
Mi metto nei panni di Giorgio Napolitano, che in queste ore è nell’occhio del ciclone. A chi gli rimprovera di non aver garantito a sufficienza la Costituzione – di non aver vigilato, cioè, sugli abusi compiuti dagli altri organi – ricordo che tra i suoi compiti ce n’è anche un altro, forse addirittura più importante, fissato dal primo comma dell’articolo 87 costituzionale: il presidente della Repubblica, vi si legge testualmente, “rappresenta l’unità nazionale”. Capisco, dunque, il ragionamento del Quirinale: meglio un pasticcio oggi che una guerra civile domani. Capisco, cioè, che abbia deciso di firmare il decreto licenziato ieri sera dal Consiglio dei ministri – e forse anche io avrei ragionato nello stesso modo – ma mi brucia tantissimo.
Ciò che mi brucia, chiaramente, non è che il Pdl partecipi alle elezioni nel Lazio: il lato sportivo della vicenda l’ho già sottolineato l’altro giorno e mi sento profondamente offeso dal presidente del Consiglio, quando insinua che l’obiettivo del Pd possa essere quello di vincere facile. D’altra parte, apro e chiudo parentesi, questi ultimi 15 anni ci hanno insegnato che nel pensiero berlusconiano non c’è spazio per le questioni di principio e di legittimità, dunque uno dovrebbe averci fatto il callo. Ciò che mi brucia, dicevo, va molto al di là della faccenda elettorale: è piuttosto una questione politica nel senso alto del termine, perché con il decreto di ieri sera abbiamo ribadito all’Italia – che già lo sospettava, purtroppo – quanto poco contino le regole, quando hai la forza di poterle cambiare. Se questa forza non ce l’hai (come i radicali, rispetto alla raccolta di firme, o come i verdi, rispetto alla distribuzione degli spazi televisivi) puoi permetterti al massimo uno sciopero della fame, sperando che qualcuno più potente di te si commuova e ti faccia la grazia. Se invece hai il consenso popolare, che si traduce in un numero cospicuo di bottoni da schiacciare in Parlamento, tutto è rimediabile: basta essere dalla parte giusta, insomma, e la vita ti sorride. Sono così arrabbiato, signori miei, che oggi io non me la prendo neppure con Berlusconi: io me la prendo con voi. Voi che avete smesso di appassionarvi alla politica, voi che al bar preferite parlare del Grande Fratello, voi che “l’uno o l’altro sono tutti uguali”, voi che avete confuso un voto con una delega in bianco. Svegliatevi, per piacere.
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Ecco, Andrea, hai centrato il problema. Anche io molto, molto a malincuore mi convinco a dire che Napolitano non poteva fare molto di più (o di meno, cioè non firmare), pena rischi grossi per la nazione. Però a me brucia pure il fatto che con questo precedente ho paura che sia sorto un vulnus molto grave allo stato di diritto. Purtroppo Casini ha detto bene – a mio avviso – a Parma. L’ultima arma che rimane, a questo punto, sarebbero proprio le elezioni, i voti. Ma anche qui il mio pessimismo (oggi sono molto pessimista) mi fa dire che la maggioranza degli italiani sembra non accorgersi della situazione in cui ci stanno cacciando questi figuri. E non osano neppure chiedere scusa… Questo mi fa paura, rabbia, vergogna, tristezza… e lascia perdere il mio essere prete… sono cittadino italiano. Ma sono in uno stato di diritto? Non so più…
bravo bravo bravo.
e penso che la cosa migliore per il pd e gli altri partiti di opposizione sarebbe quella di lanciare una campagna ridicolizzante: per partecipare alle elezioni hanno bisogno di papà! con il decreto hanno dimostrato a tutti di essere solo INCAPACI e ARRUFFONI/ARRAFFONI.
abbiamo tutti interesse a che tutti partecipino alle elezioni, ci mancherebbe, ma nessuno impediva a tutti i cittadini di partecipare….no?
come sempre.. puntuale, preciso, lineare, appassionato, corretto, più che condivisibile…
Forse è il momento che gli italiani capiscano che ci sono problemi urgenti di democrazia in questo paese. Forse è il momento di capire che le elezioni sono importanti, a volte anche più del televoto per l’erede del re che consegnò l’Italia nelle mani del fscismo. Forse è il momento di capire che se ci occupiamo in eterno di circenses finirà il pane.
