La cosa che mi fa più arrabbiare, in queste ore, è sentire i commenti del Centrodestra sulla sconfitta del Pd alle primarie di Milano. Da loro, che moriranno senza sapere cosa siano le primarie, ogni parola in merito mi sembra ridicola: finché nomini i candidati per telefono, come ha fatto ieri Berlusconi riconfermando la Moratti, la cosa peggiore che può capitarti è che caschi la linea, ma non ti accadrà mai di scoprire che il tuo candidato non è quello che gli elettori del tuo schieramento hanno scelto per rappresentarli. A noi, invece, è successo ieri, e siccome non è la prima volta – penso anche a Firenze, a Faenza e naturalmente in Puglia, solo per citare i casi che ricordo a memoria – dobbiamo cominciare a chiederci se va tutto bene così o se c’è qualcosa che non va. Qui sotto, per passare il tempo, qualche tesi che ho sentito in queste ore.

Voglia di sinistra. Il Pd sta scimmiottando troppo l’Udc, vuole guardare al centro e non ha capito che invece i suoi elettori vogliono un grande partito di sinistra. Moderno, ma di sinistra. Per questo, ieri, hanno scelto Pisapia: perché Boeri era troppo moderato, troppo perbenino, troppo raffinatello per un partito che voglia parlare al popolo. Per questo, prima delle Regionali, scelsero Vendola. Questa tesi, però, non funziona se applicata alle primarie di Firenze – lì vinse Renzi, che rispetto al candidato ufficiale del partito era certamente meno a sinistra – e neppure a quelle di Faenza, dove un giovane medico proveniente dal volontariato cattolico stracciò tutti.

Il partito scalabile. Questa è una tesi mia, nel senso che l’avevo tirata fuori per le primarie pugliesi: il Pd è un partito pieno di divisioni interne, dunque scalabile da chiunque. Ho un candidato dell’area veggie-dem? L’area caccia-e-pesca lo boicotterà e si mobiliterà per il suo avversario, di un partito diverso. In questo modo, siamo destinati a perdere le primarie sempre, perché una parte variabile dei nostri più il resto del mondo significa la maggioranza del Centrosinistra. Ma anche su questa tesi vorrei verifiche ambrosiane, perché mi risulta che Boeri non fosse il candidato di un’area, ma di tutto il Pd. Certo, c’era qualche pezzo grosso del Pd lombardo che non avrebbe voluto le primarie, ma non voglio pensare che si sia mobilitato nell’ombra per dare una lezione ai nostri giovanotti.

Tutto va bene, madama la marchesa. Questa l’ho sentita, poco fa, da Arturo Parisi: non c’è nessuno sconfitto, perché le primarie sono sempre una vittoria. Se la gente ha deciso per Pisapia, noi siamo felicissimi come lo saremmo stati se avessero scelto Boeri: l’importante è la democrazia interna e, da oggi alle amministrative, l’impegno comune. Ma allora, mi chiedo, ha senso presentare un candidato ufficiale del partito? Presentiamone 12, 24, 36… e non mobilitiamoci per nessuno: tanto, chiunque vinca, sarà un successo.

Piove, governo ladro. Giuro di aver sentito pure questa: siccome ieri mattina pioveva, i moderati – che tradizionalmente sono un po’ più poltronari – sono rimasti a casa, mentre i militanti hanno sfidato l’acqua con l’ombrello perché le rivoluzioni si fanno anche sotto la pioggia. E chiaramente questo spiega l’affluenza inferiore alle attese. Se poi uno ci mette il Gran Premio – con successiva depressione post tragediam – e pure il derby – comprensivo di pre-partita su Sky – è chiaro come il risultato fosse scritto: il Pd ha fatto il possibile, as usual, ma quando hai Saturno contro c’è poco da insistere.

Conclusioni. Purtroppo non ne ho di pronte: se mi aiutate voi, mi fate un piacere.

