Lega

Pochi ma buoni? Detta dopo il Brexit, sembra la volpe e l’uva. Ma ora l’Italia può guadagnare peso e incidere di più nelle politiche strabiche dell’Ue.

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Che cosa resta del consenso di Renzi delle Europee? Come va il M5S post-Casaleggio? Come se la passa la destra? Dalle amministrative si capisce qualcosa.

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Dice mons. Suetta, vescovo di Ventimiglia, che le emergenze arrivano all’improvviso. Dei migranti si sapeva, ma si è chiuso il centro della Croce Rossa.

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Attenti alle caricature di Hofer, in testa alle presidenziali in Austria: più che un voto nazista sui migranti, è un voto nazionalista sull’Europa.

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Sadiq Khan è sindaco di Londra, come Fiorello La Guardia lo fu di New York. E qui è ancora una notizia.

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La morte di Casaleggio per il M5S è una prova di maturità non facile. Se ne va un uomo che, da dietro le quinte, ha cambiato la politica italiana.

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Berlusconi non è più Berlusconi, ognuno va per conto suo. Giorgia Meloni vede passare il treno e ci sale: anche a destra è l’ora di ammazzare il padre.

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La minoranza Pd tende la mano. E quando hai con te Verdini, il re del Parlamercato, sei in una botte di ferro. Ecco perché Renzi al Senato dorme tranquillo.

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Dopo gli US Open, l’onnivoro Renzi è accusato di speculare sui successi sportivi. Anche dal partito di Berlusconi, che ci ha costruito il proprio consenso.

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Il centro da occupare, il partito visto come una valigia pesante, persino il linguaggio: nel Renzi di ieri all’assemblea Pd c’è parecchio Berlusconi.

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