L’unica cosa certa di questa storia è che il colpaccio non è riuscito: erano partiti con un obiettivo, si ritrovano da tutt’altra parte e non possono più tornare indietro. Volevano proibire le intercettazioni a strascico, volevano il bavaglio su tutte le pubblicazioni, volevano vietarle per i reati spia, volevano proibirle anche per i collaboratori di noi parlamentari. Nel testo uscito poco fa dalla Commissione Giustizia, invece, non c’è traccia di tutto ciò: tanto che alcuni miei colleghi del Pdl, sentiti or ora in Transatlantico, si cominciano a chiedere che senso abbia, a questo punto, impuntarsi su un provvedimento così stravolto.

Dei reati spia equiparati a quelli di mafia e delle proroghe non più di 48 ore sapevamo già da tempo, così come della possibilità delle intercettazioni ambientali in luogo pubblico e – se il magistrato autorizza – privato. La novità di oggi – contenuta in un emendamento dello stesso governo, che ha dunque gettato la spugna su un punto chiave – sta sul fronte della pubblicazione, quello che ha portato alla definizione di “legge bavaglio”: fino a stamattina, infatti, sembrava prevalere la linea dura del divieto, mentre ora si dice che “l’obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza”. Chi la decide? O la cosiddetta “udienza filtro”, durante le indagini preliminari, oppure giudice e pm, qualora siano necessari un’ordinanza cautelare, un decreto di perquisizione o qualche provvedimento analogo. Da un punto di vista tecnico, in realtà, qualcosa da dire ci sarebbe ancora: non è ancora chiaro che cosa accada se non ci sono atti di tipo cautelare, né entro quando debba essere celebrata (credo si dica così) l’udienza filtro di cui sopra (il Partito democratico propone un limite di 30 giorni), e certamente si tratta di un testo migliorabile sotto altri aspetti. Ma qui vorrei fare un ragionamento politico, che riguarda il nostro stesso modo di fare opposizione: anche dopo questi emendamenti – che di fatto stravolgono il senso originario del disegno di legge, così come Berlusconi lo aveva concepito – non c’è stato nessuno dei nostri che sia andato a farsi intervistare dai giornalisti per rivendicare una vittoria. Forse perché non c’è molto da gioire, e lo capisco; ma nel frattempo, mentre scrivo queste righe da Palazzo Montecitorio, sulle agenzie di stampa è tutto un trionfo dei finiani che parlano di una bella giornata per il Parlamento e per la libera informazione, ascrivendosi tutto il merito della ritirata berlusconiana. Con tutto il rispetto per la tempistica dell’udienza filtro – che sarà certamente un aspetto importante, ma che l’elettore medio non capirà mai e che sui telegiornali troverà difficilmente spazio – poi non meravigliamoci se, fuori da qui, gli italiani sono convinti che il Pd non serve più a nulla, perché tanto ci pensa il Centrodestra a farsi opposizione da solo.

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9 commenti to “Abbiamo vinto?”

  1. MANLIO scrive:

    Giusto:la banda finiana vuole perdere le elezioni.Ne riparliamo

  2. Lorenzo B. scrive:

    Grande!!!

  3. Redazione scrive:

    Persino Berlusconi ammette la sconfitta e noi non riusciamo a cantar vittoria.

    INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI DELUSO, ORA DDL LASCERA’ SITUAZIONE IMMUTATA =

    (ASCA) – Carnago (VA), 20 lug – Dopo le ultime modifiche
    apportate oggi al ddl intercettazioni in Commissione
    giustizia alla Camera ”la legge lascera’ la situazione
    pressappoco come quella attuale”, vale a dire che il
    provvedimento ”non lascera’ parlare gli italiani liberamente
    al telefono”. Lo sfogo e’ del presidente del Consiglio,
    Silvio Berlusconi, che da Milanello punta il dito sul
    compromesso raggiunto oggi in Commissione giustizia a
    Montecitorio.
    fcz/mcc/ss
    201648 LUG 10

  4. Virginia Invernizzi scrive:

    forza onorevole,
    ci vada lei a cantar vittoria, trovi le parole per far credere all’elettore medio di questo partito che è una vittoria anche sua!
    Forse i suoi colleghi aspettano che la “guerra” sia finita e rimangono concentrati. Però ha ragione, mi sa che siamo talmente abituati a perdere che quando ne vinciamo una quasi non ci crediamo.

