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Giovedì in Italia è successo un fatto grave, ma se ne sono accorti in pochi. Non me ne ero accorto nemmeno io, fino a quando non ho ricevuto da Jean-Léonard Touadi una mail dei missionari comboniani di Castel Volturno e dei padri sacramentini di Caserta: contiene una denuncia di un blitz molto violento da parte delle forze dell’ordine nei confronti degli immigrati, alla ricerca di armi, droga e latitanti. Circa 300 gli uomini impiegati (polizia, carabinieri, vigili del fuoco, vigili urbani), nel corso di due irruzioni che hanno devastato l’American palace, un condominio al km 34 della Domitiana abitato da migranti, richiedenti asilo e rifugiati: la retata non ha risparmiato gli immigrati in attesa dell’autobus per andare al lavoro, alcuni dei quali sfruttati da anni nell’edilizia e nell’agricoltura campana. Spiace dirlo, ma le forze dell’ordine – partite alla ricerca di 4 spacciatori – non sono andate troppo per il sottile: sia per i danni provocati alla struttura, che è stata praticamente distrutta, sia perché nessuno dei fermati, poi deportati nei Centri di identificazione ed espulsione, aveva precedenti per droga o legami con la criminalità organizzata. E la cosa più inspiegabile è che, alla fine, non è stato trovato nulla. Ecco qui sotto alcuni passaggi della lettera dei religiosi: a voi i commenti.

“Sono neri, sono poveri, sono irregolari. Li abbiamo fatti diventare criminali. (…) Questi africani pagano l’affitto per un posto letto e il palazzo non e stato occupato irregolarmente. L’American Palace non è il ghetto, o la Soweto di Castel Volturno come una trasmissione televisiva l’ha recentemente chiamato. Quando in un palazzo ci vivono italiani, famiglie o persone singole, il palazzo viene chiamato condominio e non ci sorprende di vedere volti bianchi alle finestre, ma se a queste finestre si affacciano volti neri chiamiamo il palazzo ghetto. (…) Ferisce il fatto che in questi mesi a Castel Volturno ci sia stata una strategia che vuole colpire in maniera particolare gli immigrati africani considerati clandestini (…) suscitando una cultura popolare discriminatoria e favorendo sul litorale la guerra tra poveri. In questi anni abbiamo sempre proposto alle autorità comunali progetti per migliorare la convivenza, per lanciare ponti tra la popolazione immigrata africana e i residenti italiani. Non siamo stai ascoltati a livello comunale. Tuttavia, crediamo ancora che sia possibile costruire un percorso comune per rendere abitabile questa zona. Non crediamo che la repressione risolva i problemi di Castel Volturno. Siamo contrari alla politica discriminatoria di questo governo nazionale, che vergognosamente suscita nella popolazione chiusura e malessere (…). Certo, tra gli immigrati esiste una criminalità da debellare, ma solo se si sconfigge la camorra sarà possibile una vita diversa per tutti. Ma questa purtroppo è una battaglia oggi lontana da realizzarsi, perché la camorra è una cultura nella quale tutti noi siamo immersi e un humus nel quale cresciamo. Gli immigrati africani sono l’anello debole, discriminati per il colore della pelle, per la razza e per la loro situazione di precarietà lavorativa ed economica. Discriminazione razziale nei confronti degli africani e danaro sono alla base di queste operazioni, che hanno come solo intento quello di liberarsi degli africani. (…) Non siamo a favore dell’illegalità, ma operiamo affinché si possano creare percorsi pacifici e inclusivi degli immigrati per la loro legalizzazione, diventando così attivi protagonisti nella costruzione della società italiana”.

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9 commenti to “Polizia etnica”

  1. Fabio Boccuni scrive:

    Sai qual è la cosa che mi rattrista? Che quello che per noi è un fatto gravissimo, per molti è un fiore all’occhiello delle forze dell’ordine. C’è chi plaude al pugno di ferro e la diminuzione della percezione della sicurezza in Italia lo dimostra: più si insultano, picchiano, calpestano i diritti degli immigrati più i cittadini italiani si sentono sicuri.

  2. Marco Persichino scrive:

    Confermo pienamente quello che scrive Fabio, e da vecchio estremista di destra ti assicuro che dara sicuramente adido a gruppi di giovani estremisti di mobilitarsi per finire quello che hanno fatto gli “amici” sbirri! .

  3. Marco Sisi scrive:

    Concordo totalmente con Fabio. Se fosse successo a Roma?

  4. Stefano scrive:

    Su Youtube ho trovato questa video-testimonianza di un padre comboniano e di un immigrato sull’episodio in questione.

    http://www.youtube.com/watch?v.....17978.html

  5. magociclo scrive:

    L’episodio segnalato dai missionari comboniani di Castel Volturno e dai padri sacramentini di Caserta è gravissimo, ma la responsabilità non va attribuita alle (sole) forze dell’ordine. Altrimenti sarebbe avvalorato il teorema che emerge dalla sentenza del processo per i fatti alla “caserma” Diaz durante il G8 di Genova: alcuni agenti e responsabili locali delle forze dell’ordine hanno agito violentemente di loro iniziativa.
    No, no!! qui parliamo di un clima avvelenato, da mesi, da organi di stampa e da politici, non so se più miopi, ignoranti o in malafede.
    Si continua a demonizzare il diverso, la persona di colore, il ROM, ma anche il povero, l’homeless, chiunque non risponda ad un “tipo” (definito poi chissà da chi) di uomo bianco perbene. Questa, prima di essere una schifezza morale, è una stupidaggine, ma purtroppo, nell’Italia delle Isole Famose e delle Talpe produce i suoi effetti.
    E così siamo costretti a leggere ogni giorno di clochard cosparsi di benzina e arsi vivi, di caccia agli zingari, di prefetti rimossi perché non avevano voluto prendere le impronte dei bambini ROM, di espulsioni degli immigrati e così via.
    Per carità, continuiamo a saperci indignare di fronte a questi abomini contro l’Uomo!

  6. Marco Fauzi scrive:

    Certo che le forze dell’….. “ordine” (!!!) dovrebbero andarci con un po’ più di cautela soprattutto se si tratta di controlli a gente comune indifesa, mica siamo in uno stato di guerriglia! Distruggere un palazzo è un gesto che fa venire i brividi….

  7. Stefania scrive:

    Posso pubblicare il suo post sul mio blog e girarlo tra gli amici dell’animazione missionaria? sabato abbiamo fatto un’incontro formativo proprio sull’immigrazione con un’esperto del Vis.

  8. andreasarubbi scrive:

    @ Stefania: certamente.

  9. Stefania scrive:

    Grazie. L’ho postato sul blog di facoltà, visto che ci stavamo interrogando sul senso reale dello spot del Ministero del Lavoro, sull’integrazione degli immigrati……, in più è arrivato ad una 50 di amici che con me condividono il cammino di animazione missionaria, e il corso on line del Vis “Educare ai Diritti Umani”
    Ora c’è qualcuno in più che sà cos’è successo!

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