E come mai la Nazione è a rischio di guerra civile?Chi l’ha portata a questo punto?Chi ha creato una situazine tale,per cui una banalissima tornata elettorale è questione di vita o di morte?Chi,anche oggi,nonostante non venga nominato su questo blog,parla di impeachment di Napolitano e continua a fomentare la vendetta ed il livore?Chi sta dimenticando che ieri è stata una bruttissima giornata,per la sinistra,anche perchè Ciancimino è stato smascherato dalla parte onesta(l’immensa maggioranza)della Magistratura? Chi da anni usa la diffamazione,la menzogna,l’odio come strumento di lotta politica,anche sulla TV pagata dal pubblico? Chi parla di delegittimazione del voto popolare perchè “qualunquista”?Chi sta fornendo al mondo l’immagine,che tanto piace ad alcuni nostri nemici,di un paese sporco di monnezza,corrotto,instabile,inefficente?Chi da sempre considera la lotta sindacale uno strumento della Politica?Chi sogna ancora le malefatte del Comunismo?Tremo al pensiero di quello che accadra’ nel 2013,e di quali manovre sara’ capace la sinistra quando in ballo ci sara’ ben piu’ che qualche governatorato.Ormai non ci si ferma piu’ nemmeno davanti al Presidente della Repubblica piu’ onesto che abbiamo fortunatamente avuto dai tempi di Pertini.Quando si dicono queste cose,si dice che la Sinistra ed i suoi politici,magistati,pennaruli sono il solo vero pericolo per la Democrazia.Il messaggio è:”nulla contro di noi,nulla senza di noi”?Ebbene,la Sinistra deve convincersi che salotti buoni,intellettuali illuminati,politici e giornalisti prestigiosi,potentati stranieri ed Italiani,tutto questo non basta a convincere la gente comune,che nel nostro paese ha ormai il naso fino,e lo ha acquisito per merito del centrodestra.Dimenticarlo,e continure con un politica nella quale si sente da lontano l’odio di classe,vero motore e vera radice di questa opposizione,significa andare alla guerra.
Concordo abbastanza con cio’ che scrivi, ma resto comunque dell’idea che tra i due attentati alla democrazia lascaire un numero cospiquo di elettori senza il proprio partito sarebbe stato davvero molto peggio, se non addirittura irrimediabile. Il rischio era davvero quello della guerra di piazza e di questo mi auguro che qualcuno nella destra paghi fino in fondo il prezzo della propria inettitudine
e comunque anche cio’ che scrive MANLIO LAURENTI ha assolutamente la sua bella parte di fondatezza. Bisogna stare molto attenti a soffiare sul fuoco perche’ capita spesso che le fiamme vadano fuori controllo
Non solo al bar, ma anche nei posti di lavoro.
Oggi mi sono dovuto sorbire l’elogio del lucchetto dell’amore stile moccia mentre, quando si stava per parlare di temi più importanti il discorso è stato immediatamente troncato.
Come si dice a Venezia, ndemo bèn.
Stanotte, prima della firma di Napolitano sul famigerato DL “salvaliste”, mi sono permesso di scrivere la lettera che segue al nostro amato Presidente.