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21 commenti to “Saturno contro”

  1. Marco Sisi scrive:

    Il caso Renzi, da toscano, ti dico che non è poi tanto diverso dagli altri. La posizione politica (più o meno a sinistra) non è prevalente rispetto alla capacità di comunicare e mediare. E Renzi ha dimostrato di sapersi esprimere e spiegare bene. Punto.

  2. Cassa scrive:

    Io sono di Bergamo e dunque non di Milano, ma per quello che ho potuto percepire non è del tutto vero che il PD al completo sostenesse Boeri.
    Anzi, una parte non indifferente dei militanti (con qualche pezzo di Assemblea) ha sempre espresso maggiore consonanza con Pisapia o Onida.

    Inoltre, considerato che il PD milanese ha chiesto il sostegno di tutte le altre province per fare propaganda a Boeri, probabilmente la sua capacità di mobilitazione non era straordinaria.

  3. Mirko scrive:

    Secondo me quando si sbagliano le previsioni su più esperimenti , vuol dire che non ce gran accordo tra il modello, e il sistema che il modello vuole rappresentare. In sostanza il PD continua a ragionare in politichese (ma direi che è quasi naturale che lo faccia). Questo significa che sostiene candidati che “convengono” strategicamente per giochi politici più che altro interni.
    Mentre la gente, e soprattutto coloro i quali ancora hanno voglia di andare alle primarie, è stufa marcia e ragiona di pancia, e vota candidati che rappresentano una politica più “passionaria”, a torto o a ragione che sia.
    Direi che dirigenti e votanti viaggiano su due binari diversi.
    Si può essere contenti che le primarie facciano esprimere l’opinione dei votanti, ma ovviamente rimane una sconfitta per i dirigenti, intendo sul piano professionale più che politico.
    Certo questa è solo la mia opinione!
    saluti

  4. franco scrive:

    Quello che continua a stupirmi è che non vedo un analisi veramente approfondita sull’appiattimento a cui ci si è ridotti all’interno del PD … si continua a blandire la parola “siamo il più grosso partito dell’opposizione” (che si sta sgretolando dico io) …
    Abbiamo in Italia un elettorato moderato per il 50% (destra, centro) un 30% di sinistra ed un 20% di incerti che poi in parte non votano in parte non si fidano ne dell’ uno ne degli altri.
    Noi scegliamo la democrazia delle primarie e sta bene, ma fare un analisi sul 45 % del 30 % circa dei nostri elettori e magari pensare siamo pronti, mi sembra assurdo.
    È ora di smetterla di guardar in casa d’altri e gloriarci di essere cosi democratici nella scelta dei nostri candidati a sindaco, a premier. Bene (eufemismo) o male (sic est) in 16 anni se il signor B ha governato per 10 un po’ (sono un buono) di colpa è nostra:

     una volta vinto non si è fatto altro che litigare (ah già la dialettica) e tafazzarci da soli con manovre politiche (?) dal titolo: AIUTATECI A PERDERE!!! E questo ad ogni livello locale, regionale, nazionale .

     troppa auto-referenza nei nostri leader. (si meglio che torni la legge con le preferenze quanto meno li vedremo di più i nostri rappresentanti oggi sono dei signori che nessun sa chi siano, tranne i loro amici.)

     troppa sicurezza sulla bontà delle primarie (sulla cui effettiva valenza e sui modi in cui si svolgono in alcune parti del territorio, ci sarebbe da ridire e parecchio).

     Sempre minor contatto con la realtà

    Ma chiudo ribadendo la domanda: possibile che il partito maggiore dell’opposizione ogni volta che cerca un leader che abbia del consenso lo debba trovare fuori e addirittura tra le file di coloro che neanche occupano più un scranno in parlamento?

  5. Andrea Sarubbi scrive:

    Credo che abbiate ragione. Ma allora siamo condannati al populismo?

