzoni che avevano abbandonato i loro figli?A rubare,ovviamente,oppure a comprare con soldi rubati.Una soluzione c’è,c’è un loro spazio,eccome.A Bucarest,da dove sono venuti per godere del paradiso dei ladri,reso tale dai nostri magistrati che non smettono di praticare la tolleranza verso chi delinque.Quanto alla Comunita’ di S.Egidio,vorrei sapere se hanno mai celebrato una messa per i nostri caduti in Afghanistan.Ho scritto loro per chiedeglielo,ma non ho ricevuto risposta.VERGOGNA!Quanto al sindaco Emiliano,perchè non chiede che gli zingari di Roma siano trasferiti a Bari?Chiacchiere e demagogia:ecco la politica delle sinistre.Nonostante tutto,con questa giunta le signore Reggiani non rischiano piu’ la vita,assassinate da gente che abbandona i propri figli e cosi’ uccide due volte.E per tenerli a bada si spendono 30 milioni.Sapete quanti pensionati rovinati dall’euro si aiutano con quella cifra?3000,DICASI TTREMILA. Ed i nostri pensionati fanno la fame,altro che ostentare collanone ed anelloni d’oro!

  7. Redazione scrive:

    Vale la pena leggere la riflessione su Europa di Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant’Egidio: http://www.europaquotidiano.it.....si_istinti

  8. magociclo scrive:

    Trovo che l’approccio che Andrea ha utilizzato per questa importante riflessione sia fondamentale per comprendere: “i ROM fanno parte di un pacchetto all inclusive, in cui non si può scegliere cosa prendere e cosa lasciare”.
    Le osservazioni riportate nei commenti precedenti omettono di rispondere a questa domanda: pensi che i ROM abbiano diritto a vivere come cittadini nella città? dalla risposta a questa domanda discendono tutte le conseguenze.
    E, trasgredendo ad una regola non scritta di netiquette, definisco barbari, deprecabili e squallidi i commenti di chi nelle righe sopra pone in alternativa la pietà per i 4 bambini morti (ma adesso anche e soprattutto per le migliaia di bambini ROM “ANCORA” VIVI) rispetto alla pietà per altre situazioni di dolore, di povertà, di miseria. Come se ci fossero dolori di serie A e dolori di serie B. Ma forse questo è proprio l’approccio che oggi ci ha portato a piangere la morte di 4 bambini: qualcuno ha ritenuto che i bambini ROM fossero bambini di serie B, con meno diritti di quelli dei propri figli.

  9. MANLIO scrive:

    Se non ci sono dolori di serie A e dolori di serie B la Comunita’ di S.Egidio lo manifesti partecipando alle esequie di chi muore in Afghanistan.Per la comunita’ ha gia’ parlato peraltro il vescovo che ha negato il sacrificio di quei Caduti,ed un delinquente mediatico nonchè “Professore di Storia” e parassita pagato con i soldi pubblici che li ha paragonati alle SS.La sinistra nasconde la propria malafede dietro i soliti insulti.I ROM non hanno alcun diritto a vivere in questa citta’ perchè nulla hanno da spartire con i suoi abitanti se non quel che il lupo ha da spartire con l’agnello.Quel che è accaduto lo conferma.Mi piacerebbe anche sapere chi era esattamente il “cuginetto”morto assieme ai figli “legali” della coppia.I ROM com’è noto praticano la compravendita dei bambibi a scopo di lucro(furto,pedofilia,elemosina),per non parlare di quelli che vengono torturati privandoli degli arti o deformandoglieli perchè suscitino pena chiedendo l’elemosina.Chi ne vuole conoscere qualcuno lo trovera’ vicino al Pantheon.Questi sono delitti la cui gravita’ avvicina assai i ROM ai Nazisti.Dunque via questi delinquenti dal nostro Paese!

  10. riccardo scrive:

    “Sono in tutto 7000 persone, in gran parte ragazzini. Per Roma si tratta di 350 persone per circoscrizione. Non è una grande emergenza. L’unica emergenza vera è fare rientrare i bassi istinti di tutti. O qualunque soluzione sarà difficile.”
    Sono d’accordo con Marazziti. O ci si mette seriamente ad un tavolo di lavoro con tutte le parti sociali interessate (scuola, prefettura, assessorato alle politiche sociali, sanità, terzo settore, comunità Rom e cittadinanza, ecc.) e con tutte le difficoltà che comporta o si abbia il coraggio di dire, assumendone la responsabilità, che non si vuole l’integrazione dei Rom. E’ questione di capire se c’è volontà o meno di volersi confrontare con la popolazione Rom, senza nascondersi dietro false demagogie, con campagne populiste e denigratorie, chiamando in causa chi non c’entra niente per ottenere più consenso. Ed e’ disumano che si utilizzi una grande tragedia per fare politica esclusionista e razzista.

  11. cicero tertio scrive:

    Vorrei sapere se non sono invece i Rom che non si vogliono integrare. Perchè integrarsi significa assumersi oltre dei diritti anche dei doveri. Cosa che quando decisero di trasferirsi qui dai loro luoghi non hanno certo tenuto in considerazione.

  12. riccardo scrive:

    @Cicero tertio
    Inizia tu a dire se sei d’accordo o meno con l’integrazione dei Rom poi lo chiediamo anche a loro. Io lo sono.

  13. cicero tertio scrive:

    @ Riccardo
    Perchè mai dovrei essere io ad iniziare? sono loro che sono venuti qui, non invitati da nessuno e non credo proprio che siano venuti per cambiare il loro stile di vita e guadagnarsi la pagnotta col lavoro e la fatica. La vogliamo smettere con il questo masochismo di autocolpevolizzarci?

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