I motivi per cui sono in piazza, pur non essendo un piazzarolo, li ho riassunti in un minuto ai microfoni di Youdem: la fase particolare che sta attraversando il berlusconismo dopo 16 anni, la voglia di rendere visibile il nostro lavoro parlamentare, la protesta contro un Parlamento chiuso per calciomercato. Nel video li dico un po’ meglio, ma ci siamo capiti. Detto questo, il mio programma è il seguente: partenza da piazza della Repubblica (dove si radunano sia il Forum immigrazione del Pd che i pullman di Napoli, mio collegio elettorale), corteo fino a San Giovanni, discorso di Bersani, livetwitting finché non si scarica la batteria del palmare, intervista in diretta per Al Jazeera english, ritorno a casa. Le impressioni a caldo le trovate qui sotto.

Eccomi qui, ancora infreddolito. Cerco di mettere un po’ di cose in fila, ma non aspettatevi grandi analisi perché oltre che infreddolito sono pure cotto. Il massimo che posso permettermi, stasera, è qualche pensiero disordinato.

Il discorso. Mi è piaciuta molto l’impostazione iniziale, quella sulle qualità dell’Italia, che secondo me deve essere il nostro mantra. L’Italia è migliore di come si è ridotta, ha tutte le potenzialità per tornare a fiorire: basta solo che la politica non si metta di traverso. E qui è partita una lunga parentesi sui danni provocati da questo governo: lunga non per disfattismo, ma perché onestamente c’era l’imbarazzo della scelta. Stavo per preoccuparmi: vuoi vedere che finiremo la serata parlando del bunga bunga? Invece no, per fortuna: Bersani ha dedicato la terza parte del suo discorso alle proposte concrete (tra le quali la cittadinanza), alle cose che cambierebbero se fossimo noi a guidare l’Italia, e chi sulle agenzie lo accusa di mero antiberlusconismo probabilmente non lo ha neppure sentito.

La politique politicienne. Qualcuno si lamenta che Bersani abbia detto la verità: che un governo di responsabilità nazionale, cioè, sarebbe il male minore per l’Italia (anche se per il Pd, aggiungo io, potrebbe avere un contraccolpo elettorale negativo). Ma alla fine, purtroppo, temiamo che questa campagna acquisti senza scrupoli consentirà a Berlusconi di resistere alla sfiducia di martedì, continuando a fare guai per un altro po’ di tempo. Anche grazie a quei nostri “amici focosi”, come Bersani ha definito l’Idv, che per due anni e mezzo hanno preteso di darci lezioni di opposizione e invece, nel momento cruciale della legislatura, hanno rotto il motore.

Il silenzio. In pieno discorso, Pierluigi Bersani si blocca: c’è una persona in piazza – intorno alla ventesima o trentesima fila, non so – che si è sentita male. La piazza intera ammutolisce, per due o tre lunghissimi minuti, e si attende in silenzio un cenno dal personale medico; quando arriva la notizia attesa (“nulla di grave”), si ricomincia. Un normalissimo attimo di civiltà, che non sono riuscito ad immaginarmi in un comizio di Berlusconi: ci ho provato, ma non ci sono riuscito.

I cartelli. Lo sdegno per la compravendita dei parlamentari ha prodotto i risultati migliori. Me ne vengono in mente un paio: l’operaio disoccupato che girava tipo uomo sandwich, con il suo voto in vendita a 200 mila euro per sopravvivere, e quel cartello su via Merulana intitolato “Tutti gli uomini del presidente”: al posto dei nomi e delle foto dei deputati comprati, una serie di codici a barre.

La gente. In un Paese che ha sempre bisogno di eroi, ho visto in piazza gli eroi di tutti i giorni: gente che non va a letto alle 5 del mattino, perché a quell’ora si sveglia; gente che – come ha detto Bersani, in uno dei passaggi più toccanti del suo discorso – suda per arrivare a fine mese ma non ha paura di guardarsi allo specchio; se questi sono gli elettori del Pd, mi sono detto più volte nel corso della giornata, dobbiamo essere all’altezza. Poco fumo, tanto arrosto: siamo condannati ad essere persone perbene.