  6. Il problema di Milano è che siamo stanchi di questi candidati che vengono fuori dal cilindro. Stefano Boeri fino all’altro giorno volto era il volto dell’Expo firmato Moratti (e donna Letizia non ha mancato di sottolinearlo). L’altra sera a Telenova Albertini diceva che non si candiderebbe mai contro Boeri. Vai tu a spiegare che hai in mente un’idea di città diversa rispetto a quella che abbiamo visto negli ultimi vent’anni… Prima di Boeri era toccato a Ferrante: non c’erano le primarie, ma il metodo era stato lo stesso. Il dramma è l’assoluta evanescenza del Pd milanese. Se deve puntare sempre sull’outsider un motivo ci sarà…

  7. Lorenzo M. scrive:

    @Andrea

    No, non siamo condannati al populismo.

    Devo dire di non conoscere la realta’ milanese, cosi’ come quella di Firenze o della Puglia, ma nelle situazioni in cui il Pd “ufficiale” e al comando ha messo la faccia o dato il suo appoggio a candidati ben precisi, questi candidati hanno tutti perso.

    Lo scollamento esistente tra “dirigenza” e “base” non e’ questione di populismo: nel momento in cui e’ difficile distinguere la linea del partito, a tutti i livelli, quando la tua credibilita’ viene meno ( “tua” di partito intendo, non personale ), quando l’impressione prevalente e’ che la tua azione di governo ( come maggioranza quanto di opposizione ) sia fiacca e si lasci trascinare dagli eventi, e che non sei in grado di risolvere i problemi del Paese, non ti puoi lamentare quando i tuoi elettori ti abbandonano.

    Magari e’ un problema di contenuto politico, che non sei stato in grado di definire ad alcun livello, tanto locale quanto nazionale. Il giorno che il PD sara’ in grado di dettare l’agenda politica di questo Paese forse le cose potranno cambiare davvero.

  8. franco scrive:

    il populismo caro Andrea lo stiamo vivendo … il duro è e sara ricacciarlo indietro democraticamente senza aspettare che arrivi, se gia no c’è, alla sua faccia peggiore. Da tempo sostengo di non temere tanto le stavaganze politiche (diciamo cosi)dell’uomo che oggi ci governa ma lo stile con cui viene gestito il potere. Atteggiamento che si è fatto forte, penetrante nella nostra bella italia … atteggiamento e stile che a volte trova invischiato anche chi dovrebbe essere il “PALADINO” di una politica diversa.
    Bisognerebbe tornare alle idee, senza cadere nel ideologismo del passato, dove il consenso si fondi sull’idea comune di un paese migliore (ma nei fatti non negli slogan) e non sull’interesse. Perchè il consenso fondato sull’interesse fonda schiavitu mascherata di libertà.
    Ma sempre di più credo che questa mia idea sia utopia … anche se continuo attivamente a sperare (da credente non rinnego la Speranza!)

  9. Sabino scrive:

    Warning,warning,warning, nel comprensorio vesuviano si continua ancora a dare fiducia ai “signorotti” locali ( capisc ame )che hanno disintegrato il Ns territorio, faremo la stessa fine di Milano, qui nessuno li vuole più sentire.
    Almeno una volta facciamo prevenzione; spero che il Ns. Segretario Bersani si occupi PERSONALMENTE del comprensorio vesuviano e non si fidi dei…locali ( capisc ame ).

  10. maxtrem scrive:

    Andrea, forse è sfuggita una sottigliezza resa chiara, mi pare, dalle dimissioni dei vertici democratici Milanesi. Ossia la candidatura di Boeri era un laboratorio vero e proprio, a me piace pensarla come un’OPA al partito lombardo.
    Ossia Boeri era, piaccia ammetterlo o no, il candidato di Civati e dei “giovani” democratrici milanesi, e qui, una volta tanto, il partito ha detto “bene, vediamo se siete capaci di farci vincere? Noi vi appoggiamo…..”. L’OPA è andata male,ed ecco che GIUSTAMENTE, chi ha scelto e sostenuto Boieri, rimette il mandato, il laboratorio è saltato in aria. Perchè, non lo so non sono tanto bravo, ma di sicuro questo fallimento molto probabilmente ci riporterà alla GERONTOCRAZIA che da lustri ci governa!
    Ciao MaxTrem