  5. Lorenzo scrive:

    a me questa cosa dell’udienza filtro che decide quali atti sono pubblici e quali no (magari da distruggere) un po’ fa ridere. Una volta che le parti sono entrate in possesso dei documenti è praticamente impossibile impedirne la diffusione. Immaginiamo una maxi indagine con dentro un centinaio di imputati per mafia (e relativi 100 avvocati). Gli atti vanno alle parti, compresa l’intercettazione in cui il mafioso A dice al mafioso B che hanno provato ad avvicinare il politico C ma che questo data la cattiva stampa di cui godono A e B ha preferito non dare seguito ai contatti. Ora, oggi succede che il giornale D scrive (di solito perchè l’avvocato di uno dei 100 imputati passa l’atto all’amico giornalista): il politico C è stato avvicinato dal mafioso A. Quando l’atto è pubblico il politico C ha modo di dimostrare la limpidezza dei suoi comportamenti. Se invece in sede di udienza filtro il giudice stabilisce che in quella intercettazione non c’è niente di rilevante (e ce ne potrebbe essere il motivo, magari perchè il comportamento di avvicinare i politici da parte di A e B è ampiamente provato da altri atti che parlano di politici che sono stati agganciati sul serio) il politico C non ha modo di smentire la notizia di stampa e viene fatto fuori perchè nessuno è in grado di stabilire se veramente abbia dato seguito ai colloqui con il mafioso A. Non credo che si tratti poi di un caso tanto strano.
    Mi sembra inoltre che questa modifica intervenga sulla parte che io considero marginale di questa legge, che è deleteria più per le conseguenze che ha sulla possibilità dei magistrati di fare intercettazioni che su quella dei giornali di pubblicarle. Data la filosofia del testo, il cdx potrebbe semplicemente eliminare tutta la parte sulla stampa perchè una volta passato il ddl non ci saranno più intercettazioni da pubblicare e metterebbero a tacere la categoria più rumorosa tra quelle tirate in ballo.

  6. MANLIO scrive:

    Io tenderi a vedere il bicchiere mezzo pieno:la verita’ è che oggi è una brutta giornata per Debenedetti,Scalfari e Padellaro.D’ora in poi sara’ la magistratura a decidere SE,QUANDO,COME pubblicare.Fine delle indiscrezioni,e delle rivelazioni ovvero delazioni.Con la prossime ventura riforma,ai PM sara’ negata la possibilita’ di iniziare le indagini,affidate alla polizia.Vittoria su tutta la linea.

  7. Lorenzo scrive:

    beh, a regola anche adesso si pubblicano le cose che vengono rese pubbliche dalla magistratura. nel futuro ci saranno fughe di notizie esattamente come ora e ci saranno i giornali in area B che continueranno a pubblicare intercettazioni acquisite in maniera illegale, esattamente come la famosa telefonata Fassino Consorte.
    La cosa buffa dell’affaire è che proprio i giornali più favorevoli alla riforma sono quelli che hanno fatto le peggiori porcherie.

  8. MANLIO scrive:

    @LORENZO.Vedo che la consuetudine sinistrorsa alla illegalita’ ti rende ottimista.Ha dunque ragione il Cavaliere:e allora per la sinistra niente è perduto,fuorchè il disonore (e la menzogna).

  9. Lorenzo scrive:

    beh, consuetudine all’illegalità, signor Manlio, lo dice ai dirigenti del suo partito di riferimento: pago tutte le tasse, non prendo multe da almeno 5 anni e suscito spesso malumori quando chiedo fattura ai professionisti a cui mi rivolgo (senza contare che la mia fedina penale è pulita come il sedere di un neonato).
    Non so niente di lei, ma a occhio mi sembra che il suo partito di riferimento sia pieno come un otre di massoni deviati, personaggi contigui alla criminalità organizzata, imprenditori in perenne conflitto di interessi, serbatoi di voti presi non si sa bene come…
    No, Manlio, credo che le accuse di illegalità le abbia appena rivolte alla persona sbagliata. A me è capitato di non votare il partito che avrei voluto perchè c’erano persone inquisite per fatti gravi. A lei è successo?
    Comunque la pregherei di darmi del lei (non pretendo il dottore, anche se me lo sono meritato) visto che sono un adulto e non abbiamo nessun tipo di confidenza (non ci siamo nemmeno mai visti in faccia, nè tanto meno abbiamo pranzato insieme). Tendo ad essere una persona piuttosto sportiva, ma se qualcuno mi indispone non transigo sulle forme.
    saluti.

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