“Morta bimba di un anno, secondo caso in 48 ore”: è il 6 marzo 2010 e, nelle sue pagine milanesi, Repubblica lancia l’allarme su un possibile caso di malasanità. Fa notizia perché è il secondo nel giro di due giorni, ma dalla cronaca non si coglie che una parte della vicenda. L’articolo inizia così:

“È una morte inspiegabile quella di una bambina nigeriana di appena 13 mesi. Ricoverata martedì notte all’ospedale di Cernusco sul Naviglio, la piccola è stata stroncata da un arresto cardio-circolatorio alle 7 di venerdì. Il secondo caso simile, nella stessa zona, in 48 ore. Figlia di un operaio e una casalinga residenti a Carugate, regolari e perfettamente integrati, appena arriva al pronto soccorso la bimba viene trasferita nel reparto di pediatria per un virus gastrointestinale. Sulle prime la terapia sembra fare effetto. Ma il pomeriggio successivo il quadro si aggrava. I medici decidono di fare una flebo e monitorare cuore e polmoni. Ancora una volta, la situazione sembra migliorare. Ma alle 6 di ieri mattina il cuore smette di battere. Pediatra e anestesista tentano di rianimare la piccola che però un’ ora dopo muore. La procura di Milano ha già avviato un’ inchiesta e i carabinieri hanno sequestrato la cartella clinica”.

Si sa che la bambina è nigeriana, che suo padre fa l’operaio e sua madre la casalinga, che risiedono a Carugate, che sono regolari e perfettamente integrati. Invece no, perché suo padre ha perso il lavoro e dunque – grazie alla Bossi-Fini, naturalmente – gli è scaduto anche il permesso di soggiorno. Tra le varie conseguenze del caso, c’è anche la scadenza della tessera sanitaria della bimba, cosa che – secondo il padre – avrebbe complicato notevolmente le procedure di assistenza medica. Qualcosa a pelle potrebbe anche non tornare, perché – nonostante i tentativi della Lega –  nel pronto soccorso non esiste ancora un codice nero per gli  immigrati irregolari, e speriamo che sulla vicenda si faccia luce presto: oltre all’inchiesta della Procura, ci sarebbe anche un dossier dell’ospedale in via di pubblicazione. Aspetterò, dunque, prima di chiedere le dimissioni del ministro della Salute, o in alternativa quelle del titolare dell’Interno, o almeno – ma sarebbe una soluzione di basso profilo e non so se mi basterebbe – quelle del neogovernatore della Lombardia. Ma per rispetto del signor Tommy Odiase, nigeriano di 40 anni in Italia da 13, e delle 200 persone che ieri sono scese in piazza accanto a lui, nel frattempo ho firmato – insieme ad altri colleghi – questa interrogazione parlamentare, breve quanto basta:

Interrogazione all’Onorevole Ferruccio Fazio, Ministro della Sanità.

Per sapere, premesso che

il quotidiano La Repubblica edizione Milano di oggi denuncia il caso di una bambina di 13 mesi morta dopo essersi vista rifiutare il ricovero – secondo quanto affermato dal padre, immigrato nigeriano nel nostro Paese 13 anni fa –

se nella legislazione sull’immigrazione attualmente vigente sussistano dei presupposti in base ai quali possano essere rifiutate le cure mediche in presenza di una carta sanitaria scaduta;

se il personale medico dell’Ospedale Uboldo di Cernusco abbia proceduto almeno ad effettuare una diagnosi di massima della bambina.

Fiano, Turco, Pollastrini, Sarubbi, Misiani

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16 commenti to “Codice nero”

  1. max scrive:

    Spero davvero e con tutto il cuore che non sia andata così, che ci sia una spiegazione a tutto ciò.

  2. Ismail Ademi scrive:

    spero che la magistratura sia rapida e chiara nelle indagini.
    Il fatto però è di una gravità inaudita. Bene l’interrogazione
    parlamentare.

  3. Sun Wen-Long scrive:

    Appena ho letto la notizia, che la famiglia era del Cernusco sul Naviglio – mi è venuto subito in mente il caso di Abdul Guibre, quel ragazzo pestato a sangue da padre e figlio – gestori di un bar. Sì è solo un caso – mi son detto.
    Poi leggo del suo tesserino scaduto, che si potevano fare test preliminari più approfonditi senza per forza pretendere queste banalissime cure mediche con l’aggravarsi della salute della piccola.
    Lei è morta così, come mia madre a 47 anni: per colpa di una diagnosi sbagliata 7 anni fa, una metastasi al fegato venne curata come una banale trombosi. Era agosto, il personale di guardia al pronto soccorso non fece esami di accertamento adeguati e solo dopo a fatti avvenuti si sono postumi si sono conosciute le vere cause.