  11. Lorenzo M. scrive:

    @maxtrem

    Premetto: ho seguito molto da lontano le vicende di Milano.
    Non mi sembra pero’ che “Civati” e “giovani dirigenti del PD di Milano” siano la stessa cosa. Le differenze tra il PD “immobile” incarnato dall’attuale segreteria, e di cui la dirigenza lombarda e milanese sono espressione, e quel PD che vuole “andare oltre” non si basano su questioni meramente anagrafiche. Mettere insieme queste due visioni del partito basandosi sull’eta’ e’ scorretto.

    Ritengo che abbia perso la visione bersaniana / dalemiana del partito: tutto si decide davanti ad un caminetto e si pone di fronte ai cittadini come cosa fatta, da approvare come impone disciplina di partito. A questa visione tanto a Milano quanto a Firenze prima, in Puglia poi, la base ha risposto con una sonora pernacchia.

  12. riccardo scrive:

    Concordo pienamente con quanto sostenuto da Lorenzo M. Per conoscenza personale il PD vuole passare come ‘nuovo’ quando in realtà continua almeno dalle nostre parti a perpetuare la vecchia politica dirigenziale. Nei migliori dei casi si cercano nuovi e giovani volti ma per dir loro come comportarsi, per intendersi. Una democrazia partecipativa non si esaurisce nello strumento delle primarie, oltretutto ‘pilotate’. Occorre più coraggio e più fiducia alla ‘base’ da parte dei professionisti della politica.

  13. maxtrem scrive:

    @ Lorenzo,
    sbagli, mi spiace. Majorino e Laforgia sono sostanzialmente vicini a Civati. La pensano come lui lo sostengono e si confrontano con lui, e sono sicuro che se glielo chiedessi lo confermerebbe personalmente.
    Tanto per semplificare, Majorino e Laforgia erano i maggiori sostenitori della mozione Marino alla primarie per il segretario nel Milanese.
    Attenzione, non fraintendermi, io facevo parte della mozione Marino, e simpatizzo anche per i cosiddetti rottamatori. Ma proprio per questo, mi piace anche la presa di responsabilità di questi. E, inoltre (se è vero (tu che ne sai Andrea?)) comprendo e appoggio la telefonata di Bersani per richiedere le dimissioni di questi! Quello che mi da fastidio, lo ripeto, è che queste primarie le si prenderanno ad esempio per tornare indietro e non per continuare ad andare avanti!
    MAXTREM

  14. Marco Campione scrive:

    mi sembra si faccia un po’ di confusione. intanto per ferrante le primarie ci sono state, ma è un dettaglio. Quanto agli “schieramenti” interni: la dirigenza giovane milanese e lombarda (alcuni erano con bersani altir con marino, altri con franceschini) ha forzato su una candidatura con una visione di città innovativa, anzi contemporanea (i discorsi degli altri candidati sembravano usciti dal meglio della tradizione degli anni ’80: il meglio, lo sottolineo; degli anni ’80, lo sottolineo). oggi rimettono il mandato perché a differenza dei loro predecesori hanno una concezione della politica più dignitosa.
    il resto della cosiddetta nomenklatura non ha affatto remato contro e questo fa loro onore. Semplicemente alcuni importanti e influenti democratici hanno legittimamente e alla luce del sole fatto scelte diverse.

    Detto tutto questo “per la precisione”, aggiungo un link ad alcune mie riflessioni su un dato di cui si parla molto poco: la qualità (in senso statistico) e la quantità dei votanti: http://marcocampione.wordpress.....ie-milano/

  15. Lorenzo M. scrive:

    @maxtrem

    Come accennavo precedentemente, non conosco bene la situazione del PD milanese. Grazie quindi delle delucidazioni.

    Per quanto riguarda le primarie, incrocio le dita.