La colonna sonora. Una delle cose peggiori della giornata. Fatta salva “Cambierà” di Neffa (a proposito: decisamente meglio quando canta che quando parla) sul resto avrei parecchio da dire: in particolare, Cristicchi che canta “la più bona l’è del prete” davanti alla cattedrale di Roma è stato scelto da un genio del casting. Ma ne avrei da dire anche ai Giovani democratici, che per due ore ci hanno intrattenuto in piazza della Repubblica con canzoni rubate alle truppe del subcomandante Marcos, fino a quando non hanno optato per il disimpegno totale: YMCA con mimica annessa, 50 special dei Lùnapop (sì, lo giuro) e non mi ricordo più che altro. Ah, certo: la hit della giornata, Bella ciao, sentita almeno una ventina di volte, l’ultima delle quali all’inizio del discorso di Bersani. Pugni chiusi, Bella ciao, “la più bona l’è del prete”: più che una manifestazione del Pd, mi sembrava una scena da Peppone di Guareschi. Ve lo avevo detto, non sono un piazzarolo.

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4 commenti to “Un giorno in piazza”

  1. Sabino scrive:

    Scusate ma riprendo parte di un mio commento su questo tema:
    Bisogna riprendere a giudicare i FATTI, la REALTA’, non le dichiarazioni di rito dette nelle riunioni e/o direttivi, quelle servono a compiacere il segretario e/o deputato di turno presente, poi se colui/e che parla e/o fa il grande intervento non è presente tra i cittadini e non è riconosciuto come persona AUTOREVOLE, per il PD è un “dettaglio.
    Ieri sono stato convocato ad una riunione nel comprensorio vesuviano:
    “Sabì ci devi dare una mano perché tra i comuni di Torre Annunziata, Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Terzigno non riusciamo a fare un Pullman per la manifestazione del PD di Sabato a Roma ( Verifica caro Andrea, la cosa dovrebbe preoccuparti visto che sei stato eletto anche in questo collegio);
    IO : “ ma come un bacino di circa 130.000 abitanti non si riesce a fare un Pullman, meno male che bisogna parlare a tutti, agli indecisi, qua non vanno nemmeno i “militanti, chiamate Amendola, lo risolve lui il problema, poi io ho lasciato”.
    Loro: “ Amendola, ma se ha fatto le nomine di segreteria secondo le indicazioni dei deputati/politicotti locali e non per capacità e competenza, ora sono tutti incazzati nei comuni vesuviani, e tu anche se hai lasciato ci devi dare una mano”.
    IO: “ sentite lo dico da mesi perché io vivo tra la gente, ascolto la gente, mi piace parlare con la gente, vi è un distacco tra le esigenze dei i cittadini e i “potenti del PD e siccome il PD non vuole questo sono Caz…i vostri, mi dispiace ma siete tutti segretari di circolo e/o consiglieri comunali DOVETE riempire voi i pullman”.
    Questa è la politica dei due forni, si dice si al regionale, poi tra la gente si sparla delle scelte del PD, io non ho mai avuto questo atteggiamento, non è un caso che ho preferito andare via, se vuoi per uno scambio di idee sono sempre disponibile per un caffè.
    p.s. fallo notare ai vertici romani che 2 settimane fa non era venuto un ”Pazzo” ma bensì una persona che dava dei warning, e verifica quanti pullman sono partiti dai paesi su citati.
    Ciao Sabino

  2. Sabino scrive:

    Siete tutti invitati:

    DOMENICA 12 dicembre ore 12
    Rotonda di via Panoramica Boscoreale
    “Legalità e Diritti negati”
    Vincenzo CENNAME
    ex Sindaco di Camigliano (CE) dopo aver ricevuto il PREMIO VIVIBOSCO 2010 al “Blue Marlin” di via Cifelli alle ore 11 a Boscotrecase incontra alla Rotonda i Comitati che difendono il Parco del Vesuvio
    Vincenzo Cenname (www.vincenzocenname.it) è stato mandato a casa dal Prefetto di Caserta, dal Ministro Maroni e dal Presidente Napolitano( in soli 7 giorni) per aver difeso la raccolta differenziata ( in tre anni passa dal 25% al 60% con ben 15 frazioni di rifiuti ) e per aver realizzato una delle aliquote TARSU più basse della Campania.
    “E’ assurdo che per la Regione Campania non si parli di raccolta differenziata, di impianti di separazione della frazione secca, impianti di trattamento della frazione umida, ma si insista in maniera indecente sulla realizzazione di nuovi inceneritori. Ed allora, un appello alla Comunità Europea: “NON INVIATE I 300 MILIONI DI EURO ALLA CAMPANIA”, lo chiedo a nome di tanti cittadini onesti stanchi di questa politica.
    In queste ore il mio pensiero va ai cittadini di Terzigno, Boscoreale e Giugliano che esasperati da puntuali promesse non mantenute cercano di difendere quello che resta del territorio, per non sentirsi troppo in debito con i propri figli”

