La moda di queste ore è sparare a zero contro Roberto Saviano, colpevole di almeno tre cose: aver rovinato l’immagine dell’Italia (ed in particolare della Campania) all’estero; aver ottenuto in pochi anni una ricchezza che il cronista vero di camorra, quello che sputa il sangue sulle cronache locali e rischia la vita tutti i giorni, non otterrebbe mai neppure se lavorasse per cinque vite di fila; aver contrabbandato per saggio, infine, un romanzo che mischia realtà e fiction, senza un bollino viola che ci dica dove finisca l’una e dove cominci l’altra, e nonostante ciò essere riuscito a passare per un guru dell’antimafia.

La prima accusa, quella del danno d’immagine, è stata cavalcata dal presidente del Consiglio, che pure di Saviano è l’editore: ogni copia di Gomorra venduta nelle librerie di tutto il mondo è un soldino che cade nella tasca di Berlusconi, sia che dorma sia che vegli. Ma siccome gli affari sono una cosa e la politica un’altra, il premier dell’ottimismo deve tenere alto il morale delle truppe: fuori Saviano, che deprime, e dentro Apicella, che distrae. Se c’è la camorra, insomma, cantiamoci sopra. Sembra una fesseria, ma il ragionamento berlusconiano fa grande presa sulla gente comune: anche uno come Borriello – il centravanti del Milan, che pure ha avuto il padre ucciso dalla criminalità organizzata – è facilmente caduto nella trappola, arrivando quasi a dire che la colpa della camorra fosse di chi la denunciava. È vero, Borriello ha chiesto scusa (“Ho parlato di cose più grandi di me”), ma solo perché il bombardamento mediatico lo ha messo all’angolo: se non fosse stato un calciatore della Nazionale, per di più alla vigilia del Mondiale, sarebbe rimasto della sua opinione, come tanti altri che non fanno notizia. La seconda accusa è quella dell’arricchimento personale, e qui ci vuole poco per smentirla: intanto, perché il calciatore di cui sopra – nulla di personale, è solo per fare un esempio – non credo guadagni di meno, eppure passa la vita correndo dietro ad un pallone; inoltre, perché Saviano fa una vita da recluso che non augurerei a nessuno, non è libero di andare in vacanza con la fidanzata a Procida o in Sardegna, perché dovrebbero farsi il bagno con la scorta, né di comprarsi una villa a Cortina o nel Chiantishire, perché qualcuno gliela farebbe saltare per aria. Infine, dicevo, c’è la teoria del romanziere, che è quella più diffusa tra gli addetti ai lavori: Saviano faccia lo scrittore, non l’esperto di mafie, e dica – come lo sceneggiatore di un film, quando prende le distanze da “fatti e persone realmente esistenti” – che ci ha ricamato sopra. Questa obiezione, fra le tre, è la più seria, e riflette il legittimo risentimento di chi si occupa di mafia da una vita, lontano da ogni palcoscenico ma non dalle minacce dei clan; sono le stesse obiezioni dei vaticanisti dopo il successo delle fiction su Giovanni XXIII, che tagliavano il bene e il male con l’accetta e procedevano per caricature della storia. Ma è il prezzo che paga la società di oggi, dove tutto ciò che richiede una certa concentrazione – dai classici della letteratura agli avvenimenti storici, passando per la Bibbia e per le vite dei santi – passa nello stomaco dell’opinione pubblica solo se c’è un’opera di divulgazione che lo spettacolarizzi. Se Saviano non è il massimo esperto di mafie sulla faccia della Terra, dunque, almeno si riconosca il suo ruolo di divulgatore. E gli si diano queste benedette serate su Raitre, invece di mettersi a fare polemiche cretine.

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8 commenti to “Tiro al bersaglio”

  1. Virginia Invernizzi scrive:

    temo che la vera colpa di Saviano agli occhi dell’opinione pubblica sia un’altra: è una persona che rischia e fa in prima persona senza farsi spaventare da una forza criminale come la Camorra terribile e temibile. Visto che la grande giustificazione per non far nulla è: tanto non serve a niente, tanto riesci solo a farti ammazzare e non cambia nulla,rendersi conto che se chi si impegna anche se è un ragazzo di 30 anni non raccomandato riesce a cambiare le carte in tavola, con la forza dirompente della testimonianza di vita riduce le chiacchere a zero.

