Il buon Pippo Civati chiede, per favore, di ritirare questo manifesto. Io mi associo e chiedo, sempre per favore, di poter fare due chiacchiere con chi l’ha partorito, perché se questo è il nostro nuovo modello di comunicazione allora stiamo freschi. C’è del razzismo dentro questo slogan? No, non direi. C’è invece del populismo, e dietro a quel populismo c’è una comprensibile paura di perdere voti che nasconde però un’incomprensibile sfiducia nelle proprie idee.

Se una trattoria vegetariana cominciasse a servire la fiorentina, per contrastare il successo commerciale della bisteccheria di fronte, non sarebbe più una trattoria vegetariana. E l’effetto positivo, posso immaginare, non sarebbe neppure scontato, perché probabilmente alcuni vecchi clienti scapperebbero e gli amanti della carne non si fiderebbero di questa improvvisa conversione alla bistecca. Non so se l’esempio regga o meno – l’ha partorito un vegetariano, abbiate pazienza – ma spero che il concetto sia chiaro: inseguire il Centrodestra sul suo terreno, quello della faccia feroce, è una scelta che non ci porterà mai da nessuna parte. Neppure quando l’inseguimento è solo uno strumento retorico, per far capire agli elettori che Pdl e Lega non sono in grado di mantenere le proprie promesse: quello slogan – che mette sullo stesso grado della scala delle disgrazie la presenza dei disoccupati e quella degli immigrati – è una strizzatina d’occhio alla pancia dell’elettore medio, una roba degna di Forza nuova ma non del Partito democratico. È un difetto che ci capita spesso, e non solo sul fronte immigrazione: a volte – forse esagero, ma neanche tanto – sembra che gareggiamo con la Lega a chi è più federalista, accusando Bossi e compari di incoerenza, o che sfidiamo il Pdl a chi difende di più le missioni militari, accusando La Russa e Tremonti di non destinare abbastanza soldi alla Difesa. Io credo invece che, anche se gli altri legano l’asino dove il popolo vuole, noi non dovremo mai smettere di proporre un’alternativa: se uno sforzo ci dovrà essere, semmai, sarà nel declinare i nostri principi in maniera pragmatica, senza per questo tradirli. Da questo punto di vista, bisogna ammettere che gli altri partiti sono più solidi di noi: non ho mai sentito Calderoli dire, ad esempio, che nei due anni passati al governo il Centrosinistra non ha neppure approvato una legge sulla cittadinanza ai minori, né Berlusconi lamentarsi perché non abbiamo aumentato le tasse ai ricchi, né Casini pubblicare un manifesto anti-Pd in cui ci accusa di non avere approvato una disciplina per le unioni civili. In una sana competizione democratica, è legittimo ed auspicabile che le forze in campo abbiano idee diverse e programmi diversi, tra i quali la gente possa scegliere liberamente: se no, oltre a dar ragione a Beppe Grillo che ci chiama Pdmenoelle, continueremo a regalare all’astensione tutti quegli elettori che non si sentono rappresentati dal berlusconismo o – peggio – da una sua fotocopia sbiadita.

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4 commenti to “L’inseguimento”

  1. Grati dell’occasione che i media nazionali e i vari blog mediatici ci hanno dedicato, volentieri riprendo i temi non della polemica ma della discussione.
    Il manifesto cosi come il video hanno l’obiettivo di provocare un attenzione ed un dibattito, da tempo spento, dentro e fuori le fila della sinistra italiana. Dalla risonanza avuta, certamente questo obiettivo è stato raggiunto! Detto questo credo sia necessario riflettere su come siamo, haimè, tutti molto attenti e capaci nell’esprimere critiche sterili e negative, ma molto meno interessati a riflettere insieme.
    E’ inderogabile arrivare ad elaborare, attraverso un pensiero critico ma costruttivo, un’ alternativa di programma credibile e attuabile, capace di interpretare le necessità dei cittadini, questo rimane sempre il nostro obiettivo prioritario.
    In un panorama piatto e desolato che ha visto molti intellettuali allontanarsi nel dare il loro contributo di riflessione alla cosa pubblica, siamo ben contenti di essere riusciti a lanciare un sasso, che a qualcuno può anche aver fatto male, ma che certamente ha suscitato vivaci reazioni. Sta a noi,ora, riuscire a spostarsi dall’area della facile e superficiale critica, per contribuire a realizzare una costante attenzione e dibattito sui temi segnalati.
    In una politica di Governo fondata ed attuata solo unicamente attraverso tecniche mediatiche di acquisizione e di consenso, abbiamo ritenuto importante denunciare pubblicamente l’elenco dei punti di contraddizione altrimenti misconosciuti.

  2. Andrea Sarubbi scrive:

    @ Palmiro: spero che il mio post non rientri fra le critiche sterili e negative. E’ una critica, certo, ma mi pare costruttiva: un incitamento a non avere paura della nostra diversità, ad avere il coraggio di dire cose giuste senza preoccuparci, prima di dirle, che siano anche popolari. Permettimi ora di replicarti su un paio di cose:

    1. L’invito a “spostarsi dall’area della facile e superficiale critica, per contribuire a realizzare una costante attenzione e dibattito sui temi segnalati”, forse non dovevi farlo a me. Innanzitutto, perché stai scrivendo ad uno che macina migliaia di km ogni settimana “per contribuire a realizzare una costante attenzione e dibattito sui temi segnalati”, visto che giro da una festa democratica all’altra a parlare proprio di immigrazione, integrazione e cittadinanza. Poi, perché in tutta questa storia l’unica cosa “facile e superficiale” è la tentazione di correre dietro alla pancia di chi vota. Te lo ripeto, se non sono stato abbastanza chiaro: “Più disoccupati, più immigrati” sarà pure uno slogan riuscito, ma non è da Pd. O almeno, non il Pd che ho in mente io.

    2. Se l’obiettivo principale era quello di “provocare un’attenzione e un dibattito”, e se “dalla risonanza avuta questo obiettivo è stato raggiunto”, la prossima volta potete fare ancora di meglio: prendete come testimonial Belen, mettetele su una canottierina del Pd Marche e vedrai che la risonanza sarà ancora maggiore.

    Sperando di poterne parlare a voce, ti ringrazio comunque per il tuo intervento.

  3. Io non credo che Ucchielli abbia l’idea e nemmeno la forma mentis di accostare disoccupazione ed immigrazione come sventure (la prima, ovviamente, sì che lo è). Il problema è che, anche submininalmente, in chi legge il manifesto ciò accade.
    E’ un errore di comunicazione, voglio sperare e ne sono convinto.
    Come del resto rispondere a tutti i blog (ovviamente da parte di un solerte incaricato) con un prestampato è quanto di più anti-blog ed antimoderno si possa pensare. E’ questo il principale problema: 2 in comunicazione (trentesimi).

  4. Ho scritto a proposito di lealtà e di comunicazione nel PD qui:

    http://coccaglioolioepeperonci.....perfavore/

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