  16. Tante ipotesi, soluzioni lontane. Il caso Milano non mi pare diverso da ciò che accade a chi vive la vita alzandosi, lavorando, confrontandosi e scontrandosi con i problemi di tutti i giorni. Da Torino, la mia città, credo possano emergere a breve ulteriori segnali di risposta all’avanzare di altre ipotesi a discapito di atti concreti. Il fatto che mi pare più evidente é l’assoluta distanza percepita tra chi vive, come dicevo sopra, rispetto al PD. La gente non chiede ai candidati di dare risposte, chiede di proporle in modo chiaro, innovativo e semplice, per poi realizzarle da eletti. Il PD propone candidati e risposte stantie, spesso sulla bocca di tecnocrati che già hanno fallito. C’è spazio per scalare la sinistra, lo credo anch’io, a condizione che chi si propone di farlo abbia la capacità di rendersi autonomo e sappia ragionare, sono in fondo, con la propria testa.

  17. MANLIO scrive:

    Volete l’opinione del nemico? Vendola non ha solo distrutto il PD milanese,non c’è nessuna spiegazione “locale”.Vendola è per voi un pericolo(o un’opportinita’)assai peggiore di quanto Fini lo sia per Berlusconi.IL gay pugliese è un genio della politica che ha letteralmente reinventato la sinistra in modo originale ed inimitabile,scaricando i vecchi miti bolscevici della lotta di classe praticata attraverso la diffamazione giornalistica e l’invasione delle istituioni.Vendola PENSA molto piu’ dei fabbricapensieri di regime,crea nuovi concetti,sviluppa nuove idee,abbandona l’astio di chi guarda in basso verso l’avversario da distruggere,costi quel che costi,per guardare in alto ad una visione onnicomprensiva della politica,fondata sul dialogo onesto,profondo e rispettoso con chiunque,anche col diavolo.La gente sente lontano un miglio la sua onesta’ intellettuale e personale,ed i suoi seguaci non faranno che aumentare.

  18. Stefano scrive:

    Io sono di Milano e ho 23 anni e sono orgogliosamente del PD.
    La candidatura di Stefano Boeri era estremamente buona, ha presentanto un progetto di città innovativo, molto più concreto rispetto a quello degli altri candidati (Pisapia fra le tre cose più importanti ci metteva il registro delle unioni civili, per dire). L’affluenza bassa è evidente che ci ha svantaggiato, non siamo riusciti a mobilitare una parte importante del nostro elettorato, e per questo credo sia giusto quello che hanno fatto Cornelli e Pier.
    C’è poi da dire che purtroppo a Milano secondo me non c’è stato un passo in avanti, ma uno indietro verso una politica sesantottina che non mi piace, perchè è fatta di arroccamenti su posizioni destinate a perdere.
    Il Pd forse poteva aspettare un attimo a dichiarare la sua preferenza verso Boeri, forse questo è stato l’errore, ma poi su questa cosa Sel e alla federazione della sinistra è servita per far diventare le primarie un referendum pro o contro Pd (come detto da Cornelli), e ora come ora, con i dirigenti attempati che ci ritroviamo, si sa che prendersela con il Pd è come sparare sulla croce rossa, ed ecco il risultato…Nessuno conosceva il progetto (migliore) di Boeri, ma tutti dicevano che fosse un palazzinaro cooptato dal Pd per dare seguito alla politica della Moratti…e la frittata è fatta (perchè quelli di sinistra, quando ci si mettono, sono molto più superficiali di tutti, perchè annebbiati da presunte verità rivelate)

  19. Bruno Rosati scrive:

    Per me la risposta è semplice, ma certo sono un ingenuo: le primarie vanno fatte aprendo alla gente. Così com’è stato fatto, perché se le piloti (come al telefono berlusconiano, ad esempio) non sono più primarie, ma solo delle “secondarie”, ovvero, delle primarie fatte “secondo” quello che si vuole far prevalere.
    Punto. Il resto, dal derby al Gran Premio, dalla pioggia alla “pantofolemia” si supera tutto. Basta ridare fiducia alla gente e far passare il messaggio: eleggi chi ti fa emozionare, eleggi chi ti fa credere che le cose possono davvero cambiare!