  2. Virginia Invernizzi scrive:

    e porta a farsi domanda sulla propria condotta e se c’è una cosa che irrita e doversi fare delle domande…

  3. Sabino scrive:

    Stasera ho trascorso una intensissima serata, sono stato con mia moglie, non a teatro, non al cinema, non ad una cenetta a lume di candela per poi….( tutte cose importanti in una coppia ), ma bensì ad un dibattito con ospite Raffaele Cantone ( Magistrato del processo ai casalesi), tenutosi a Boscotrecase (Na) presso la chiesa SS Apostoli (http://www.stabiachannel.it/ne.....news=15502 ); logicamente si è parlato di legalità e appena tornato a casa ho sentito il bisogno di condividere la mia esperienza, e mi ritrovo su questo sito l’argomento Saviano ( che culo, per modo di dire); sono intervenuto al dibattito e ho esplicitato che nulla è per caso, “20 giorni fa l’illusionista di Arcore, per l’ennesima volta, ha fortemente criticato tutti gli scrittori e registi che parlano e raccontano di mafie, 10 giorni fa il suo fido scudiero Fede nel Tg 4 ha attaccato Saviano, è notizia di oggi che i vertici Rai hanno intenzione di cancellare il programma di Fazio e Saviano; siamo alle solite tutto quello che è legalità va censurato”. Cantone ha apprezzato il mio intervento e ha invitato i presenti a stare molto attenti ad alcune dichiarazioni dei nostri governanti, perché come avevo sottolineato io, tutto e studiato in modo da zittire/calunniare coloro che denunciano le mafie e/o parlano di legalità. Tornando a casa commentavo con mia moglie: questo fa il magistrato, è sotto scorta da 15 anni, nel tempo libero potrebbe stare con la famiglia , eppure partecipa a numerosi incontri nelle scuole, associazioni, parrocchie, perché è in questi luoghi ( incluso il nucleo familiare ) che si coltiva la legalità, e nel quotidiano che ognuno di noi con gli atteggiamenti trasmette legalità, e quindi non dobbiamo aspettare gli eroi ( Cantone, Saviano, Borsellino, Falcone), perché gli “eroi” dobbiamo essere noi in ogni momento. Che serata intensissima, tenutasi in un territorio massacrato dall’illegalità, ma dove ci sono molte cellule vive che pulsano per l’ambiente e la legalità, dobbiamo fare in modo che queste cellule non siano visibili solo al microscopio, ma in uno stadio pieno di tanti Saviano ( NOI ).

  4. MANLIO scrive:

    Premesso che questo Governo sta combattendo la mafia mettendo in galera i mafiosi,piuttosto che organizzare sfilate,di Saviano ho un ricordo:RAI1,quando era diretta da Riotta,lo riprese all’interno dell’Univesita’ di ROMA 3:stava dichiarando che la Sinistra aveva alle spalle 15 anni di complicita’ con la camorra.Erano le 17 o le 18,all’incirca.Passano due orette,e Saviano ricompare al TG1,intervistato in mezzo ad una strada del centro di Roma da Riotta,trafelato,che lo aveva raggiunto dopo chissa’ quale caccia al tesoro.Saviano dichiare che anche la destra è coinvolta.Ora,visto che Riotta è cattolico,e quando si confessa non va da un povero fesso di prete qualsiasi,ma si reca(noblesse oblige) dall’Arcivesovo di Venezia,raccomanderei a quest’ultimo di fare presente a Riotta che questa porcata riveste tutte le caratteristiche del peccato mortale:piena coscienza,deliberato consenso,materia grave.Saviano è un ragazzo onesto,quando ha scritto il suo libro nessuno gli garantiva la celebrita’ e la ricchezza,molte cose gli garantivano una brutta fine:io non vorrei essere al suo post.Ha fatto il suo dovere di Napoletano e di Campano.La Sinistra sta cercando di farne uno degli strumenti della sua squallida propaganda,cosi’ come si impossessata dell lotta alla mafia,della Resistenza,etc.