Sono d’accordo con Andrea della valenza politica della salvaguardia della pace, ed anche sulla “SVEGLIA!” (un po’ tropp delicata, a mio avviso) ai nostri concittadini, ma qui di abuso in abuso la carota nemmeno la vediamo! (nel senso di Altan…)…
Signor Presidente, la ammiro e la stimo dai tempi in cui mi rappresentava il volto moderato del PCI. Spero che riesca a comportarsi, anche questa volta, come sono sicuro avrebbero fatto i suoi predecessori Scalfaro e Pertini: difendendo la libertà, la democrazia e le regole di questo Paese che sta diventando un “paese”…… Non è concepibile che il partito di maggioranza sbagli a presentare le liste e poi pretenda di cambiare le regole “per consentire ai nostri elettori” di votarci. Siamo al ridicolo. Le cose serie sono ormai nella valigia dei ricordi… Signor Presidente, da maggio dell’anno scorso continuiamo a pensare di “aver toccato il fondo”… ma dopo dieci mesi sembra che il fondo non ci sia… La prego di non costringermi a chiedere la cittadinanza di qualche paese africano per ripudiare il paese in cui sono nato e cresciuto e che amo come il Paese più bello del mondo. Grazie per quanto farà per salvare l’Italia dalla dittatura.
@manlio, alle tue domande io risponderei: Silvio Berlusconi.
@ Manlio. Chi è che in ogni occasione dà colpa di tutti i suoi problemi a “quegli altri”? Chi attacca quotidianamente la magistratura, la sinistra, i giornalisti e in generale tutti quello che commettono il “delitto” di non pensarla come lui? Mi dispiace contraddirti, ma il più grande seminatore di odio che abbiamo in Italia si chiama Silvio Berlusconi.
Grazie Andrea, per il coraggio di razionalizzare e spiegare ciò che ci lascia senza parole. Ragionare con lucidità e senza tabù . È il primo passo per capirci, e magari cercare insieme posizioni e soluzioni. Soluzioni sembra una parola grossa, ma non vedo altra strada che interpretare ciò che succede con lo sguardo in alto. Il percorso si delinea un passo alla volta.
Secondo me invece Napolitano poteva e doveva non firmare…era la priorità rispetto all’unità nazionale eccetera eccetera, visto che il paese vive una immane tragedia.
Detto ciò condivido e provo tutta la rabbia.
Condivido, e penso -come qualcuno qui ha scritto- che la miglior risposta sia non già accettare la provocazione (perchè di provocazione si tratta e in effetti a tutti fa rabbia e verrebbe voglia di mostrare una prova di forza) ma invece fare una campagna elettorale dimostrando serenamente la loro incapacità e arroganza, chiedendo alla gente come può fidarsi di chi abbaia e sbraita promesse miracolose (la sicurezza! non metteremo le mani in tasca agli italiani! il partito del fare! ecc) e invece non fa che dare scandalo e mostrare di non saper fare niente..mostrando la ridicola falsità vittimistica delle loro accuse (vogliono correre da soli, ci hanno impedito di consegnare le liste) e la loro effettiva inconcludenza…
Sono d’accordo su Napolitano e sul fatto che Berlusconi si batte coi voti, se mai si batte. L’unica cosa che stona è il finale, perché capisco il momento e anche la provocazione, ma è molto PD prendersela con la gente che si rincoglionisce davanti alla tv e non si appassiona più alla politica: forse se facevate la legge sul conflitto d’interessi invece di scambiare Berlusconi per lo statista che non è le cose sarebbero andate un po’ meglio.
Spero che la valutazione di Napolitano riguardi esclusivamente la costituzionalità del dl, prescindendo da considerazioni politiche. Detto ciò aggiungo che sarebbe comunque ingiusto (ed antisortivo) una competizione senza Formigoni in Lombardia e il PdL a Roma e provincia. Purtroppo ciò che non và, ancora una volta, sono i metodi utilizzati dal governo.
Innanzitutto aspettando fino a lunedì il problema sarebbe limitato alla sola regiona Lazio e quì con un pò di collaborazione si sarebbe potuto trovare un accordo. Del resto credo che neanche al popolo della sinistra (tra cui ci sono anche io) piacerebbe vincere le elezioni a tavolino.
Questo trucco del governo, come lo ha definito Bersani, tuttavia potrebbe essere un plus per la vittoria del centrosinistra, almeno in Lazio. Richiamiamo alle urne il popolo degli indecisi…per vincere!
Se “qualcuno” ricorre alla corte costituzionale impugnando il decreto interpretativo, entro un anno si torna a votare… scommettiamo? Allora si che ci facciamo due risate.