
Non sono l’ufficio stampa del Quirinale e non ho ricevuto nessuna richiesta di aiuto da parte di Giorgio Napolitano, che tra l’altro può contare su uno staff di collaboratori ben più preparati di me. Ma nel giro di 48 ore il presidente della Repubblica è stato preso a schiaffi due volte – prima sulla guancia destra, da Berlusconi, e poi su quella sinistra, da Di Pietro – e non andrei a dormire tranquillo se facessi finta di nulla.
A detta di Marzio Breda – e chi ci capisce un po’ sa che il quirinalista del Corriere della Sera parla pure con le piante del Quirinale – giovedì sera c’è stato uno “scontro durissimo” di un’ora, “il confronto più duro mai avvenuto tra Berlusconi e Napolitano”, nel corso del quale il (purtroppo) nostro premier si sarebbe espresso “con brutalità”, salvo poi scusarsi ieri mattina al telefono. Perché tutto ciò? Perché, pur essendo disposto a trovare una soluzione politica, il presidente della Repubblica – se non lo avete già fatto, vi obbligo a leggere sul sito del Quirinale la sua lettera, che trasuda amore per le istituzioni – non accettava di firmare sotto dettatura. Meno di 48 ore dopo, il leader dell’Idv ha accusato il capo dello Stato di non essersi comportato da arbitro e ne ha addirittura vagheggiato l’impeachment, dimenticando tra l’altro che – a maggioranza di Centrodestra vigente – il suo successore verrebbe scelto proprio dall’attuale inquilino di Palazzo Chigi, sempre ammesso che non fosse lui in persona. E perché Di Pietro si è arrabbiato così tanto? Per il motivo opposto a quello di Berlusconi: perché il presidente della Repubblica, cioè, aveva sì rifiutato di firmare sotto dettatura, ma si era reso comunque disponibile a trovare una soluzione politica. Intendiamoci, signori miei: io non sono un inciucione, credo che le regole vadano rispettate e ritengo che la vignetta di Giannelli sul Corriere di oggi valga più di un trattato di sociologia sull’Italia del 2010. Penso che in un Paese appena più normale del nostro il Centrodestra di turno si sarebbe scusato per l’errore, si sarebbe inginocchiato di fronte agli avversari politici ed avrebbe chiesto un atto di clemenza, anziché difendersi attaccando gli innocenti e facendo passare il rifiuto delle regole democratiche come il modo migliore per difendere la democrazia. Di più: quando il decreto arriverà alla Camera – e non credo che dovremo aspettare a lungo – mi eserciterò, insieme ai miei colleghi, nelle forme di protesta che riterremo più incisive, perché questa legge dovrà comunque passare sull’anulare della mia mano destra (il dito che utilizzo di solito per votare no). Ma prendersela con l’unico contrappeso esistente, con l’unico frangiflutti nell’oceano del populismo, è un errore incalcolabile: se magari Di Pietro si facesse due chiacchiere con Marzio Breda, prima di aprire bocca, sarebbe meglio per tutti.
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Come al solito mi sembra molto corretto e realistico quello che scrivi. E soprattutto condivisibile, anche se pure a me i dubbi non mancano… ma cosa poteva fare di meglio il presidente Napolitano senza incorrere in pasticci che potevano essere socialmente o politicamente molto più brutti? Sposo la teoria del “male minore”, pur se a malincuore… Povera Italia…
Grazie Andrea per questa precisazione! Veramente mi sentivo nauseata dal sentire continuamente accusare Napolitano come se fosse il più grande imbecille. Queste prese di posizioni nettamente “contro” credo che non facciano bene a nessuno, almeno a me lasciano un senso di amarezza e di disorientamento. Se non crediamo più in un garante, il governo pensa solo per sè, la sinistra è divisa… non so neppure più chi sono, dove mi trovo, dove andare…Abbiamo invece bisogno di cogliere il positivo, di unire le forze e lottare per difendere il bene comune, per salvare la democrazia. Secondo me non dobbiamo sprecare le energie per distruggere, c’è già chi lo fa.
Per piacere, Andrea, Napolitano è INDIFENDIBILE.
Il suo ruolo è quello di GARANTE DELLE REGOLE E DELL’ORDINE COSTITUZIONALE, cosa che si è “dimenticato” di fare quando ha firmato il decreto.
Non esistono “interpretazioni” della norma vigente che tengano, solo un ipocrita potrebbe pensare che anche in questo caso “fatta la legge, trovato l’inganno”, perchè i termini erano perentori e la RAI, ovvero lo STATO, trasmetteva da tempo spot istituzionali in cui si fissavano i termini e i modi di presentazione delle liste, non rispettate, per loro stessa ammissione, dal PDL di Roma.
Prolungare i termini di presentazione delle liste, accorciare i tempi della campagna elettorale, e tutte le modifiche apportate dal decreto presunto “interpretativo” sono quindi inevitabilmente modifiche, non interpretazioni, della legge vigente. A “GIOCHI” GIA’ FATTI!
D’altronde esiste una legge dello Stato (l’art. 15 della n°400 del 1988)che, non a caso, impedisce di modificare con decreto la materia elettorale. VOGLIAMO RITENERE CHE NAPOLITANO NON NE FOSSE A CONOSCENZA? E sarebbe comunque gravissimo che non lo fosse!
Sono le stesse motivazioni con le quali Napolitano si “giustifica”, infine, ad essere ridicole. In sostanza, dice Napolitano, era impensabile tener fuori dalle competizioni il partito di maggioranza relativa. E PER QUALE MOTIVO? Forse che i grandi partiti, solo perchè sono grandi, devono essere presenti a priori, anche se non rispettano le regole, mentre i piccoli partiti possono anche fottersi?
