336 sì alla proposta della maggioranza, 226 no, nessun astenuto perché con il voto segreto si sarebbe visto: la Camera nega l’autorizzazione a procedere e finisce qui il processo a Nicola Cosentino, o almeno si congela fino a quando il sottosegretario all’Economia sarà un deputato della Repubblica. Il che mi fa riflettere sulla scarsa probabilità della sua candidatura alla presidenza della Campania: se diventasse governatore, ragiono a voce alta, si dovrebbe dimettere da parlamentare, ed il giorno dopo finirebbe in custodia cautelare. Ma più che di analisi, oggi vorrei occuparmi di cronaca, raccontandovi qualche sprazzo del dibattito in Aula, per farvi capire i diversi approcci alla vicenda. Tralascio, per comodità, un po’ di colore: le accuse alla magistratura, colonna vertebrale della sinistra (Matteo Brigandì, Lega), i paragoni con Enzo Tortora, tirato fuori ogni volta che c’è un processo ad un politico (Maurizio Turco, Radicali), la filippica contro la persecuzione giudiziaria di cui è oggetto il presidente del Consiglio (ancora Brigandì), l’appello a reintrodurre l’immunità parlamentare (Nucara, repubblicano del gruppo Misto) e sicuramente mi dimentico qualcosa. Parto invece dal ragionamento svolto da Nino Lo Presti, membro Pdl della Giunta per le autorizzazioni, riassumibile così: “Si tratta di un processo ad orologeria: dopo 8 anni di indagini in cui non è stata trovata una prova, infatti, la richiesta di arresto giunge proprio alla vigilia delle Regionali. Inoltre, contestiamo l’attendibilità del pentito, che ce l’ha con Cosentino per essere stato escluso dagli affari nel ciclo dei rifiuti. A proposito: è vero che il sottosegretario ha segnalato dirigenti per quel consorzio, ma è una prassi diffusa in quei territori; ed è vero che conosceva diversi soggetti malavitosi, ma del resto è un referente politico importante per tutta quella zona. E tra l’altro è anche impegnato nella lotta alla camorra, tanto da aver organizzato a Casal di Principe la festa della Polizia! In ogni caso, la prassi della Camera è quella di concedere autorizzazioni a procedere solo in presenza di un fatto eccezionale (è avvenuto solo 6 volte nella storia repubblicana), e non crediamo che in questo caso ci troviamo in presenza di un fatto eccezionale”. Di tutt’altro genere, naturalmente, gli interventi dell’opposizione: tanto la nostra Marilena Samperi quanto Federico Palomba (Idv) hanno rimarcato l’intreccio perverso e micidiale tra politica ed affari e lo scambio elettorale fra Cosentino ed i clan, ma soprattutto hanno chiesto al Parlamento che lasciasse proseguire il lavoro dei giudici, visto che oggi – a differenza di qualche mese fa, quando votammo la prima mozione – si è in presenza di gravi indizi di colpevolezza per associazione mafiosa. Molto equilibrato anche il discorso di Sandro Maran (Pd), in dichiarazione di voto: “Noi non abbiamo mai esibito in quest’Aula cappi o manette, ma ci appare evidente che in questo caso il fumus persecutionis non c’entri proprio nulla: qualsiasi altro cittadino, nelle identiche condizioni di Cosentino, sarebbe oggi in carcere”. Ho lasciato alla fine gli interventi dell’Udc, che mi sono sembrati un esercizio di equilibrio per non mandare a monte l’ipotesi di alleanza con il Centrodestra in Campania: nelle analisi, infatti, concordavano totalmente con noi, ma nel voto hanno fatto il contrario. “La prima Repubblica è morta quando si è chiusa in una difesa cieca della sua classe dirigente, senza saper distinguere i colpevoli dagli innocenti”, ha dichiarato Pierferdinando Casini, sottolineando anche la necessità di non mettere la politica contro l’opinione pubblica. Voto contro l’arroccamento, allora? Macché: libertà di coscienza. Per mascherare un appoggio a Cosentino che non è stato difficile scoprire, guardando il tabellone con i numeri del voto finale.