    Ci auguriamo tutti che la malasanità non vada mai a braccetto con la parola “straniero”, né con le leggi di prima né con le leggi di oggi e del domani, che non tocchi chi ci sta di più cuore e caro al mondo. Ma la vita è la vera maestra di filosofia, che mi costringe a vedere le cose per quello che sono.
    Mia madre si sentiva a casa in Italia, sicura in ospedale dei medici che l’avrebbero curata.
    Perché non dovremmo esserlo?

  4. pier scrive:

    Buondì, magari è una sparata, ma potrebbe valere la pena di approfondire quanto si dice qui: http://rinello.tumblr.com/post.....sitasmundi

  5. Virginia Invernizzi scrive:

    è bello vedere che il nostro parlamento si mobilita anche per cose di questo genere.
    ciao
    Virginia

  6. Aldair scrive:

    E’ un’ottima idea l’interrogazione parlamentare. Complimenti!

  7. MANLIO scrive:

    @SUN WEN LONG.La vita è maestra di filosofia,tu studi ingegneria,i tuoi connazionali (…)

    Qui c’era un commento che non meritava di essere letto, e così l’ho tolto di mezzo. Con buona pace di Manlio, del suo ghostwriter – che ricordavo come una persona civile, in altre circostanze – e di tutti i nickname che si alternano dallo stesso account. Amen. E scusa, Sun Wen Long, se non me ne ero accorto prima. AS

  8. Lorenzo scrive:

    @ SUN WEN LONG. Le volevo chiedere scusa per la risposta che le manda il mio concittadino (e forse anche il suo) Manlio. Si sarà accorta che gli italiani sono tornati ad essere profondamente razzisti e che il razzismo e la paura per la diversità è stata sdoganata a tutti i livelli della società ed sono persino diventati strumenti per la produzione legislativa. Io provo una vergogna profonda di essere italiano di fronte a notizie come quelle di cui stiamo parlando e umiliazione quando un mio concittadino si comporta in maniera superfiale e sgradevole nei confronti di una persona che ha una provenienza diversa dalla sua. Mi spiace molto per l’incidente, spero che sappia già che questo paese, per quanto pessimo stia diventando, è ancora frequentato da persone per bene e che ignori gli insulti e le volgarità di un razista qualunque.

  9. Mik scrive:

    @ SUN WEN LONG. Ormai vivo la mia italianità come una vergogna, grazie ad individui come Manlio, che esprimono solo volgarità, ignoranza e qualinquismo. Vorrei chiedere anche io scusa per lui, non riesco davvero a sentirmi concittadino di certa gentaglia. Grazie per la tua testimonianza, Sun.

  10. MANLIO scrive:

    Non c’è bisogno che vi scusiate per me:scusatevi per voi stessi e per avere creduto a REPUBBLICA.Manlio è una persona civile e lo resta,ma quando viene fatto oggetto di accuse diffamatorie da parte di qualche mascalzone,in un blog precedente,allora,visto che nel loro piccolo anche le formiche si incazzano,si incazza anche lui.Nel mio post ho elencato una serie di fatti che coinvolgono la Cina e la comunita’ Cinese qui in Italia.Anche mia madre è morta vittima di un errore,ma questo,considerato che le statistiche informano che i medici Italiani sbagliano non piu’ degli stranieri,non autorizza nessuno,tantomeno un Cinese,a mettere sotto processo il nostro Sistema Sanitario,considerato dall’OMS uno dei tre migliori al mondo.Ho anche una storia da raccontarvi.Linciato da una banda che aveva a capo Santa Rosy Bindi,sicuramente vergine ed improbabilmente martire,è morto qualche tempo fa il Prof.Di Bella.Un mio conoscente segui’ la sua cura,a base di Somatostatine,e quando era praticamente guarito passo’ a quelle Cinesi,che costavano meno.Mori’in poche settimane.E’questa,la Cina.

  11. magociclo scrive:

    Caro Andrea, purtroppo quando si parla di cittadinanza i cuori della maggioranza degli italiani si scaldano solo quando i giornali mostrano le foto di Amauri che ieri ha giurato fedeltà alla costituzione italiana. Stamattina inutili fiumi di parole sulla possibilità che il giocatore venga convocato da Lippi per i prossimi mondiali. Premesso che il tema “Amauri italiano” mi appassiona praticamente nulla, sono impressionato dalla disparità di trattamento sui mezzi di informazione fra la tragedia che tu hai stigmatizzato e una notizia a cavallo fra gossip e sport. La strada per la civiltà è lunga e dobbiamo sperare di riuscire a percorrerla fino in fondo senza stancarci.