Insomma, ripeto, Napolitano è ingiustificabile. Non penso che abbia fatto chi sa quale “inciarmo”, come si dice a Napoli, ma semplicemente che sia un Presidente SENZA PALLE.
P.S. Perdonami e perdonatemi i toni bruschi, ma quello che è successo mi fa uno schifo che non potete nemmeno immaginare. Sono stanco di vivere in un Paese dove l’unica cosa legale è l’ora legale. E, come disse M.L.King, “non mi spaventa la violenza dei forti, ma il silenzio degli onesti”. Onesti che dovrebbero smetterla di essere “pavidi”, come ha sacrosantemente detto Di Pietro.
Quoto integralmente Zanfardino.
Il problema è che bisognava fare una riunione con tutta l’opposizione e dire: “Abbiamo sbagliato. Metteteci in condizione di riparare.”. Il decreto sarebbe passato con l’approvazione di tutti.
Invece, un nuovo atto di forza.
Napolitano non doveva/poteva firmare.
Ha avuto paura ?! E’ stato ricattato ?! Non so più cosa pensare.
Speriamo bene.
Che il giornale dei Francesi abbi un informatore che parla con le piante del Quirinale è cosa che dovrebbe spiacere a chiunque abbia un passaporto italiano,e si addolori del fatto che la feccia fascigollista sia riuscita ad infiltrare un suo agente nel posto piu’ delicato,giusto per riempire di borioso orgoglio i pagliacci sciovinisti di Parigi.Sembra pero’ che ai tempi di Ciampi,i buffoni presuntuosi fecero di meglio:col risultato di seguire in diretta la decisione del Governo di andare in Irak alla faccia loro,e di ereditare,oggi,uno dei piu’ giganteschi giacienti di petrolio del mondo,affidato all’Eni.Pero’questa che si legge qui è anche una buona notizia:sotto la Torre Eiffel qualcuno ha capito che col Primo Ministro Italiano non si scherza.Io,a Marzio Breda ci credo come credo che Biancaneve se ne andassein giro seguita da sette nani:quello di monsieur Breda è ovviamente un tentativo di mettere sottosopra le Istituzioni Italiane per conto dei fascistoidi che sognanao di mettere le mani sull’Italia:uno dei mquali,quando si dice i casi,ha rilasciato un’intervista al SOLE proprio mentre in Italia succedeva quel che è successo.Finito il prologo,che Napolitano si sia lasciato minacciare è sicuramente una menzogna.Quali terribili armi ha puntato il Cavaliere contro di lui?Quali ricatti ha messo in atto?Napolitano ha detto quello che ogni galantuomo come lui direbbe:non si puo’ escludere la maggioranza degli Italiani dalle due regioni piu’ inportanti.Che regole e regole!La regola è che IL POPOLO VOTA TUTTO,SOVRANAMENTE.Di Pietro vuole che il prossimo Presidente,come sopra detto,sia Berlusconi?Come tutti i dementi,urla piu’ conto sè stesso che contro i suoi nemici.Protestate pure con forme “incisive”,in Parlamento.Tanto,cio’che lo Sbirro ha detto e fatto in quell’Aula non è comunque superabile,quanto a faziosita’ e volonta’ eversiva.La gara con Di Pietro non vi fara’ onore.
Per chi dice che con Scalfaro il Pdl sarebbe stato escluso, ecco qui l’intervista di oggi sul Corriere. A Marzio Breda, naturalmente:
http://www.corriere.it/politic.....aabe.shtml
Beh, Scalfaro fa comunque capire che lui il decreto non l’avrebbe firmato.
Anch’io sono d’accordo con Zanfardino…Se non avesse firmato avrebbe fatto appieno il suo dovere. Così si è reso responsabile di un atto assolutamente antidemocratico.
L’articolo di Breda è una riprova di quale sia il grado di squallore al quale è sceso l’ex giornale “sobrio e rigoroso”,trasformato in succirsale dell’UNITA’.Articolo di esemplare faziosita’ che dipinge il Presidente del Consiglio come un bruto che ricorre a minacciose argomentazioni,ma che tratta con i guanti il capo di un partito eversivo come l’IDV.Quanto al fatto che Scalfaro non avrebbe firmato…chi ne dubita?L’ex presidente esperto in Teologia Mariana farebbe bene a passare piu’ tempo a Lourdes e meno a rilasciare pareri.La sua presidenza è stata la piu’ faziosa della Storia.Speriamo che Maria lo converta.
se Scalfaro era fazioso, facciamo prima a dichiarare che in italia una Repubblica non ha luogo d’essere in quanto manca il fondamentale “senso della realtà” fra i suoi partecipanti. Invito inoltro il sig. Manlio Laurenti ad essere cauto nei giudizi da fede degli altri, il Giudice su questa materia sarà uno solo e nessuno potrà godere di leggi o decreti ad personam, ed ha già detto che saremo giudicati con il metro con il quale giudichiamo. Con rispetto per l’operato dell’attuale presidente della Repubblica, ritengo che forse avrebbe dovuto, per lo meno, aspettare un po’ a firmare,ma secondo me doveva farlo. Se no Berlusconi avrebbe portato tutti i suoi in piazza e avrebbe attaccato l’intera struttura repubblicana del Paese. Spero invece che il Presidente rinvii alle Camere il legittimo impedimento in quanto palesemente anticostituzionale. Sull’applicabilità del decreto ha, invece, già deciso il Tar del Lazio.