Non ho capito ancora se siano bravi loro a provocare o fessi noi a cascarci, ma di certo c’è che la Lega è bravissima – come si dice a Napoli – a friggere il pesce con l’acqua: ormai ha lanciato un marchio che va avanti da solo, anche quando sotto il vestito non c’è niente. E così capita, nello stesso giorno, che i mass media riportino due notizie di segno opposto: la prima è che Radio Padania ha gufato contro l’Italia nella partita di ieri sera, perché la vera patria è il nord; la seconda è che le Regioni stanno protestando duramente contro la manovra economica, che la stessa Lega si appresta a votare, perché gli enti locali ne escono a brandelli.

Delle due notizie, credo sia piuttosto chiaro, una è il fumo e l’altra l’arrosto. Ma siccome è il fumo quello che ti avvolge per primo, siamo tutti qui a commentare sdegnati l’esultanza di Radio Padania al gol del Paraguay, sacrilegio insopportabile per un popolo di italiani non praticanti che ha delegato ai Mondiali di calcio la cementazione dell’unità nazionale. Un po’ come gli agnostici che girano col santino di padre Pio nel portafoglio, e guai se glielo tocchi, ci siamo ridotti anche noi a difendere il simbolo, ultimo baluardo di un’identità traballante. La Lega lo sa – sa che l’Italia è un Paese complesso, sa che ci manca il patriottismo americano, sa che tra un siciliano ed un sudtirolese ci passa il mondo – e colpisce là dove siamo più esposti, infilandosi nello spazio che c’è tra un campanile e l’altro, con un danno culturale che nel breve e medio periodo non mi appare rimediabile. Non mi riferisco, naturalmente, al tifo per il Paraguay, ché alla fine dei conti chissenefrega, ma alla prospettiva tipicamente leghista di potersi scegliere una patria, come se ci si potesse scegliere una famiglia di origine. E veniamo al secondo punto, quello della manovra, perché è nei fatti che si gioca la credibilità di una forza politica: e qui, nei fatti, la Lega ha dimostrato tutta la grandezza della propria macchina comunicativa, perché riesce a passare per federalista anche mentre sta votando un provvedimento economico che penalizza fortemente gli enti locali. Tanto da far dire oggi a Formigoni, che non è di certo sinistrorso né meridionalista, che si tratta di una legge anticostituzionale. Il leghista Cota, invece, ha avuto un atteggiamento schizofrenico: prima ha firmato il documento con le Regioni, poi ha detto che la manovra era necessaria. Ma se ne accorgeranno in pochi: basterà la prossima diretta di Radio Padania, durante Italia – Nuova Zelanda, perché il fumo torni ad invadere la cucina e nessuno si preoccupi più della qualità dell’arrosto.

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3 commenti to “Il fumo e l’arrosto”

  1. Sabino scrive:

    Ho il leggero sospetto che tra tanto fumo e arrosto i polli siamo noi, noi italiani, noi del sud, noi campani, noi del comprensorio vesuviano, noi delle discariche, NOI.
    La lega ormai si permette il lusso di “fare fumo con la manovella” perché negli anni si e consolidata sul territorio disseminando la politica del contro: Contro i meridionali, contro i rumeni, contro gli albanesi, contro gli extracomunitari tutti, contro Roma ladrona, contro la bandiera, contro l’unità, contro l’inno e perfino nel 1996 contro l’illusionista; ma in tutti questi anni chi ha investito a favore? Noi? Contro Prodi, contro Veltroni, contro Franceschini, contro Bersani? Vedremo, ma il buon giorno si vede dal mattino. Con tutta la buona volontà anche quest’anno mi sono tesserato, attivamente sono presente sul territorio e disponibile ad iniziative politico/sociali, difesa a spada tratta della bandiera Italiana e del PD ( con senso critico propositivo ), ma il partito ricambia allo stesso modo sul territorio? NO, a tutt’oggi stiamo ancora aspettando che il partito regionale si esprima concretamente sull’ambiente che circonda il Vesuvio ( PATRIMONIO DELL’UMANITA’ ).
    CHEST TEN A LEGA ( per gli italiani: la Lega difende il SUO patrimonio senza fumo ).

  2. adelina sasso scrive:

    questo PD è una delusione continua!!!
    Meno male che ci sei tu Andrea e qualcun altro!!!
    Meno male che ci sono questi blog e la tua costanza
    nell’informarci, altrimenti ci sentiremmo proprio
    abbandonati alla deriva senza nessuna speranza!!!
    Mono male che c’è tanto fermento nel popolo, si sta
    organizzando una grande manifestazione NO B DAY
    alla quale il PD starà a guardare aspettando che cosa???

  3. MANLIO scrive:

    Non bisogna dare troppo credito a quattro imbecilli che gufano da una radio da 4 soldi.Milano è anche la citta’dove lo stadio di S.Siro era stracolmo in occasione di ITALIA-FRANCIA,e relativa ondata di fischi che ha reso impossibile l’ascolto della Marsigliese.Alle finestre ci sono tanti tricolori quanto a Roma.La manovra?Provochera’una contrazione dell’economia in tutta Europa,e d altri guai:il solito NOURIEL ROUBINI ha gia’ previsto tutto in LA CRISI NON E’ FINITA.Perchè gli imbecilli e d incompetenti non stanno solo a radio Padania,ma anche nell’Europa di Bruxelles e tra le vestali del Moloch,l’Euro.

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