  12. Lorenzo scrive:

    @ Manlio. Il suo post era biecamente razzista e qualunquista, non cerchi di riabilitarlo, semmai ringrazi il nostro ospite che ha cancellato quella vergogna.
    Qui non si tratta di capire se i medici siano bravi o meno, ma se mettano a disposizione di tutti la loro bravura. Siccome c’è il sospetto che alcuni di loro non l’abbiano fatto, noi un po’ di vergogna la proviamo e speriamo che ministri e tribunali facciano in fretta a chiarire questa vicenda assurda. Se poi dovessimo scoprire, come temo, che i medici sono stati negligenti protetti da una legge assurda avremo un motivo in più per chiedere conto a chi quella legge l’ha voluta se veramente voleva condannare a morte qualcuno per la sua origine oppure se è stata solamente dabbenaggine.
    Non conosco la storia del suo conoscente, ma per come la racconta sembra la storia di una persona che non è mai guarita, nonostante la cura miracolosa. Esattamente come il mio amico, morto nel 2001 a 21 anni nonostante i suoi familiari si siano svenati per procurargli la stessa cura nella speranza che facesse qualcosa che non è mai stato dimostrato che faccia. Il prof Di Bella è stato un ciarlatano che si è approfittato dell’ignoranza di un mucchio di persone disperatamente malate e dei loro familiari per proporre una terapia di cui non si è mai dimostrata l’efficacia. Siccome in Italia la politica non si fa mancare mai nulla, c’è stato persino chi quella stessa galoppata sulla disperazione l’ha fatta per accaparrarsi anche i voti di queste persone. Se la Bindi non le piace, la sfido a trovare un solo articolo di una sola rivista scientifica a supporto della cura Di Bella.

  13. Donina scrive:

    Due notizie in questi giorni stridono per la lontananza non solo geografica: in una parte del mondo ci sono medici volontari che rischiano la vita per portare avanti una missione, per curare la gente senza chiedere nomi e cognomi, senza guardare al colore della pelle, senza richiedere tessere sanitarie; in un’altra parte ci sono invece medici che lavorano in città tranquille, senza la paura della guerra, pagati per salvare la vita alla gente, ma prima di svolgere il loro lavoro si preoccupano della burocrazia, dei permessi di soggiorno…
    Ogni giorno qualche giornale ci ricorda che – in quel primo paese – i nostri militari stanno cercando di dare lezioni di democrazia.
    Ed è questo che rendere tutto più incomprensibile e rende le due notizie ancora più lontane!

  14. Sun Wen-Long scrive:

    Grazie a tutti voi che seguite il blog e allo stesso Andrea per queste parole – non vi preoccupate, in più di tre anni che svolgo l’attività di volontariato ho avuto la fortuna di temprare il mio carattere da ogni sorta di accusa o luogo comune – ci siamo abituati e non ne abbiamo timore.
    Fino a ieri non ho mai tirato fuori questa storia – c’erano priorità sociali più urgenti, e poi si tratta di vita privata. Ma in questo caso mi sono sentito il dovere di condividere una banalissima vicenda umana dal sapore amaro – che mi accomunava in una tragedia che si è ripetuta per l’ennesima volta. Non ho scritto tanto per i morti – che ahimè non ci sono più – ma per i vivi, che soffrono e hanno bisogno di una speranza per proseguire e ritornare a vivere nella normalità.
    Se sono ancora vivo è perché attendo con sobrietà l’iter giudiziario (nel mio caso bisognava attendere almeno 5 anni per aprire il fascicolo in Tribunale, così è stato deciso dai PM che hanno sequestrato col supporto dei carabinieri i fascicoli nelle prime ore dopo il decesso).
    E se faccio nel frattempo volontariato per il mio Paese, dove sono nato – è perché credo vi sia speranza nel cambiamento.
    In Cina tutte queste cose me le potrei anche sognare, non sarei nemmeno libero di esprimere un’autocritica a me stesso.

    Fortunatamente mi sono lavato il cervello da ogni cattivo pensiero vigliacco di scappare di qui, ora svolgo un ruolo di mediazione sociale bello tosto – giusto perché come ripeteva quel commento “Voi cinesi siete bravi solo a rubare il lavoro!” :) Io nel mio piccolo cerco di smentirlo, ognuno va giudicato per le azioni che fa – punto.
    E’ ancora giusto credere nella giustizia ordinaria, ed è ancora più giusto parlarne a cuore aperto di queste vicende. Solo così la gente che ne soffre può uscire dalla depressione, e tante altre persone possono rendersi conto che la realtà ci riserve spiacevoli sorprese (io l’ho rinominata fase degli anticorpi).
    Difficile migliorare la società con la sola dialettica, ma non impossibile.
    Un abbraccio ai genitori della piccola Rachel – non mollate, non vogliamo che questa vicenda cali nell’oblio. Siamo dalla vostra parte, per un diritto sincero alla salute e alle cure mediche.
    I miei sinceri ringraziamenti a Voi
    Wen (Bologna)

  15. Donina scrive:

    Sun Wen-Long mi levo il cappello di fronte alla sobrietà della tua risposta, al tuo equilibrio e al tuo altruismo… non so se sarò mai in grado di tanto!
    Chapeau…

  16. MANLIO scrive:

    @LORENZO.Mi rifiuto nel modo piu’ assoluto di credere che quei medici siano stati negligenti VOLUTAMENTE.Qusta cose,le credete perchè da sempre leggete una stampa diffamatoria e ne siete plagiati.Non rinnego una sola parola di quanto ho scritto.

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