È un po’ la storia che si ripete ogni tanto sui campi di calcio, quando una squadra segna con un avversario a terra: è lecito oppure no? Se l’avversario si è fatto male in uno scontro, la risposta è sì; se si sta rotolando per terra con l’obiettivo di simulare, perdere tempo e bloccare la tua azione d’attacco, la risposta è no. Tocca all’arbitro, dice il regolamento, stabilire se il gioco debba essere fermato oppure no; se lui non fischia – disse una volta il mister Capello ai suoi giocatori, scatenando un dibattito sul concetto di lealtà sportiva – si vada avanti senza rimorsi. Ecco, più o meno è accaduta la stessa cosa ieri sera alla Camera, quando abbiamo mandato sotto la maggioranza sul decreto salva-abusivismo in Campania.

La storia, probabilmente, l’avrete letta sui giornali di oggi, ma voglio raccontarvela dal di dentro. Dopo una sessantina di votazioni abbastanza ravvicinate sul decreto Brunetta – durante le quali la maggioranza galleggiava sempre con un margine piuttosto basso, anche di 3 o 4 voti – si è passati ad un altro punto all’ordine del giorno, in programma già da una settimana: la pregiudiziale di costituzionalità, appunto, sul decreto anti-demolizioni. Durante le dichiarazioni di voto – che normalmente occupano una ventina di minuti – l’Aula si è svuotata, come spesso accade: chi ha un’esigenza fisiologica, chi va in cortile a fumare, chi prende un caffè alla buvette, chi va in Transatlantico a parlare con colleghi e giornalisti. Ieri molti colleghi della maggioranza se la sono presa particolarmente comoda e sono rimasti fuori anche al momento del voto, confidando nella prassi non scritta secondo cui il presidente di turno tiene la votazione aperta finché c’è qualcuno che sta ancora entrando. Il presidente di turno, ieri sera, era Rosy Bindi, che però dopo un minuto di attesa (51 secondi, per la precisione) ha deciso di chiudere il voto, mentre alcuni deputati ritardatari di Centrodestra (non so dirvi se una decina o una ventina) stavano tornando al proprio posto. Morale della favola: li abbiamo mandati sotto di 18 voti ed abbiamo affossato il decreto, tra le proteste della maggioranza. Si sono sfiorate le botte, e credo che se la Bindi fosse uscita dall’Aula le avrebbe prese davvero: le urlavano di tutto, le chiedevano di dimettersi, invocavano la moviola per rivedere il voto ed annullarlo. Ma il voto, a rigore di regolamento, era valido: giocatore a terra, arbitro che lo considera colpevolmente a terra e dunque non ferma il gioco, squadra in superiorità numerica che segna un gol, arbitro che convalida. Si è andati avanti con le polemiche per quasi tutta la mattina di oggi, quando – dopo la conferenza dei capigruppo – è intervenuto Fini in Aula: ha detto che, a suo parere, sarebbe stato lecito ripetere il voto, ma che la discrezionalità è del presidente di turno e che certamente non si può tornare indietro, altrimenti si creerebbe un precedente pericolosissimo. Da un punto di vista politico, è comprensibile che la maggioranza protesti, come protesterebbe la squadra con il giocatore a terra; per completezza di informazione, però, bisogna aggiungere almeno un paio di cose, dopodiché ognuno di voi si faccia la propria opinione in merito. La prima è che, qualche mese fa, era avvenuta la stessa cosa – ma a parti invertite – con la vicepresidenza di Maurizio Lupi, che aveva tenuto la votazione aperta per quasi 4 minuti, fino al rientro dell’ultimo deputato della maggioranza, e noi andammo sotto di un solo voto. La seconda è che – come ha ricordato stamattina il nostro Antonello Soro – nelle funzioni del parlamentare c’è anche quella di seguire il dibattito, non solo quella di schiacciare un bottone, e che in Gran Bretagna chiudono le porte dell’Aula quando viene fatta la chiama del voto. Poi ci sarebbe da fare un discorso nel merito, sul fatto che quel decreto fosse una vergogna, ma credo che purtroppo dovremo tornarci su: pare che ce lo ritroveremo copia-incollato, nonostante la bocciatura, in qualche prossimo provvedimento. Forse già nella manovra.

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9 commenti to “L’uomo in meno”

  1. Maurizio Conte scrive:

    Complimenti per il resoconto di parte, ma lucido e onesto. C

  2. MANLIO scrive:

    Proporrei un decreto che prevedesse l’abbattimento sia degli ecomostri che di Rosy Bindi.Entrambi deturpano il panorama

  3. Lorenzo scrive:

    raffinato come al solito Manlio. Stavolta però manca di originalità, battute simili sono già state spese ampiamente sulla signora Rosy. Continuo a ripeterle il mio invito ad attivare il cervello un attimo prima della tastiera.

  4. Sabino scrive:

    Evidentemente a qualcuno interessano solo le ragazze immagini dell’illusionista ( elenco lunghissimo ), non dei deputati ben pagati e frequentemente assenti magari impegnati con le accavallagambe/igieniste/menomalechesilvioc’è/veline/ e e e e aggià accattà a tastiera nova , se rotta nata vota.

  5. Gian Paolo di Ruvo scrive:

    Manliuccio, che fai? copi il sottile humour del Bagaglino? È questo il tuo retroterra culturale?
    Prodi “mortadella”, Andreotti “gobbo”, Bindi “cozza”, due comici travestiti da donna, un paio di scoregge e si passa la serata.
    Complimenti, ma allora preferisco Le Canard enchaîné.

  6. MANLIO scrive:

    Non occorre il Bagaglino per provare antipatia per Rosy Bindi.E’ che la sua favolosa faziosita’,la sua indole vendicativa nei confronti del governo eletto dal Popolo la rendono meno bella,meno sexy.Quanto alle scoregge,caro GIAMPA,ti copio incollo il “raffinato come sempre”destinato a me.Usa il “Canard”per fare aria,per favore.A noi non piacciono,sopratutto se vengono da chi ha appena ingurgitato la Chucroute .

  7. Sabino scrive:

    Meglio 100 Bindi faziose e ragionevoli che un solo illusionista produttore di aria verbale nei convegni/comizi, con la certezza che i presenti sbattono le mani non per applaudirlo ma bensì per spostare il cattivo odore prodotto dalle inutili/nazionalpopolari/demagogiche/ridicole dichiarazioni.

  8. MANLIO scrive:

    Ma certo,Sabino:al Presidente del Consiglio “nanetto,imbonitore,corruttore,mafioso,pedofilo”.A Rosy Bindi “signora”piuttosto che “cessone fazioso”.

  9. Sabino scrive:

    Complimenti, solo gli stupidi non cambiano opininione, hai espresso quello che realmente pensi dell’illusionista, l’anima/il cuore/l’intelligenza? ha prevalso sull’ideale.

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