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  1. FAUSTO MINONNE scrive:

    Caro on.Sarubbi io credo che non debba essere la Camera di appartenenza ad autorizzare o meno il processo ad un parlamentare(sia questo tanto di destra quanto di sinistra)…il Parlamento esercita il potere LEGISLATIVO,NON GIUDIZIARIO…l’innocenza o meno di 1 parlamentare non è verificata dalle simpatie politiche,ma dalla testimonianze,dalle intercettazioni e altro,e soprattutto da chi ne ha le competenze!!!Non intendo assolutamente fare di tutta l’erba un fascio,ma la vicenda di Cosentino è l’ennesima prova che la classe politica sia una casta privilegiata.Inoltre,seppur condividendo il libero esercizio del proprio potere che spetta al Parlamento(bisogna poi vedere cosa si intenda per libero),credo che tutti(dal berlusconiano piu’ accanito al nostalgico PCI)vorrebbero avere in Parlamento gente seria e pulita,e non mafiosi e corruttori!On. se ne ha la possibilità mi risponda pure.A presto!…

  2. Virginia scrive:

    E’ uno schifo…sapevo che sarebbe andata così…
    Concordo con Minnone ma non sul fatto che tutti vorrebbero gente seria e pulita in Parlamento…quello che è accaduto stamane ne è la riprova.

  3. E’ sempre stato così per qualsiasi deputato di qualsiasi apparteneza… e non può che essere così…

  4. Valeria scrive:

    Avanti con la casta degli eletti e dei politici di professione e del loro corollario. Una casta che si difende con ogni mezzo ( da destra a sinistra, Lei compreso), salvo poi le poche volte che la casta scende fra la gente e parla e semina false promesse, come la riduzione del numero dei parlamentari, le ricche prebende, i privilegi infiniti.
    Bene . Poi ci si stupisce per Cosentino?????

  5. Donina scrive:

    Prima di parlare di processo breve, sarebbe bene stabilire per tutti gli imputati (parlamentari e non) il DOVERE di sottoporsi al giudizio della legge, in presenza di indizi che motivino il procedimento.
    Il sistema giustizia italiano ha sicuramente bisogno di una sistemata che parta dai fondamentali (la concessione di strumenti necessari per svolgere il lavoro “presto e bene”), ma anche la coscienza giuridica dei cittadini – in particolar modo ci coloro che ci rappresentano e dovrebbero essere per noi un esempio – necessita di una decisa “revisione”.

  6. NICOLA DI MOLA scrive:

    Quando entri in una stanza dove tutti fumano,anche se il fumo lo odi,ne esci che puzzi anche tu.Quando entri in politica in certe regioni,puzzi anche tu.D’altronde,io non so se Cosentino sia quel che dicono,pero’ so che sono quel che diciamo noi i Giudici. Quel che accade è semplice:finchè la Magistratura sara’ quel che è,lo consideremo un nemico da combattere.Visto CSM e ANM?Hanno organizzato una settimana “Aperta alla societa’ civile”ovvero al popolo che sfilo’ Sabato storicamente vestito di viola.Incidentalmente,vestiti di viola erano anche alcuni mezzibusti RAI,quel di’ di gloria.E’ per quello che paghiamo il canone,è per quello che nutriamo quella che(repetita juvant), STEFANO LIVADIOTTI definisce l’ULTRACASTA,pagata profumatissimamente per lavorare poco o nulla.Occorre ammettere,pero’,che se lavorano poco è pur vero che fanno molto danno.A sè,al Paese,ai magistrati onesti,ed a quelli eroici.Solo che si sono scelti un nemico maledettamente difficile da combattere,e che li mettera’in riga al piu’ presto.

  7. Lorenzo Boffelli scrive:

    Indignato. Io peró vorrei che il PD avesse il coraggio di non candidare piú condannati.

  8. C’è da dire, però, che se vogliamo pretendere che quelli del centrodestra autorizzino a procedere, anche noi dobbiamo sempre votare a favore dell’autorizzazione. In ogni caso.

    P.S. Ci vediamo domani ad Afragola, allora? Confermato alla scuola di politica?

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