Di fesserie sul mio conto ne avevo già lette mesi fa, in campagna elettorale, e mi ci ero pure arrabbiato. Stamattina, invece, mi sono messo a ridere, dopo aver letto l’articolo di Italia oggi che ricostruisce i veri motivi della mia astensione di ieri sulla missione in Georgia.

Ai televisivi il Pd sta stretto: inizia Sarubbi
Andrea Sarubbi cerca il distacco dal Partito democratico che lo ha appena eletto in Parlamento? La voce gira da qualche settimana, alla Camera dei deputati. Ieri, durante la seduta che era presieduta da Rocco Buttiglione, ha citato un vecchio democristiano come Enzo Scotti e ha voluto astenersi durante una votazione sul tema delle missioni militari, in dissenso dal suo gruppo. C’è chi dice che “si è già stufato dell’esperienza di onorevole e freme dalla voglia di tornare nel suo piccolo schermo”, altri (nel suo stesso partito, il Pd) sussurrano di “pressioni del Vaticano, che è nel suo cuore e che era il dominus delle sue trasmissioni che conduceva su Raiuno”, fino a quelli che dichiarano che Sarubbi “non è il tipo che può stare per cinque anni all’opposizione”. Ieri, per motivare il suo dissenso dal Partito democratico, Sarubbi ha ricordato che da giovane è stato obiettore di coscienza. Sì, forse è un passo verso una scelta più impegnativa, e che farà dispiacere il segretario Walter Veltroni, che ama portare i “televisivi” nelle aule parlamentari: è già accaduto con Michele Santoro.

Un romanzo, praticamente: un misto tra giallo e fantascienza. Gole profonde, dettagli inquietanti: forse neppure la presidenza di Buttiglione era casuale. Anche se non ho capito bene la fine: voglio tornare in tv o voglio cambiare partito? E il Vaticano cosa preferisce? Qualcuno, per piacere, me lo dica. Io, nel frattempo, ho risposto all’autore dell’articolo.

Caro Pierre de Nolac,
è vero che “a pensar male spesso ci si azzecca”, ma questo davvero non è il caso. Non sono stanco della mia esperienza parlamentare, tanto meno del Pd. Si fa dietrologia sulla mia astensione di ieri riguardo alla missione in Georgia… ma per andare con chi, visto che tutti i gruppi parlamentari hanno votato a favore? Bastava leggere la mia dichiarazione di voto: favorevole alla missione in sé, ma contrario alle modalità di copertura finanziaria, visto che sono state tolte le ultime briciole alla cooperazione internazionale. Ero stato proprio io a denunciare i tagli del 56 per cento, in un question time di qualche settimana fa che evidentemente Le è sfuggito. E chi dovevo citare se non il sottosegretario agli Esteri che si sta occupando della cooperazione, Enzo Scotti? È “un vecchio democristiano”, ricorda Lei. E allora?
Guardi, Le do una mano. Oltre ad aver citato ieri un vecchio democristiano, ho esordito in questa lettera con un detto di Andreotti. Nell‘intervento in Aula sulla Finanziaria ho nominato La Pira, De Gasperi e Dossetti. Le dirò di più. Con me, ieri, si sono astenuti altri colleghi, alcuni dei quali (Enrico Gasbarra e Luisa Bossa) hanno svolto interventi simili al mio. Ma è solo se andrà a leggere il resoconto stenografico che troverà la chicca: mi ha applaudito Ermete Realacci, il ministro dell‘Ambiente del governo ombra di Veltroni. Coraggio, ce n’è a sufficienza per il prossimo scoop.

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11 commenti to “Dietrology”

  1. magociclo scrive:

    Eddai, dicci la verità, spiegaci perché non puoi stare 5 anni all’opposizione!!

  2. bravo! sia per l’atteggiamento parlamentare sia per la bella risposta.
    ciao

  3. giuseppe scrive:

    Bravo andrea….. cerca di resistere però …

  4. ManuelaR scrive:

    bella risposta!

  5. gaia scrive:

    pierre de nolac : una pentola di livore!!!bah,appena gli tocchi le armi ……

  6. Ilaria Beneduce scrive:

    Già… è piaciuta anche a me la tua risposta!

  7. francesco\ scrive:

    sono solamente UNA BANDA DI CIALTRONI!

  8. emanuele scrive:

    Caro Andrea, ti propongo una “riflessione nottura” (come Martini a Gerusalemme…) dopo un’inerminabile giornata di studio. Non voglio fare il “grillino”, l’”anti-sistema” o il qualunquista… Ma sinceramente ritengo che tra le conseguenze nefaste della seconda Repubblica vi sia stato il decadimento totale del giornalismo in Italia: noto con sempre maggior evidenza che la carta stampata focalizza la propria attenzione sul “gossip” politico. Voci, indiscrezioni di corridoio, si dice che, cosa?, chi? boh!

    E a volte sono tentato a pensare… Non abbiamo percaso sommerso la nostra coscienza ed il nostro libero esame in un oceano di mistificazioni? I giornalisti, inconsciamente o intenzionalmente, magari spinti da fremiti ideologici che stanno dilaniando questo paese, non sono propensi a manipolare i fatti e la verità storica senza scrupoli? Conviene ancora oggi acquistare i quotidiani, rinfocillati di chiacchericci inutili e di polemiche sterili? Oppure conviene affidarsi alla “rete”, per ricercare una “briciola di verità” quasi fosse un prezioso tesoro nascosto? E ancora: devo essere felice quando in televisione sono presenti, in qualsiasi trasmissione televisiva, i direttori dei giornali, nelle vesti di esponenti di partito?

    Forse aveva ragione Gaber quando diceva che in fondo, pare quasi tutto un teatrino… in cui da un lato ci si contrappone, ci si scontra, ci si insulta.. e dall’altro ci si scambia dei pizzini, compiacenti, nelle trasmissioni televisive o si impiantano dei chiodi su poltrone di presidenze di commissione, strizzando l’occhio a quella parte politica in realtà non deputata ad eleggerti e smentendo quanto promesso qualche giorno prima…

  9. Daniele "Moridan" scrive:

    Ciao Andrea, no comment sul campionario di approssimazione giornalistica del pezzo “incriminato” (sono le cose che ti fanno vergognare di essere iscritto all’Ordine dei giornalisti…) e naturalmente complimenti per la risposta eccezionale. Continua così: la strada è quella giusta! DM

  10. andreasarubbi scrive:

    Ci credete che Italia oggi non ha pubblicato la mia smentita? Ho mandato una mail di protesta al direttore… allucinante!

  11. redazione scrive:

    La smentita di Andrea è stata pubblicata sabato, dopo la sua mail di protesta. Archiviamo il tutto nella sezione Sala Stampa.

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