  5. Ivan scrive:

    Temo ci sia una cosa rispetto alla quale il messaggio di Saviano non è ancora passato, almeno non forte come dovrebbe. Roberto spiega che la camorra è così forte perché conclude affari strutturali (non occasionali) con imprese del nord Italia e del resto d’Europa. Imprese “pulite”, intendo. Il traffico di rifiuti tossici verso le province di Napoli e Caserta, per esempio. Le produzioni a nero di oggetti di alta moda. La distribuzione di prodotti alimentari: un’impresa notissima ha pagato per anni 400milioni a 2 clan per vedere i propri prodotti imposti nei supermercati campani. Parte lesa, dicono le carte giudiziarie. Una parte lesa che ha raggiunto il 95% del mercato! Vogliamo parlare del mercato ortofrutticolo nazionale? Oppure dei subappalti delle opere pubbliche al Sud aggiudicati a imprese del nord? O ancora della gestione rifiuti sotto il Commissariato di Governo (non regionale o comunale, di governo)? però sembra che la camorra dipenda soltanto dal senso civico e dall’onestà dei napoletani. E questa menzogna fa male. Alcuni sovrappongono questa menzogna al lavoro di Saviano. Ma Roberto dice esattamente l’opposto!

  6. Sabino scrive:

    Manlio sei sei sei va bè lascia perdere, ma commè il premier strumentalizza tutto incluse le sciagure che gli convengono, ( l’Aquila e a munnezza a Napoli si fa vedere, a munnezza a Palermo e le frane in Sicilia sono scomparse dai media ) e tu parli della sinistra; è vero che questo governo sta combattendo la mafia, ma i mafiosi non fanno affari fra loro, qualcuno mi spiega come mai non sono inasprite le leggi contro la corruzione? Ma fammi capire caro Manlio, se un mafioso è d’accordo con un imprenditore e un politico corrotto per un affare su un appalto, dopo se risulta tutto illecito e l’azienda fallisce chi risarcisce i lavoratori che perdono il posto di lavoro? Ti ricordo che il sottosegretario Cosentino e il ministro Fitto sono ancora la, quindi che ben venga la visibilità di Saviano certamente è meglio di quei conduttori televisivi che ospitano ( con i ns soldi ) gli opinionisti e le accavallagambe.

  7. Lorenzo B. scrive:

    “Questo Governo sta combattendo la mafia mettendo in galera i mafiosi”.
    La polizia cattura un mafioso latitante? Il merito e’ del governo con TG vari che intervistano i ministri.
    Poi, ogni tanto ti capita di sentire che qualche questore denuncia la carenza di mezzi a disposizione, critica le leggi contro le intercezzazioni ed il falso in bilancio.
    Strano modo di combattere la mafia. A nessuno viene in mente che i successi di questi anni avvengono non grazie al governo ma nonostante le scelte del governo?

  8. MANLIO scrive:

    Caro Lorenzo B
    io non so se tu abbia la fortuna di abitare nel posto piu’ bello del mondo:Roma.Se hai qusta fortuna,vai a farti una passeggiata in via Giulia,che di Roma è una delle strade piu’ belle.Circa a meta’ strada c’è la DIA. Fuori del portone ci sono le sue auto.Tutte(salvo un paio di casi)sono BMW di cilindrata superiore ai 2000.Tutte,sono grigie metallizate.Tutte,hanno targa che inizia per D,alcune,non poche,DT,DV,DX.Sai che significa?Significa che sono nuove.Ora,io posso capire che per inseguire i mafiosi occorra assolutamente una BMW.Posso anche capire che debba essere grigia,in modo da mimetizzarsi nella nebbia di Palermo.Arrivo perfino a comprendere che debba essere metallizzata(1000 euro di sovrapprezzo)perchè è noto che i mafiosi sono particolarmente terrorizzati dal metallizzato,e quando lo vedono restano immobilizzati come conigli davanti ad un serpente.Ma quando mi si dice che mancano i soldi per le fotocopie,allora mi girano i cabasisi.A te no?

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