  3. manlio scrive:

    Ma si,la giornata è bella come poche,e fare un po’ di ginnastica demagogica all’aria aperta fa bene:camminare aiuta la circolazione,rafforza il cuore,smuove l’intestino pigro,fa venire appetito,e poi erano appena 7 giorni che la Sinistra non occupava Roma e non la teneva in ostaggio tra clamore di altoparlanti che scraventano bordate di aria fritta verso il cielo,bandiere rossoverdi,sogni ad occhi aperti del ritorno di quel mondo perfetto che,secondo la Poderosa Macchina Pensante Veltroniana,era stato relizzato dal primo governo Prodi,senonchè nessuno se ne era accorto e gia’ i fascisti che si permettevano di dubitare stavano per essere multati e/o incarcerati:magari per avere protestato per quella tassa per l’Euro,moneta che i banchieri prodiani adorano come noi la detestiamo.La gente sarebbe andata a fare shopping,oggi,la qualecosa rafforza i consumi,alquanto fermi,e crea posti di lavoro:ma di fronte alla necessita’ di annunziare la crisi del berlusconismo,che dura piu’o meno dal 1994,si poteva forse transigere?Poi la sinistra,di quei consumi annunziera’il calo,ricordera’ ch quel calo genera disoccupazione,e la colpa indovina di chi è?Inizia per B.Lasciate alcune tonnellate di carta da far spalare ai nazisti arruolati da Alemanno nell’AMA,irrisolto il dilemma se si possa continuare a confondere il movimento con l’azione che assilla da sempre la demagogia parolaia dei pensosi intellettuali di sinistra,si tornera’ a casa col cuore pieno di motvata emozione.In metro’:che fa trendy in questi casi,e sentirsi dalla parte degli ultimi in 100 mila consola assai.Sempre che i “carteristas” che hanno partecipato in nome del “lavoro per tutti”non ti si freghino il portafoglio,o non lo facciano gli zingari che hanno San Egidio per protettore,e la coda di Paglia per nascondercisi dietro.

  4. Sabino scrive:

    Caro Andrea avrei bisogno di una cortesia personale:
    Giovedì 09 scorso si è avuto un incontro tra deputati nazionali/europei, sindaci vesuviani e non, consiglieri e coordinatori di circolo sempre del PD, avete discusso, parlato e vi siete confrontati ( ero stato inviato anche io ma non essendo più iscritto al PD ho ritenuto opportuno non venire ).
    La sera vi è stato un incontro a cui ho partecipato perché invitati anche i cittadini non iscritti, nella sede del PD di Boscotrecase ( par don, Boscotrecase non ha sede e la riunione si è tenuta a casa di una attivista del PD ), a fine incontro alcuni partecipanti dell’incontro del 09 scorso:
    “ siamo stati all’incontro con i deputati campani, tempo perso, non capiscono nulla, ma che ca..zo vogliono, se ne devono andare, peggio di quell’altro segretario ( Amendola )”.
    Un’altro dei partecipanti alla riunione del 09:
    “ ma come prima vi ponete a scendiletto con i segretari e/o i parlamentari, vi fate raccomandare per gli incarichi regionali campani e poi fate i pulcinella tra la gente, ma siete dei falsi “.
    Non mi dilungo Andrea altrimenti come diciamo a Napoli “ piglia a mazza e dai bastonate” ,ma secondo te è normale partecipare ad una riunione con deputati e poi sparlarne tra la gente, che non può capire, che non vuol capire e per giunta, dopo aver ricevuto pure degli incarichi regionali?
    Veniamo al cortesia personale, puoi riconvocare la stessa riunione del 09 scorso e chiedere ai “pulcinella/e come mai per la manifestazione del PD a Roma non è partito nessun pullman ( correzione nel commento precedente) dai comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano; sarà che la gente è stufa di consiglieri comunali, coordinatori di circolo che fanno le pirolette con doppie e triple facce dopo aver ricevuto pure gli incarichi?
    Sicuro della tua verifica attendo risposta, ma giusto per soddisfazione personale, tanto non si risolve nulla.
    Ciao Sabino

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