
Sarò sempre il solito ingenuotto, ma continuo a credere che le leggi vengano prima della polemica politica: come dico spesso a proposito della cittadinanza, ciò che mi preoccupa di più nell’iter di quel testo di legge è uno scontro di potere, tutto interno al Pdl, giocato sulla pelle delle persone. E così, quando stamattina ho letto l’articolo di Margherita De Bac sul Corriere della Sera, mi si è ghiacciato il sangue: secondo la ricostruzione dei fatti, il Pd era pronto a stritolare nel suo ostruzionismo cieco anche una legge importante come quella sulle cure palliative, che i malati italiani attendevano da anni e che noi – chiamati ad approvarne il testo finale in settimana, con voto bipartisan – avremmo sacrificato senza pietà sull’altare dello scontro con Berlusconi.
Cito testualmente il relatore, Domenico Di Virgilio (Pdl): “Tutti devono sapere che a casa dell’ostruzionismo in Aula l’entrata in vigore della legge ritarderà ulteriormente, con grande danno per quanti soffrono di gravi patologie”. Leggendolo, dicevo, mi si è ghiacciato il sangue: pur giudicando legittima (e doverosa) la nostra battaglia parlamentare contro lo scempio del decreto salvaliste, l’idea che venissimo accusati di sacrificare un “atto di civiltà” per colpa di una “zuffa” (i virgolettati sono del Corriere) mi faceva stare male. A me la strumentalizzazione del Centrodestra era chiarissima – perché la legge sulle cure palliative sta lì da tempo ed avrebbe potuto essere già approvata, se la stessa maggioranza non ci avesse ingolfato il calendario con 6 decreti da convertire – ma agli occhi del cittadino comune, onestamente, era difficile non passare per cinici. Arrivato con questi pensieri alla riunione del nostro gruppo parlamentare, ho visto che la mia preoccupazione era condivisa da molti, ma per fortuna abbiamo trovato una via d’uscita intelligente: proporre all’Aula l’inversione dell’ordine del giorno, votando subito le cure palliative (senza nemmeno aprire la discussione generale) e poi cominciare la battaglia vera e propria sul decreto enti locali. Il Centrodestra, a quel punto, ha dovuto scoprire le carte e si è opposto, al grido di “Muoia Sansone con tutti i filistei”: l’approvazione delle cure palliative era molto meno importante della chance di mettere l’opposizione in difficoltà con l’opinione pubblica. Quando non c’è unanimità sull’ordine del giorno, dice il regolamento della Camera, si vota. E noi abbiamo votato, mandandoli sotto: esame del decreto enti locali rinviato a domani, oggi subito in Aula le cure palliative, che abbiamo approvato praticamente all’unanimità nel giro di qualche ora. Potrei mettermi qui a ironizzare sulle loro assenze, visto che senza il nostro voto non ce l’avrebbero neppure fatta, ma la mia concezione della politica è più alta: di fronte ad una buona legge, la contrapposizione tra le parti passa in secondo piano, perché è il Paese intero che vince. Lasciatemi dire, però, che il nostro comportamento di oggi smentisce in un colpo solo tutto il teorema berlusconiano dell’opposizione disfattista: noi non abbiamo nessun interesse a boicottare quello che di buono viene fuori e siamo prontissimi a dare il nostro contributo. Nonostante gli insulti, che – come direbbe Totò – ci piovono addosso a prescindere.
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…anche la mia concezione della politica è più alta,ed anch’io per esperienza ritengo da sempre che difronte ad un buon provvedimento,la contrapposizione tra le parti passa in secondo piano perché è la comunità intera che vince,bravi!
Un grazie per la puntualità con cui sempre ci aggiorni sulla situazione “romana” è veramente una ottima e utile modalità per tenere “accesa la spina” con il territorio.
E dato il riferimento torno ad invitarti per un incontro dalle mie parti!
Di nuovo grazie, Andrea!
Dina da Massa (MS)
Grazie Andrea! Continuate così! Questa è la più bella pubblicità.
Questo è ciò che ci aspettiamo dal Politici veri!
BRAVO!!!
anch’io quando ho letto sul giornale ( in questo caso Repubblica) che nella sua polemica l’opposizione aveva falciato anche la legge sulle cure palliative c’ero rimasta malissimo. Va bene indignarsi sul dl ad listam, ma questo mi sembrava davvero buttar via il bambino con l’acqua sporca. si può immaginare il mio sollievo leggendo la cronaca di Andrea, per lo meno per qualcuno vengono ancora prima i cittadini.Meno male che li avete mandati sotto, se no erano pure capaci di dire che era merito loro… sono spudorati
ciao
Virginia