  20. maxtrem scrive:

    Vorrei sgombrare soprattutto ogni dubbio, in particolare su Pier che stimo moltissimo, veramente. Oggi ancor più di ieri.
    Boeri, secondo il mio pensiero, che vale quel che vale, non era un gran candidato. L’ho già detto in moltissime occasioni, la storia della vicinanza politica dell’architetto e di un conflitto di interesse grande come una casa (…) cera e c’è sempre stato, (non sono preconcetti, ma conoscenza di un ruolo e di un mestiere che ai livelli a cui opera Boeri in italia, IMPONE certe vicinanze).
    E’ vero anche che il programma, l’idea di città e perfino la campagna elettorale di Boeri erano avanti di almeno 30 anni rispetto agli altri. Ed è anche vero che ancora non capisco come si faccia a preferire un DINOSAURO (pur bravo che sia) come Pisapia a Boeri.
    Ma se adesso dobbiamo stare a anche a dirci che se Boeri ha perso è colpa del PD che lo ha appoggiato, scusate, ma forse vale la pena di cambiare partito e gareggiare da un’altra parte. Ma di cosa stiamo parlando? Io mi sono iscritto a questo partito perchè ci credo, non perchè mi faceva vincere di sicuro. Anzi, abitando in Brianza il dubbio semmai è di averlo scelto per una sorta di masochismo.
    Anzi, rincaro, ogni volta che si da la colpa al partito nazionale e si disconosce il lavoro di gente come Andrea o molti altri parlamentari, senatori e consiglieri di ogni livello che ogni giorno si impegnano e provano a cambiare le cose, carissimi fate esattamente il gioco di B. E lo fate anche molto meglio dei Bondi o dei La Russa. Quindi cerchiamo di rispettare, in questo caso, l’onesto lavoro di gente come Pierfrancesco Majorino che è un signor consigliere, che una volta tanto è orgoglioso di essere un Democratico, e che non si è nascosto ma ci ha messo la faccia.
    Ma soprattutto smettiamo di aiutare B a restare il padrone del nostro paese!

  21. Virginia Invernizzi scrive:

    Secondo me il problema è stata la bassa mobilitazione e l’oscuramento della campagna elettorale, non era possibile a chi non fosse in qualche modo dietro a cercare gli appuntamenti stare dietro alla campagna elettorale.
    Secondo me tra l’altro Pisapia non è populismo, Pisapia non è Di Pietro è una persona molto seria che si è molto impegnata su alcuni temi e portando avanti processi dalla parte dei disagiati. Il discorso sulle case popolari è verissimo. Secondo me quello che si è creato è stato anche un tutti contro il Pd in campagna elettorale a cui non si è risposto abbastanza fortemente. Molti elettori e dirigenti del Pd hanno sostenuto Pisapia, e fin qui niente di male, quello che non ho capito è stato l’attacco portato avanti dagli altri dirigenti Pisapia ed anche Onida sul fatto che Boeri fosse il candidato del Partito più grosso e quindi spaiasse le carte in campo schierandosi. Si è creato un tutti contro il Pd fra gli altri candidati che ci ha fatto male. In primis con la questione faziosa sugli indirizzi dei votanti alle primarie del 2006. Mi ha colpito senitire Sacerdoti che ha preso l’1% dire “son contento perchè ho fatto capire al Pd che Boeri è un buon architetto, ma un pessimo candidato”. La campagna elettorale di Boeri mi è piaciuta, Milano è una città abbastanza inerte,ripiegata un po’ sui suoi problemi, la partecipazione è stata in linea con quella delle primarie che hanno incoronato Bersani. Il Pd sta cominciando a capire che bisogna ripartire dall’ascolto della gente. Il segretario nazionale che fa “Porta a Porta”e Boeri che incontra i quartieri disagiati son segnali che fanno vedere una politica più proiettata verso l’esterno. Adesso si lavori tutti insieme.

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